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Il Cammino della Luce
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Il Cammino della Luce
E-book205 pagine2 ore

Il Cammino della Luce

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Info su questo ebook

Il viaggio dei due protagonisti, alle prese con i disagi della propria esistenza, li guiderà alla scoperta delle origini dei malesseri nati nel presente ma derivanti dal loro passato.
Un percorso altalenante tra passato e presente per comprendere il significato del karma e delle vite ad esso legate.
Ogni lettore potrà vedere la sua vita come riflessa in uno specchio, percepirà la storia dei protagonisti come se gli appartenesse, scoprendo come, dopo ogni caduta, ci si possa rialzare, comprendendo così, il significato della propria esistenza imparando ad affrontare le sfide che la vita gli porta.
LinguaItaliano
Data di uscita21 dic 2017
ISBN9788827539064
Il Cammino della Luce
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    Anteprima del libro

    Il Cammino della Luce - Michela Salotti

    NOTE

    MICHELA SALOTTI – ROBERTO FABBRONI

    MICHELA SALOTTI – ROBERTO FABBRONI

    I L CAMMINO

    DELLA

    LUCE

    I fatti e i personaggi e le opinioni riportate in questo libro impegnano esclusivamente gli Autori. Qualsiasi riferimento a fatti o persone realmente esistiti è puramente casuale.

    Per l’applicazione si ringraziano:

    Max Gabbiani voce della meditazione guidata sul DNA

    Roberto Benassi ed Emilio Braghieri per il montaggio audio

    A tutti coloro che hanno

    il coraggio di ascoltare,

    nel silenzio della propria anima,

    la voce del loro cuore,

    imparando a vivere

    il presente come un dono.

    INDICE

    7 Prologo

    9 Capitolo 1

    17 Capitolo 2

    23 Capitolo 3

    29 Capitolo 4

    33 Capitolo 5

    39 Capitolo 6

    45 Capitolo 7

    51 Capitolo 8

    53 Capitolo 9

    57 Capitolo 10

    65 Capitolo 11

    69 Capitolo 12

    73 Capitolo 13

    77 Capitolo 14

    83 Capitolo 15

    93 Capitolo 16

    99 Capitolo 17

    105 Capitolo 18

    111 Capitolo 19

    115 Capitolo 20

    119 Capitolo 21

    123 Capitolo 22

    127 Capitolo 23

    137 Capitolo 24

    143 Capitolo 25

    155 Capitolo 26

    159 Capitolo 27

    163 Capitolo 28

    167 Capitolo 29

    171 Capitolo 30

    183 Capitolo 31

    191 Capitolo 32

    199 Capitolo 33

    205 Capitolo 34

    209 Capitolo 35

    215 Capitolo 36

    221 Capitolo 37

    225 Epilogo

    231 Ascolto meditazione

    232 Viaggio nel Mondo di Sotto

    234 Viaggio nel Mondo di Sopra

    236 Meditazione Guarigione dell’Anima

    240 Meditazione Attivazione DNA

    242 Mudra Forza Vitale

    243 Gli Autori

    246 Ringraziamenti

    PROLOGO

    Piacenza, Italia

    Josh

    « C iao Josh, vieni accomodati.» Il dottor Bianco mi sorride e mi indica con la mano un uomo dallo sguardo magnetico; è rasato e porta un pizzetto ben curato «Ti presento il dottor Robert Mc Cormic, come ti avevo accennato nell’ultima seduta, sarà lui che ti farà l’attivazione del DNA con il metodo che canalizza: la Summa Aurea.»

    Mc Cormic si avvicina senza staccare lo sguardo da me, mi tende la mano ed io a mia volta gliela porgo. «Josh è un piacere!» mi dice, la sua stretta di mano è una morsa, fa trapelare la sua grande forza interiore ed una sicurezza che non sembra essere di questo mondo… ma chi è questo uomo?

    Non so perché ma mi sembra di conoscerlo già, è così familiare; le nostre mani sono ancora unite e mi sembra di percepire una scarica elettrica, quanto calore, quanta energia che emana quest’uomo…

    Lo sguardo di Mc Cormic diventa più intenso « Ti stavo aspettando. » Poi con un ammaliante sorriso conclude « Benvenuto tra noi! »

    CAPITOLO 1

    Oceano Atlantico

    35.000 a.C.

    T u...tum…tu…tum … nella corsa frenetica verso la salvezza, Hept poteva udire solo il suo respiro affannoso e il martellare incessante del suo cuore. Voleva percepire se gli erano già alle calcagna, ma la paura gli impediva di avere qualunque contatto con la realtà; correva e correva, senza tregua, come se un’energia mai avuta lo spingesse ad andare avanti senza controllo; stringeva in pugno il suo coltello, lo aveva lavorato per molto tempo ricavandolo dagli ossi di un grande animale, ma con quell’unica arma a disposizione non si sarebbe potuto difendere. «Dove sono? Dove devo andare… di qua!!!» disse percependo come una forza misteriosa che lo spingeva a prendere una direzione.

    Erano già due estati che lui ed il suo popolo erano stati catturati dalla tribù dei Mangiaossa, uomini spietati dalle sembianze animalesche che li avevano resi schiavi e uccisi uno alla volta in terrificanti rituali in cui venivano tenuti vivi mentre pezzi del loro corpo venivano staccati per essere mangiati.

    I cannibali arrivavano fin a succhiare l’interno delle ossa, in modo particolare quelle della schiena mentre lo sfortunato di turno si rendeva conto di tutto quello che gli veniva fatto finché non aveva la fortuna di morire. Ma ora lui era riuscito a fuggire, era di nuovo libero.

    «Mi stanno inseguendo - disse tra sé e sé - con il loro fiuto sviluppato non faranno fatica a trovarmi.» Il terrore di questo pensiero gli fece ronzare la testa.

    Uno schiocco improvviso dietro alle sue spalle lo fece trasalire, era il rumore di un ramo che si spezzava; di scatto si voltò a guardare…per un istante il suo cuore si fermò «No! Il segugio… » disse con un filo di voce.

    Il cacciatore più forte dei Mangiaossa era a pochi metri dietro di lui, lo aveva individuato e ora lo puntava, come una tigre dai denti a sciabola mira la sua preda. Non aveva nulla di umano, occhi piccoli e glaciali, un corpo mastodontico rivestito con pelliccia animale, il cranio schiacciato e gli ispidi capelli sporchi gli conferivano un aspetto terrificante e privo di scrupoli.

    Hept riprese la sua corsa, le gambe sembravano muoversi da sole, sentiva sempre più vicina la presenza incombente dell’uomo-bestia. D’improvviso un sasso nascosto tra le fronde lo fece cadere a terra. «Non ho più speranza…» disse l’uomo mentre la paura aumentava a dismisura tanto da fargli credere che il suo cuore sarebbe esploso da un momento all’altro.

    Disteso, con il volto schiacciato al suolo, aspettava la morte, quando una voce tuonò nella sua mente Tieni saldo il coltello e voltati quando io te lo dirò. Questa voce! Da qualche giorno la percepiva in sogno insieme all’immagine di un masso dalla forma simile ad uno spicchio di luna. Decise di assecondare la voce, in fondo non gli restavano altre scelte.

    Percepì il Mangiaossa che, ormai sopra di lui, si stava lanciando sulla sua schiena per ucciderlo… Hept strinse forte la sua arma pronto a scattare… Ora!!! sentì urlare la voce nella sua testa e guidato da una forza improvvisa, si girò affondando l’affilata lama di osso nella gola dell’uomo-bestia recidendogliela di netto.

    In pochi attimi il cacciatore si dissanguò emettendo rantoli agghiaccianti. Hept, animato da una forte scarica di adrenalina, svelto, spostò il cadavere in una direzione diversa da quella che lui sapeva di dover seguire, e cancellò le tracce di sangue ricoprendole con delle foglie, per depistare il resto dei cacciatori che lo stavano inseguendo.

    Li sentiva avvicinarsi, non c’era tempo per fuggire, lo avrebbero sentito, così si nascose dietro ad alcune fronde e rimase in attesa. Eccoli! Li vide arrivare, erano in cinque; per un istante temette che fosse proprio il battito del suo cuore, tornato a martellare forte nelle sue orecchie, a farlo scoprire… fortunatamente i Mangiaossa decisero di seguire la falsa pista allontanandosi rapidi da lui.

    Ricorda -tornò a parlare la voce nella sua mente-al termine della foresta in direzione di dove sorge il sole c’è una roccia a forma di luna crescente. Sotto di essa c’è una piccola insenatura, lì troverai una barca con del cibo. Il Grande Spirito è con te!.

    Senza perdere altro tempo, l’uomo si rimise in marcia; in mezzo alla vegetazione fitta e rigogliosa si ergeva una roccia alla cui sommità si poteva intravedere una mezzaluna quasi perfetta, frutto del lavoro incessante del vento che in questi luoghi era solito arrivare in modo furibondo.

    Eccola! pensò Hept percependo un fremito di emozione. «È tutto vero allora!» con un balzo si diresse svelto sotto la roccia dove ormai era certo ci fosse il mezzo predetto in sogno che lo avrebbe condotto verso la sua salvezza. «La canoa!!!» disse con un grido di trionfo, e senza perdere tempo la spinse nelle acque gelide del grande oceano saltandovi dentro.

    «Il cibo! Sono libero!» osservò grato il giovane uomo, iniziando a pagaiare con il ramo trovato a bordo, mentre un misto di incredibili emozioni si contorcevano dentro al suo animo: forza, paura, disperazione e l’assoluta voglia di vivere!

    Erano passati alcuni giorni dalla sua fuga, ed il caldo del sole si alternava ad un mare cupo e ingrossato; Hept cominciava a perdere la speranza che fino a poco prima era stata il faro che lo aveva guidato verso la salvezza, ma che ad ogni istante si spegneva sempre più.

    «È una notte buia ed il mare è agitato, le correnti sono forti e io non riesco più a dirigere la barca; e pensare che sono qui grazie ad un sogno… » disse con lo sguardo perso nelle scure nubi rischiarate a sprazzi da qualche lampo in lontananza. «Chissà di chi è quella voce che mi ha indicato come liberarmi e dove trovare la barca per riuscire ad andarmene?»

    Hept, rannicchiato in un angolo dell’imbarcazione, abbassò il volto appoggiandolo tra le mani in segno di resa. «Sono finito in mezzo al mare, nel nulla. Sono ormai giorni che non mangio e non bevo…», alzò lo sguardo verso l’orizzonte infinito percependo una morsa mortale allo stomaco. «È finita! Non ce la faccio più… sto morendo. In tutti i casi almeno sono libero!» disse amaramente a se stesso; ormai sfinito si lasciò cadere sul fondo rimanendo privo di sensi.

    Nella sua incoscienza si sentì sprofondare, le forze lo avevano abbandonato completamente e piano piano si lasciò trascinare nel dolce oblio della morte, quando la solita voce misteriosa lo fece trasalire: Ricorda, il Grande Spirito è con te! permettendo ad un filo di luce di penetrare nel buio del suo animo.

    Gli parve di sentire delle voci e tentò di aprire gli occhi ma il chiarore del sole era troppo forte, quasi accecante… per questo li richiuse all’istante. Subito dopo Hept percepì la presenza di più mani che lo trasportarono via: il Grande Spirito è davvero con me… pensò prima di svenire nuovamente.

    Quando riprese i sensi, si trovò coricato su alcune pelli, si mise a sedere e si accorse di essere finito sopra ad un’imbarcazione di legno, circondato da un manipolo di uomini sconosciuti che usavano un linguaggio diverso dal suo. La barca era molto grande rispetto al tronco cavo sul quale era fuggito, tutti gli uomini presenti erano armati e pronti al combattimento.

    Uno di loro, dall’aspetto rozzo con lunghi capelli biondi sporchi e una folta barba riccia, si avvicinò ad Hept porgendogli una ciotola di acqua, pronunciando parole a lui incomprensibili; egli con foga la prese bevendo tutto d’un fiato, poi grato lo fissò «Non so chi siate, ma vi ringrazio per avermi accolto. Il mio nome è Hept... anche se temo sia inutile comunicare con voi.» Disse percependo un senso di impotenza.

    «Io sono Agurapia e comando questa imbarcazione», proferì l’uomo facendo trasalire Hept, «Capisco un poco la tua lingua» concluse mentre gli occhi del naufrago si riempirono di speranza. «Chi siete? Dove stiamo andando?» chiese con rinnovato entusiasmo.

    Agurapia, che si era inginocchiato per far bere Hept, si alzò in piedi «Siamo un gruppo di esploratori e stiamo cercando altre comunità pacifiche per poter scambiare i nostri prodotti.» Spiegò mentre il suo sguardo si volgeva all’orizzonte.

    «Sono passate tre lune da quando siamo partiti, ma ancora non abbiamo incontrato nessuno… fino ad oggi!» esclamò voltandosi di nuovo verso Hept e fissandolo negli occhi. «Da dove vieni? Il tuo villaggio è qui vicino???» chiese con entusiasmo, «se fosse così sarebbe stupendo!»

    Hept gli raccontò la sua storia, e di come aveva scampato la morte; si offrì di unirsi a loro aiutandoli come poteva.

    Passarono alcune giornate piacevoli grazie alle quali Hept si rimise in forze, di giorno il gruppo si dedicava alla pesca e alla sera si radunavano in cerchio mangiando e bevendo un liquido dolciastro e di color ambrato, raccontando storie di terribili creature marine leggendarie ed esibendosi in canti e musica. Hept amava la musica e aveva costruito uno strumento a fiato lavorando un pezzo di legno; il suo suono era così soave da allietare l’animo di tutti i presenti creando pace ed armonia tra il gruppo.

    Una sera, Hept si trovava a fissare il mare perché incapace di prendere sonno, quando qualcosa colpì la sua attenzione… un disco di luce di grandi dimensioni si muoveva rapido sotto la superficie dell’acqua diretto verso la loro imbarcazione.

    Quando si rese conto del pericolo decise di dare l’allarme «C’è qualcosa sotto la barca…dobbiamo virare!» urlò, ma non riuscì a terminare la frase che l’imbarcazione ebbe un forte tremito che lo fece cadere al suolo violentemente; la rudimentale nave iniziò ad impennarsi sopra una montagna d’acqua che si erse improvvisamente dal mare, fino a pochi istanti prima calmo.

    Le persone, prese dal panico, iniziarono a cercare qualcosa a cui potersi aggrappare. «È un mostro del mare!» gridò qualcuno disperato.

    Hept afferrò un palo e cercò di legarsi ad esso con una coperta mentre la nave si impennava sempre di più. Il giovane uomo vide cadere alcuni uomini in mare e riuscì a capire il motivo di quella catastrofe… una struttura gigantesca, simile ad un’enorme bolla di luce, stava sorgendo dalle acque ribaltando completamente l’imbarcazione. «Questa è davvero la fine…» riuscì a sibilare prima di essere inghiottito in un vortice gelido senza più via di scampo.

    Hept – Illustrazione di Lucia Arduini

    CAPITOLO 2

    Piacenza, Italia

    Oggi

    Josh

    « M a come? Non è possibile che quella maledetta connessione VPN continui a piantarsi!!.» Picchio con ferocia un pugno sulla scrivania. Il monitor di destra ricomincia a friggere; un colpetto e si rimette a posto. Accidenti ne ho già fatto fuori un altro in questo modo. Cade pure la mia adorata matita a mine 0.7 rosa che mi accompagna fin dagli inizi

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