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Italia Criminale dei Misteri - "Professione detective" - un ex agente Criminalpol racconta...: Terza parte - I grandi nomi dell'investigazione

Italia Criminale dei Misteri - "Professione detective" - un ex agente Criminalpol racconta...: Terza parte - I grandi nomi dell'investigazione

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Italia Criminale dei Misteri - "Professione detective" - un ex agente Criminalpol racconta...: Terza parte - I grandi nomi dell'investigazione

Lunghezza:
411 pagine
3 ore
Pubblicato:
Jan 22, 2018
ISBN:
9788827519578
Formato:
Libro

Descrizione

Terzo capitolo dell'inchiesta di Criminal Investigation di Fabio A. Miller Dondi. Questa è la terza parte del libro “Italia Criminale dei Misteri – Professione detective” e riguarda la descrizione dei profili dei più celebri poliziotti italiani, dei nostri più noti investigatori e di alcuni conosciutissimi ispettori delle Polizie straniere.
In particolare, l’autore, ha dedicato alcuni capitoli al noto investigatore Tom Ponzi, considerato il detective n. 1 in Italia e ad altri celebri poliziotti stranieri tra cui l’ispettore Thomas Butler e Anna Maria Albert Labro.
Tra le figure di Commissari presenti nell’opera spicca quella di Mario Nardone che negli anni ’60 ha creato la Criminalpol italiana, Giuseppe Montesano, l’indimenticabile Commissario di Torino, Achille Serra, l’irripetibile “superpoliziotto” di Milano, che ha contribuito in prima persona a smantellare la famigerata “Banda Vallanzasca”.
Ampio spazio è dedicato anche ad alcuni fra i più celebri marescialli che la Polizia italiana ricordi. Ne citiamo alcuni: Arnaldo Petronella, Ferdinando Oscuri, Nino Giannatasio, Renato D. Blasina, Sergio Bazzega e Domenico Daugenti. 
Informiamo i lettori che questa terza parte del libro “Italia Criminale dei Misteri – Professione detective” è stata particolarmente arricchita con la citazione di una serie di episodi, alcuni dei quali esclusivi e provenienti da attendibili e riservate fonti confidenziali, che non sono mai stati pubblicati da nessuna testata giornalistica e quindi costituiscono un’esclusiva rilevante che aggiunge ulteriore valore storico e documentale all’intera opera.
Sono circa 400 pagine in cui l’autore racconta delle numerose figure di personaggi della nostra Polizia e dell’investigazione italiana, Fabio Miller Dondi, dedica un'ampia sezione di questa terza parte del libro a due esclusivi Memoriali concessi all’autore da due stimatissimi colleghi, i marescialli Petronella e Daugenti, che descrivono tanti aspetti della loro straordinaria carriera nella Polizia italiana e le numerose esperienze vissute direttamente sul campo e per le quali hanno fornito un prezioso contributo professionale.
Un capitolo è infine dedicato ad alcune tra le migliori donne poliziotto italiane degli ultimi 30 anni, che al pari degli uomini, hanno dato prova di grande capacità investigativa e serietà professionale. Tra queste: i Commissari Daniela Stradiotto e Alessandra Bucci e poi le Ispettrici Stefania De Bellis e Silvia Fabi che si sono particolarmente distinte per innumerevoli e brillanti operazioni di P.G.
Pubblicato:
Jan 22, 2018
ISBN:
9788827519578
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Anteprima del libro

Italia Criminale dei Misteri - "Professione detective" - un ex agente Criminalpol racconta... - Fabio A. Miller Dondi

Copyright

Titolo

ITALIA CRIMINALE DEI MISTERI - Professione detective

Criminal and Private Investigations

TERZA PARTE – I GRANDI NOMI DELL'INVESTIGAZIONE

Fabio A. Miller Dondi

Italia Criminale dei Misteri - Terza parte - I grandi nomi dell'investigazione

Fabio A. Miller Dondi

Italia Criminale dei Misteri

PROFESSIONE DETECTIVE

" Criminal and Private Investigations"

Un ex Agente della Criminalpol racconta…

Casi aperti e fatti di Cronaca degli ultimi cinquant’anni

L’esperienza con TOM PONZI, il più celebre detective italiano e quella con i Commissari Nardone, Montesano, gli Isp. Petronella, Daugenti e altri

TERZA PARTE – I GRANDI NOMI DELL'INVESTIGAZIONE

Streetlib

Collana Vita Vissuta

Dedica

Dedico questo libro a mia madre Enza che ha superato i 92 anni e ad una figlia che non ho mai conosciuto, Rebecca Sarah-Jane di 29 anni, che attualmente vive a New York con la madre Dorothy Isabel Stephenson.

Ringraziamenti

Un particolare ringraziamento va al curatore del libro, il giornalista pubblicista ferrarese Beppe Amico, che grazie alla sua vasta esperienza nel campo editoriale, alla sua competenza e alla sua professionalità, mi ha seguito in tutte le fasi del processo di produzione e mi ha consigliato come organizzare l’iter di pubblicazione dall’idea creativa, fino alla distribuzione finale dell’opera sul mercato.

Essendo io alla mia prima esperienza come autore, i suoi consigli mi sono stati utilissimi, l’assistenza prestata si è rivelata davvero preziosa, soprattutto riguardo alle numerose tematiche editoriali e alle strategie editoriali che sono state curate con grande competenza e preparazione.

Alcune sue idee tecnologicamente innovative, hanno sicuramente arricchito di un valore aggiunto l’intera opera che vi propongo con comprensibile orgoglio.

Fabio A. Miller Dondi

Ferrara, gennaio 2018

Note editoriali e copyright

" Viviamo in un mondo malvagio, e quando un individuo intelligente decide di dedicarsi al crimine, è davvero la cosa peggiore" (Arthur Conan Doyle), Le avventure di Sherlock Holmes, 1892.

Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai la cura di osservare ( Sherlock Holmes).

Autore: Fabio A. Miller Dondi

Edizione stampata: Lulu Enterprise America – StreetLib

Edizione e-book: StreetLib

Copertina: Beppe Amico per Ega web design

Immagini: pixabay.com – archivio privato dell’autore

Pagina Facebook: www.facebook.com/fabiomillerdondi

Email: italiacriminale@virgilio.it

© Copyright 2018: Proprietà letteraria riservata

Avvertenza

Avvertiamo i gentili lettori che per ragioni di ottimizzazione editoriale, il presente progetto digitale è diviso in tre distinti volumi.

Questa è la terza parte del libro Italia Criminale dei Misteri – Professione detective e riguarda la descrizione dei profili dei più celebri poliziotti italiani, dei nostri più noti investigatori e di alcuni conosciutissimi ispettori delle Polizie straniere.

In particolare, l’autore Fabio A. Miller Dondi, ha dedicato alcuni capitoli al noto investigatore Tom Ponzi, considerato il detective n. 1 in Italia e ad altri celebri poliziotti stranieri tra cui l’ispettore Thomas Butler e Anna Maria Albert Labro.

Tra le figure di Commissari presenti nell’opera spicca quella di Mario Nardone che negli anni ’60 ha creato la Criminalpol italiana, Giuseppe Montesano, l’indimenticabile Commissario di Torino, Achille Serra, l’irripetibile superpoliziotto di Milano, che ha contribuito in prima persona a smantellare la famigerata Banda Vallanzasca.

Ampio spazio è dedicato anche ad alcuni fra i più celebri marescialli che la Polizia italiana ricordi. Ne citiamo alcuni: Arnaldo Petronella, Ferdinando Oscuri, Nino Giannatasio, Renato D. Blasina, Sergio Bazzega e Domenico Daugenti.

Informiamo i lettori che questa terza parte del libro Italia Criminale dei Misteri – Professione detective è stata particolarmente arricchita con la citazione di una serie di episodi, alcuni dei quali esclusivi e provenienti da attendibili e riservate fonti confidenziali, che non sono mai stati pubblicati da nessuna testata giornalistica e quindi costituiscono un’esclusiva rilevante che aggiunge ulteriore valore storico e documentale all’intera opera.

Si tratta di circa 400 pagine in cui l’autore racconta la sua esperienza professionale come agente della Criminalpol nel capoluogo lombardo all’inizio degli anni ’70 e la sua successiva attività di investigazione come detective privato con le sue agenzie di Milano, Forlì, Ravenna e Ferrara.

Nel corso della presentazione delle numerose figure di personaggi della nostra Polizia e dell’investigazione italiana, Fabio Miller Dondi, dedica un'ampia sezione di questa terza parte del libro a due esclusivi Memoriali concessi all’autore da due stimatissimi colleghi, i marescialli Petronella e Daugenti, che descrivono tanti aspetti della loro straordinaria carriera nella Polizia italiana e le numerose esperienze vissute direttamente sul campo e per le quali hanno fornito un prezioso contributo professionale.

Un capitolo è infine dedicato ad alcune tra le migliori donne poliziotto italiane degli ultimi 30 anni, che al pari degli uomini, hanno dato prova di grande capacità investigativa e serietà professionale.

Afferma l’autore: "ho voluto dare risalto alla nostra Polizia Femminile citando alcuni personaggi che non dimenticherò mai. Tra questi i Commissari Daniela Stradiotto e Alessandra Bucci e poi le Ispettrici Stefania De Bellis e Silvia Fabi che si sono particolarmente distinte per innumerevoli e brillanti operazioni di P.G. Nulla da invidiare ai colleghi maschi!

Disclaimer

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L'autore si rende disponibile a regolarizzare eventuali omissioni o errori di attribuzione sia in merito a quanto descritto nel testo, sia per ciò che riguarda le immagini riprodotte.

L’autore intende precisare che tutti i racconti e gli episodi qui riferiti si basano su fatti realmente accaduti e non sono frutto di fantasia. Pertanto, ogni riferimento a persone e luoghi non è affatto casuale. Tutti coloro che desiderano controllare la veridicità dei fatti narrati in questo libro, potranno farlo presso le emeroteche (luoghi dove sono custoditi quotidiani e periodici di ogni epoca).

I nomi di tutti gli appartenenti alle onoratissime Forze dell’Ordine e quelli di tutti i giornalisti citati, sono autentici. Dopo trent’anni, la legge italiana prevede che gli eventuali reati commessi cadano in prescrizione ma per ragioni di riservatezza alcuni nomi riferiti ai protagonisti dei casi proposti all’interno di questo saggio, sono stati comunque prudentemente modificati o indicati con le sole iniziali per espressa volontà degli interessati o dei loro eredi.

Sta di fatto che taluni particolari sono stati deliberatamente modificati per motivi unicamente di opportunità e discrezione ma la sostanza delle vicende narrate non è cambiata.

Premessa

Ogni società ha il tipo di criminali che si merita, affermava nel 1964 Robert Kennedy in The Pursuit of Justice. Ed è proprio così.

La criminalità e coloro che la praticano sembrano essersi evoluti al punto che non possiamo fare a meno di constatare che i fatti delittuosi commessi fin dalla notte dei tempi, hanno una loro radice in ciò che l'uomo è in quel preciso momento storico nel quale è inserito.

È un'evidenza che sta sotto gli occhi di tutti e che domina la scena del mondo. Una cosa erano i crimini commessi dai nostri progenitori, altra invece quelli compiuti dalle ultime generazioni.

Fronte di un biglietto di auguri che ricevetti alla Scuola di Polizia negli anni ‘70.

Eppure qualunque delitto, qualsiasi reato che infranga i codici legislativi di uno Stato ha indubbiamente una matrice comune: il desiderio di potere e di dominio, la sete di denaro e ricchezze (poi ci sono anche i delitti passionali e vendicativi che ledono il prestigio e l'onore delle persone).

Ricercare le cause che portano a commettere un crimine non è lo scopo che ci prefiggiamo di raggiungere con questo libro. Ci limiteremo a narrare fatti di cronaca, episodi delittuosi legati al crimine, casi che hanno dominato la scena per molti anni destando grande interesse e morbosità. Tanti di essi restano ancora oggi irrisolti.

Ma non faremo solo questo. Nel nostro viaggio nel mondo del crimine, cercheremo anche di raccontare le esperienze e i ricordi di un ex agente della Criminalpol di Milano, un importantissimo ufficio investigativo creato negli anni '60 dal famoso Commissario Mario Nardone, il più celebre Poliziotto che l'Italia abbia mai avuto dagli anni '50 fino ai giorni nostri e anche delle tante vicende vissute con i molti colleghi che ogni giorno lavoravano al suo fianco.

Parleremo anche del Commissario Giuseppe Montesano, ricordato dagli addetti ai lavori per la risoluzione di tanti casi e personaggio molto conosciuto soprattutto a Torino dove ha svolto una significativa attività investigativa come Capo della Squadra Mobile e di Tom Ponzi, forse il più celebre detective privato del nostro Paese, chiamato dagli addetti ai lavori lo Sherlock Holmes italiano.

In questo libro parleremo oltre che dell’uomo che ha creato la Criminalpol, anche di un altro pezzo da novanta nel campo dell’investigazione, l’ispettore Arnaldo Petronella, personaggio molto noto negli ambienti della Questura di Milano.

Per ciò che riguarda Nardone, chi non ricorda i casi più eclatanti da lui risolti? Quello della banda di via Osoppo, ad esempio, che nel lontano 1958 mise a segno la rapina del secolo, con un bottino di oltre 114 milioni di lire quasi interamente recuperati (oggi sarebbero miliardi) e che assicurò alla Giustizia tutti e sette gli esecutori. La rapina fu commessa ai danni di un furgone portavalori della Banca Popolare di Milano il 28 febbraio '58 e suscitò grande clamore. Fu un vero capolavoro della Mobile milanese.

Una vecchia foto del 1919 di mio nonno materno Ildebrando G. Dardi maresciallo dei Carabinieri, deceduto in Africa nel 1930 a causa della malaria.

Nel corso della rapina, i banditi non spararono un solo colpo.

I sette esecutori vennero arrestati nel giro di pochi mesi. Il capo banda e la mente del colpo fu Enrico Cesaroni poi catturato in Venezuela a Caracas, dove si era rifugiato con parte del malloppo.

La gang aveva affittato un box a Milano in Via Chinotto 40 dove aveva nascosto una parte del denaro e una vettura utilizzata per la fuga.

Qualcuno di voi forse ricorderà anche il caso di Rina Fort, una donna friulana che lavorava a Milano negli anni '40, la quale si rese responsabile di uno dei più efferati delitti che la nostra storia criminale ricordi. Per questioni di gelosia massacrò a sprangate la moglie del suo amante e i suoi tre bambini, in un appartamento di via S. Gregorio a Milano, dalle parti della stazione centrale. Le indagini e gli interrogatori furono condotti magistralmente da colui che tutti chiamavano Il Maigret Italiano, Mario Nardone, capo della Mobile milanese.

Ma prima di tutto, all’inizio della nostra analisi nel mondo del crimine degli ultimi cinquant’anni, dobbiamo imparare a conoscere l’autore Fabio Miller Dondi, che ha vissuto alcuni di questi casi scottanti di cui si parlerà in questo libro.

Dondi ricorda che fu il padre Mario ad incoraggiarlo ad arruolarsi nella Polizia.

Papà era un militare di stanza a Palermo e quindi anche per lui come lo fu per me, servire il proprio paese prestando servizio nell’esercito o in qualche corpo di Polizia era un grande onore. Ricordo anche che fu molto fiero di me quando entrai nella Criminalpol come giovanissimo agente.

Dondi afferma di essersi arruolato nella P. S. nel 1969 e di aver successivamente frequentato una Scuola di Polizia giudiziaria investigativa a Peschiera del Garda fondata da Mario Nardone che poi divenne il dirigente della Criminalpol di Milano.

Foto di Mario Dondi, padre dell’autore, quando prestava servizio nella Fanteria dell’esercito italiano.

L’autore dice di aver avuto alcune esperienze molto significative all’inizio della sua breve carriera che gli sarebbero servite tantissimo nel settore investigativo privato per svolgere la sua attività.

Successivamente, dopo aver frequentato la Scuola Pol.G.A.I." a Roma – ricorda – sono arrivato alla Criminalpol lombarda.

Ai quei tempi, il dirigente era il vice-questore Bruno Gandolfo che già conoscevo.

Tra i funzionari di quel periodo ricordo molto bene i commissari Romeo Viola e Ulderico Rainone. Naturalmente anche tutti gli altri dirigenti che si susseguirono nel corso degli anni, come ad esempio il già citato Gandolfo, poi il vice questore Pietro Sgarra che veniva dalla Squadra Mobile di Torino e i tantissimi agenti e sottufficiali che ho conosciuto e con i quali ho condotto diverse operazioni di P. G.".

Bellissimo profilo del mio indimenticabile pastore tedesco Rox che ha vissuto con me per oltre 14 anni. Tante volte mi ha accompagnato nella mia attività e mi manca tantissimo.

In questo libro tratteremo fatti di cronaca, rivolgeremo la nostra attenzione a casi clamorosi e ormai dimenticati nella convinzione che possano essere un utile strumento per le nuove generazioni che si apprestano ad interessarsi di criminologia e investigazioni.

A vantaggio di questi ultimi abbiamo pensato di dedicare anche ampio spazio alla professione di detective privato, mestiere affascinante che il protagonista di questo libro ha esercitato con dedizione e grande passione.

Fin qui abbiamo dato solo un cenno di ciò che i lettori troveranno in questa analisi dedicata al crimine e alla cronaca nera dell’ultimo cinquantennio, ma ci teniamo a dire che Dondi ha svolto soprattutto la professione di investigatore privato della quale cercheremo di capire qualcosa di più, soprattutto riguardo all’attività da lui svolta nel corso degli anni in cui ha affrontato e risolto con successo, anche con il supporto di uno staff di colleghi d’eccezione, numerosi casi giudiziari.

Un’immagine di Fabio Miller Dondi a cinque anni, ritratto con la madre in una vecchia foto degli anni '50.

Rispetto al passato però le cose sono cambiate. Fare il detective ora è molto diverso che negli anni scorsi. Abbiamo chiesto all’autore cosa è cambiato esattamente rispetto agli anni scorsi e come si è sviluppato il suo lavoro successivo nell’ambito delle investigazioni dopo l’esperienza alla Criminalpol.

Ecco cosa ci ha risposto: "Alla fine del mio periodo nella Polizia di Stato come agente, vinsi un Concorso per sottufficiali di P. S. e fui destinato alla Scuola di Polizia di Nettuno in provincia di Roma. Dopo un anno si diventava vicebrigadieri.

Alla fine della mia esperienza in Polizia ebbi l’occasione di far parte di un ufficio di sicurezza di una famosa banca italo-americana, una filiale della Bank of America di San Francisco che aveva la propria sede a Milano in Via Manzoni. L’Istituto stava cercando degli addetti alla sicurezza interna che si occupassero delle varie problematiche, come ad esempio le truffe bancarie, le falsificazioni di titoli di credito e travel cheque rubati, i sistemi di allarme, la protezione di alcune sezioni dell’Istituto come i caveaux sotterranei, i furti di titoli e altri valori contenuti nelle cassette di sicurezza, le contraffazioni di documenti bancari, ecc.

L'ex Agente Dondi al Servizio di Sicurezza della Bank of America di Milano.

Furono creati dei veri e propri uffici investigativi interni destinati alla sicurezza bancaria. Allora, non solo la Bank of America sentiva l’esigenza di introdurre all’interno del proprio organico delle figure destinate alla security, ma anche altri Istituti di Credito fecero altrettanto ed io collaborai pure per altre banche oltre che per la filiale italiana della Bank of America.

L’autore, nella sua Centrale operativa mentre impartisce ai suoi collaboratori, istruzioni inerenti ad alcuni casi trattati.

All’epoca l’ufficio di sicurezza di Milano della Banca d’America di Italia, affiliata alla Bank of America, era diretto da Umberto Bartoletti, ex commissario presso le Squadre Mobili di Genova e Milano.

I casi che venivano assegnati riguardavano soprattutto falsificazioni di titoli e carte di credito BankAmericard indebitamente utilizzate da vere e proprie bande criminali che all’epoca erano sempre più diffuse, nonché il rintraccio di debitori della banca scomparsi e truffatori già noti alle forze dell’ordine.

A quei tempi, ricordo che ci occupavamo anche di fornire alla Polizia di Stato informazioni relative a furti che avvenivano ai danni di possessori di cassette di sicurezza manomesse e forzate all’interno dei caveaux sotterranei della banca.

Risalivano a quei tempi i primi furti operati con la lancia termica che aveva un altissimo potenziale di perforazione delle pareti metalliche delle casseforti.

Negli Stati Uniti questa formula criminale era già diffusa e in Italia invece stava per venire introdotta dalla malavita. Infatti, come già detto, le banche assumevano ex poliziotti, carabinieri o finanzieri per occuparsi dei problemi legati alla sicurezza della banca.

Prestai il mio servizio presso vari Istituti di credito milanesi per più di otto anni.

Con il senno di poi

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