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Visioni e rivelazioni

Visioni e rivelazioni

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Visioni e rivelazioni

Lunghezza:
225 pagine
1 ora
Pubblicato:
2 set 2017
ISBN:
9788822818041
Formato:
Libro

Descrizione

Circa le sue visioni lei stessa così raccontò al poeta Clemens Brentano: All’età di cinque o sei anni iniziai la contemplazione del Credo: «Io credo in Dio Padre onnipotente Creatore del cielo e della terra…». Mentre pronunciavo queste parole, apparvero dinanzi agli occhi della mia anima le immagini della creazione del cielo e della terra: vidi la caduta degli angeli, la creazione della terra e del paradiso, Adamo ed Eva e il peccato originale. Continuai a vedere queste immagini durante la mia vita quotidiana e perfino durante la notte, mentre dormivo, in sogno.Le immagini si manifestavano durante il giorno, mentre pascolavo le pecore, e anche quand’ero a casa, durante i servizi domestici, e mentre parlavo con qualcuno. Ne parlai con i miei familiari, credendo che anche loro avessero quelle visioni, ma essi mi risero in faccia e mi presero in giro. Da quel momento non ne parlai più con nessuno.Compresi che il volere di Dio, il mio Amore, era che dovevo tenere per me tutto ciò che vedevo, tutti quei misteri celesti.Una volta, a scuola, ripresi il mio maestro a lezione di religione, dicendogli che le cose non stavano proprio come lui le raccontava; ciò che mi era stato donato di vedere sulla risurrezione di Cristo era altro. Il maestro mi rimproverò e i miei compagni di classe risero di me. Le numerose visioni che passavano dinanzi alla mia anima erano tutte benvenute, le contemplavo senza analizzarle o fare speculazioni mentali sulla loro diversità dai racconti biblici. Non ho mai creduto subito a quel che vedevo, attendevo sempre conferma dal mio angelo custode. Le visioni non hanno mai deformato la mia fede cattolica e quel che avevo appreso su di essa.Nonostante non avessi mai desiderato avere le visioni, esse si producevano a migliaia dinanzi alla mia vista interiore e rivelavano all’anima mia i misteri biblici della creazione. Non mi facevo trascinare dalle visioni, ma la mia attività maggiore restava la preghiera; continuavo infatti sempre a pregare il Signore, implorando misericordia per noi, poveri peccatori.
Pubblicato:
2 set 2017
ISBN:
9788822818041
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Anteprima del libro

Visioni e rivelazioni - Beata Caterina Emmerick





La beata Anna Katharina Emmerick e gli straordinari doni divini

 

Domenica 3 ottobre 2004, Giovanni Paolo II ha innalzato la suora tedesca Anna Katharina Emmerick agli onori degli altari 

affinché il suo mirabile esempio aprisse il cuore del popolo di Dio alla vera devozione cristiana. Il santo Padre ha beatificato la Mistica tedesca con queste parole:

La beata Anna Katharina Emmerick ha gridato «la dolorosa passione di nostro Signore Gesù Cristo» e l’ha vissuta sul suo corpo. È opera della grazia divina il fatto che la figlia di poveri contadini, che con tenacia ricercò la vicinanza di Dio, sia divenuta la nota «Mistica del Land di Münster».La sua povertà materiale si contrappone a una ricca vita interiore.Così come la pazienza nel sopportare la debolezza fisica, ci impressiona anche la forza caratteriale della nuova beata e la sua stabilità nella fede.Ella traeva questa forza dalla santissima Eucaristia. Il suo esempio ha dischiuso i cuori di poveri e di ricchi, di persone semplici e istruite alla dedizione amorosa a Gesù Cristo.Ancora oggi trasmette a tutti il messaggio salvifico: attraverso le ferite di Cristo siamo salvati (cfr. 1Pt 2,24)

Già nel mese di maggio 1987, durante la sua visita al vescovado di Münster, Giovanni Paolo II, parlando dell’eroica stimmatizzata, aveva dichiarato:

Suor Emmerick ci mostra con la sua particolare vocazione mistica il valore del sacrificio e della sofferenza in unione con il Signore crocifisso.

Anna Katharina Emmerick è famosa soprattutto per la sofferta donazione cristiana alle pene del prossimo (in lei fu molto accentuato il carisma dell’amore del prossimo e della compassione per la sorte degli uomini. Spesso piangeva e pativa per le disgrazie e i peccati altrui. Queste vengono chiamate pene di sostituzione e sono una caratteristica comune delle sante persone) e la piena partecipazione alle sofferenze del Signore, che culminò con il dono delle sante stimmate, fra cui una croce impressa sul suo petto apparsa il 28 agosto 1812 e sanguinante ogni mercoledì.

La nuova beata era già da tempo considerata da numerosi fedeli una martire della Chiesa di Cristo nota per gli straordinari doni divini di cui fu dotata: digiuno totale, costante unione con il cuore dei sofferenti, discernimento sull’autenticità delle reliquie dei santi, conoscenza delle erbe medicinali, contemplazione dei misteri biblici della fede, partecipazione con lo spirito nell’aldilà; ebbe, per scienza infusa, visioni di angeli, delle anime del purgatorio, della comunità dei santi in cielo, della Chiesa terrena, di quella celeste e militante, della vita di Gesù e della Madonna.

(da Anna Katharina Emmerick. Visioni bibliche e contemplazioni mistiche, antologia a cura di Vincenzo Noja, ed. Paoline)



Le visioni bibliche 

Circa le sue visioni lei stessa così raccontò al poeta Clemens Brentano:

All’età di cinque o sei anni iniziai la contemplazione del Credo: «Io credo in Dio Padre onnipotente Creatore del cielo e della terra…». Mentre pronunciavo queste parole, apparvero dinanzi agli occhi della mia anima le immagini della creazione del cielo e della terra: vidi la caduta degli angeli, la creazione della terra e del paradiso, Adamo ed Eva e il peccato originale. Continuai a vedere queste immagini durante la mia vita quotidiana e perfino durante la notte, mentre dormivo, in sogno.

Le immagini si manifestavano durante il giorno, mentre pascolavo le pecore, e anche quand’ero a casa, durante i servizi domestici, e mentre parlavo con qualcuno. Ne parlai con i miei familiari, credendo che anche loro avessero quelle visioni, ma essi mi risero in faccia e mi presero in giro. Da quel momento non ne parlai più con nessuno.

Compresi che il volere di Dio, il mio Amore, era che dovevo tenere per me tutto ciò che vedevo, tutti quei misteri celesti.

Una volta, a scuola, ripresi il mio maestro a lezione di religione, dicendogli che le cose non stavano proprio come lui le raccontava; ciò che mi era stato donato di vedere sulla risurrezione di Cristo era altro. Il maestro mi rimproverò e i miei compagni di classe risero di me.

Le numerose visioni che passavano dinanzi alla mia anima erano tutte benvenute, le contemplavo senza analizzarle o fare speculazioni mentali sulla loro diversità dai racconti biblici. Non ho mai creduto subito a quel che vedevo, attendevo sempre conferma dal mio angelo custode. Le visioni non hanno mai deformato la mia fede cattolica e quel che avevo appreso su di essa.

Nonostante non avessi mai desiderato avere le visioni, esse si producevano a migliaia dinanzi alla mia vista interiore e rivelavano all’anima mia i misteri biblici della creazione. Non mi facevo trascinare dalle visioni, ma la mia attività maggiore restava la preghiera; continuavo infatti sempre a pregare il Signore, implorando misericordia per noi, poveri peccatori.

 

Aveva appena sette anni quando lo Spirito di Dio irruppe nella sua anima come un torrente di luce e la pia fanciulla si vide portata in spirito dal suo angelo custode nel purgatorio; l’angelo le mostrò quali grandi dolori pativano le povere anime in questo luogo. Da allora la relazione con le povere anime del purgatorio fu molto intensa, la giovane mistica pregava spesso per loro e ne udiva perfino le voci che, colme di riconoscenza, le dicevano: «Io ti ringrazio, io ti ringrazio!»; come fiammelle esse l’accompagnavano di notte lungo la Via Crucis, che ella praticava spesso recandosi alla chiesetta lontana. Anna Katharina poteva perfino riconoscere le cause per cui alcune anime restano tanto tempo in quel luogo di purificazione e perché altre vanno presto via.

 

Le doti di veggenza erano molto forti in lei, infatti non era solo veggente degli episodi biblici, bensì «viveva» i medesimi come un’unica e straordinaria narrazione della santa tradizione. Come dice sant’Agostino, il suo amato patrono: «Nell’Antico Testamento si nasconde il Nuovo e nel Nuovo si manifesta l’Antico». Anna Katharina, infatti, riceveva in modo fluente, per grazia infusa, visioni miste dell’Antico e del Nuovo Testamento, diventando testimone degli stessi.Nel tempo d’Avvento lei si vedeva insieme alla Madonna e a san Giuseppe in cammino verso Betlemme e, mentre pregava nella stalla, accanto al santo Bambino. Durante le visioni della passione del Signore lei sentiva il suo corpo patire sotto i colpi di frusta e le pene della crocifissione.

 

La beata ebbe come sante compagne le anime di Chiara da Montefalco, Giuliana di Liegi, santa Rita da Cascia e della sua consorella defunta Clara Sönntgen, e venne consolata nelle sue sofferenze espiatorie da sant’Ignazio e sant’Agostino, dai quali trasse insegnamenti spirituali assai utili.

Circa le visioni sulla passione di nostro Signore, che furono da lei le più sofferte, la mistica Emmerick così si esprime:

Le visioni della passione, morte e risurrezione di Cristo, come tante altre, erano tutte le benvenute, le contemplavo come facevo con i diversi presepi…

andavo profondamente dentro di me e qui continuavo a contemplare la passione del Signore. Sentivo sempre più la tristezza fondersi con la gioia.

Durante la mistica esperienza della piena partecipazione alle sofferenze del Signore e ai suoi misteri dolorosi, ella apprese che «la luce si conosce solo penetrando l’oscurità» (sant’Agostino), quando cioè gioia e dolore diventano una cosa sola nell’anima.

 

(da Anna Katharina Emmerick. Visioni bibliche e contemplazioni mistiche, antologia a cura di Vincenzo Noja, ed. Paoline)





::: Dalle rivelazioni della beata Caterina Emmerick :::

 

Il 1 novembre 1819 così raccontava Anna Katharina Emmerich: «Ho fatto un grande viaggio con la mia guida: sono andata tranquilla con lei nei luoghi più diversi, ho guardato e sono stata felice, se domandavo ricevevo una risposta e se non la ricevevo ero lo stesso contenta. Siamo andati sui luoghi dei Martiri (Roma), poi abbiamo attraversato mari e terre deserte, fino alla casa di Anna e Maria, qui vidi numerosi cori di Santi che interiormente erano tutti un’anima sola. Si muovevano con felicità. Il luogo, si presentava come un arco infinito, pieno di troni, giardini, palazzi, archi, corone, alberi, e tutte le vie erano collegate da bagliori di luci dorate e diamantine. Sopra, al centro in alto, si levava infinitamente avvolta di splendore la sede della Divinità. I Santi e i sacerdoti erano suddivisi secondo la loro collocazione nella vita religiosa. I religiosi erano raggruppati secondo il loro Ordine, ed erano classificati o innalzati secondo la personale battaglia che avevano sostenuto nella vita terrena. I martiri stavano tutti vicini, e di nuovo onorati secondo il grado della loro vittoria ed erano suddivisi secondo la loro aspirazione alla santità. Vivevano in meravigliosi giardini pieni di luce e di case. Incontrai un prete da me già conosciuto che mi disse: La tua casa non è ancora finita!. Vidi anche grandi schiere di soldati in vesti romane e molta gente conosciuta. Tutti cantavano insieme un dolce inno ed io mi unii a loro. Nella dimensione celeste e cosmica il globo terrestre si presenta come una piccola sfera e la terra rappresenta solo un piccolo pezzetto di superficie tra l’acqua. Compresi così il significato della vita nella sua piccolezza e brevità, dove però si può trarre tanto grande profitto e merito. Voglio prendere con gioia su di me tutta la sofferenza di Dio!».

Il primo novembre del 1820 così raccontò:

Ricevetti una visione indescrivibilmente significativa:mi apparve un tavolo enorme, rosso e ricoperto da un trasparente bianco, apparecchiato con una quantità di vere pietanze. Sopra si vedevano anfore dorate che avevano ai margini lettere blu. Dappertutto c’era della frutta e dei fiori in un radioso sviluppo. Intorno a questa tavola su troni sedevano i Santi, raggruppati tra di loro nei diversi ordini di appartenenza. Religiosi di tutti i tipi, vescovi che servivano a tavola e si prendevano cura della stessa. Io ero presso questa tavola enorme e potei vedere tutto il giardino grandioso, che si suddivideva formando tanti altri piccoli giardini con tavole secondarie, pieno di Cori, anch’essi suddivisi in singoli giardini. Ma tutta l’armonia scorreva e aveva origine unicamente da quel grande tavolo al centro. In tutti questi giardini, campi, aiuole, fiori e frutta si trova tutto ciò che vive in ogni essere umano. Il godimento della frutta non aveva certo per significato il mangiare, ma la presa di coscienza di sé. Tutti i Santi erano rappresentati con i loro attributi, alcuni vescovi avevano chiese nelle mani perché ne erano stati i fondatori, altri invece solo bacchette perché avevano avuto una funzione di controllo.

Intorno ai Santi c’erano anche molti alberi pieni di frutta ed io desideravo tanto che i poveri ne potessero trarre profitto. Allora smossi quegli alberi e tanta frutta cadde sulle singole contrade della terra ‘. Vidi anche i Santi che tutti assieme, seppur distinti sempre in gruppi, trasportavano impalcature, fiori e corone per montare un grande trono all’estremità della tavola. Questo lavoro procedeva in modo inesprimibilmente ordinato e si muoveva armonicamente senza carenze, mancanze, peccati e morte e senza artifici. Frattanto guardiani e soldati spirituali sorvegliavano la tavola. I ventiquattro anziani sedevano su seggi meravigliosi intorno al trono. Alcuni di questi avevano nelle mani arpe e altri incensi, cantavano e incensavano. Improvvisamente vidi un’immagine scendere dall’alto e calare obliquamente sul trono preparato precedentemente. Aveva le sembianze di un vecchio con una triplice corona e un mantello spiegato. Sulla fronte si faceva notare una massa di luce triangolare dove si specchiava tutto quello che c’era all’intorno. Sembrava che tutto ciò che si trovava intorno fosse causato dalla sua stessa immagine oppure accolto dalla stessa.

Dalla sua bocca fuoriusciva un fascio di luce nel quale vidi una quantità di parole. Distinsi lettere e numeri del tutto semplici. Ho dimenticato quali erano. Un po più in giù, davanti al suo petto, vidi un Bambino crocefisso avvolto da uno splendore inesprimibile. Dalle piaghe, dove si trovavano grandi glorie, fuoruscivano fasci di luce del colore dell’arcobaleno. Questi fasci di luce investivano tutti i Santi e si fondevano in un solo armonico splendore di colori, con le diverse glorie delle sante piaghe dei medesimi. Si creava così nel cosmo una tale armonia e un sentimento di leggerezza e libertà, che non è possibile accennarne la descrizione. Il flusso di raggi, che fuoriusciva dalle piaghe dei Santi, era come una pioggia di vere e proprie pietre preziose dagli svariati colori che cadeva sulla terra. Allora appresi, con la comprensione dell’anima, i valori, l’energia, i misteri delle vere e proprie pietre preziose, e sopratutto la conoscenza di tutti i colori dell’universo. Tra la croce e l’occhio della fronte del vecchio si trovava lo Spirito Santo, come una figura alata, mentre dall’occhio e dalla croce si diffondevano raggi di luce meravigliosa. Un pò più in basso della croce c’era la Beata Vergine Maria circondata da molte vergini; attorno alla croce, a mezza altezza, vidi papi, apostoli e vergini.In tutte queste apparizioni, i Santi e gli innumerevoli Angeli, si muovevano in larghi circoli in una perfetta armonia d’insieme. L’impressione dell’insieme fu chiara e lucida e perfino molto più grande di quella di un universo stellato. Anche di questa non posso renderne la spiegazione dettagliata».

Le visioni che seguono ci mostrano come sia importante ricordarsi dei Santi e implorare il loro aiuto prezioso.

Il 18 giugno 1820 Anna Katharina ricevè numerose visioni sulla vita e la gloria di sant’Ignazio, san Francesco Saverio e san Luigi: «Durante i miei dolori tenevo vicino le reliquie che mi aveva mandato Ovenberg , le quali presero a luccicare. Vidi un Santo, cinto dalla bianca aureola della gloria, scendere su di me, mentre il luccichio delle reliquie si fondeva in una sola splendida luce con quest’ultimo. Mi sembrò allora di udire una voce: Queste reliquie sono delle mie ossa. Io sono Ignazio!Dopo quest’avvenimenti dovetti sopportare una lunga notte di tremendo tormento, con dolori lancinanti che come un coltello mi trafiggevano le ferite, gridai misericordia affinché il Signore non mi mandasse dolori più forti di quanto io potessi sopportare . A questa supplica mi apparve il Signore, il mio sposo, che sotto la forma di Bambino mi disse poche parole che non posso ripetere, ma più o meno così: Io ti ho adagiata nel mio letto nuziale delle sofferenze e ti ho dato i patimenti come grazia per la conciliazione, e i gioielli delle espiazioni per i peccatori e i sofferenti. Tu devi soffrire per gli altri, ma io non ti lascerà sola perché tu sei unita alla Vite.

Quest’immenso conforto ricevuto dal Signore mi sostenne per tutta la notte sollevandomi e infondendomi la forza necessaria per sopportare i dolori. Soffrii con pazienza. Verso la mattina ricevetti un’altra visione di sant’Ignazio: mentre le sue reliquie luccicavano di nuovo chiamai il caro Santo, presi le sue reliquie nella mano con amore e rispetto. Lo chiamai in nome del dolce Cuore di Gesù, allora lo vidi scendere dall’alto, e come gi fu per la prima volta, l’aureola di luce che circondava l’apparizione del Santo si fondeva con quella delle reliquie in un solo splendore. Udii di nuovo le stesse parole: Queste sono delle mie ossa! Poi sant’Ignazio mi spiegò quante grazie avesse ricevuto da Gesù, mi promise di essermi vicino ed aiutarmi nel mio compito sulla terra e alleviarmi le malattie del corpo. Mi raccomandò pure di celebrare una commemorazione nel mese seguente. Dopo questo confortante incontro l’apparizione scomparve e vidi alcune immagini della vita del Santo.

Mi trovavo in un lettino fuori da una chiesa, il coro era separato da una grata e vidi alcune persone, erano i dodici uomini della Compagnia di Ignazio, potetti riconoscere Saverio e Faber . Sembrava che fossero pronti a partire per qualche destinazione, non erano tutti sacerdoti. Vestivano però come Ignazio seppure con qualche variazione. Sull’altare ardevano le candele e si intravedevano appena le prime luci dell’alba: Ignazio non era ancora vestito per la celebrazione della santa Messa, sebbene avesse gi la stola sulle spalle. Un altro, che beveva acqua benedetta, lo accompagnava. Ignazio attraversò la chiesa e giunse tra i suoi compagni, poi prese a benedire con l’aspersorio. Mi preparai ad accoglierlo, giunse fino al mio lettino e mi asperse abbondantemente. In quel momento il mio corpo spossato fu attraversato dalla dolcezza e dal sollievo per i miei dolori.

Poi celebrò con l’abito sacerdotale una lunga Messa che durò molto più a lungo del normale. Notai sul suo

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