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Il Corpo della Sciamana: Un nuovo sciamanesimo per trasformare la salute, le relazioni e determinare il nostro destino

Il Corpo della Sciamana: Un nuovo sciamanesimo per trasformare la salute, le relazioni e determinare il nostro destino

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Il Corpo della Sciamana: Un nuovo sciamanesimo per trasformare la salute, le relazioni e determinare il nostro destino

Lunghezza:
270 pagine
4 ore
Pubblicato:
21 ott 2017
ISBN:
9788869372568
Formato:
Libro

Descrizione

Lo sciamanesimo, antico metodo di conoscenza e guarigione, è presentato in questo libro come qualcosa di pratico da poter utilizzare nella vita quotidiana per risolvere quesiti e per guarire sia spiritualmente che fisicamente.
I viaggi sciamanici descritti ed il sognare, hanno permesso di comprendere spiritualmente l'origine della malattia e di risolverla mediante l'aiuto ed il sostegno di animali guida e maestri spirituali. Strumenti di guarigione sono stati: piante, pietre e passi magici.
Pubblicato:
21 ott 2017
ISBN:
9788869372568
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Il Corpo della Sciamana - Arnold Mindell

QUINDICI

PREFAZIONE

Mi sono imbattuta per la prima volta in The Shaman’s Body qualche anno fa, mentre seguivo un seminario sugli insegnamenti dei Toltechi a Teotihuacan, poco fuori Mexico City. All’epoca lo lessi con passione e, da allora, l’ho riletto più volte, trovandolo sempre ugualmente suggestivo e pro­vocatorio.

Di sciamanesimo (un’antichissima disciplina attraver­so cui si viene a contatto con il mondo degli spiriti, con gli spiriti della natura e con animali-guida) si comincia a parlare molto anche in Italia, dove si moltiplicano i seminari e gli in­contri di vario genere con uomini e donne di medicina nativo- americani, siberiani, messicani, neozelandesi ecc. Questa diffusa attenzione, quando esula da un approccio esclusiva- mente antropologico o scientifico, o da una fascinazione esotizzante appassionata di perline piume e tamburi, indica una curiosità sia per pratiche di guarigione, che per una filo­sofia di vita, distanti dalla nostra tradizione. Sottolinea un vivace interesse nei confronti di alcune energie o dimensioni a noi poco note, e che la nostra cultura ha spesso emarginato ritenendole espressione di sensibilità e civiltà primitive. Inol­tre, l’apertura verso il mondo sciamanico è uno dei tanti ele­menti che registra una certa insoddisfazione nei confronti delle terapie conosciute (alcuni aspetti della medicina tradi­zionale, psicoterapia di vario genere o moderne correnti New Age) e suggerisce che la gente è alla ricerca di un significato più ricco e profondo da dare alla propria vita. All’alba del terzo millennio molti si interrogano in modo critico sull’Occi­dente e sulle risposte che l’Occidente ha saputo dare a pro­blemi cruciali come l’angoscia esistenziale, il dolore e la morte. Taluni ritengono che le le religioni istituzionali, nonché le pratiche psicoterapeutiche o analitiche utilizzate finora, non sempre abbiano offerto soluzioni completamente esaurien­ti. Altri hanno bisogno di esplorare nuovi territori, e, in ogni caso, la complessità del mondo in cui viviamo e la sua rapi­da multiculturalizzazione ci spingono a confrontarci con re­altà finora sconosciute.

Oggi non è raro sentirsi esiliati da un rapporto pro­fondo con se stessi e con la terra. L’inquietudine ci spinge ad affrontare un lungo viaggio alla ricerca di una dimensione a un tempo più umana e più spirituale della vita. Durante il percorso molte di noi percepiscono che i parametri fonda- mentali che strutturano la nostra percezione della realtà— quelli di spazio e di tempo—si rivelano inadeguati e che un approccio esclusivamente razionale con il mondo è povero e incompleto. Viene messa così sotto giudizio non tanto la ragione—utilissimo strumento per muoversi nel marasma dell’esistenza—quanto un uso eccessivo ed esclusivo di essa, la presunzione che, al di fuori di ciò che la ragione può percepire, analizzare e catalogare, non esista nulla o quasi. Ma nello sciamanesimo non vi sono dualismi, rigide contrapposizioni, articolazioni discrete di spazio e tempo.

Una sciamana è qui di fronte a noi e, nello stesso tempo, sta avendo un’esperienza estatica in un mondo al­tro, un mondo in cui si è recata in trance con l’aiuto di un tamburo, del canto o della danza. Il qui e il là non sono spa­zi, né momenti separati, sebbene la loro coesistenza non possa essere spiegata con la fisica tradizionale. Mindell che, oltre ad essere per formazione uno psicanalista junghiano è stato anche un fisico, spiega brevemente come certe espe­rienze sciamaniche si possano paragonare a fenomeni che si verificano nella meccanica quantistica (d’altronde già Fritijoff Kapra, nel suo II Tao della fisica aveva studiato in parallelo la meccanica quantistica e / Ching). Aprirsi allo sciamanesimo vuol dire fare un salto nel vuoto, lasciarsi alle spalle certezze consolidate e verità acquisite una volta per tutte, vuol dire accettare l’assurdo, l’imprevisto, l’illogico e lo strano come elementi normali dell’esistenza: eventi attra­verso cui lo spirito, gli spiriti, si manifestano. Vuol dire an­che—afferma Mindell—percepire con tutti i sensi, affinare quella seconda attenzione che ci permette di cogliere ciò che sta accadendo in contemporanea ad eventi ben più visi­bili e, insomma, di leggere i messaggi che il mondo circo­stante continuamente ci invia. Per vivere con pienezza— sostiene Mindell—dobbiamo attivare il corpo-che-sogna; ren­derci conto che il corpo è un incredibile strumento in grado di guidare la nostra esistenza e che, se ascoltato e vissu­to, può indurre un’eccezionale consapevolezza: può diven­tare il nostro guru.

Spesso ci sentiamo alienati da noi stessi e dalla ter­ra. In realtà una maggiore consapevolezza di sé, una mag­giore integrazione personale, va di pari passo con un au­mentato rispetto per la natura, con un rapporto che ci stimo­la ad apprezzarne non solo la bellezza paesaggistica, ma anche i ritmi, i tempi e quegli insegnamenti che, se imparia­mo a prestarle attenzione, essa ha continuamente in serbo per noi. Se rispettata, la natura garantisce il proprio ed il nostro benessere. Certo, affrontare la vita in questo modo vuol dire armarsi di umiltà e coraggio, vuol dire accettare il cambiamento come necessario e vitale per la crescita per­sonale, essere disposti a mettere in discussione un equili­brio appena raggiunto e, da ultimo, rendersi conto che la nostra vita non dipende solo da noi, che lo spirito si manife­sta guidandoci su un sentiero che potremmo fare fatica ad accettare.

Mindell che, è già stato detto, s’è formato come anali­sta junghiano nella prestigiosa Zurigo, crede che tra psica­nalisi tradizionale e pratiche sciamaniche ci possa essere un’utile integrazione. Talvolta la psicoterapia porta un pa­ziente alle soglie del mistero senza fargliele varcare; mentre lo sciamanesimo, da parte sua, è poco calato nella vita di tutti i giorni. Ognuna di queste discipline è, in qualche modo, segnata da limiti pertinenti alle culture d’origine e, forse,— suggerisce Mindell—un interscambio rispettoso e aperto potrebbe portare nuova linfa ad ambedue.

il Corpo della Sciamana è un percorso a tappe che ci guida su un sentiero di conoscenza attraverso le varie fi­gure dell’apprendistato sciamanico: il cacciatore/la cacciatrice, il guerriero/la guerriera, l’alleato/l’alleata, il dop­pio; un percorso che ci avvia su un cammino che abbia cuo­re, che sia alimentato dalla compassione, e che, soprattut­to, ci dia l’istintiva certezza di essere quello giusto. Perché la sapienza spirituale-—sostiene sempre Mindell—se priva di cuore, ricade sterilmente su se stessa. Mentre nella pri­ma parte l’autore tratta aspetti personali del cammino sciamanico, nella seconda cerca di vedere come lo sciamanesinno possa rivelarsi uno strumento per raggiun­gere una vita collettiva più armoniosa; un vivere insieme il cui scopo finale .sia la creazione di una comunità e non di una semplice, asettica convivenza tra vicini di cortile. Per raggiungere tale obiettivo, è necessario imparare ad elabo­rare i conflitti che emergono continuamente nell’ambito di vari gruppi, facendosi guidare anche dal proprio corpo-che- sogna. Ogni capitolo è infatti corredato da una serie di eser­cizi che ci aiutano a contattarlo, nonché ad avere sentore di ciò che potrebbe essere un autentico apprendistato sciamanico. Alcune parti del libro, quelle dedicate alla Cam­minata della Morte sono particolarmente innovative perchè spingono a vedere nella morte non tanto la fine e l’annichilimento totale, quanto un momento completamente Integrato dell’esistenza, un passaggio sacro in cui la vita stes­sa può realizzarsi nella sua pienezza, regalando a chi sta per abbandonarci, momenti di straordinaria libertà interiore e di allegria.

Una parola vorrei spendere su un aspetto che mi ha posto qualche problema di traduzione. Negli Stati Uniti il movimento degli Women’s Studies e il femminismo hanno posto l’accento in modo massiccio sul fatto che la lingua sia sessuata ed hanno iniziato a modificare il linguaggio cer­cando di esprimere sia il soggetto maschile che quello fem­minile (ad esempio suggeriscono di usare humankind inve­ce di mankind: ambedue le parole significano genere uma­no, ma nel secondo vocabolo è presente ¡1 prefisso man, che significa uomo). Mindell stesso ha espresso il desiderio che, nella traduzione, ambedue i generi vengano nominati. In italiano però, la ripetizione costante del maschile e del fem­minile avrebbe appesantito di molto la lettura del testo. Ho scelto quindi di tradurre il titolo al femminile e di alternare, nel libro, tra il pronome maschile e quello femminile.

Infine, voglio esprimere la mia gratitudine all’editore Maurizio Zoccatelli de II Cerchio della Luna per avermi dato l’opportunità di tradurre il libro e di condividerne gli insegna- menti.

Anna Maria Tortìglia

RINGRAZIAMENTI

Fui scioccato neli’apprendere la notizia che il mio vecchio amico, Il Professor Ben Thompson, di Antiochi College, era morto. Fui ancora più sorpreso nel venire a sapere che aveva ascoltato su cassetta il capitolo quattordi­cesimo di questo libro, La passeggiata della morte, e che aveva voluto farla ascoltare al suo funerale. L’incessante interesse di Ben in questo lavoro mi diede il sostegno di cui avevo bisogno per scovare questo scritto nel mio archivio e pubblicarlo.

Così, Ben Thompson ha ispirato la corrente versione, riveduta, del mio lavoro. Facendolo leggere al suo funerale, mi ha ricordato che le sensazioni del corpo lo avevano col­legato al corpo-che-sogna; che parti essenziali di noi sono eterne.

Avrei desiderato conoscere quando Ben era ancora vivo ciò che conosco ora, dopo aver completato questo li­bro. La passeggiata della morte, la lotta per essere noi stes­si contro le forze interiori e le regole esterne, determina in parte la lunghezza della vita individuale. La passeggiata del­la morte è una lotta contro i propri dubbi e contro la società che verte nel lasciarsi andare o meno al tempo-del-sogno: presagisce e precorre una cultura in cui creiamo e sognarne assieme.

Mi sono sentito onorato da Ben molte volte, quando ha incoraggiato alcuni dei suoi studenti migliori a venire a fare ricerca con me a Zurigo, dove lavoravo, agli inizi degli anni 70 come analista tirocinante allo Jung Institute. E, ciliegina

sulla torta, mi ha fatto conoscere Amy, mia moglie. Amy chiamò la moglie di Ben quella sera. La moglie ci disse che lui aveva registrato La passeggiata delia morte e l’aveva fatta ascoltare al suo funerale.

Ma Ben e Amy non sono le sole persone che mi hanno aiutato nella stesura di questo manoscritto. Ringrazio dulie Diamond, Jan Dworkin, Satya Gutenberg, Lesile Heizer, Robert King, Dawn Menken, Pearl e Cari Mindell, Elke Mueller, Cat Saunders, Max Schupbach e Jytte Vikkelsoe. Un grazie particolare va a dulie Diamond per alcune impagabili conver­sazioni e per il suo lavoro di redattrice. Leslie Heizer mi ha aiutato con molti dettagli. Robert King ha disegnato parec­chi terribili schizzi del nagual, e Cat Stunders mi ha salvato almeno da alcuni dei miei errori peggiori.

Carlos Castañeda e don Juan, nel Viaggio a Ixtlan, mi hanno aiutato a connettere il corpo-che-sogna alla psicote­rapia. Joan Halifax mi ha illuminato con i suoi scritti riguardo ad alcuni elementi femminili fondamentali dello sciamanesimo. Sono grato soprattutto a Quest Publisher e a Joan Houston per il suo incoraggiamento ad usare il pro­nome tu/voi, invece di noi rivolgendomi ai lettori. In que­sto modo, lei mi ha chiesto indirettamente di identificarmi con il mio sciamano e il mio maestro interiore. E, infine, Il mio amico Michael Toms di New Dimensión Radio e redat­tore capo presso HarperSan Francisco, mi ha incoraggiato a raccontare la mia storia riguardo alle pratiche occulte men­zionate nell’ultimo capitolo di questo libro; pratiche che auspicano un cambiamento della cultura basato su antiche idee sciamaniche.

Con amore esprimo la mia profonda gratitudine a quei guaritori e a quelle guaritrici aborigene, agli sciamani e alle sciamane e alle loro comunità in Africa, Australia, Canada, Giappone, Stati Uniti ed India, che hanno rinnovato il mio in­teresse nel tempo-del-sogno perseguendo stili di vita che hanno un senso e sono, allo stesso tempo, maestosi, pro­prio a causa di questa scelta. Ho cambiato i loro nomi solo seguendo un loro desiderio o per proteggerne la privacy.

​CAPITOLO UNO

IL CORPO DELLA SCIAMANA

I guaritori indigeni mi hanno insegnato che la qualità della vita dipende da sensazioni corporee collegate ai sogni e all’ambiente; a ciò che io chiamo il corpo della sciamana. Secondo i guaritori che vivono nelle aree occupate dai nativi in tutto il mondo, e secondo le tradizioni mistiche, il corpo- che-sogna della sciamana, una volta che si sia riusciti ad accedervi, è una fonte di salute, crescita personale, buone relazioni, e senso della comunità.

II corpo della sciamana (o-corpo-che-sogna) indica esperienze inusuali o stati alterati di coscienza, che bussa­no alla vostra consapevolezza di tutti i giorni attraverso se­gnali quali sintomi corporei e impulsi al movimento, sogni, e messaggi che vengono dall’ambiente

I metodi per guadagnare accesso al corpo-che-sogna presentati in questo lavoro, vengono da mie esperienze per­sonali con maestri Nativi Americani negli Stati Uniti e in Ca­nada, stregoni del Kenia, Maestri Zen giapponesi, guaritori dell’India, e guaritori aborigeni dei Territori del Nord, in Au­stralia. In tutti- i casi, ho studiato gli effetti di queste espe­rienze sciamaniche, sviluppato metodi correlati, che discuto in questo libro, e messo alla prova quei metodi negli ultimi venticinque anni nella mia pratica terapeutica, nella clinica di stati-terminali e sintomi-corporei-cronici, e in convegni inter­nazionali.

Secondo i guerrieri sciamani, i problemi di salute, i pro­blemi di relazione e le difficoltà della comunità sono tutti aspetti del vostro corpo-che-sogna, eccezionali esperienze di vita che, se non sperimentate, appaiono solo in prossimità della morte, quando si assumono droghe, o durante rituali mistici. L’accesso al corpo-che-sogna è una chiave per la vostra salute fisica e vi offre la possibilità di gettare uno sguardo profondo dentro alla natura del mondo. Questo libro cerca di rendere il corpo-che-sogna meno misterioso e più facil­mente accessibile, in modo che possiate usarlo per trasfor­mare la realtà del mondo in quel luogo speciale in cui la vita appare profonda e ricca di significato. È basato non solo su esperienze con guaritori indigeni, ma anche sul mio passato di studioso di fisica, la mia precedente pratica di analista junghiano, e il mio presente lavoro in psicologia orientata ai processi e alla risoluzione dei conflitti. Gli esercizi e i metodi in questo libro combinano la moderna psicologia e antiche pratiche sciamaniche e sono stati provati da migliaia di persone.

Ciononostante questo libro non è né uno studio ac­cademico sullo sciamanesimo, né una proposta scientifica per una nuova psicoterapia. Vuole essere personale e rac­comanda metodi pratici per guadagnare accesso al vostro corpo-che-sogna e metodi per lavorare su problemi fisici e sui sogni. Infine, esplora gli effetti che questo lavoro interiore o sciamanesimo può avere sul mondo.

Lo sciamanesimo è importante per me, non solo per­ché illumina esperienze personali, ma anche perché costi­tuisce un sentiero culturale verso un mondo futuro più so­stenibile dell’attuale.

Le origini del potere

Elementi di esperienze profonde o sciamaniche, come stati prolungati di trance, risvegli spirituali, guarigioni immediate, incontri con fantasmi, e altri eventi paranormali, sono spesso preannunciati da vari tipi di esperienze interiori o chiamate, ad esempio malattie gravi, esperienze di pre­morte, periodi di quasi-insanità, o grandi sogni di sagge figure spirituali. Nel suo libro fondamentale, Lo Sciamanesimo, Mircea Eliade presenta queste chiamate come un aspetto dello sciamanesimo caratteristico di tutto il mondo. Senza di esse, il sentiero dello sciamanesimo ri­mane incompleto.

Nelle tradizioni indigene a cui ho partecipato, gli sciamani insegnano ancora l’importanza di tali chiamate. Alcuni lettori e lettrici ricorderanno il personaggio di Carlos Castaneda, Don Juan, il quale dice che lo spirito determina il modo in cui ci identifichiamo, se rimaniamo una persona media, o se diventiamo visionari o guerrieri, capaci di sentire e seguire i segnali e il potere della terra.

La figlia del mio guaritore aborigeno australiano mi ha detto che si sta preparando e tuttavia non cerca di imparare la stregoneria o di cambiare se stessa. Deve aspettare, come i suoi antenati fecero con il suo mentore, suo padre, fino a che non avrà raggiunto l’età in cui tali insegnamenti siano permessi. Mi disse che non poteva specificare a quale età ciò sarebbe accaduto, ma mi confidò che suo pa­dre aveva settantotto anni. Mi raccontò che, analogamente, neppure lui aveva cercato di diventare un guaritore, ma che aveva aspettato fino a che i suoi genitori gli avevano passato le loro conoscenze, in età molto avanzata, proprio poco pri­ma di morire. Parlerò più avanti, in un altro capitolo, della chiamata per diventare una sciamana.

Ho constatato nella mia stessa pratica quante abilità sciamaniche comincino ad apparire quando si smette di du­bitare della realtà dello spirito. In questo momento, qualco­sa in noi si trasforma, e sviluppiamo un’attenzione profonda, una ferma concentrazione su eventi irrazionali. Questo stru­mento sciamanico di base è l’attenzione al processo del sognare. Quando la vita interiore vi chiama e voi smettete di dubitare, comincia una trasformazione personale. Ma tutto ciò non dipende dalla vostra volontà. Si può lavorare per trasformare la propria vita personale e renderla più ricca di significato, ma ottenere successo con la propria attenzione corrisponde a una benedizione: non si può ottenere con un atto di volontà. Maestri interiori ed esteriori possono pungo­larvi, ma è, infine, una scelta ultima dello spirito, quella di muovere il vostro punto di assemblaggio—il modo in cui vi identificate, il modo in cui unite le vostre diverse parti, vi com­portate, e definite il vostro senso della realtà.

Aspettare questo speciale momento rende più umili e, allo stesso tempo, costituisce una sfida. Forse tutti hanno abilità sciamaniche o intuitive, e tuttavia pochi sono capaci di usare tali capacità a piacimento. L’abilità sciamanica, come altri talenti, non è interamente a vostra disposizione. Semplicemente, non potete determinare i momenti in cui starete per avere importanti esperienze di guarigione, seb­bene vi ci possiate preparare attraverso varie pratiche, di alcune delle quali parlerò nei capitoli seguenti.

Anche la comunità in cui si vive svolge un ruolo nella chiamata sciamanica. La mia esperienza di guarigione più memorabile, tra i numerosi incontri che ho avuto con sciamani, stregoni e guaritori, accadde alcuni anni fa in Kenia. Altre popolazioni indigene mi sono sembrate più dissociate a causa del contatto con la cultura europea o occidentale. In Africa, comunque, mi divenne chiaro che la sciamana o lo stregone non possono essere studiati indipendentemente dalla loro relazione con il gruppo; la tribù.

Le nostre sciamane africane dicono che il potere di guarigione è intimamente connesso ai bisogni e ai poteri della loro gente e dell’ambiente in cui vivono. Per onorare questi poteri, non solo onoravano i cespugli intorno a loro, ma da­vano a ogni bambino che incontravano un soldo perchè, spie­gavano, i bambini erano all’origine delle loro capacità sciamaniche. Dicevano che proprio quando i bambini erano al massimo della felicità, la medicina sciamanica era più potente.

Così, il potere del corpo della sciamana non è solo suo, ma è connesso all’ambiente, ai bambini e ai bisogni di ciascuno. Ciò mi pare importante in questo momento, al­l’inizio di un nuovo secolo, perché, mentre lo sciamanesimo è rinato e il nostro interesse per le culture indigene origina­rie—proprio mentre queste stanno per sparire—cresce, al­cuni moderni studenti dello sciamanesimo pensano di poter sviluppare capacità sciamaniche semplicemente attraverso lo sforzo, l’interesse e lo studio. Ma il potere appartiene alla gente e al mondo attorno a noi. Come mi disse una volta un guaritore australiano, sogniamo come individui solo perché sogniamo tutti insieme.

Nessuno degli sciamani o delle sciamane indigene che ho incontrato si qualificava come tale durante l’intero arco della giornata. La parola sciamano, mutuata dalla cultura siberiana, si riferisce a un individuo che lavora solo part-time come guida spirituale o guaritore. La sciamana guarisce senza identificarsi unicamente o esclusivamente come guaritrice, in modo analogo a un maestro di arti marziali che lotta senza farsi coinvolgere emotivamente in un incontro.

La sciamana è indipendente dalle religioni istituzionali. La sciamana indigena fa sempre qualche sorta di viaggio psichico nel mondo degli spiriti per trovare cosa manca alla vita di tutti i giorni, viaggiando nel suo corpo-che-sogna. Le sciamane sono persone come tutte le altre e, per quanto riguarda la mia esperienza, non sembrano seguire partico­lari tipi di personalità. Alcune sciamane si specializzano so­prattutto nella guarigione, mentre altre sono sciamane guer­riere che cercano la chiave del potere e la liberazione.

Ci sono quindi sciamane di medicina, o guaritrici, e sciamane guerriere. Ma noi tutti usiamo a volte i nostri poteri per guarire gli altri o cercare di conoscerci meglio. Poteri parapsicologici e poteri medici alternativi appaiono regolar­mente come parte dello sviluppo della sciamana ma sono, in tradizioni guerriere, considerati di secondaria importanza per lo sviluppo generale di queirindividuo visionario, etereo e flessibile, il cui scopo è quello di vivere abbracciando un sen­tiero spirituale.

Persone che sentono la chiamata sciamanica devo­no, in genere, diventare seguaci di un maestro. L’apprendi­sta che evolve gradualmente è simile, per molti aspetti ad una persona in psicoterapia. Mentre molti cercano l’aiuto di un terapeuta, altri spesso sembrano cercare maestri spiri­tuali o sciamanici. Così, in un certo senso, la maggior parte degli psicoterapeuti che lavorano con eventi lontani dalla con­sapevolezza usuale—profonde esperienze corporee, tran­ce—sono visti nei sogni dei loro pazienti, come se praticas­sero una forma di sciamanesimo.

Molti pazienti in terapia si rappresentano come tipici apprendisti di una sciamana: testardi e bloccati. Potreste sentire che il vostro punto di assemblaggio, o identità, è spesso inchiodato alla realtà ordinaria. Vi chiedete perché, se il cambiamento personale dipende dallo spirito, questo spirito di solito aspetti fino alla fine dell’esistenza per aprirvi. Perché è così difficile vivere la vita piena e recettiva del guer­riero, percependo gli impulsi del corpo e seguendoli, rima­nendo in contatto con il proprio corpo-che-sogna?

Forse lo spirito non soltanto vi illumina, ma vi crea an­che dipendenza dalla realtà ordinaria. Quale altra spiega­zione potreste fornire del perché siete più spesso focalizzati sulla realtà di tutti i giorni, del perchè dubitate, vi reprimete, e vi sentite imbarazzati dalla

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