Trova il tuo prossimo libro preferito

Abbonati oggi e leggi gratis per 30 giorni
19 domande su Luigi Pirandello: Di nuvole e vento

19 domande su Luigi Pirandello: Di nuvole e vento

Leggi anteprima

19 domande su Luigi Pirandello: Di nuvole e vento

Lunghezza:
86 pagine
59 minuti
Pubblicato:
Oct 9, 2017
ISBN:
9788826094021
Formato:
Libro

Descrizione

Il secondo numero delle 19 domande propone una conversazione su Luigi Pirandello a 150 anni dalla nascita, concentrata sulla sua figura umana, ma anche sulla sua capacità di guardare oltre le maschere e le convenzioni, addirittura oltre la realtà e ci riporta con forza su un paradosso che non si risolve. Pirandello, leggendolo, ci appare oggi un grande classico moderno, ma è stato vissuto ieri, nei decenni del Dopoguerra, come un attardato erede del conflitto di fine Ottocento tra realismo ed espressionismo psicologico, temi travolti dall’avanguardia artistica. Al contrario, rileggendolo con la guida destrutturante e purificante di Rino Caputo ci appare più moderno e costruttivo delle avanguardie a lui contemporanee, produttrici di distonica disarmonia tra problemi esistenziali dell’individuo, delle comunità e le sensazioni vissute, insomma, per dirla con lo psicanalista Luigi Zoja, tra etica ed estetica.
Pubblicato:
Oct 9, 2017
ISBN:
9788826094021
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Correlato a 19 domande su Luigi Pirandello

Libri correlati
Articoli correlati

Anteprima del libro

19 domande su Luigi Pirandello - Rino Caputo

Sommario

prefazione [Paolo Peluffo]

uno [in città]

due [la fantasia]

tre [il pirandellismo]

quattro [χaos]

cinque [volere la vita]

sei [l'ordine sociale]

sette [polemiche]

otto [la folle ispirazione]

nove [la stanza della tortura]

dieci [il cinema]

undici [un uomo di spettacolo]

dodici [il mondo nuovo]

tredici [l’atroce notte]

quattordici [la famiglia]

quindici [a teatro con Gramsci]

sedici [il divertimento]

diciassette [patria e confini]

diciotto [lo straordinario]

diciannove [di nuvole e vento]

Cenni biografici su Luigi Pirandello

Biografia di Rino Caputo

Bibliografia essenziale

Consiglio Direttivo Società Dante Alighieri

PRESIDENTE

Andrea Riccardi

VICE PRESIDENTI

Gianni Letta

Paolo Peluffo

Luca Serianni

SOPRINTENDENTE AI CONTI

Salvatore Giuseppe Italia

REVISORI DEI CONTI

Luigi Giampaolino

Stefano Pozzoli

SEGRETARIO GENERALE

Alessandro Masi

CONSIGLIERI CENTRALI

Monica Barni

Michele Canonica

Lucio Caracciolo

Giulio Clamer

Ferruccio De Bortoli

Giuseppe De Rita

Silvia Finzi

Amadeo Lombardi

Giampiero Massolo

SEDE CENTRALE

Palazzo Firenze,

Piazza Firenze 27 - 00186 Roma

Fax: +39 06 6873685

Tel.: +39 06 6873694-95

e-mail: info@ladante.it

www.ladante.it

prefazione [Paolo Peluffo]

Il secondo numero delle 19 domande propone una conversazione su Luigi Pirandello a 150 anni dalla nascita, concentrata sulla sua figura umana, ma anche sulla sua capacità di guardare oltre le maschere e le convenzioni, addirittura oltre la realtà e ci riporta con forza su un paradosso che non si risolve. Pirandello, leggendolo, ci appare oggi un grande classico moderno, ma è stato vissuto ieri, nei decenni del Dopoguerra, come un attardato erede del conflitto di fine Ottocento tra realismo ed espressionismo psicologico, temi travolti dall’avanguardia artistica. Al contrario, rileggendolo con la guida destrutturante e purificante di Rino Caputo ci appare più moderno e costruttivo delle avanguardie a lui contemporanee, produttrici di distonica disarmonia tra problemi esistenziali dell’individuo, delle comunità e le sensazioni vissute, insomma, per dirla con lo psicanalista Luigi Zoja, tra etica ed estetica. Pirandello è il padre dei migliori autori di oggi, nella forma e nelle tematiche trattate. Pirandello era un meridionale che credeva nella nuova Italia, nella sua capitale, Roma, nella forza della costruzione dello Stato, imperfetto, magari anche putrido e corrotto, ma sempre un tentativo coraggioso di costruzione collettiva. Figlio di una famiglia garibaldina, crispina, è consapevole dei fallimenti dell’unificazione, ma non rinnega l’unità. Rifiuta il socialismo perché globalizzatore, mondializzatore, distruttore delle identità, ma non si aggrappa alla retorica nazionalista. Il Risorgimento ha fallito, ma non del tutto. Il socialismo non è una risposta. Il fascismo lo attrae ma capisce che è un sentiero interrotto e fuorviante, che si perde in una selva nera. In tutto ciò, nelle parole strappate da Valeria Noli a Rino Caputo vediamo squarci di una storia personale e un’arte strettamente legati che esplodono in temi di imbarazzante contemporaneità. La follia della moglie, in fondo profondamente amata; le gelosie per i figli; le giovani amanti che ispirano, attraggono ma non possono diventare una realtà alternativa. Pirandello era disinibito prima della disinibizione generalizzata e industriale di oggi, ma non aveva perduto il senso delle radici, delle generazioni, della responsabilità dei padri. Adozioni, stupri, conflitti tra genitori legali e genetici, identità virtuali e immaginarie. Insomma una materia incandescente che vive in una forma classica oggi ci appare tanto superiore a quella delle allucinogene avanguardie del Novecento, artefatte, distoniche e in fondo sterili prodotti di mercato.

È un pensatore in un certo senso sovra-umano quello che Rino Caputo consegna all’intervistatrice, offrendo l’immagine di Pirandello come uomo del Risorgimento ma alle prese con l’esordio della società di massa. Pur deluso dal tradimento degli ideali risorgimentali da parte dell’Italia unita, è un osservatore, un uomo curioso, ma anche un sognatore. Lo incuriosisce la psicologia dei protagonisti quotidiani della vita romana, in quel periodo diventata la capitale dell’Italia unita. Protagonisti che vivono una realtà nuova, metropolitana, straniante, nevrotizzante e vitale, in una città che vive lo scandalo della Banca Romana e dove si diffonde l’idea socialista di una società senza patrie né confini, molto lontana da quella liberista.

Ci aveva provato Carlo Rosselli in Socialismo liberale a mettere insieme questi due termini inizialmente contrapposti: questo suo nobile tentativo forse è fallito, anche se tra i governi Zanardelli e Giolitti il socialismo ispira importanti riforme, dalla riduzione dell’orario di lavoro alle tutele per lavoratori donne e bambini, dalla nazionalizzazione della scuola a quella delle ferrovie. Una nuova cultura per il nuovo popolo italiano, questo serviva, e poteva anche nascere dall’incontro tra l’ideale nazionale e le nuove esigenze delle masse.

L’idea che potesse esserci un mondo senza patrie né confini, però, subito attaccata dai nazionalismi europei, non piace nemmeno a Pirandello: lui crede ancora nel sogno di suo padre Stefano (garibaldino, amico di Francesco Crispi e Rosolino Pilo). Eppure è proprio ai cittadini comuni, interlocutori privilegiati del socialismo, che sarà interessato. Il popolino, la piccola borghesia impiegatizia, gli spettatori del cinema (non più del teatro), gli spettatori delle partite di calcio gli appaiono come i portatori dei segni dell’evoluzione

Hai raggiunto la fine di questa anteprima. Registrati per continuare a leggere!
Pagina 1 di 1

Recensioni

Cosa pensano gli utenti di 19 domande su Luigi Pirandello

0
0 valutazioni / 0 Recensioni
Cosa ne pensi?
Valutazione: 0 su 5 stelle

Recensioni dei lettori