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Sotto il fiume

Sotto il fiume

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Sotto il fiume

Lunghezza:
69 pagine
36 minuti
Pubblicato:
Dec 1, 2017
ISBN:
9788832921182
Formato:
Libro

Descrizione

Nina, Lisa e Andrea sono tre amici affiatati e curiosi come veri esploratori.
In vacanza sulle coste del Mare del Nord in Germania, conoscono Anna, una loro coetanea che li guida nel Parco Naturale del Wattenmeer. Qui vivono giornate spensierate e intense nell’esplorazione del watt, il fondale del mare, alla ricerca di stelle marine, conchiglie, piccoli granchi; si divertono sulla diga con gli aquiloni o in giro con le biciclette. Tra un’avventura e l’altra, si impegnano nel salvataggio di un cucciolo di foca. Poi, il ritrovamento di una lettera scritta da un ingegnere olandese riporta alla luce il Burchardi Flood, una terribile mareggiata che, nel 1632 in un paese vicino, a dove i tre ragazzi stanno soggiornando, portò alla distruzione della diga, del palazzo e del territorio circostante. Le parole del sopravvissuto li fa riflettere sui cambiamenti ambientali prodotti dal clima e sul rapporto con la Natura.
Purtroppo le vacanze stanno per finire e allora il trio decide di…
Una bella storia di avventura e di amicizia.
Pubblicato:
Dec 1, 2017
ISBN:
9788832921182
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Anteprima del libro

Sotto il fiume - Marisa Piccioli

291-303

Prima parte

1

Sotto il fiume

Siamo nell’Elbtunnel. Sopra di noi scorre l’Elba.

È emozionante passare sotto un fiume! esclamò Andrea.

Nella galleria, il camper correva veloce lungo la corsia dell’autostrada.

Nina, Lisa e Andrea, tre amici inseparabili, erano in vacanza sulle coste del Mare del Nord in Germania, insieme ai genitori di Nina. Il viaggio in camper si prospettava denso di avventure e meraviglie e loro non volevano farsene scappare nessuna!

Lisa respirò profondamente, poiché le luci basse e la velocità le mettevano ansia. In preda al panico, si mise a contare il tempo che passava, i minuti che correvano.

Tra un po’ sarà tutto finito! Chiuse gli occhi, pensando quando li riaprirò, finalmente saremo all’aperto.

Comparve un lontano puntino bianco, poi un bagliore accecante all’esterno, quando la radio riprese a trasmettere musica.

Scorsero infine le ultime case della periferia di Amburgo.

Il paesaggio era ormai cambiato; i campi coltivati e i prati verdi risaltavano nella chiara luminosità del mattino.

Dopo circa un’ora di strada, alla loro destra videro un canale piuttosto ampio, dalle sponde regolari, solcato da alcune imbarcazioni.

Il padre di Nina spiegò: Quello è il canale di Kiel. È stato costruito alla fine dell’Ottocento per consentire il passaggio delle navi dal Mare del Nord al Mar Baltico. Parte da questa cittadina, Brunsbüttel, e arriva a Kiel, una grande città portuale sul Baltico.

Che strano nome Brunsbüttel! disse Nina. Non riesco a pronunciarlo.

2

Il faro di Westerheversand

Arrivati a Westerhever, un piccolo paese sulle coste della Frisia settentrionale, si diressero verso il faro di Westerheversand.

Partendo dalla diga, camminarono lungo il percorso indicato sulle tavole di orientamento che raccomandavano di non lasciare la strada tracciata.

Andrea guardò il faro.

Che bello! esclamò.

La torre dai colori bianchi e rossi si ergeva alta nel cielo, visibile da lontano.

Passeggiarono lungo la via, dove i prati d’erba si alternavano ad alcuni piccoli canali e ad altri più ampi.

Le pecore brucavano tranquille.

In un punto, l’acqua aveva sommerso il prato e si bagnarono le scarpe per arrivare a vedere le indicazioni.

Questi sono prati salati, disse Nina che si era documentata. Si trovano poco al di sopra del livello del mare. L’acqua li copre tutte le volte che arriva l’alta marea. Vi crescono piante speciali resistenti a un ambiente umido, come l’artemisia marittima e la salicornia.

Attraversarono poi un tratto, dove gli animali non potevano passare e la mamma di Nina, Irene, spiegò: Qui le pecore non possono pascolare, sono distese protette che hanno favorito la ricomparsa di piante prima estinte. Queste erbe costituiscono lo spazio vitale per specie rare di insetti e di ragni.

Salirono l’altura su cui si trovava il faro affiancato da due abitazioni dai tetti rossi, ammirati dalla vista insolita e affascinante. Le ampie distese verdi alternate agli acquitrini arrivavano fino a un tratto di spiaggia su cui il mare stava riprendendo lentamente il proprio spazio.

Di ritorno, seguirono uno stretto e vecchio viottolo lastricato di mattoni, precluso al passaggio delle biciclette e camminarono ancora tra i canali di marea attraversati da ponti e recinti.

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