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Starfire - I Guerrieri della Galassia
Starfire - I Guerrieri della Galassia
Starfire - I Guerrieri della Galassia
E-book152 pagine1 ora

Starfire - I Guerrieri della Galassia

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Info su questo ebook

L'astronave Starfire è naufragata sulla luna di un pianeta abbandonato ai margini della galassia. Sembra solo un incidente, ma ben presto piccole astronavi nere attaccano i sopravvissuti, e quello che sembrava un semplice viaggio di ricognizione si rivela per ciò che è: una pericolosa missione segreta! Per Jade, una giovane ranger dello spazio senza passato, e per Elias, un ragazzino gentile ma sempre in conflitto con il padre, il capitano Perseus, è l'inizio di un viaggio che li condurrà fra stelle lontane e mondi sconosciuti per fronteggiare la sfida più grande dell'universo: fermare Malagon Walar, il Feroce. L'Oscuro Imperatore, infatti, è tornato per invadere con le sue astronavi la Federazione Galattica, dopo aver scoperto come rendere la sua vita immortale: nutrendosi dei cuori delle stelle. Una dopo l'altra, le stelle si stanno spegnendo e solo l'ultimo degli antichi Guerrieri della Galassia può impedirlo. Jade ed Elias sono destinati a trovarlo…

«Starfire è un romanzo per ragazzi unico e avvincente, capace di attrarre i fan di Star Wars!»

L'AUTORE:

Perseus Marr è il Capitano dell'astronave Starfire, e da molti anni viaggia in lungo e in largo per la galassia assieme a suo figlio Elias. Starfire: I Guerrieri della Galassia è il diario di bordo della sua astronave, che raccoglie un sacco di curiosità, segreti e misteri sull'universo e le stelle più lontane.
LinguaItaliano
Data di uscita12 lug 2017
ISBN9788892674875
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    Anteprima del libro

    Starfire - I Guerrieri della Galassia - Perseus Marr

    Indice

    PROLOGO

    CAPITOLO 1

    A BORDO DELLA STARFIRE

    CAPITOLO 2

    JADE FIREBORN

    CAPITOLO 3

    SOTTO COPERTURA

    CAPITOLO 4

    LA PRIMA MISSIONE

    CAPITOLO 5

    IL MARCHIO DELLA STELLA NERA

    CAPITOLO 6

    IL FUOCO DELLA PHOENIX

    CAPITOLO 7

    LA FURIA DEL MAARLOK

    CAPITOLO 8

    LORD MANONERA

    CAPITOLO 9

    OCCHI D’ORO

    CAPITOLO 10

    I GUERRIERI DELLA GALASSIA

    CAPITOLO 11

    DA’LITH

    CAPITOLO 12

    LE ROVINE ALIENE

    CAPITOLO 13

    UNA NUOVA ALLEANZA

    CAPITOLO 14

    LE ARMI DI UN GUERRIERO

    CAPITOLO 15

    BATTAGLIA PER LE STELLE

    CAPITOLO 16

    LE PIETRE DELLE STELLE

    CAPITOLO 17

    IL CORAGGIO NASCOSTO

    CAPITOLO 18

    PRESCELTI DALLA GALASSIA

    CAPITOLO 19

    LA SECONDA PIETRA

    COLLANA

    STELLE RITROVATE

    PERSEUS MARR

    STARFIRE

    I Guerrieri della Galassia

    romanzo

    PROLOGO

    Starfire       Giornale di bordo

    Anno Galattico:      218 F.G.

    Rotta:      Terza Luna di Endon IV

    Registrazione:      111.410

    Le stelle si stanno spegnendo, una dopo l’altra, ai confini della galassia. Solitamente è la loro natura, questo è vero. Una stella nasce, brucia per miliardi di anni, e poi si estingue.

    Eppure, non c’è niente di naturale in ciò che sta accadendo in questo preciso momento. Un’ombra nera si è risvegliata nel buio cosmico, nutrendosi dei cuori ardenti delle stelle.

    È un essere il cui nome è sepolto nel passato e il cui ricordo è diventato mito e poi leggenda.

    Nessuno sa da dove venga o dove adesso sia diretto, e solo una persona può fermarlo: l’ultima della sua stirpe estintasi centinaia di anni fa.

    L’ultimo Guerriero della Galassia.

    Perseus,

    Capitano della Starfire

    CAPITOLO 1

    A BORDO DELLA STARFIRE

    L’astronave giaceva riversa su un fianco e i corridoi, i ponti di comando e gli ambienti di bordo, si trovavano inclinati in modo stranamente innaturale. Elias si avvicinò strisciando al portellone ammaccato, tossendo ancora una volta. La testa gli pulsava feroce e faticava a mettere a fuoco le immagini che gli scorrevano davanti, come se si trovasse al centro di un mare di asteroidi.

    Chiuse gli occhi, prese un grosso respiro, e si aggrappò alla leva di emergenza, cercando di sbloccare le chiusure di sicurezza.

    «Avanti!» l’implorò a denti stretti, mentre un denso fumo nero gli vorticava sopra la testa. Ci mise tutta la forza che aveva e, dopo un paio di tentativi andati a vuoto, la leva si abbassò.

    Ci fu un suono metallico seguito da un allarme che tuonò per tutta la Starfire, sovrapponendosi ai caotici bip dei robot che stavano tentando di spegnere gli incedi scoppiati nei settori tre e sette dell’astronave.

    Subito dopo il portellone principale si aprì, cedendo di pochi centimetri per lasciar filtrare un rivolo di luce rossastra all’interno del corridoio principale.

    Il ragazzo avvicinò il viso alla fessura, respirando a pieni polmoni l’aria fresca della terza luna di Endon IV, il pianeta che fino a pochi minuti prima aveva osservato dal cuore nero dello spazio interstellare.

    Era ancora vivo nonostante il naufragio e la cosa gli parve quasi incredibile. Mentre quei pensieri confusi si accavallavano nella sua testa, con una spallata fece forza contro il portellone e dopo l’ennesimo tentativo riuscì a spalancarlo. Si ritrovò di colpo catapultato all’esterno, fra erba alta e liane di un verde smeraldo che s’intrecciavano fra loro nel cielo.

    Elias gattonò sfinito per qualche altro passo. S’inginocchiò per terra e portò una mano agli occhi, fissando il grande sole rosso rubino che brillava fra nubi di un tenue rosa pallido. Poi spostò la sua attenzione sul pianeta che stava tramontando all’orizzonte. Il grande disco blu di Endon IV scendeva rapidamente dietro una catena montuosa dalle aguzze vette imbiancate.

    «Ci siamo…» disse incredulo, prendendo grosse boccate d’aria pulita.

    Attorno a lui c’erano alberi caduti dai tronchi centenari, rami spezzati, radici divelte e grovigli di rampicanti che s’intrecciavano su loro stessi. Si trovava in una sorta di giungla equatoriale. Alcuni alberi avevano chiome azzurre e ampi fiori dai petali arancioni che ondeggiavano nel vento umido del tardo mattino.

    Il ragazzo scosse la testa tossendo ancora, tentando di schiarirsi le idee, mentre l’allarme dell’astronave si spegneva alle sue spalle. Avevano raggiunto la loro meta come programmato, ma l’atterraggio era stato tutt’altro che di routine.

    Dietro di lui alcuni degli uomini che suo padre, il capitano Perseus Marr, stava accompagnando sulla terza luna di Endon IV, si precipitarono fuori dall’astronave per accasciarsi a terra.

    «State tutti bene?» chiese Elias tossendo. Avevano i volti sporchi di fuliggine, le tute da ricercatori della Federazione Galattica strappate, ed erano coperti di lividi, graffi e piccole abrasioni.

    Un uomo gli rispose con un cenno del capo ed Elias annuì. Nonostante tutto, considerò mentre tornava a guardarsi attorno, suo padre li aveva condotti a destinazione. La terza luna di Endon IV era un satellite boscoso, ricoperto per l’ottanta percento da un’immensa giungla inesplorata, e per il restante venti percento da un piccolo oceano turchese. La loro fortuna, tuttavia, si esauriva lì, perché quello che era sembrato a tutti un normale viaggio di ricognizione – studiare i resti di un’antica civiltà aliena estintasi laggiù molti secoli prima –, si era rivelato uno dei viaggi più disastrosi della sua vita. Ed Elias ne aveva vissute tante di avventure con suo padre. Fin dalla sua nascita, sedici anni prima, Perseus Marr lo aveva portato con sé nei suoi viaggi, anche quelli più difficili e lontani. Avevano attraversato la galassia in lungo e in largo, dal bordo esterno al cuore pulsante della sua capitale, Vecchia Yerico, sull’immenso pianeta-capitale Yerico, eppure non gli era mai accaduto niente di paragonabile a quell’atterraggio di fortuna.

    «Naufragio» disse a se stesso Elias, osservando strane scimmie dal mantello azzurro che si rincorrevano fra i rami più alti degli alberi. Che cosa era successo? Non lo sapeva e i suoi occhi profondi, verde muschio, studiarono per un po’ lo scafo della Starfire in cerca di una risposta plausibile. Erano incappati in qualche campo gravitazionale? Si erano avvicinati troppo a una fascia di asteroidi? Il ragazzo scartò subito quelle ipotesi.

    I sensori della Starfire non avevano rilevato nulla di anomalo durante la navigazione e nemmeno durante l’avvicinamento al pianeta gassoso di Endon IV. Con uno sforzo incredibile Elias si tirò in piedi, cercando di reggersi sulle gambe ancora malferme. L’impatto con la superficie del pianeta avrebbe potuto rivelarsi disastroso, tuttavia la gran quantità di alberi e liane aveva attutito il colpo. Erano stati fortunati, dopotutto.

    Muovendosi a rilento si avvicinò alla carlinga della nave. Osservò lo scafo d’argento solcato da crepe e fratture, poi aggirò un tronco spezzato dalla foga dell’impatto e lì s’immobilizzò.

    Gli occhi di Elias si sgranarono per la sorpresa.

    C’erano dei buchi nella carlinga.

    Erano neri, larghi un braccio.

    Fumavano ancora.

    «Sono colpi di laser» comprese al volo il ragazzo. La sola idea lo fece sbiancare. Si aggrappò a un ramo e si guardò attorno con apprensione.

    Qualcuno li aveva attaccati. Qualcuno aveva aperto il fuoco contro di loro: contro una nave registrata della Federazione Galattica! Ma chi? I suoni della giungla che lo circondavano iniziarono a farsi minacciosi. Elias si guardò alle spalle.

    Chi poteva averli attaccati? E perché? Le sue domande caddero una dopo l’altra nel vuoto, ma prima di andarsene guardò un’ultima volta le bruciature sulla Starfire.

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