Trova il tuo prossimo libro preferito

Abbonati oggi e leggi gratis per 30 giorni
Phoebe e il dottore

Phoebe e il dottore

Leggi anteprima

Phoebe e il dottore

Lunghezza:
255 pagine
5 ore
Editore:
Pubblicato:
Aug 17, 2020
ISBN:
9781507190906
Formato:
Libro

Descrizione

Di ritorno a casa dopo la guerra contro gli Americani, Harold Manners-Sutton ha un'ultima cosa da fare prima di andare avanti con la sua vita: portare gli averi di un amico morto alle sue due sorelle, ed assicurarsi che siano al sicuro e felici. Questo era stato l'ultimo desiderio del suo amico, in punto di morte.

Phoebe Grenard ha appena saputo che quel patetico giocatore d'azzardo del suo defunto padre ha venduto lei e la sua sorellina a un vile strozzino, quando non aveva potuto pagare uno dei suoi debiti. Quell'uomo era proprietario anche di un bordello, e gli serviva carne fresca per soddisfare i bisogni dei suoi clienti. Non vuole accettare il pagamento in denaro, e quando Harry prova a ripagare il debito dell'uomo e a liberare le ragazze, lo strozzino insiste che invece gliele porti.

Phoebe, che è una ragazza indipendente, non vuole essere un peso per nessuno, e l'onorevole Harry non le vuole permettere di cercare di negoziare di persona con quel bandito infame. Phoebe va dallo strozzino da sola, e costringe Harry e suo cognato a salvarla. Così, sia Phoebe che Harry si rendono conto che non vogliono vivere l'uno senza l'altra.

Editore:
Pubblicato:
Aug 17, 2020
ISBN:
9781507190906
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Correlato a Phoebe e il dottore

Libri correlati

Articoli correlati

Categorie correlate

Anteprima del libro

Phoebe e il dottore - Sandy Raven

EPILOGO

PHOEBE E IL DOTTORE

Sandy Raven

Phoebe e il dottore

Questo libro è un’opera di fantasia e i nomi, i personaggi, i luoghi e gli avvenimenti sono il prodotto dell’immaginazione dell’autrice, oppure vengono usati in modo fittizio, perciò non devono essere considerati reali. Ogni riferimento a persone od organizzazioni esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

Copyright ©2017, Sandy Raven

Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo libro può essere usata o riprodotta in qualsiasi maniera, senza il permesso scritto dell’autrice, tranne nel caso di brevi citazioni in articoli di critica o recensioni.

Traduzione di F.Rossi

www.babelcube.com

Copertina di The Killion Group, Inc.

www.thekilliongroupinc.com

RINGRAZIAMENTI

Cara Sue,

Apprezzo la tua amicizia e la tua volontà di fare questa roba strampalata che continuo a inventarmi.

Sandy :-D

CARO LETTORE,

Harry è il fratello di Miss Amelia. Molti di voi mi hanno scritto, negli anni, da quando è uscito Miss Amelia accalappia un duca, chiedendo la storia di Harry. Nel tempo, ho preso vari appunti, e sapevo di voler renderla speciale. Per il suo lieto fine, dovevo trovare qualcuno di tanto speciale quanto lui, e credo di averlo trovato in Phoebe.

Lei è una giovane donna che, malgrado il destino le abbia riservato diverse brutte sorprese, crede in un domani luminoso. Deve farlo, ha la sua sorellina di cui prendersi cura.

E, prima che me lo chiediate, un giorno scriverò la storia di Lydia. L’ho messa nell’elenco delle cose da fare, e comincerò a prendere appunti man mano che mi verranno in mente.

Comunque, se ricordate, Harry un giorno era partito per tornare alle lezioni di Cambridge con quattro dei suoi amici; chi poteva immaginare che mangiare in una taverna una sera avrebbe cambiato il corso delle loro vite per sempre?

––––––––

La vostra

Sandy :-)

CAPITOLO PRIMO

*25 aprile 1816*

Phoebe Grenard chiuse gli occhi appoggiando la schiena alla porta d’ingresso del negozio di abiti che lei e sua cugina Francine gestivano nel piccolo villaggio di Cleadon. Disse una veloce preghiera di ringraziamento per il fatto che la madre di Imogen Sparks si fosse fidata di lei e di Francie per creare l’abito da Regina di Maggio della sua unica figlia. Soprattutto dopo la morte di zia Frances, due mesi prima, la signora Sparks era rimasta una delle poche clienti che erano state loro d’aiuto nel continuare a gestire il negozio.

La signora Sparks, il cui marito era il mercante di tessuti del villaggio, era stata anche amica della zia di Phoebe, dato che i due negozi erano stati uno di fronte all’altro sulla strada acciottolata per molti anni. Ma a Phoebe cominciava a sembrare ovvio che molti degli abitanti del posto non vedessero di buon occhio due giovani donne non sposate che gestivano un’attività: alcuni avevano, forse con le migliori intenzioni, suggerito che lei e sua cugina prendessero in considerazione la possibilità di sposarsi e fare dei figli. Quello, insieme con una serie di altri incidenti, aveva portato Phoebe a credere che gli abitanti del villaggio non avessero scrupoli sulle *vedove* con un’attività, ma di certo tracciavano una linea alle signore *non sposate*.

La prova di tutto ciò era nelle ricevute alla fine di ciascuna giornata. Anche quel mese c’era stata una notevole diminuzione negli affari, ancora di più del mese precedente. Phoebe e Francie ne avevano parlato prima, quel giorno stesso; Francie aveva notato che alcune clienti non erano più tornate da quando sua madre, la zia di Phoebe e Lydia, era morta. Sempre la più generosa delle tre, Francie aveva suggerito che forse era dovuto al duro inverno che era appena passato, e al fatto che la gente avesse speso tutto il denaro che aveva da parte per mangiare e per il cibo del bestiame, che era aumentato di prezzo. In effetti, l’ultima neve era finalmente scomparsa solo poche settimane prima, e il raccolto degli orti di tutti era altrettanto indietro. Certo, l’inverno era stato un po’ più lungo del normale, ma dopo pochi giorni sarebbero cominciate le festività del Primo Maggio, e questo dava a tutti la speranza di un resto dell’anno più luminoso, anche a Phoebe.

In quello stesso periodo l’anno precedente, il primo in cui Phoebe e Lydia avevano vissuto con zia Frances e Francie, erano state molto occupate a cucire nuovi begli abiti bianchi per diverse giovani donne non sposate che avrebbero partecipato alla danza intorno al palo di maggio. Quell’anno non c’erano molti ordini, ma le ragazze a danzare sarebbero state lo stesso numero, forse di più. Quindi, ciò che gli abitanti del villaggio pensavano stava diventando chiaro per Phoebe, anche se forse non ancora per la gentile Francie.

Di quel passo non sarebbero state in grado di pagare l’affitto il prossimo trimestre, né il conto dei tessuti e degli accessori, tanto meno da mangiare e il carbone per il fuoco. Si raddrizzò e andò dietro il bancone a cercare un rocchetto di filo che andasse bene per l’abito bianco con una balza giovanile e un corpetto casto che aveva appena misurato a Imogen. Phoebe diede uno sguardo rapido al tavolo dov’era appoggiata la stoffa di seta tagliata, messa insieme per ora con un filo celeste, finché non avesse trovato il colore giusto.

La campanella legata alla maniglia della porta tintinnò quando qualcuno la girò e, credendo che la signora Sparks fosse tornata perché si era dimenticata qualcosa di importante, Phoebe alzò la testa e sorrise... a un uomo che le era del tutto sconosciuto. Forse era quello che era venuto al negozio il giorno prima e aveva chiesto di lei. Secondo sua cugina, aveva l’aspetto di un pugile veterano, e quest’uomo corrispondeva in modo perfetto alla descrizione.

Sto cercando miss Grenard disse l’uomo con voce rude, quasi roca. Non rispose al suo sorriso. Il suo naso bulboso era rosso con minuscole venuzze rotte, storto a destra *e* a sinistra e con il ponte appiattito. Gli mancava parte di un orecchio, e l’altro era rotto e deforme.

Aveva davvero l’aspetto di un uomo che si fosse trovato dalla parte del perdente in molti combattimenti, a suo tempo. Avrebbe dovuto dire a Francie che la sua descrizione era stata accurata. E quello le fece correre una strana sensazione di freddo su per la spina dorsale. Era proprio il tipo di persona con cui si sarebbe messo in affari il suo defunto padre, e si chiese cosa volesse da lei.

Vorrei parlare con la figlia maggiore di Jack Grenard.

Per un attimo prese in considerazione di mentire e dire che *non* era sua figlia, ma che bene le avrebbe fatto? Quell’uomo avrebbe solo chiesto a qualcun altro, e se avesse potuto verificare la sua identità sarebbe tornato, probabilmente infuriato per essere stato ingannato.

Sì. La sua voce squittì. Schiarendosi la gola, aggiunse: Posso aiutarla?

Certo. L’uomo dal viso da cane bastardo appoggiò un fianco sulla vetrinetta degli accessori, di fronte a dove lei era in piedi dietro al bancone. Sono venuto a riscuotere un debito nei confronti del mio datore di lavoro, il signor Edgar Donovan di Londra, del vostro padre defunto, Jack Grenard.

Era una delle sue più grandi paure da quando suo padre era morto. Sapeva che giocava d’azzardo, ma pensava che avesse lasciato tutti i problemi a Londra. Le aveva *giurato* che non stesse giocando più, e come qualsiasi altra promessa che aveva fatto a lei e a Lydia, era una menzogna. Aveva paura di chiedere quale fosse la cifra, ma voleva e doveva saperlo.

Qua... si schiarì la voce e cominciò di nuovo. Quanto doveva mio padre al vostro datore di lavoro?

Lui tirò fuori un foglio piegato e consunto dalla tasca, le cui colonne di cifre e note avevano date che coprivano anni di debiti. Il conto restante del prestito è di novecentoottantasette sterline, a cui aggiungere quanto dovuto per il ritardo, cioè cinquecentoquarantotto sterline, per un totale di millecinquecentotrentacinque sterline, che è quanto vostro padre deve al mio capo, il signor Donovan.

Phoebe sentì il mondo girarle intorno e trascinarla verso la pistola che teneva per sicurezza sotto il bancone. Cercò mentalmente di ricordare l’ultima volta che l’aveva provata e pulita, o anche usata per sparare. Promettendosi che avrebbe fatto entrambe le cose quella sera, se solo avesse funzionato quella volta, pregò di non doverla tirare fuori dal suo nascondiglio. Phoebe odiava l’idea di usarla per spaventare le persone, ma l’avrebbe fatto, se l’uomo l’avesse minacciata.

Mise la mano sulla custodia sotto il bancone, aprì il coperchio a molla e sentì il freddo acciaio e la liscia impugnatura d’avorio. Non... non conosco nessun signor Donovan disse Phoebe con la pistola ora in pugno. E mio padre è morto mesi fa.

Non importa se è morto, un debito è un debito disse il pugile. Il mio capo ha dato a me e ai miei ragazzi il compito di riscuoterlo con qualsiasi mezzo sia necessario.

Vi assicuro, Phoebe si schiarì la voce cercando di calmare la sua incombente paura, che mio padre non ha mai detto di dover quella... così tanto denaro a nessuno.

Non è un problema mio, sa, né dei miei ragazzi lì fuori. L’uomo fece un mezzo cenno a un paio di giganti fuori dal negozio. E non ce ne andremo finché non avremo preso tutto.

Credo che abbiate sbagliato persona, e dovreste andarvene prima che io chiami il commissario.

Ah, signorina, l’ho già incontrato sorrise il tozzo bruto scoprendo i buchi nella sua dentatura, e quello che restava era lì lì per cadere, a quanto sembrava. È un ragazzo simpatico; è lui che mi ha detto dove trovare voi e la vostra sorella stupida.

Phoebe chiuse gli occhi per ricacciare indietro l’improvvisa ondata di vertigini che la stava per sopraffare. Sapeva di Lydia e delle sue condizioni. Anche se forse non sapeva che *sapeva* parlare, ma non l’aveva fatto dalla scomparsa di Wally. Rimise la pistola sulla fodera di velluto della custodia di pelle. Se l’uomo aveva visitato il commissario, il signor Blankenship, era probabile che questi sapesse cosa stava cercando, e presto l’avrebbero saputo tutti al villaggio. E poi, lasciare la città senza pagare un debitore era proprio tipico di suo padre, perché non gli era importato mai di nessuno tranne che di se stesso.

Non abbiamo tutto quel denaro.

Beh, vi suggerisco di trovarlo, perché vostro padre vi ha vendute entrambe al signor Donovan per la somma di mille sterline, se non fosse stato in grado di pagare prima del quindici di Novembre del 1814. Il corpulento uomo si appoggiò sulla vetrinetta degli accessori. Ora, vostro padre ha pagato solo due sterline, le altre undici vengono dalla vendita dei mobili della casa; la taverna apparteneva già a Donovan.

Ci deve essere un errore ripeté Phoebe, con un sincero terrore che cominciava a prenderle piede nello stomaco. Il King’s Head apparteneva a mio padre. Ma quella paura durò solo finché non sentì rumore di passi sulle scale dall’altra parte della tenda dietro di lei. Doveva proteggere sua sorella e sua cugina. Per farlo, Phoebe doveva far uscire l’uomo dal negozio prima che le spaventasse; non pensava avrebbero preso molto bene questo tipo di notizia.

Il bruto si appoggiò alla superficie di vetro del bancone, sotto la quale i nastri erano ordinati per colore e tessuto. Continuò a parlare, ignorando le occhiate disperate di Phoebe e stuzzicandosi le unghie delle dita con un coltellino a serramanico. Nessun errore, ne sono sicuro. Vostro padre è scappato la sera prima del giorno di riscossione della nota. Immagino che pensasse che non l’avremmo trovato, ma l’abbiamo fatto. Quindi, se non riuscite a racimolare novecentoottantasette sterline, fece una pausa dalla sua manicure, indicò il terribile documento che era sul bancone e aggiunse, più le cinquecentoquarantotto per il ritardo, voi due belle ragazze siete dirette a uno dei conventi del signor Donovan. Sapete, gli uomini pagano molto per essere i primi a stare con una ragazza, e quelle carine sono le migliori.

Da dietro di lei, la cugina di Phoebe, Francie, afferrò la pistola e la alzò al livello del cuore dell’uomo.

Fuori dal nostro negozio, volgare serpe disse Francie, con la voce più calma di quella della stessa Phoebe. Come osate parlare a una signora con parole tanto vili?

Il bulldog dello strozzino afferrò il documento dal bancone, alzò le mani e indietreggiò qualche passo, con un sorriso osceno sulle labbra: "Lo dico io come *oso*, signorina... Jack Grenard è scappato nel buio della notte, e deve al mio padrone una forte somma di denaro. E il mio capo ha un contratto che dice che il moroso doveva consegnargli le sue due figlie, se non avesse potuto pagare. Quindi, se voi signorine non riuscite a trovare i soldi entro la fine della settimana, io e i miei due amici qui porteremo le figlie di Jack Grenard a Londra."

Fuori, ripeté Francie, agitando la pistola verso l’uscita, e non tornate in questo negozio, o scoprirete quanto sono brava a sparare.

Quando il bulldog arrivò alla porta, aggiunse un avvertimento alla sua minaccia: Non pensate di lasciare il villaggio; controlliamo il negozio giorno e notte, e posso prendervi in strada, sicuro. È la legge, sapete.

Detto questo, l’uomo aprì la porta di scatto e uscì dal piccolo negozio. Phoebe si appoggiò allo stipite dietro di sé e scivolò lenta sul pavimento. Non sarebbe mai stata in grado di ripagare quel debito. La cifra era così esagerata che non conosceva nessuno che le potesse prestare tutti quei soldi.

Buon Dio, Lydia... non avrebbe mai permesso a quegli uomini di portare sua sorella a lavorare in un bordello. Mai. Phoebe non sarebbe andata di buon grado, quello era certo, ma non avrebbero preso sua sorella. Avrebbe trovato qualche posto per nasconderla; dopotutto, aveva solo dodici anni.

Dov’è Lydia? chiese Phoebe a sua cugina.

Di sopra a pulire il vecchio pollo che ci ha dato il signor Simonton. Lo metterò in una pentola con delle verdure e delle erbe, poi farò una pagnottina e ci faremo la cena disse Francie. Perché?

Per favore, non dirle niente rispose Phoebe. Non voglio che si spaventi. Troverò una via d’uscita. Forse se si fosse incontrata con il signor Donovan, avrebbe potuto accordarsi su una dilazione del debito. Dopotutto, non giocava d‘azzardo, lavorava duro e...

Non avrebbe lavorato in un bordello. Phoebe sapeva cosa fossero costrette a fare quelle donne, e... non poteva. Proprio non poteva farlo. Voleva sposarsi, un giorno. Voleva bambini suoi.

Aiutami a pensare a una soluzione, disse Phoebe, o a un posto dove nascondere Lydia. Almeno finché non riuscirò a pensare a qualcosa, a un qualche modo per risolvere la faccenda.

Parleremo con il commissario, Phoebe sussurrò Francie, inginocchiandosi sul pavimento accanto a lei e abbracciandola, con la pistola in terra lì vicino. "Vostro padre era un giocatore d’azzardo della peggior sorta, soprattutto se ha venduto voi e vostra sorella per ripagare il *suo* debito."

Ma non ci ha consegnate! Anche con la voce rotta dalle lacrime, Phoebe non riusciva a credere di stare a difenderlo. Le aveva offerte a un estraneo! Non l’ha fatto. È venuto a Hebburn con noi per salvarci da Donovan. Se davvero non gli fosse importato di noi, sarebbe potuto scappare nelle colonie, o in Australia, abbandonando me e Lydia allo strozzino.

Jack Grenard non era stato il migliore dei padri, ma voleva pensare che gli fosse importato di lei e di Lydia, e anche di Wally.

Papà si era innamorato della loro mamma a prima vista, aveva detto. Phoebe sorrise dietro il fazzoletto, ricordando la versione del babbo di quella storia. La mamma era stata una giovane vedova con un figlio piccolo, e lui era entrato in chiesa una domenica mattina, perché aveva sentito la voce di un angelo che cantava un inno per richiamare i peccatori, che venissero al Padre. Spesso aveva detto che non c’era stato un peccatore peggiore di lui, e che aveva avuto bisogno di perdono, e di un po’ di fortuna.

Mamma aveva vissuto con la famiglia del suo primo marito dopo che si erano sposati; era stato un ufficiale dell’esercito, e poco dopo il matrimonio era stato mandato nelle colonie. Suo marito era il terzo figlio e, con due fratelli più grandi e diversi nipoti, era davvero poco probabile che ereditasse il titolo; lo stesso valeva per il fratello di Phoebe, ma la famiglia aveva una grossa proprietà e ricchezze oltre la sua immaginazione, perché il nonno paterno di Wally era stato un visconte.

Lord Acomb aveva offerto alla mamma di restare nella proprietà fuori da Newcastle dopo la morte di suo figlio. Se fosse rimasta, non avrebbe dovuto preoccuparsi mai più da dove venisse il suo prossimo pasto e, più importante, suo figlio sarebbe stato cresciuto come un gentiluomo della miglior specie. Ma suo cognato, l’erede del visconte e il fratello più grande del padre di Wally, aveva di continuo fatto pressioni sulla mamma perché diventasse la sua amante. Lei si era stancata di rifiutare, e alla fine aveva preso suo figlio ed era tornata a casa dai suoi genitori.

Se non avesse lasciato casa del visconte, la mamma non avrebbe mai incontrato suo padre, e a Phoebe piaceva essere viva. Forse non tanto in quello specifico momento, ma in genere la sua vita le piaceva.

"Papà non ci avrebbe mai *vendute* disse. Per quanto spesso fosse crudele, ci voleva bene."

Sì, è così, confermò Francie, ma credo che amasse bere e giocare d’azzardo tanto quanto volesse bene a voi, se non più. Altrimenti, perché avrebbe fatto ciò che ha fatto?

Un giorno, papà le aveva detto che si rivedeva in Wally perché era indisciplinato e maleducato. Forse Wally era stato viziato da bambino, vivendo con la famiglia di suo padre, ma quando era andato a scuola era cambiato. Da quando era stato rapito e costretto ad arruolarsi aveva dimostrato di avere buon cuore ed era stato un giovane molto responsabile. Era sempre stato di animo nobile, e le aveva protette quando papà si ubriacava e le colpiva. Suo fratello spesso si metteva in mezzo e prendeva i colpi destinati alla loro madre e a Phoebe. Lydia era troppo piccola, e quando era cresciuta abbastanza per trovarsi dalla parte sbagliata dei colpi di papà, Wally era già andato via, a scuola. Allora era intervenuta Phoebe, e aveva fatto del suo meglio per proteggere la sorellina.

Il giorno di Santo Stefano, due settimane prima di essere rapito, Wally aveva promesso che, una volta che si fosse creato una professione e avesse avuto una casa sua, avrebbe preso con sé mamma, lei e Lydia, e avrebbero lasciato il padre in qualsiasi fogna si trovasse in quel momento il suo cuore nero.

Poi Wally era scomparso. Gli mancavano solo pochi mesi per gli esami, e lui e i suoi amici erano stati presi nel vicolo dietro la taverna, mentre andavano a casa di un amico pochi isolati più in là. Molti mesi dopo che era stato rapito per unirsi alla Marina di Sua Maestà, quando già pensavano che fosse morto, sua mamma aveva ricevuto una lettera da Wally in cui le spiegava che era stato costretto a prendere servizio su una nave, ma che non gli era dispiaciuto di essere stato coscritto. Era con i suoi amici, e combattevano contro gli Americani sui mari, come aveva fatto suo padre a terra durante la guerra di indipendenza.

Vorrei che Wally fosse qui disse tra i singhiozzi. Vorrei che fosse ancora vivo, perché saprebbe cosa fare. Non riesco a credere che sia passato quasi un anno.

Sua cugina sbuffò e rise. Abbiamo passato degli anni terribili, eh, Phoebe? Prima il rapimento di Wally, poi la morte di vostra madre, di vostro padre e di mia madre... Francie fece un gran sospiro, con la voce che trapelava tutte le emozioni che provava anche Phoebe. Sono così stanca della morte. Voglio vivere. Voglio fare tutte le esperienze che posso, prima di morire di vecchiaia.

"Anche

Hai raggiunto la fine di questa anteprima. Registrati per continuare a leggere!
Pagina 1 di 1

Recensioni

Cosa pensano gli utenti di Phoebe e il dottore

0
0 valutazioni / 0 Recensioni
Cosa ne pensi?
Valutazione: 0 su 5 stelle

Recensioni dei lettori