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Cronaca della Guerra del Vietnam 1961-1975

Cronaca della Guerra del Vietnam 1961-1975

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Cronaca della Guerra del Vietnam 1961-1975

Lunghezza:
1.132 pagine
18 ore
Pubblicato:
17 ott 2017
ISBN:
9788826099033
Formato:
Libro

Descrizione

La guerra del Vietnam, nella sua cosiddetta “fase americana”, terminata con la caduta di Saigon nel 1975, è stato un conflitto che ha segnato più generazioni, in America e nel mondo.
Seguendo la falsariga della “Cronaca della Seconda Guerra Mondiale 1939-1945”, Alessandro Giorgi non si limita alla puntigliosa e dettagliata elencazione delle migliaia di operazioni militari giorno per giorno sulla terra, per mare e nei cieli, con reparti coinvolti, comandanti e bilancio delle perdite, né alle decisioni politiche delle parti contrapposte. C’è l’inquadramento internazionale del conflitto nel confronto globale USA-URSS, ci sono le notizie più “nascoste” ma significative e sorprendenti nel “melting pot” che era il Vietnam di allora. Da sottolineare il rilievo dato ai teatri di guerra “segreti” in Laos e Cambogia, il ruolo riportato in giusta luce sia dell’esercito sudvietnamita che degli alleati non americani: sudcoreani, australiani, neozelandesi, thailandesi.
Parte integrante dell’opera sono le appendici con la massa di dati statistici sulle forze contrapposte e i rispettivi equipaggiamenti, le perdite materiali e umane, l’indice dei nomi, la bibliografia, e infine un ordine di battaglia che, pur nella necessaria sintesi dovuta alla dimensione del testo, è quanto di più completo e aggiornato sia disponibile ad oggi sul tema, considerato che copre le forze armate di tutti i paesi belligeranti. Anche in questo caso quindi, un’opera tra la cronaca retrospettiva e il dizionario enciclopedico senza precedenti.
Pubblicato:
17 ott 2017
ISBN:
9788826099033
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Anteprima del libro

Cronaca della Guerra del Vietnam 1961-1975 - Alessandro Giorgi

Il libro

La guerra del Vietnam, nella sua cosiddetta fase americana, terminata con la caduta di Saigon nel 1975, è stato un conflitto che ha segnato più generazioni, in America e nel mondo.

Seguendo la falsariga della Cronaca della Seconda Guerra Mondiale 1939-1945, Alessandro Giorgi non si limita alla puntigliosa e dettagliata elencazione delle migliaia di operazioni militari giorno per giorno sulla terra, per mare e nei cieli, con reparti coinvolti, comandanti e bilancio delle perdite, né alle decisioni politiche delle parti contrapposte. C’è l’inquadramento internazionale del conflitto nel confronto globale USA-URSS, ci sono le notizie più nascoste ma significative e sorprendenti nel melting pot che era il Vietnam di allora. Da sottolineare il rilievo dato ai teatri di guerra segreti in Laos e Cambogia, il ruolo riportato in giusta luce sia dell’esercito sudvietnamita che degli alleati non americani: sudcoreani, australiani, neozelandesi, thailandesi.

Parte integrante dell’opera sono le appendici con la massa di dati statistici sulle forze contrapposte e i rispettivi equipaggiamenti, le perdite materiali e umane, l’indice dei nomi, la bibliografia, e infine un ordine di battaglia che, pur nella necessaria sintesi dovuta alla dimensione del testo, è quanto di più completo e aggiornato sia disponibile ad oggi sul tema, considerato che copre le forze armate di tutti i paesi belligeranti. Anche in questo caso quindi, un’opera tra la cronaca retrospettiva e il dizionario enciclopedico senza precedenti.

L’autore

Alessandro Giorgi è nato a Milano il 25 giugno del 1960.

Dopo il liceo classico e alcuni esami di carattere storico e umanistico sostenuti al Nazareth College di Rochester (N.Y.), si è laureato in economia aziendale alla Bocconi di Milano con una tesi sull’industria degli armamenti.

Ha seguito una carriera manageriale in vari settori e attualmente è dirigente per una multinazionale americana.

Si è sempre occupato di storia, in particolare storia militare, e di problemi di equilibrio strategico, politica estera e sicurezza. Nell’ambito della storia militare i suoi campi di ricerca principali sono la Seconda guerra mondiale, il Vietnam, gli impegni militari dell’Italia nel secondo dopoguerra e le operazioni clandestine durante la Guerra Fredda.

Sposato con Giulia, padre di Francesca.

Nel 2013 ha pubblicato, sempre per l’Editoriale Lupo, la Cronaca della Seconda Guerra Mondiale 1939-1945, svariati articoli per il mensile Storia e Battaglie e ha tenuto conferenze e seminari all’Università Cattolica di Milano, al King’s College di Londra e alla Temple University di Philadelphia.

Introduzione

Le motivazioni alla base di quest’opera sono sostanzialmente tre:

la mia generazione (quelli nati negli anni Sessanta e appena prima) è stata segnata dalla guerra nel Vietnam in modo almeno altrettanto profondo di quanto le generazioni giovani siano state segnate dall’11 settembre 2001 e la successiva guerra al terrorismo in tutte le sue diramazioni. Anzi, penso sicuramente di più. Ogni sera c’era al telegiornale una specie di bollettino di guerra aggiornato che proveniva dagli Stati Uniti, a volte direttamente dal Presidente in persona, che spiegava, con bastoncino e cartina del sud-est asiatico in evidenza, lo sviluppo delle operazioni.

Gli Stati Uniti d’America ne sono stati segnati in maniera addirittura straziante. Anche dopo la fine del conflitto, per almeno trent’anni la filmografia americana (e non solo quella americana) e addirittura la produzione di serial televisivi è stata quasi inevitabilmente scandita da storie i cui personaggi, principali o secondari, avevano almeno un passato in Vietnam che ne spiegava certe ruvidezze o certe ossessioni o follie. Questo malgrado la guerra vera, quella combattuta, fosse stata vissuta, rispetto ad altre avventure militari americane, da un’esigua minoranza della popolazione, percentualmente parlando. Pensate, solo per fare qualche esempio noto al pubblico italiano, all’Anno del Dragone di Michael Cimino (qui era Mickey Rourke il reduce) o alle serie TV poliziesche Miami Vice (qui era il detective Crockett, interpretato da Don Johnson, con all’attivo due turni in Vietnam, con la 101a divisione aviotrasportata e con le Special Forces) o Magnum P.I. (qui era tutta la combriccola dei tre amici), da film come Un mercoledì da leoni di John Milius o Fandango con Kevin Costner (l’ultima zingarata con gli amici prima della partenza per il Vietnam), all’ovvia serie di film di Rambo, o i film d’azione con Steven Seagal, o film d’autore, da Non è un paese per vecchi a Tra cielo e terra a Regole d’onore, o ancora i film comico-polizieschi della serie Arma letale in cui il personaggio interpretato da Mel Gibson era addirittura un ex-membro della famosa (almeno agli addetti ai lavori) Operazione Phoenix della CIA in Vietnam.

Senza parlare dei film di guerra veri e propri, o ad essa direttamente ispirati: Tornando a casa, Apocalypse now, Il cacciatore, Platoon, Full Metal Jacket, Nato il 4 Luglio, Hamburger Hill, Bat 21, Saigon, Fratelli nella notte, l’allegorico I guerrieri della palude silenziosa (Weekend warriors), Vittime di Guerra (Casualties of War, di Brian de Palma, con Michael J. Fox e Sean Penn), We were soldiers (con Mel Gibson) e infiniti altri.

Passata la sbornia (per l’America una specie di intossicazione da overdose di droga psico-sociale), questa guerra è stata passata nel dimenticatoio, forse non negli USA, ma certamente nelle giovani generazioni europee. Probabilmente, ed è triste dirlo, perché altre guerre sono venute ad imporsi nella cronaca e nell’immaginario popolare (il Golfo Persico, solo per dirne una).

In secondo luogo, mentre la Cronaca della Seconda Guerra Mondiale, pubblicata qualche anno fa, è stato un lavoro dettato dalla volontà di migliorare il più possibile e ricondurre ad una visione unitaria qualcosa che già era stato tentato sotto diverse angolazioni, una Cronaca sul conflitto americano-vietnamita è una cosa che sicuramente nel panorama storiografico italiano mancava, malgrado viceversa sul fronte giornalistico personaggi del calibro di Egisto Corradi o Oriana Fallaci abbiano lasciato una traccia duratura nella reportistica e memorialistica sul Vietnam.

Il Vietnam, infine, porta con sé qualcosa che è rimasto quasi misterioso, nel tracollo psicologico che ha colpito l’esercito USA, trascinando con sé la Nazione (o è stato forse l’inverso?). Questo mistero ha un suo strano fascino.

Di sicuro per la prima volta gli americani hanno visto al telegiornale, sbattuta sulle proprie tavole all’ora di cena, la realtà della guerra, traendone la conclusione, per la prima volta, che la guerra fosse davvero brutta, in un momento in cui, per coincidenza storica, tra Woodstock e ’68, liberazione sessuale e diffusione delle droghe leggere, in patria c’era una specie di ininterrotto festino libertario intrecciato con ondate ribellistiche giovanili, studentesche ed etniche (afroamericane).

Il ciclo di operazioni che va dal 1961 al 1975, su cui ho scelto di concentrare la mia attenzione, col suo contorno di intricate vicende politiche internazionali, è solo il culmine, se vogliamo, di una storia di guerre che hanno coinvolto in varie fasi e a vario titolo quelli che oggi sono il Vietnam, il Laos, la Cambogia, la Thailandia, la Cina. Una storia che va dalla guerra contro la dominazione francese, durata, con la parentesi giapponese del 1945, fino alla disfatta di Dien Bien Phu del 1954, via via attraverso la crescente ostilità tra la parte settentrionale e meridionale del paese fino all’intervento americano. Dopo di che, con la dipartita degli americani e l’occupazione finale del sud da parte del nord, si è assistito alla fuga in massa dei cosiddetti boat people, all’instaurazione della spaventosa dittatura comunista genocida in Cambogia che ha condotto all’intervento vietnamita per spodestare il governo di Pol Pot ed instaurarne uno, pur autoritario ma più normale, guidato da Heng Samrin (Ieng Sary), alla breve guerra fra la Cina e il Vietnam, alla lotta costante in Laos e Vietnam dei montagnards, cioè dei popoli Hmong da sempre in difesa della propria autonomia contro il regime di Hanoi e dei suoi satelliti. Ma questa è storia più recente, che esula da quella che viene comunemente definita come la Guerra del Vietnam, almeno quella che i vietnamiti definiscono la fase americana.

Perché l’intervallo di tempo dal 1961 al 1975? Si potrebbe sostenere, da un lato, che la presenza americana, sia pure non ufficiale e nella sola veste di consiglieri militari presso le forze armate sudvietnamite datasse da ben prima, cioè dalla prima metà degli anni Cinquanta. Il primo attacco a livello di battaglione dei nordvietnamiti contro l’esercito sudvietnamita si verificò il 26 gennaio 1960, a Trang Sup, nella provincia meridionale di Tay Ninh presso il confine con la Cambogia. D’altro canto, l’anno in cui gli Stati Uniti annunciarono ufficialmente l’escalation e il loro intervento ufficiale con truppe di terra sul campo di battaglia è stato il 1964. Uno sguardo anche superficiale alla bibliografia citata nell’apposita appendice evidenzia come gli stessi storici e memorialisti americani trattino come Guerra del Vietnam i periodi più disparati. Sorvolando sul fatto che trovare una data precisa, fosse anche solo un anno di riferimento, all’inizio della fase americana del conflitto vietnamita, sarebbe comunque opinabile e discutibile, ho scelto il 1961 essenzialmente per due ragioni. Anzitutto perché è l’anno in cui il cosiddetto Fronte di Liberazione Nazionale (cioè i vietcong) dichiarò ufficialmente l’avvio della campagna militare guerrigliera contro il governo di Saigon; poi perché, con l’insediamento dell’amministrazione Kennedy, in quell’anno gli USA dichiararono pubblicamente e solennemente l’appoggio militare ed economico al Vietnam del Sud.

Qualche piccola immodesta ambizione per questo libro? Portare l’attenzione non solo dei profani, ma anche degli appassionati e degli esperti, su qualche aspetto meno tradizionalmente noto: ad esempio, l’intervento e il ruolo militare svolto dagli alleati non americani; su tutti australiani, neozelandesi, sudcoreani e thailandesi. Inoltre, e questo è un aspetto sovente negletto dagli stessi americani, riportare in giusta evidenza come gran parte delle operazioni, soprattutto prima del 1970, si siano svolte in realtà in Laos, e dopo il 1970 in gran parte in Cambogia. Infine, per quanto limitato dalla mancanza di uno studio davvero esaustivo a questo proposito, ridare un minimo di spazio al grande protagonista ingiustamente dimenticato di questo conflitto: l’esercito sudvietnamita.

Come nella precedente Cronaca della Seconda Guerra Mondiale, ho inserito episodi chiaramente minori per il loro significato simbolico, politico, psicologico o tecnologico. Anche in questo caso ho dovuto fare delle scelte, per loro natura opinabili, su che cosa fosse meritevole di essere citato, e più ancora che cosa fosse meritevole di essere dettagliato, e che cosa no.

Poche parole per dare un’idea dei problemi di ordine pratico che ho necessariamente dovuto affrontare: a parte la quasi assoluta copertura censoria e disinformativa su tutto quanto concerne il Nord comunista, avendo di fronte due avversari della stessa nazionalità sono stato obbligato a ripetizioni didascaliche un po’ pesanti ma inevitabili. Non c’erano tedeschi contro russi, dove il semplice nome di un comandante e la definizione dell’unità chiariscono dall’inizio il senso e il contesto di una frase: bisogna specificare sempre nord- o sud-vietnamita, aiutandosi magari con le ineleganti sigle NVA (o PAVN) e ARVN. Di più: avendo due alleati (sudvietnamiti e americani) che avevano impostato i rispettivi eserciti sulla stessa falsariga (almeno sulla carta) e che svolgevano quasi sempre operazioni congiunte, è stato spesso indispensabile continuare a specificare all’infinito marines sudvietnamiti rispetto a US marines, aviotrasportati sudvietnamiti rispetto a US airborne per chiarire le cose. Normalmente, in altri contesti, quando si dice alpini, bersaglieri, marines, panzergrenadier o fucilieri della Guardia non c’è bisogno di dire altro. L’ordine di battaglia nordvietnamita, sia per la numerazione delle unità che in riferimento ai comandanti militari (rispetto ai pari-grado comandanti politici) è ancora ben lungi dall’essere chiarito definitivamente nel dettaglio. La toponomastica e l’onomastica hanno comportato altri problemi: i toponimi e le province sono cambiati nel tempo, la stessa località o lo stesso personaggio, se descritti da uno storico americano, laotiano, vietnamita o cambogiano hanno spesso nome e spelling assai diversi: quale scegliere? Per evitare di cadere in trappola su battaglie che si credono in luoghi diversi e invece sono gli stessi (o viceversa!) i controlli incrociati non sono mai abbastanza. L’alfabeto vietnamita, introdotto da un religioso francese che ha transliterrato all’occidentale la lingua vietnamita, per poter rendere l’infinita gamma di varianti tonali, di troncamenti e quant’altro, ha reso necessaria l’aggiunta, sulle lettere dell’alfabeto latino, di una serie nutrita di segni fonetici, diacritici, accenti e spiriti. Normalmente nello scrivere questi nomi in Occidente si omette questa serie di segni, rendendo più facili per noi lettura e scrittura, ma facendo un’operazione filologicamente e sostanzialmente scorretta: lo stesso nome se con accenti e simboli fonetici diversi sulle lettere, si pronuncia in modo totalmente diverso.

Un grazie a Merle Pribbenow per l’aiuto letteralmente impagabile, al Professor Spencer Tucker e alla casa editrice ABC-CLIO di Santa Barbara, California, per l’accesso a suo tempo concessomi in anteprima all’edizione del 2011 dell’Encyclopedia of the Vietnam War, al Prof. (Generale in congedo) David Zabecki per la sua grande disponibilità, nonché al mio collega Van Huyen Truong, a, e in memoria di, Sedgwick Tourison, a Cecilie Grina Iversen dell’Ambasciata di Norvegia a Roma, alla NRK, a Ngo xuan Nunh (figlio del colonnello Ngo The Linh, leggenda delle forze speciali sudvietnamite), al Professore Emerito William Turley, al Professor David Coffey della University of Tennessee, a Amy K. Mondt del Vietnam Archive della Texas Tech University, al Prof. Edwin Moïse della Clemson University, per la sua disponibilità e per avermi concesso di visionare in anteprima parti dell’ultima edizione del suo Tonkin Gulf and the Escalation of the Vietnam War, grazie di cuore a Jack Benefiel, e un grazie speciale al Professore Emerito Brian R. Sullivan, storico ed ex-ufficiale d’artiglieria dei Marines decorato di Silver Star e Purple Heart, per avermi fornito gran parte della bibliografia di riferimento.

Alessandro Giorgi

Abbreviazioni utilizzate o citate nel testo

AFB (Air Force Base)

ADC (Auto Defense de Choc, miliziani governativi laotiani)

AHC (Assault Helicopter Company)

ANZAC (Australia-New Zealand Army Corps, l’indicazione generica, dopo Gallipoli nel 1915, delle unità miste australiano-neozelandesi)

ARVN= Army of the Republic of Vietnam (esercito sudvietnamita)

ATF Australian Task Force

BA = Base Area (sistema di identificazione americano, seguito da un numero, per codificare le basi operativo-logistiche nordvietnamite in territorio laotiano e sudvietnamita)

BLT = Battalion Landing Team (gruppo da combattimento anfibio degli US Marines, a livello di battaglione)

CBA = Cambodian Base Area (come per BA, sigla seguita da un numero, ma specifica per l’area cambogiana)

CinCPac = Commander in Chief Pacific (comandante USA delle forze navali, aeree e terrestri nel Pacifico)

CIDG (Citizen o Civilian Irregular Defense Groups, milizie sudvietnamite per la difesa rurale e azioni commando, addestrate dagli americani)

CORDS (Civil Operations and Revolutionary Development Support)

CSAR (Combat SAR = Combat Search and Rescue: missione di ricerca e soccorso, tipicamente di piloti abbattuti in territorio nemico, in presenza di contrasto avversario)

CTZ = Corps Tactical Zone, zona tattica di corpo d’armata, le zone militari in cui era suddiviso il Sud Vietnam

CVW = Carrier Air Wing, stormo aereo imbarcato

FAC (forward air control, controllo aereo avanzato, cioè la missione di individuazione e designazione bersagli per l’aviazione, nonché guida e direzione di quest’ultima)

FIS (Fighter Interceptor Squadron)

GM (Groupe o Groupement Mobile, la definizione, di derivazione francese, delle unità governative laotiane a livello di gruppo tattico reggimentale interarma)

HAL (Helicopter Light Attack Squadron)

HMAS Her Majesty’s Australian Ship

HMA (squadrone elicotteri da combattimento dei Marines)

HMH (squadrone elicotteri pesanti dei Marines)

HMM (squadrone elicotteri medi dei marines)

MAAG (Military Assistance Advisory Group)

MACV (Military Assistance Command Vietnam)

MACV-SOG (anche MACSOG, Military Assistance Command, Vietnam – Special Operations Group, poi Studies and Observations Group, in realtà il comando operazioni speciali clandestine in Vietnam)

MAF (Marine Amphibious Force)

MAG (Marine Aircraft Group)

MAW (Marine Aircraft Wing)

MEB= Marine Expeditionary Brigade

Medevac (esfiltrazione feriti)

MEF= Marine Expeditionary Force

MEU= Marine Expeditionary Unit

MR (Military Region, altro modo di definire le CTZ dopo il 1° luglio 1970, es. MR I, MR II, MR III, MR IV. In generale anche le regioni militari degli altri paesi dell’area)

NLA (National Lao Army, esercito governativo laotiano, vedi anche RLA)

NVA (North Vietnamese Army, esercito nordvietnamita, vedi anche PAVN)

NVAF (North Vietnamese Air Force, aeronautica nordvietnamita, vedi anche VNPAF)

PACAF = Pacific Air Force (il comando di tutte le forze aeree dell’USAF nel Pacifico)

PAVN (People’s Army of Viet Nam, esercito nordvietnamita, vedi anche NVA)

RAAF= Royal Australian Air Force

RAN (Royal Australian Navy)

RAR= Royal Australian Regiment (es. 1RAR = 1° battaglione del Royal Australian Regiment)

RIO (Radar Intercept Officer, definizione dell’US Navy del backseater, il co-pilota operatore dei sistemi radar, secondo membro sul sedile posteriore nei caccia biposto della marina americana)

RLA (Royal Lao Army, esercito laotiano, vedi anche NLA)

RLAF (Royal Lao Air Force, aeronautica laotiana)

RNZA (Royal New Zealand Artillery)

RNZIR (Royal New Zealand Infantry Regiment)

ROK (Republic of Korea, Corea del Sud)

RTAFB (Royal Thai Air Force Base)

RVAH (Reconnaissance Attack Squadron Heavy: gruppo da ricognizione pesante imbarcato)

SAR (Search and Rescue: missione di ricerca e soccorso, tipicamente di piloti abbattuti in territorio nemico)

SAS Special Air Service (forze speciali, l’Australia e la Nuova Zelanda le definiscono con lo stesso acronimo usato dalla Gran Bretagna)

SLF (Special Landing Force)

SOS (Special Operations Squadron)

SOW (Special Operations Wing)

TAS (Tactical Airlift Squadron)

TASS (Tactical Air Support Squadron)

TAW (Tactical Airlift Wing)

TFS (Tactical Fighter Squadron)

TFW (Tactical Fighter Wing)

USMC (US Marine Corps)

VA (Attack Squadron, gruppo aereo imbarcato d’attacco)

VAH (Heavy Attack Squadron, gruppo aereo imbarcato d’attacco pesante)

VAL (Navy Light Attack Squadron)

VF Fighter Squadron (gruppo caccia imbarcato)

VFP Light Photographic (Reconnaissance) Squadron, gruppo aereo imbarcato leggero da ricognizione fotografica

VMA (Marine Corps Attack Squadron)

VMA (AW) (Marine Corps Attack Squadron, All-Weather)

VMO (Marine Corps Observation Squadron)

VNAF (Viet Namese Air Force, aeronautica sudvietnamita)

VNPAF (Viet Namese People’s Air Force, aeronautica nordvietnamita, vedi anche NVAF)

WSO (Weapons System Operator, Wizzo, operatore dei sistemi d’arma, definizione USAF del backseater, il co-pilota addetto ai sistemi difensivi sul sedile posteriore dei caccia biposto dell’USAF. In realtà all’inizio si trattava di secondi piloti meno esperti del comandante; fu dal 1969 che i Phantom dell’USAF cominciarono ad imbarcare veri navigatori qualificati dall’inizio come WSO)

Suddivisione in zone militari del Sud Vietnam.

Il Vietnam del Sud (e gli americani) suddivise il territorio nelle seguenti zone militari:

I CTZ (Corps Tactical Zone, zona tattica di corpo d’armata) a nord, con comando a Da Nang

II CTZ al centro, con comando a Nha Trang, e all’interno gli Altopiani Centrali (con Kontum e Pleiku)

III CTZ comprendente la grande area al centro-sud intorno a Saigon, con comando a Bien Hoa

IV CTZ, cioè l’estremo sud con il delta del Mekong, con comando a Can Tho. Il tutto è mostrato nella mappa che segue (mappa 1):

Dal 1° luglio 1970 la denominazione delle CTZ mutò in MR (Military Region, regione militare), con gli stessi numeri progressivi (MR I, II, III e IV) e la medesima distribuzione geografica.

Oltre alle regioni/zone di cui sopra, c’era la regione militare speciale di Saigon, la capitale.

La cosiddetta „Yankee Station" era la zona marittima di stazionamento delle portaerei americane da cui partiva gran parte dell’offensiva aerea contro il Nord Vietnam e i teatri limitrofi. Era ubicata praticamente al largo di Da Nang.

Il Vietnam del Nord assegnava alle zone militari prefissi alfabetici in funzione dei paesi in cui operava l’esercito nordvietnamita: B era il Vietnam del Sud, C era il Laos e K (=Kampuchea) era la Cambogia.

In particolare il territorio del Sud Vietnam era suddiviso nelle seguenti zone militari o comandi (Fronti, secondo la consuetudine militare sovietica) da nord a sud:

B5: anche „Fronte Strada N° 9-Quang Tri Nord", cioè la zona di confine inclusa la cosiddetta DMZ (fascia smilitarizzata) e la parte settentrionale della provincia di Quang Tri (dal luglio 1966)

B4: le province di Quang Tri e Thua Thien (detta anche fronte o regione Tri-Thien), cioè la zona immediatamente a sud del confine e della DMZ (fascia smilitarizzata), dall’aprile 1966. Dal luglio 1966 la parte nord di Quang Tri fu distaccata entrando a far parte della neo-costituita B5.

B1: „Annam Centrale", da Da Nang (e di qui all’interno fino al confine laotiano) giù lungo la costa fino alla baia di Cam Ranh

B3: „Altopiani Centrali": la zona interna centro-occidentale, i cui centri principali sono Pleiku, Kontum e Ban Me Thuot, confinante col sud del Laos e il nord della Cambogia

B2: „Sud", (in occidente definito COSVN) l’intero grande tronco meridionale del paese, da Cam Ranh in giù. (Il tutto illustrato qui sotto, mappa 2)

Quello che in Occidente è stato spesso definito COSVN (Central Office South Viet-Nam), cioè il comando politico-militare delle operazioni nel sud, è più familiarmente noto ai militari nordvietnamiti come Fronte B2, cioè la zona militare corrispondente (che era solo una delle loro quattro zone operative del sud). Il COSVN, come quartier generale, per quanto mobile e non fisso, è stato quasi sempre fisicamente localizzato in Cambogia nel „Fishhook", cuneo di territorio cambogiano che si insinua nel Vietnam, o nella zona sudvietnamita immediatamente al di qua del confine. COSVN era la sigla che corrispondeva all’acronimo della traduzione in inglese della definizione del vertice politico che presiedeva al controllo della zona militare. Nella più pura tradizione sovietica, e più in generale comunista, ad ogni comando militare era affiancato un organo di controllo, sorveglianza e indirizzo politico, con una costante duplicazione dei vertici che non aiuta lo storico a ricostruire facilmente la catena di comando.

Il Vietnam del Nord aveva una suddivisione amministrativa come segue (mappa 3)

Il Laos aveva anch’esso una suddivisione per Regioni Militari, organizzata come segue:

Military Region I: con capitale Luang Phrabang (capitale reale) nel nord-ovest del paese

Base operativa congiunta CIA-Forze laotiane LS (=Lima Site) 54 Luang Prabang

Military Region II: con capitale Long Chien (Piana delle Giare) nel nord e nord-est

Basi operative congiunte CIA-Lao in zona:

LS 04 Sam Neua (capitale del Pathet Lao)

LS 85 Phou Pha Thi

LS 22 Xieng Khoung

LS 20 Sam Thong

LS 20A Long Chien

Military Region III: con capitale Savannakhet nel centro-sud

Basi operative congiunte CIA-Lao in zona:

LS 39 Savannakhet

LS 38 Tchepone

Military Region IV: capitale Pakse (Bolovens Plateau) nel sud del paese

Basi operative congiunte CIA-Lao in zona:

LS 11 Pakse

LS 44 Saravane

Military Region V: Vientiane (capitale politico-amministrativa) nel nord-ovest

Basi operative congiunte CIA-Lao in zona:

LS 08 Vientiane

LS 07 Khong Island

(mappa 4)

Gli americani, in funzione dell’area di competenza delle operazioni aeree su quel paese, suddivisero il Laos in tre zone: Tiger Hound (Laos meridionale), Steel Tiger (Laos centro-meridionale), Barrel Roll (Laos centro-settentrionale, di gran lunga l’area più estesa, comprendente la „Piana delle Giare").

La Cambogia aveva una suddivisione in sei regioni militari, più due zone speciali:

1a RM, le province a sud-est, con Quartier Generale a Kompong Cham

2a RM, le province a sud-ovest (principale frontiera marittima), con QG a Kompong Speu

3a RM, ad ovest, con QG a Battambang

4a RM, a nord, confine Thailandese, con QG a Siem Reap

5a RM, a nord-est (confine con Laos e Vietnam), con QG a Stung Treng

6a RM (creata nel 1969), a est, con QG a Kratie

Più le zone militari speciali di Phnom Penh e del Mekong (quest’ultima creata nel 1970, immediatamente a sud della precedente per congiungerla col confine sudvietnamita)

Non tutte le zone militari di cui sopra furono sempre sotto controllo cambogiano, soprattutto la prima e la sesta (vedi sotto, indicate in numeri romani, mappa 5)

1961

Gennaio 1961

1.1. Una forza mista di soldati nordvietnamiti, miliziani comunisti del Pathet Lao e partigiani neutralisti di Kong Le, respinge dalla Piana delle Giare (al centro del Laos settentrionale) 9.000 governativi laotiani del Royal Lao Army. Un contrattacco di paracadutisti laotiani il 3.1 fallirà per le asperità morfologiche della zona di atterraggio. I consiglieri americani saranno esfiltrati via elicottero. Delle eterogenee forze governative o filo-governative laotiane presenti nell’area, solo i guerriglieri montagnards Hmong1) del ten. col. Vang Pao riusciranno a ritirarsi in perfetto ordine sulle montagne circostanti. Entro la prima settimana di gennaio, i neutralisti di Kong Le, assieme ai nordvietnamiti ed al Pathet Lao, avranno sotto controllo la fascia est del Laos centro settentrionale, da Vang Vieng a Sam Neua (=Samneua).

3.1. Circa 400 vietcong (nordvietnamiti) attaccano, a 15 km dal villaggio sudvietnamita di Binh Hung, presso la penisola di Ca Mau, all’estrema punta sud del Vietnam, un gruppo di circa 90 difensori (le c.d. Rondini di mare, volontari cattolici di etnia cinese riuniti attorno a padre Nguyen Loc Hoa, uno dei Padri Combattenti, sacerdoti cattolici militanti che presso i propri villaggi e parrocchie curano e organizzano la resistenza anticomunista2)). Dopo un attacco frontale e una serie di imboscate e contro-imboscate durata tre giorni, i vietcong devono ritirarsi lamentando 174 morti contro 30 delle Rondini di mare. Dopo questo episodio la stazione CIA di Saigon persuaderà le forze speciali sudvietnamite e il presidente Diem a rafforzare il villaggio e puntare sulle consimili forze su tutto il territorio nazionale e sul relativo programma ad esse collegato. Un programma trilaterale Sud Vietnam-USA-Cina Nazionalista vedrà anche un gruppo di forze speciali cino-nazionaliste insediarsi come consiglieri nel villaggio.

7.1. Quattro bombardieri a elica Douglas B-26 Invader con equipaggi americani prendono posizione sulla base aerea di Takhli, in Thailandia, per possibili azioni di ricognizione e appoggio tattico contro le forze comuniste nel Laos.

9.1. Quattro addestratori armati North American T-6 Texan, provenienti dalla Thailandia (ufficialmente ceduti dalla Royal Thai Air Force) pilotati da aviatori laotiani addestrati da istruttori americani, prendono terra a Vientiane per costituire il primo nucleo aereo controinsurrezione della Royal Laotian Air Force. Il primo impiego operativo avviene due giorni dopo, contro forze nordvietnamite e del Pathet Lao impegnate a coprire il ripiegamento delle forze di Kong Le nella Piana delle Giare. Insieme ai laotiani agiscono piloti thailandesi con insegne laotiane.

15.1. A questa data, l’intera 925a brigata autonoma nordvietnamita è penetrata nel Laos settentrionale per dar man forte alla coalizione Pathet Lao/Neutralisti. I nordvietnamiti, per parare l’accusa delle sistematiche violazioni della neutralità del Laos e dei vari cessate-il-fuoco, si riferiranno sempre ai propri reparti regolari stanziati in Laos come a volontari. L’URSS, con un ponte aereo, ha rifornito e continua a rifornire di armi pesanti e leggere le forze ribelli comuniste e neutraliste in Laos.

16.1. Inizio della controffensiva governativa laotiana, su due direttrici (Groupe Mobile 11 da nord – Luang Prabang- e Groupe Mobile 15 da sud –Vientiane-), contro le forze neutraliste e comuniste del Pathet Lao. Riconquista di Vang Vieng. La successiva spinta verso il nodo stradale di Sala Phou Khoun sarà notevolmente rallentata dal terreno difficile e dalle mine. Un assalto aviotrasportato contro la Piana delle Giare fallirà per i mancati rifornimenti ai paracadutisti, che per ritirarsi si dovranno aprire la strada combattendo verso le proprie linee, con gravi perdite.

20.1. Ore 12,00 ora di Washington: il democratico John Fitzgerald Kennedy giura e si insedia quale 35° presidente degli Stati Uniti, succedendo a Dwight D. Eisenhower, dopo aver vinto le elezioni l’8 novembre precedente, contro il candidato repubblicano Richard Nixon. Vicepresidente è il texano Lyndon Johnson.

21.1. Kennedy nomina il repubblicano Robert McNamara segretario USA alla Difesa, Dean Rusk segretario di Stato (ministro degli Esteri), mentre ministro della Giustizia (Attorney General) è il fratello, Robert Kennedy.

28.1. Samdech Penn Nouth diviene Primo Ministro del Regno di Cambogia, al posto di Pho Proeung.

Kennedy approva il Counterinsurgency Plan (CIP, piano di controinsurrezione) per il Vietnam. Il piano, che sarà discusso col presidente sudvietnamita Diem a partire dal 13.2 fino al maggio successivo, nelle sue linee essenziali prevede: 1) aiuti per 28,4 milioni di dollari per un incremento di 20.000 uomini dell’ARVN (esercito sudvietnamita) per raggiungere un nuovo livello di 170.000 soldati; aiuti per 12,7 milioni per addestrare ed equipaggiare una neo-costituita Civil Guard forte di 32.000 uomini. Gli aiuti così previsti (meno di 42 milioni di dollari) si aggiungono al già esistente programma di aiuti per 220 milioni di dollari. 2) Consolidamento della catena di comando delle forze armate sudvietnamite (mai raggiunta sotto Diem). Nessun accordo sarà raggiunto sulla strategia, tra Diem e l’USMAAG (US-Military Assistance Advisory Group: Diem preme per la costituzione di capisaldi strategici e linee di resistenza su tutto il territorio, mentre il MAAG favorisce incursioni di piccole unità partenti da territori sicuri, per espandere gradualmente il controllo). 3) Riforme civili precedute dall’allargamento della base politica rappresentata nel governo di Diem includendo membri dell’opposizione, concessione di reali poteri all’Assemblea Nazionale, azioni sul fronte civile per conquistare cuori e menti delle popolazioni rurali. Le riforme poste alla base del programma CIP non saranno mai realizzate durante la presidenza Kennedy.

31.1-25.2. Inizio di una serie di importanti riunioni politico-strategiche, ad Hanoi, del Politburo del Partito Comunista Vietnamita. Al termine del dibattito, il 25.2, il Politburo approva un piano quinquennale per il periodo 1961-1965 su obiettivi e responsabilità dell’esercito nordvietnamita (PAVN o NVA nella dizione occidentale) con direttive sia sui cinque anni a venire che per l’immediato futuro per sovvertire il regime di Saigon. I punti chiave della risoluzione sono:

La costruzione del socialismo al Nord deve continuare ad avere la priorità rispetto all’appoggio alla guerra nel Sud.

Malgrado la crescita di conflitti e tensioni in Indocina, abbiamo considerevoli prospettive di poter mantenere la pace in Nord Vietnam nel quinquennio a venire. Preservare la pace e garantire la continuità nella costruzione del socialismo in Nord Vietnam sono le [nostre] più vitali responsabilità.

Le forze armate del Nord Vietnam devono essere preparate ad agire per garantire la vittoria della rivoluzione nel Sud Vietnam quando se ne presenti l’opportunità [questa parte è quella che più chiaramente emenda le precedenti formule del Politburo. Nel compromesso risultante dal dibattito, questo paragrafo viene ammorbidito dall’affermazione che le operazioni offensive dovranno essere accuratamente scelte in modo da evitare un intervento armato da parte degli imperialisti].

La risoluzione del Politburo approva anche una significativa modifica nella strategia del Partito per la guerra in Sud Vietnam: al contrario delle precedenti risoluzioni che prevedevano l’impegno militare solo in funzione di protezione e appoggio alla lotta politica al Sud, questa risoluzione decreta che l’azione militare in Sud Vietnam debba avere la stessa priorità della lotta politica. Con ciò il Politburo autorizza il PAVN a intraprendere qualsiasi azione militare, con la sola raccomandazione di cercare di non provocare l’intervento militare diretto americano.

La parte finale della deliberazione del Politburo, in particolare il piano militare quinquennale e l’approvazione del coinvolgimento diretto dell’esercito nordvietnamita e dell’incremento delle operazioni militari al Sud, rimarrà segreta fino a tempi recenti [anni Novanta].

L’obiettivo del piano quinquennale 1961-1965 prevede per le forze PAVN schierate al Sud la costituzione di una solida struttura di regolari adeguatamente inquadrati e logisticamente supportati. Oltre alla formazione di unità locali a livello di compagnia (distretto) e battaglione (provincia), l’esercito nordvietnamita dovrà organizzare e schierare tra i 10 e i 15 reggimenti di fanteria, appoggiati da reparti misti di artiglieria con capacità anti-fortificazioni, anticarro e contraerea.3)

E’ previsto anche un aumento del controllo politico del partito sugli affari militari al Sud. Con la nuova enfasi sull’azione militare, per la prima volta vengono creati comandi di regione militare in Sud Vietnam.

Il piano prevede inoltre l’invio di consiglieri militari alle forze comuniste laotiane del Pathet Lao e la capacità di inviare rapidamente unità militari a loro supporto diretto sul campo, quando richiesto. [Questo appare semplicemente un riconoscimento ex-post di una situazione di fatto già esistente da tempo, addirittura con artiglieria già dall’anno precedente].

Come diretta conseguenza della parte della risoluzione relativa all’iniziativa militare al Sud, il Comitato Militare Centrale del partito (l’organo politico di controllo sulle attività dell’esercito) ordina allo Stato Maggiore generale del PAVN di elaborare piani per ingaggiare battaglia in ogni circostanza in Sud Vietnam e per svolgere similari funzioni in Laos. Lo stato maggiore risponderà portando a pieni organici di guerra e mettendo in stato d’allerta la 325a divisione, le brigate 316a, 335a e 341a, nonché i reggimenti 148° e 244°4). L’ordine dello stato maggiore specifica che il rafforzamento e la prontezza delle unità in questione sono destinati a renderle atte ad intervenire in Sud Vietnam o in Laos. Nella primavera del 1961, quando l’ordine sarà promulgato, molte delle unità approntate saranno già impegnate in Laos5).

Febbraio 1961

1.2. La controffensiva governativa laotiana porta alla riconquista, da parte del GM 15 (Groupement Mobile 15), del nodo stradale di Sala Phou Khoun, dove la Strada N° 13 che da Vientiane porta a Luang Prabang si incrocia con la N° 7 che si dirama ad est verso Muong Soui, la Piana delle Giare e il confine col Nord Vietnam al Passo Barthélemy. A marzo, i neutralisti di Kong Le rinforzati da NVA e Pathet Lao, riprenderanno Sala Phou Khoun (cfr. 9.3).

7.2. Arrivo a Saigon di due compagnie di supporto aereo dell’esercito americano (300 uomini).

15.2. Viene annunciata da parte dei comunisti l’unificazione delle varie forze armate rivoluzionarie del Sud, a formare l’esercito popolare di liberazione, formalmente braccio armato del Fronte di Liberazione Nazionale (i vietcong, cfr. 10.3).

Marzo 1961

9.3. Forze comuniste del Pathet Lao provenienti dalla Piana delle Giare riconquistano con Sala Phou Khoun l’unico nodo stradale che collega Luang Prabang (capitale reale del Laos) a Vientiane (capitale amministrativa). All’ordine di contrattacco, le forze governative laotiane si danno alla fuga. I comunisti hanno così annullato tutti i progressi fatti dalle forze governative laotiane nei due mesi precedenti.

10.3. Il Fronte di Liberazione Nazionale del Vietnam del Sud, costituito in Vietnam del Nord il 20.12.1960, annuncia che lancerà una campagna di guerriglia nel Vietnam del Sud a partire dal successivo 9 aprile, giorno previsto delle elezioni presidenziali sudvietnamite6).

23.3. In un discorso televisivo, Kennedy stigmatizza le oltre mille sortite del ponte aereo sovietico in Laos a favore dei neutralisti di Kong Le e sottolinea che, senza la cessazione di questo supporto esterno, non ci potrà essere un accomodamento pacifico e che anzi dovranno essere considerate risposte adeguate.

Inizio, con un attacco a Kham Keut, di un’offensiva nordvietnamita contro la parte meridionale del Laos.

La contraerea del Pathet Lao abbatte un ricognitore Douglas SC-47B americano della 315a Air Division sulla Piana delle Giare. E’ il primo aereo dell’USAF abbattuto nel conflitto del sud-est asiatico (nell’arco temporale considerato in questo libro, nda). Il maggiore dell’US Army Lawrence Bailey (assistente addetto militare a Saigon), unico superstite degli otto uomini d’equipaggio, viene catturato. Sarà rilasciato nell’agosto del 1962.

26.3. Infiltrazione, mediante sbarco notturno da un sampan, di un informatore della CIA nel Nord Vietnam. L’agente, che era già penetrato nel Nord Vietnam il 5 dicembre precedente attraversando il Ben Hai su un canotto di fortuna7), stavolta viene sbarcato sulla costa presso Dong Hoi (provincia di Quang Binh, la più meridionale del Nord Vietnam). Dopo quattro giorni rientrerà via terra, attraversando il Ben Hai. Una successiva infiltrazione ad aprile di un altro agente (ARES) presso Haiphong si concluderà con la cattura il 17 giugno dell’agente e del fratello, che nel villaggio di origine aveva dato accoglienza all’agente infiltrato8).

28.3. Due battaglioni vietcong attaccano un battaglione dell’ARVN (esercito del Sud Vietnam) a Cao Lanh, nella provincia di Kien Phong (4a zona tattica, a sud del delta del Mekong), venendone respinti.

29.3. Forze sudvietnamite distruggono una stazione di collegamento vietcong a Ca Lu, nella provincia settentrionale di Quang Tri (1a zona tattica, immediatamente a sud della DMZ, la zona smilitarizzata sul confine tra i due Vietnam). I documenti rinvenuti evidenziano che nei precedenti sei mesi, solo attraverso questa singola stazione, 1.840 soldati nordvietnamiti sono stati infiltrati nel sud.

Su autorizzazione di Kennedy, un gruppo di 16 elicotteri americani Sikorsky UH-34 ceduti dai Marines alla Air America (flotta aerea di supporto paramilitare della CIA) con equipaggi provenienti da Marines, Esercito e US Navy, formalmente volontari, si trasferisce da Bangkok alla base avanzata di Udorn (Thailandia nord-orientale), 60 km a sud di Vientiane (Laos). La mossa si inserisce nel programma segreto americano di supporto alle forze laotiane contro i nordvietnamiti e il Pathet Lao.

Aprile 1961

1.4. 400 guerriglieri vietcong attaccano il villaggio di Truc Gian nella provincia di Kien Hoa (provincia costiera a sud di Saigon) ma vengono respinti dalla Guardia Repubblicana sudvietnamita di guarnigione.

1-30.4. Arrivo, presso la base thailandese di Don Muang (Bangkok), di un reparto avanzato del 6010° Tactical (TAC) Group dell’USAF, per l’installazione, su richiesta del governo Thailandese, di un sistema di allarme aereo. Nel corso dello stesso mese avverrà il ridispiegamento sullo stesso aeroporto di una cellula di quattro caccia Convair F-102 Delta Dart del 509° Fighter Interceptor Squadron provenienti dalla Clark Air Force Base nelle Filippine, nell’ambito dell’operazione Bell Tone, a supporto dell’aviazione thailandese e in funzione dissuasiva nei confronti di eventuali incursioni nordvietnamite.

3.4. Attacco di forze vietcong al villaggio di Bien Cat, nella provincia di Binh Duong (3a zona tattica, con epicentro Saigon). 100 guerriglieri restano uccisi.

3-4.4. Paracadutisti laotiani neutralisti di Kong Le, trasportati da aerei sovietici, vengono lanciati a ovest di Vang Vieng. I 640 governativi laotiani, trasportati ad est della città da 7 C-47 e 14 elicotteri UH-34 americani di recente dislocazione nell’area (cfr. 29.3), non contrattaccano il nemico.

9.4. Elezioni presidenziali in Sud Vietnam, che si concludono con la vittoria di Diem in mancanza di un reale avversario.

11.4-3.5. Forze nordvietnamite (19° btg. guardie di frontiera) più unità del Pathet Lao attaccano in Laos lungo la Strada N° 8: Cam Cot e Lat Sao conquistate. Nel sud del paese il 927° btg. attacca Muong Phin (Muong Phine), crocevia tra la Strada N° 23 (nord-sud) e la N° 9 (est-ovest), mentre il 101° rgt. della 325a div. attacca il nodo strategico di Tchepone, occupandolo. Successivamente, sfruttando il successo e proseguendo sulla Strada N° 9, vengono occupati ad est il ponte di Ka-Ki e ad ovest il villaggio di Muong Pha Lan (=Muong Phalane, presa il 3.5), a metà strada tra Muong Phine e Savannakhet9) Conseguentemente all’occupazione di Tchepone e Muong Phin, il 559° Gruppo (trasporti) dell’NVA (esercito nordvietnamita) sposterà le direttrici della cosiddetta Pista di Ho Chi Minh, i relativi comandi di tappa e i collegamenti, dall’est all’ovest delle Montagne dell’Annam. Genieri della 325a divisione riattano il campo d’aviazione di Ta Khong, presso Tchepone, rendendolo utilizzabile per l’aviotrasporto e l’aviolancio di rifornimenti. Il 3.5 (vedi), raggiunti gli obiettivi, sarà concordato un cessate il fuoco coi governativi.

17-19.4 Sbarco di volontari anticastristi, addestrati dagli americani, nella Baia dei Porci a Cuba. Il tentativo, dopo che l’appoggio aereo e logistico americano verrà meno all’impegno, sarà stroncato dalle forze governative cubane. L’episodio avrà conseguenze gravi sui rapporti USA-URSS e decisive sull’atteggiamento del presidente Kennedy riguardo al Vietnam (cfr. 4.6).

18.4. Il presidente Kennedy fa visita al generale Douglas MacArthur al suo appartamento al Waldorf-Astoria di New York. MacArthur invita Kennedy a diffidare dei consiglieri che lo spingono ad un maggiore coinvolgimento militare in Vietnam.

23.4. Vang Vieng viene rioccupata dalle forze congiunte neutralisti/Pathet Lao (cfr.3-4.4).

Maggio 1961

3.5. Termine dell’offensiva nordvietnamita nel Laos meridionale (cfr. 11.4-3.5). Viene concordato e annunciato un cessate il fuoco tra il governo di Vientiane e il Pathet Lao.

5.5.-28.7. Il Gruppo Oriente nordvietnamita (500 quadri e dirigenti guidati dal maggior generale Tran Van Quang, vice-capo di S.M. dell’NVA) parte da Xuan Mai (prov. di Hoa Binh, nel Nord Vietnam) destinato a rinforzare e inquadrare le truppe presenti nell’estremo sud del territorio del Vietnam del Sud. Il gruppo arriverà nel Vietnam del Sud, dopo una marcia di duemila chilometri, il 28 luglio successivo, alla Collina 300 nella provincia di Binh Long.

9-15.5. Il vicepresidente USA Johnson visita i paesi del sud-est asiatico, in un tour volto a rassicurare gli alleati dell’area dopo che gli avvenimenti nel Laos avevano scosso la fiducia nella determinazione americana a sostenere concretamente i governi amici.

11.5. Il presidente Kennedy, in seguito ad una serie di rapporti e briefing della Task Force Gilpatric di analisi a ciò preposta, nonché ad analisi del dipartimento della Difesa, decide di inviare segretamente in Vietnam, a Nha Trang, un gruppo di forze speciali di 400 elementi (Berretti verdi) per accelerare l’addestramento dell’ARVN (esercito sudvietnamita). Inoltre, dà disposizioni al Capo degli stati maggiori riuniti (JCS), al CinCPac ed al MAAG (Military Assistance Advisory Group) di esaminare la possibilità e l’utilità militare di un incremento dell’ARVN nella misura di due divisioni, passando da 170.000 a 200.000 soldati.

14.5. I vietcong attaccano il distretto di Di Linh, nella 3a zona tattica, ma vengono respinti dalle forze sudvietnamite.

16.5. Colpo di stato in Corea del Sud, guidato dal generale Park Chung-hee. Il premier Chang Myon appoggia i golpisti, mentre il presidente in carica, Yun Bo-seon, pur contrario, resta provvisoriamente in carica per dare una parvenza di legalità al governo.

27.5. Infiltrazione mediante aviolancio, da un C-47 pilotato dal maggiore Cao Ky, futuro primo ministro, di un gruppo di 4 agenti vietnamiti (Team Castor, sergenti dell’esercito sudvietnamita originari del Nord, provincia di Son La) in un’operazione congiunta CIA-PLO (Presidential Liaison Office, cellula di attività intelligence del Sud Vietnam, agli ordini del colonnello Le Quang Tung), nel distretto di Moc Chau (provincia di Son La), nel Nord Vietnam nord-occidentale. Il velivolo viene individuato da un radar nordvietnamita, e iI gruppo viene catturato quattro giorni dopo.

30.5. Si registrano in Laos i primi due caduti tra i piloti della Air America, precipitati in elicottero mentre cercano in cattive condizioni meteo di rifornire reparti di montagnards Hmong assediati da forze comuniste a Pa Doung (=Ban Padong). I Hmong finiranno col dover abbandonare la posizione il 6.6. I nuovi centri nevralgici dei montagnards saranno localizzati a Long Tieng e Sam Thong.

Giugno 1961

1.6. Un secondo gruppo di 400 quadri e dirigenti comunisti nordvietnamiti, destinati a rafforzare l’ossatura militare e politica delle truppe nordvietnamite infiltrate nel Sud Vietnam, parte alla volta del Sud. Giungerà nella provincia di Binh Long nel settembre successivo. Durante il corso dell’anno, un totale di 7.664 ufficiali e soldati del PAVN (esercito regolare nordvietnamita) più del doppio del totale infiltrato nei due anni precedenti, raggiungerà il Sud Vietnam attraverso la Pista di Ho Chi Minh.

2.6. Infiltrazione, mediante aviolancio, di un altro gruppo di 3 informatori (Team Echo) in un’operazione CIA-PLO (tutt’ora all’oscuro del fallimento dell’azione precedente, cfr. 27.5), nella zona meridionale del Nord Vietnam (distretto di Lan Trach, provincia di Quang Binh). Il team riuscirà ad inviare un solo messaggio, il 23.6, quando già sapeva di essere stato individuato, prima di essere catturato dalle forze di sicurezza nordvietnamite mentre tentava di passare il confine col Laos.

4.6. Summit a Vienna tra John F. Kennedy e Nikita Krusciov. Terminato l’incontro, Kennedy, scosso per il trattamento subito da Krusciov e conscio della debolezza e mancanza di credibilità seguita al fallimento della Baia dei Porci a Cuba, confida al giornalista James Reston del New York Times, pochi minuti dopo la conclusione del vertice e prima di qualsiasi debriefing al suo staff: Worst thing in my life. He savaged me. I think I know why he treated me like this. He thinks because of the Bay of Pigs. . . I had no guts.…Now we have a problem in making our power credible, and Vietnam is the place. (Quanto di peggio mi sia mai capitato in vita mia…Mi ha brutalizzato. Penso di sapere perché mi ha trattato così. A causa della Baia dei Porci lui pensa…che io non abbia avuto fegato…Ora abbiamo un problema nel rendere credibile la nostra potenza, e il Vietnam è il posto adatto [a dimostrarlo].)

19.6. Il consigliere di Kennedy, Dr. Eugene Stanley, giunge a Saigon per esaminare le esigenze di aiuti militari di Diem.

29.6. Infiltrazione, mediante aviolancio, di un terzo gruppo di 4 informatori (Team Dido) in un’operazione CIA-PLO, nella provincia di Lai Chau, a nord-ovest della zona di lancio del Team Echo. Nel giro di quattro settimane, senza aver avuto la possibilità di comunicare via radio con Saigon, il gruppo sarà catturato dai nordvietnamiti.

Luglio 1961

16-19.7. Una forza di circa 700 soldati sudvietnamiti tende un’imboscata nella Piana dei Giunchi (zona paludosa a ovest di Saigon, tra il Vietnam e la Cambogia, nella 3a zona tattica) a circa 500 soldati nordvietnamiti che cercavano di infiltrarsi nel Sud Vietnam dalla Cambogia. 169 sono i morti tra i nordvietnamiti.

Agosto 1961

3.8. Il quartier generale della CIA a Langley, in seguito alla mancanza o all’ambiguità dei messaggi provenienti dai gruppi di informatori infiltrati al Nord (cfr. 29.6, 2.6 e 27.5), ipotizza che tutti i gruppi e le relative radiocomunicazioni siano in realtà sotto il controllo del nemico e invita la stazione di Saigon a riconsiderare l’intero programma. Il 1°.8 si era aperto ad Hanoi il primo processo all’equipaggio di un aereo abbattuto durante una missione di aviorifornimento ai teams di infiltrati.

10.8. Primo impiego di defolianti, lungo una strada a nord di Kontum, da parte sudvietnamita, mediante un elicottero Sikorski H-34 dell’aviazione (VNAF), equipaggiato con uno spray system Helicopter Insecticide Dispersal Apparatus, Liquid (HIDAL), che spruzza del Dinoxol.

13.8. La Germania Est, su ordine sovietico, inizia la costruzione del Muro di Berlino, per limitare la fuga dei propri cittadini verso la Germania Ovest.

24.8. Prima aspersione di defolianti da parte di velivoli ad ala fissa sudvietnamiti: un C-47 della VNAF spruzza del Dinoxol su un tratto di quattro chilometri della Strada n° 13, circa 80 km a nord di Saigon, presso il villaggio di Chon Thanh, un obiettivo selezionato personalmente dal presidente sudvietnamita Diem.

Settembre 1961

1.9. Un migliaio di vietcong (nordvietnamiti) attacca due avamposti sudvietnamiti a Tou Morong nella provincia di Kontum, sugli altopiani centrali (2a zona tattica). L’avamposto di Poko viene riconquistato dopo due ore dai sudvietnamiti. Oltre cento sono i morti tra i vietcong.

15.9. L’USMAAG redige il Piano operativo controinsurrenzionale fasato geograficamente a livello nazionale (Geographically Phased National Level Operation Plan for Counterinsurgency).

18.9. Il Segretario generale dell’ONU, lo svedese Dag Hammarskjöld, muore in un incidente aereo, mai chiarito, a Ndola, nell’attuale Zambia. Sarà eletto al suo posto il birmano U Thant.

21.9. I vietcong attaccano il centro di ricerca di Quang Nieu, vicino a Ban Me Thuot (2a zona tattica, nella parte centrale del Vietnam del Sud).

27.9. 1.500 nordvietnamiti (50° btg. fant. e 26a compagnia da ricognizione infiltrati dall’8-9.9, più forze locali) attaccano e occupano la città di Phuoc Vinh10), capitale della provincia di Phuoc Thanh11), nella cosiddetta War Zone D, 90 km a nord di Saigon. Il capo della provincia Nguyen Minh Man e il suo vice vengono entrambi uccisi dai vietcong.

Ottobre 1961

2.10. Il presidente sudvietnamita Diem, in un discorso tenuto davanti all’Assemblea Nazionale, afferma tra l’altro: I comunisti del Nord Vietnam hanno iniziato un guerra nel Sud Vietnam. Non ci hanno solo attaccato con forze guerrigliere, hanno anche infiltrato unità dell’esercito regolare nordvietnamita completamente equipaggiate.

11.10. Il presidente USA Kennedy ordina al segretario alla Difesa, McNamara, di disporre l’avvio dell’operazione Farm Gate, vale a dire un programma d’addestramento e appoggio all’aviazione sudvietnamita. Il 4400th Combat Crew Training Squadron, reparto addestrativo all’uopo costituito (con 8 T-28B, 4 SC-47 e 4 Douglas RB-26), in realtà svolgerà azioni operative coi cacciabombardieri a elica North American T-28B Trojan, con equipaggi misti costituiti da un pilota americano nella postazione frontale e un pilota sudvietnamita in osservazione-addestramento sul sedile posteriore. La missione riveste carattere di segretezza, i piloti americani non dovranno essere identificati né da documenti né da distintivi sulle uniformi.

14.10. Il New York Times pubblica un’indiscrezione, fatta filtrare appositamente dalla Casa Bianca, che dipinge la dirigenza americana come contraria all’intervento di truppe combattenti USA nel Sud-est Asiatico. L’indiscrezione, chiaramente artefatta, è stata concepita allo scopo di far cessare le speculazioni giornalistiche sullo spiegamento di truppe e preservare la più ampia libertà d’azione per Kennedy.

18.10. Il Generale Maxwell Taylor arriva in Sud Vietnam, inviato in missione da Kennedy insieme a Walt Rostow (la missione durerà fino al 24.10). Lo stesso giorno incontra Diem, che gli comunica di non volere la presenza di truppe combattenti americane, per qualsivoglia missione, reiterando viceversa la richiesta per un trattato difensivo bilaterale, e un maggiore supporto ed equipaggiamenti per l’ARVN (elicotteri, aerei eccetera).

Il Presidente Diem dichiara lo stato d’emergenza nazionale nel Vietnam del Sud.

Arrivo e primo spiegamento operativo in teatro, sulla base aerea di Tan Son Nhut, presso Saigon, di quattro bireattori supersonici da ricognizione McDonnell RF-101C Voodoo distaccati dal 15° Tactical Reconnaissance Squadron basato a Kadena (Okinawa).

26.10. In occasione del 6° anniversario della Festa Nazionale della Repubblica del Vietnam, il Presidente USA Kennedy, in una lettera ufficiale al presidente sudvietnamita Diem, afferma solennemente: Gli Stati Uniti hanno deciso di aiutare il Vietnam [del Sud] a mantenere la propria indipendenza, a proteggere il popolo vietnamita dal comunismo e a costruire una migliore situazione economica per sé.

27.10. Sir Robert G. K. Thompson, consigliere capo della missione militare britannica in Vietnam, presenta al presidente Diem la sua valutazione Appreciation of Vietnam, November 1961-1962.

31.10. La marina nordvietnamita costituisce la 759a Unità da Trasporto (Gruppo d’infiltrazione marittima), con la missione di trasportare rifornimenti via mare alle forze comuniste nel Sud Vietnam (versione marittima della pista di Ho Chi Minh). Allo scopo di evitare intercettazioni da parte di unità navali sudvietnamite o americane le navi saranno spesso camuffate da pescherecci, battenti bandiera cinese, dopo uno scalo sull’isola cinese di Hainan.

Novembre 1961

1-30.11. Arrivo e spiegamento operativo, sulla base aerea thailandese di Don Muang, di quattro bireattori supersonici da ricognizione McDonnell RF-101C Voodoo distaccati dal 45° Tactical Reconnaissance Squadron basato a Misawa (parte settentrionale dell’isola di Honshu, Giappone). Lo scopo è di assistere nelle ricognizioni sul Laos l’aviazione thailandese, a ciò impegnata coi suoi Lockheed RT-33. Nell’agosto del 1962 il reparto sarà avvicendato dal 15° Tactical Reconnaissance Squadron, di stanza alla base aerea di Kadena ad Okinawa, che distaccherà a sua volta una cellula di 4 RF-101 sulla stessa base.

3.11. Il Generale Taylor sottopone a Kennedy il rapporto sulla sua missione e le sue raccomandazioni. Tra l’altro, afferma che un pronto e massiccio aiuto militare ed economico porterebbe ad una vittoria rapida senza l’assunzione da parte americana della responsabilità e della condotta della guerra. Privatamente, raccomanda inoltre l’invio di 8.000 soldati USA in Vietnam.

13.11. Il capo del KGB, Alexandr Nikolajevich Shelepin, viene promosso al segretariato del comitato centrale del PCUS, e viene sostituito al KGB dal suo fedelissimo Vladimir Jefimovich Semichastnji.

Sir R.G.K. Thompson presenta al presidente Diem la bozza del suo piano per la pacificazione della zona del delta del Mekong. Nelle tesi di Thompson, influenzate dalla vittoriosa esperienza britannica nella gestione della cosiddetta emergenza malese, c’è la base del futuro programma Strategic Hamlet (cfr. 22.3-23.4.1962).

17.11. Il principe Norodom Sihanouk assume la carica di Primo Ministro cambogiano, al posto di Penn Nouth.

28.11. Primo uso di defolianti in Vietnam da parte americana, mediante aerei Fairchild C-123B Provider12) del cosiddetto Detachment Mule Train del 346th Troop Carrier Squadron.

29.11. John McCone viene nominato direttore della CIA al posto di Allen Dulles, in servizio dal febbraio 1953, caduto in disgrazia dopo il fallimento della Baia dei Porci. Nello stesso mese di novembre, Kennedy dà il via all’operazione Mongoose, per spionaggio, e successivamente sabotaggio, contro Cuba, inclusi piani per l’eliminazione di Fidel Castro, affidandone la guida operativa a Ed Lansdale, sotto la stretta supervisione del fratello, Robert Kennedy.

Dicembre 1961

11.12. Due compagnie americane di aviazione dell’esercito (33 elicotteri birotori Piasecki-Vertol CH-21C Shawnee con 400 uomini) giungono in Vietnam del Sud, trasportate dalla nave USNS Core, quale primo reparto organico a supporto diretto sul campo dei sudvietnamiti.

15.12. Prima conferenza del segretario americano alla Difesa McNamara, a Honolulu.

22.12. James Thomas Davis, della 3rd Radio Research Unit (reparto intercettazioni radio dell’US-Army Security Agency), viene ucciso in un’imboscata. E’ il primo soldato americano a morire nel territorio del Vietnam (nell’arco temporale considerato in questo libro, nda)13).

26.12. George F. Fryett è il primo soldato americano a essere preso prigioniero in Vietnam (il magg. Bailey era stato catturato in Laos, cfr. 23.3.1961). Sarà rilasciato nel giugno del 1962.

29.12. A questa data sono presenti nel Sud Vietnam 3.205 militari americani tra consiglieri e unità di supporto, compresi 29 teams di Forze Speciali (Berretti Verdi): nel dettaglio, tra i vari servizi, l’US Army conta 2.100 presenze, l’US Navy 100, i Marines 5 e l’USAF 1.000. In Thailandia i militari USA sono 542.

Ad oggi le unità di supporto aereo (elicotteri) dell’esercito americano hanno effettuato oltre 50.000 sortite nel corso dell’anno, di cui la metà di combat support.

31.12. A questa data sono presenti nel Sud Vietnam 25.000 soldati nordvietnamiti, tra forze mobili da combattimento e unità locali.

Tra il giugno e il dicembre del 1961 si sono registrati 140 incidenti e scontri dovuti a infiltrazioni navali dal Vietnam del Nord sulle coste del Sud Vietnam. 1.400 sono, secondo le stime americano-sudvietnamite, gli infiltrati nordvietnamiti sbarcati dal mare nello stesso periodo.

1962

Gennaio 1962

12.1. Inizio dell’operazione Ranch Hand: sistematica aspersione da aerei americani di defolianti ed erbicidi per interdire ai nordvietnamiti la possibilità di nascondersi nella giungla, e per impedire loro i rifornimenti di riso in loco. L’operazione continuerà fino al 7.1.1971.

12-14.1. Fallito tentativo CIA-PSO (Presidential Survey Office, nuovo nome del PLO adottato dopo la cattura e il processo dell’equipaggio del C-47, cfr. 3.8.1961) di portare rifornimenti con una giunca (Nautilus I) ad un agente infiltrato al Nord sulle isole negli approcci settentrionali del Golfo del Tonchino: una motovedetta nordvietnamita intercetta e cattura la giunca e l’equipaggio. L’agente infiltrato era in realtà già sotto controllo nordvietnamita dal giugno 1961 (agente ARES; cfr. 26.3.1961 e relativa nota). Un’ulteriore missione di rifornimento a metà aprile, apparentemente andata a buon fine, conforterà gli americani e i sudvietnamiti nell’erronea convinzione della libertà d’azione e piena operatività dell’agente infiltrato.

Febbraio 1962

2.2. Prima perdita di un C-123B Provider1) aggregato al 464° TAW (Tactical Airlift Wing), precipitato durante un volo d’addestramento legato all’operazione Ranch Hand, tra Bien Hoa e Vung Tau, nel Sud Vietnam. 4 morti (i primi dell’USAF in Vietnam).

8.2. La struttura di supporto militare americana MAAG (Military Assistance Advisory Group), attiva a Saigon fin dal 1954 dopo il trattato di pace franco-vietnamita di Ginevra, viene rimpiazzata dal MACV (Military Assistance Command, Vietnam) a cui viene posto a capo il generale Paul D. Harkins. La struttura opera alle dipendenze del CinCPac (Harry Felt, l’ammiraglio a quattro stelle comandante in capo delle forze del Pacifico, con quartier generale a Pearl Harbor). La forza autorizzata inizialmente di questo comando è di 216 uomini (di cui 113 dell’esercito).

9.2. Con una speciale cerimonia nella provincia sudvietnamita di Tay Ninh, a nord-ovest di Saigon, i nordvietnamiti sanciscono la costituzione del 271° reggimento di fanteria, inzialmente su due battaglioni (un terzo sarà aggiunto nel giugno 1963) e unità di supporto. L’unità, prima importante formazione nordvietnamita nella zona, e nucleo della futura 9a divisione, è uno dei frutti della costante infiltrazione di quadri e unità militari dal Nord Vietnam.

13.2. Nhiek Tioulong subentra a Sihanouk nella carica di Primo Ministro cambogiano.

16.2. Si tiene il primo congresso del FLN (Fronte di Liberazione Nazionale).

20.2. Infiltrazione, mediante aviolancio da un quadrimotore Douglas DC-4, pilotato dal ten. col. Cao Ky, di una squadra di 5 agenti (team Europa) in Nord Vietnam: entro due giorni il gruppo sarà catturato dai nordvietnamiti, che con la radio catturata intatta tenteranno un’operazione di disinformazione. (l’autorizzazione alla missione era stata data dalla CIA il 15.2, dopo discussioni e dubbi su mezzi, scopi e risultati di queste missioni, nda).

27.2. Attentato contro Diem, al palazzo presidenziale di Saigon, condotto da due caccia sudvietnamiti AD-6 Skyraider pilotati da aviatori ribelli. Diem e il fratello Nhu, obiettivo dell’attacco, restano illesi. Un aereo viene abbattuto e il pilota arrestato, mentre l’altro aereo si rifugia in Cambogia.

Marzo 1962

10.3. Giungono in Vietnam i primi due US Navy Seals con l’incarico di addestrare commandos sudvietnamiti ad operazioni clandestine.

12.3. Tentativo CIA-PSO di infiltrazione in Nord Vietnam di un gruppo di agenti (team Atlas): un elicottero trasporta il gruppo (quattro volontari vietnamiti) dalla Thailandia in Laos presso il confine nordvietnamita, da oltrepassare a piedi. Quattro giorni dopo il gruppo sarà individuato, nel tentativo di fuga due dei membri perderanno la vita e i superstiti saranno catturati il 5.4 successivo, per essere poi sottoposti a pubblico processo.

22.3. Il presidente sudcoreano, Yun Bo-seon, rassegna le dimissioni. Il generale Park Chung-hee, di fatto uomo forte del regime (cfr. 16.5.1961), promosso tenente generale, assume la carica di presidente ad interim.

Il 509° Fighter Interceptor Squadron, parte del 405° Tactical Fighter Wing (TFW) stanziato sulla Clark Air Base nelle Filippine (13a US Air Force), riceve l’ordine di ridispiegare una cellula di quattro dei suoi caccia intercettori Convair F-102A Delta Dagger (3 caccia e un trainer biposto TF-102A) sulla Tan Son Nhut Air Base di Saigon. In due giorni i caccia saranno pronti all’impiego nella nuova sede. Il ridispiegamento di caccia americani ogni-tempo è avvenuto in seguito ad una specifica richiesta del presidente sudvietnamita Diem. Quest’ultimo aveva riferito all’ambasciatore USA Fred Nolting che nella notte tra il 20 e il 21 marzo una stazione radar dell’aeronautica sudvietnamita aveva intercettato un velivolo non identificato volante a bassa quota sugli altopiani centrali, lungo il confine con la Cambogia. Nella settimana seguente, gli F-102 effettueranno 21 sortite, ma nessun altro episodio di sconfinamento aereo sarà registrato.

22.3-22.4. Operazione Sunrise: prima fase di una controffensiva sudvietnamita di ampio respiro contro i vietcong, partendo dalla zona di Ben Cat (provincia di Binh Duong, 50 chilometri da Saigon). Il piano prevede l’eliminazione delle forze guerrigliere vietcong con la creazione di villaggi che fungano da basi per operazioni offensive, aiutando i civili con forniture e strutture per provvedere da sé all’autodifesa. E’ l’inizio del programma Strategic Hamlet, che comporta lo sradicamento delle popolazioni rurali sudvietnamite dagli insediamenti originari e il loro trasferimento in villaggi fortificati difesi da milizie locali. Lo scopo, di separare e isolare i contadini sudvietnamiti dall’influenza dei vietcong, sarà raggiunto solo parzialmente, con oltre 50 villaggi che presto saranno infiltrati e occupati dai vietcong, che uccideranno o sottometteranno i capi-villaggio. Inoltre, i miliziani locali, una volta resisi conto che i rinforzi su allarme dei regolari sudvietnamiti non sarebbero quasi mai arrivati in tempo, soprattutto dopo il tramonto, dimostreranno una scarsissima combattività.

Aprile 1962

1.4. Il numero di militari delle forze speciali Usa in Laos (White Star teams e altri) a supporto addestrativo e operativo delle unità laotiane regolari e irregolari, è salito a 400.

8.4. Nella I Regione Militare del Laos, all’estremo nord del paese, forze regolari laotiane (GM 15° e 18°, al comando del brig. generale La Pathammavong), attaccano ad est di Nam Tha per ampliare la zona sotto controllo governativo. L’azione si fermerà davanti alla dura resistenza dei nordvietnamiti, avioriforniti dal Nord Vietnam.

15.4. Una unità elicotteristica dei Marines (Task Unit 79.3.5, nome in codice Shufly) giunge sulla base di Soc Trang nel delta del Mekong con elicotteri Sikorski HUS-1 Seahorse (poi ridenominati CH-34D), allo scopo di fornire elitrasporto tattico ai sudvietnamiti.

16.4. I primi caccia North American F-100D Super Sabre del 510th TFS (Tactical Fighter Squadron), 405th TFW (Tactical Fighter Wing) dell’USAF, provenienti dalla base di Clark nelle Filippine, arrivano al Don Muang International Airport presso Bangkok per l’operazione Bell Tone (cfr. 1-30.4.1961), in chiave dissuasiva a favore dei governi thailandese e sudvietnamita.

Un gruppo di agenti (Team Remus, sei montanari delle tribù thailandesi cosiddette Black Tai) viene paracadutato dagli americani al confine settentrionale tra Laos e Nord Vietnam (15 km a nord-ovest di Dien Bien Phu). Il team opererà con successo nella zona d’origine degli agenti per due mesi, prima di essere individuato e i membri progressivamente catturati a partire dal 23 giugno successivo.

Maggio 1962

6.5. Forze nordvietnamite (2° e 4° btg. fant. della 335a brigata e 3° btg. della 330a brigata, più 4 battaglioni del Pathet Lao) attaccano Muong Sinh (=Muong Sing) e Nam Tha (= Luang Namtha), nel Laos settentrionale (cfr. 8.4). Muong Sing cade il giorno stesso e Nam Tha l’8.5. I difensori (4.500 uomini del Royal Lao Army) si ritirano e attraversando il Mekong si rifugiano, sconfinando, in Thailandia2). Le operazioni NVA termineranno il 12.5.

15.5. Il generale Harkins viene nominato comandante anche del neo-costituito U.S. Military Assistance Command, Thailand (USMACTHAI), anch’esso sotto la supervisione dell’ammiraglio Felt, CinCPac. Il comando in questione comprende inizialmente: gli uomini e i mezzi di una U.S. joint task force originariamente dislocata in Thailandia nell’ambito di un’esercitazione SEATO (task force poi mantenuta sul

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