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Anonimo-Diario di un giovane ribelle
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E-book131 pagine1 ora

Anonimo-Diario di un giovane ribelle

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Info su questo ebook

L’anonimo protagonista, seccato dal marciume della società, trova come valvola di sfogo la sua gang. Anfibi, tirapugni e felpe naziste sono il loro status symbol. Le risse per il controllo del territorio il loro obiettivo. Tra bevute e pestaggi tutto sembra scorrere per il meglio fino a quando la gang si ritrova invischiata in una storia di droga e corruzione che coinvolge anche la polizia. La nuova subcultura creata da X sembra poter essere l’ago della bilancia in questa battaglia senza esclusione di colpi.
LinguaItaliano
Data di uscita11 lug 2017
ISBN9788871121543
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    Anteprima del libro

    Anonimo-Diario di un giovane ribelle - Mattia Fossati

    quest'impresa.

    Prologo Un’idea stravagante

    Il Lettore deve prepararsi

    ad assistere alle scene più sinistre.

    E.SUE I misteri di Parigi

    Questo libro non è un libro o almeno non era quello il mio intento. Questa è una storia e come sapete bene tutti, le storie possono essere vere o false. Tutto ciò però lo lascio decidere a voi.

    Mi ritrovo seduto su una cazzo di sedia in un'aula quasi vuota. È normale, tutti i miei compagni di classe sono andati in marina a Jesolo! Il caldo afoso di questo primo giugno mi soffoca molto di più della camicia di lino bianca che sto indossando; cazzo con tutto il sudore che sto espellendo forse potremmo risolvere il problema dell'acqua in Africa.

    Allora mi parli di Eugenio Montale - esclama la super bavosa professoressa di italiano con il suo accento da snob del cazzo. Gente di sinistra con il portafoglio di destra.

    Che cazzo ne so di Montale. Forse era quello che giocava per il Barcellona. Ah no, quello era Montoya. Il caldo imperversa sempre di più, non respiro. Forse mia madre ha riempito la camicia del sangue di un Minotauro. Cazzo non respiro. Ok basta farsi paranoie. Dai bastardo rispondi alla sua domanda. Perché sono uscito volontario se non so nulla?? Cerco di schiarirmi la voce.

    Allora Montale è stato uno dei più grandi poeti italiani, delle sue canzoni ricordiamo…

    Poesie...sia preciso

    Ah si è vero...poesie. Comunque dicevo appunto...delle sue poesie ricordiamo Ossi di Seppia, che ovviamente scrisse perché ne era molto ghiotto...

    Ok, mettiamo a verbale che neanche Montale le piace...

    Ma veramente...

    Lei non ha minimamente studiato...mi dispiace ma come faccio a metterle la sufficienza se non sa neanche le cose più basilari del programma svolto durante l'anno? Non posso proprio.

    Mazzata.

    Senta, la prego mi faccia un'altra domanda...

    Ok, dai, che non si dica in giro però…c'è un argomento di cui lei mi vorrebbe parlare?

    "Beh se proprio insiste...a me piacerebbe raccontarle qualcosa...ha presente che cos'è un prologo?

    Si, ovvio

    Bene, questo è il mio prologo

    Cazzo sono proprio un venditore di pentole. Dovrebbero darmi uno spazio al posto di Giorgio Mastrota.

    Ok, più che un prologo di un racconto sembra una clip di Notte prima degli Esami. Questo però non è un film. Io non sono un attore e tanto meno Giorgio Mastrota. Questa è una festa, una delle più belle a cui abbiate mai partecipato ed è proprio lì che inizia la nostra storia. Qual è la festa a cui uno studente non può sottrarsi e deve per forza fare tutti i giorni?

    1 Prigione senza sbarre per futuri disoccupati

    Giovedì 20 dicembre 2012, ore 7.00

    Se ti svegliassi a un'ora diversa in un posto diverso,

    ti sveglieresti come una persona diversa?

    Chuck Palahniuk, Fight Club

    Sento le note dei 4 Aces, la mia sveglia personale e penso cazzo che tardi, anche ieri sera sono andato a dormire verso mezzanotte e ho fumato talmente tante sigarette che non appena mi sono infilato i pantaloni della tuta, sono dovuto correre in bagno a sputare un grumo di catarro giallo. Che cazzo di bella giornata mi aspetta oggi! Sono ancora tutto indolenzito dal lavoro svolto in palestra ieri, i pettorali mi fanno malissimo e anche le braccia non scherzano. Adoro andare in palestra, mi fa sentire bene, più vivo. Vado in cucina e metto su il caffè, lo sguardo si ferma sull'orologio della cucina, il quale mi sta dicendo che se non alzo il culo e mi sbrigo, anche oggi arriverò a scuola in ritardo. Giusto per chiarire, non mi piace essere in ritardo, però fa sembrare molto figo e quindi non disdegno la pratica. Torno in camera, alzo la persiana e noto che anche oggi il tempo è una merda. Cazzo di pianura padana di sto cazzo! Si lo so, sono molto fine quando mi impegno. Mi infilo i jeans, una maglia e la felpa degli Skinhead, per far capire che oggi la giornata non è delle migliori. Corro in cucina giusto in tempo per non far esplodere la macchina del caffè e non appena verso il contenuto in una tazzina, mi immergo nella lettura della prima pagina del Fatto Quotidiano. Neanche oggi buone notizie esclamo mentre comprendo che hanno arrestato alcuni esponenti di Casapound per presunto pestaggio a due marocchini. Polizia di merda penso tra me e me. Si illumina l’IPhone e leggo velocemente il messaggio: la riunione di stasera è stata spostata alla Corte per evitare di beccare sbirri. Per puro caso mi cade l'occhio anche sull'ora e comprendo che anche oggi dovrò inventarmi una scusa per l'ennesimo ritardo. Tracanno il caffè in un solo fiato bruciandomi metà gola e le corde vocali. Mi infilo il cappotto, prendo il giornale e sistemo in bella vista la mia borsa anzi tracolla. Tra tutti gli i simboli ricamati sopra, uno spicca tra tutti: la tartaruga di Casapound. Mettiamo subito in chiaro una cosa, nonostante abbia il busto del Duce in camera e le maniche del mio giubbotto siano costellate di svastiche e croci celtiche, io non sono fascista. O almeno quel tipo di fascista. Io e il mio gruppo siamo diversi. Scendo le scale di fretta e mi infilo una Marlboro in bocca. Cerco nelle tasche l'accendino che però nel parapiglia è rimasto in cucina; improvvisamente il portone davanti a me si apre, oltre al fumo denso e all'odore di ganja sbuca Jamal, il mio vicino di casa giamaicano omosessuale. Mi si avvicina e comincia a strillarmi nelle orecchie: Hey vecchio! Forza ancora 5 mesi e hai finito questa scuola di merda... fai un tiro così ti scialli per bene

    Mi passa il cannone e faccio 2 tiri, poi lo avvicino alla mia cicca fino a quando non prende fuoco. Bella per te-gli dico-ci si becca più tardi. Un pugno, una stretta di mano e sono in strada come ogni mattina. Vedo le solite troie di prima e seconda che si fermano a comprare le sigarette nel tabaccaio sotto casa mia.

    Ci scambiamo una serie di sguardi e mi parte il dito medio alzato. Noto che è ricambiato. Non sono misogino e solo che odio profondamente le ragazze di oggi perché sono un branco di stronzette senz'anima. La loro massima aspirazione è sfilare in passerella per mostrare al mondo che sanno fare solo quello, oltre ad altri giochi un po' più articolati. Le uniche donne che hanno personalità oppure sono spiritose o lontanamente intelligenti sono leggermente troppo adulte per noi, quindi nell’attesa della nostra signora Robinson, noi adoriamo sfottere le altre ragazze oppure come il Crosta le definisce: macchine da pompini. Lo so, siamo nel 2012 e quindi dovremmo smetterla di apostrofare queste giovani donne con appellativi troppo poco gentili. Si ma non vi sembra che siano proprio loro a voler sembrare a tutti i costi delle passeggiatrici? Leggings super aderenti, scollature e soprattutto la facilità con cui la danno!!! O almeno la danno agli altri. Mentre sono sul marciapiede a pensare a tutto questo, vedo davanti a me passare il solito gruppo di extracomunitari (il quale ricorda molto più una famiglia mafiosa come nei Soprano's piuttosto che una gang); la settimana scorsa abbiamo spaccato la faccia a Elvis, uno stronzetto di quel gruppo che aveva cercato di stuprare una nostra compagna di classe. Posso solo dirvi che è stato un lavoretto facile facile, solo che come al solito il Drago ha concluso il pestaggio con il suo classico ricordino: ha inciso una grossa V sul dorso della mano di quel pezzo di merda. Non fatevi strane idee, il Drago non sopporta chi picchia le donne perché durante la sua infanzia ha dovuto subire la stessa scena ogni sera: suo padre tornava a casa dal lavoro e picchiava selvaggiamente senza motivo la moglie, alla quale purtroppo toccò una bruttissima sorte. Dopo un'eccessiva bevuta a base di whisky e tequila, il padre di Drago non si accontentò della solita dose di percosse che le dava quasi ogni giorno, decise di strangolarla con la cintura; il Drago fu costretto a guardare quei 3 minuti di terrore dietro a una porta-finestra chiusa a chiave. Adesso potete capire come mai nutra questo risentimento verso quelle merde che osano alzare le mani contro le donne. Passo spalla a spalla con quei ceffi senza voltarmi, sento solo qualche frase in rumeno conclusa da qualche risatina. Non oso dire nulla, non ho tempo e voglia per intraprendere una rissa in mezzo alla strada. Sono in ritardo. Quando sono però dall'altra parte della strada mi volto e gli mostro il saluto romano, loro non si scompongono e mi fanno capire che vorranno regolare i conti; che si mettano in fila penso. Sono molti quelli che vogliono pestarci ed è comprensibile: siamo la parte migliore di questa città marcia. Questo può farvi capire quali mostri abitino da queste parti. Cammino rapidamente verso 5 ore di buco culturale e quando sono a 30 metri dalla mia prigione part-time, comincia la solita sfilata in passerella per raggiungere le grandi porte in vetro d'ingresso. Butto la sigaretta e faccio un cenno ai ragazzi del primo anno, tra quei malati onanisti scoppianti di ormoni si aggirano i peggiori spacciatori di questa scuola di merda. In queste quattro mura che servirebbero a formare i nuovi cittadini (o sudditi), puoi trovare ogni genere di droga possibile: Cocaina usata principalmente dai professori oppure dagli alunni dell'ultimo anno, dicono che tenga sveglio il cervello. Eroina usata dai pivelli che vogliono imitare Mark Renton in Trainspotting. LSD ovvero la droga per quelli che in classe vogliono davvero viaggiare con la mente. E poi infine troviamo la cara e vecchia marijuana, possiamo definirla

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