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Vola via! Meriti di essere felice

Vola via! Meriti di essere felice

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Vola via! Meriti di essere felice

Lunghezza:
190 pagine
2 ore
Editore:
Pubblicato:
Jun 12, 2017
ISBN:
9788892669802
Formato:
Libro

Descrizione

Vola via! Meriti di essere felice è la prima Guida pratica italiana al No Contact (Nessun Contatto), strumento indispensabile che deve essere utilizzato da tutte quelle persone che hanno la necessità di chiudere una relazione affettiva nociva.

In questo testo Francesca Saccà, Psicoterapeuta e Leonardo Capocchia, Life Coach, accompagnano il lettore a capire quando e perché è necessario distaccarsi da una relazione tossica e come farlo in modo efficace al fine di stabilire dei sani confini.

Oltre ad aspetti teorici che spiegano in dettaglio in cosa consiste la regola del No Contact e come va applicata, il libro contiene esercizi specifici che guidano il lettore a chiudere in modo efficace una relazione nociva per il suo benessere psicologico e fisico e trasformare questa esperienza in una preziosa opportunità di rinascita. Questo manuale sul No Contact è un valido strumento d'aiuto sia per la persona che è direttamente coinvolta in una relazione tossica, sia per tutti quei professionisti che desiderano incrementare le loro conoscenze sulla materia e che, per esigenze lavorative, entrano in contatto con tali dinamiche relazionali.
Editore:
Pubblicato:
Jun 12, 2017
ISBN:
9788892669802
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Vola via! Meriti di essere felice - Francesca Saccà

vita

Premessa

Se hai acquistato questo volume probabilmente ci conosci già, hai frequentato i nostri corsi oppure qualcuno ti ha suggerito il nostro nome, o magari sei stato attratto dal titolo del testo.

In ogni caso desideriamo presentarci: siamo Francesca Saccà, Psicologa e Psicoterapeuta e Leonardo Capocchia, Life Coach. Insieme abbiamo dato vita al progetto SOS Relazioni Tossiche (www.sosrelazionitossiche.it) e all’omonima collana, di cui questo testo rappresenta il primo volume.

Siamo sposati da diversi anni e insieme lavoriamo in ambito relazionale conducendo gruppi di aiuto, corsi ed effettuando consulenze specifiche sui temi della dipendenza e della manipolazione affettiva, del trauma da narcisismo e delle relazioni tossiche.

Per coloro che tra voi non conoscono il significato di ‘relazione tossica’ desideriamo subito fare chiarezza: possiamo definire una relazione tossica quando, anziché farci del bene, annienta la nostra persona, ne abbatte le difese rendendoci vulnerabili e arreca danni alla nostra autostima. Quando parliamo di tossicità di un rapporto non ci riferiamo esclusivamente a relazioni sentimentali di coppia, ma anche a quelle tra genitori e figli, tra amici, tra parenti, tra colleghi di lavoro.

I rapporti nocivi ad oggi sono in aumento ed è assolutamente necessario offrire un’informazione valida al riguardo e degli strumenti di supporto concreti. È per questo che, in integrazione ad un attivo lavoro di informazione e formazione che svolgiamo sulla rete e dal vivo con i nostri corsi, abbiamo deciso di dar vita alla Collana di libri SOS Relazioni Tossiche.

Obiettivo di questa Collana vuole essere quello di aiutare concretamente la persona che si trova imprigionata in un qualsiasi rapporto nocivo (non necessariamente di coppia) a capire in primis se sta vivendo una relazione tossica e in secondo luogo, ad intraprendere un percorso di disintossicazione che le permetta di ricostruire, passo dopo passo, la sua vita.

L’idea di creare questa Collana di testi nasce sulla scia del grande riscontro ottenuto dal libro ‘La vita scorre. Vai oltre. Come uscire da una relazione tossica e rinascere emotivamente’ (Francesca Saccà, Youcanprint, 2016), in cui vengono evidenziate le trappole tipiche che incastrano una persona dentro una relazione nociva, permettendo al lettore di rafforzare la consapevolezza circa i processi cognitivi ed emotivi implicati nel suo circuito di dipendenza ed iniziare a comprendere quelli che sono i passaggi necessari per uscire da circuiti relazionali distruttivi.

La Collana SOS Relazioni Tossiche sarà composta, a partire da questo primo volume dedicato al tema del No Contact, da manuali di intervento specifici, corredati da approfondimenti teorici ed esercizi pratici che possano essere d’aiuto sia alla persona che è direttamente coinvolta in una relazione tossica, sia a tutti i professionisti (psicologi, psicoterapeuti, coach, counselor, avvocati, insegnanti) che desiderano incrementare le loro conoscenze sulla materia e che, per esigenze lavorative, entrano in contatto con tali dinamiche relazionali.

In questa Collana, così come nei nostri corsi, integriamo le competenze di Psicoterapia e Coaching. Se da un lato l’intervento psicoterapico permette alla persona che ha subito abusi emotivi di lavorare sull’acquisizione di consapevolezza e sull’elaborazione dei processi cognitivi ed emotivi tipici di dinamiche relazi onali patologiche, dall’altro il Coaching interviene nel guidare la persona a riappropriarsi della sua identità e forza (venute meno nel corso della relazione distruttiva) e a riscoprire le sue potenzialità e allenarle. L’integrazione di Psicoterapia e Coaching permette un lavoro completo e profondo sulla persona che sarà guidata in un percorso di rinascita e di ‘riparazione’ dell’autostima danneggiata a causa di ripetuti episodi di manipolazione, svalutazione e denigrazione.

Siamo sposati da diversi anni e abbiamo vissuto da vicino, prima di incontrarci, il dolore che comporta una relazione tossica. Riteniamo che l’importante lavoro fatto su noi stessi ci abbia rafforzato e ci abbia permesso di divenire alleati nella vita e nel lavoro, uniti da una visione comune, quella che l’amore sano rafforza e non svuota, che non è possibile amare nessuno se prima non sappiamo amare noi stessi, che la nostra vita dipende da noi e non possiamo correre il rischio di distruggerla in nome di un legame malsano, qualunque esso sia.

Francesca e Leonardo

Introduzione

Questa relazione non è sana per me. Scelgo di chiudere questo rapporto perché mi fa star male e desidero riprendere in mano la mia vita per tornare ad essere felice. Quest’affermazione, apparentemente ovvia, ad oggi non è più così scontata.

Sono molte le persone che non sono più in grado di riconoscere la fondamentale importanza di operare un distacco da una relazione malata e rimangono così incastrate per lungo tempo in circuiti relazionali disfunzionali.

L’incapacità di riconoscere una relazione come tossica e, conseguentemente, di operare un distacco per salvaguardare la propria persona e regalarsi l’opportunità di essere felici con qualcuno che ci ama in modo sano, fa parte di un più generale analfabetismo emotivo-relazionale che nasce dal non essere consapevoli dei nostri sentimenti e, conseguentemente, di saperli gestire in modo efficace.

Nella società odierna si assiste, come evidenzia Remo Bodei, Professore di filosofia presso la University of California, ad una sorta di incapacità affettiva, di fragilità, di fretta di consumare l’amore senza legarsi e ad uno squilibrio tra possesso e donazione.

Così sostiene Bodei: A causa del consumo vertiginoso delle esperienze, della maggiore libertà di scelta, della più estesa facoltà di sciogliere vincoli pregressi e di cambiare partner, della perversa volontà di non prendere congedo dalla persona amata si diffonde un’incompetenza amorosa nel più ampio quadro di una generale incapacità di gestire i pia,ceri e gli affetti.

In un mondo dove amarsi in modo sano diventa sempre più complesso, quello che peggiora le cose è l’utilizzo sbagliato delle tecnologie.

Rispetto al passato oggi abbiamo a disposizione numerose opzioni ‘tecnologiche’ che ci consentono di schivare la comunicazione reale generando ambiguità. E dunque i distacchi sono accompagnati da manovre di comunicazione immediate da parte di persone pigre e spaventate che spendono la maggior parte del loro tempo nel decifrare testi di email, messaggi, che non hanno un vero significato.

L’incapacità di elaborare i propri vissuti, di essere aperti e schietti con l’altro con cui entriamo in relazione e il conseguente uso errato delle tecnologie, rallentano a dismisura i tempi del distacco.

L’incapacità di chiudere relazioni tossiche può creare danni non solo all’individuo coinvolto in prima persona ma anche a coloro che gli sono a fianco (pensiamo ad esempio ai figli di coppie totalmente incapaci di separarsi anche quando l’amore è finito e il rapporto è nocivo).

Perché ad oggi è così difficile distaccarsi da un legame ad alta tossicità? Sono diverse le motivazioni. In primis la paura. È una pericolosa trappola che può assumere diverse forme: la paura di sbagliare, di lasciar andare, di uscire dalla comfort zone, la paura che l’ex si rifaccia una vita con qualcuno migliore di noi, la paura di fallire, di soffrire, di essere cattivi.

Come in ogni situazione della vita la paura, se non elaborata e attraversata, può divenire paralizzante. In un legame tossico la paura è quell’emozione che fa lasciare la porta aperta in modo che l’altro possa sempre avere la possibilità di rientrare.

In altri casi l’incapacità di distaccarsi non nasce dalla paura ma da una scelta di convenienza e comodità che fa sì che l’individuo rimanga in una relazione unicamente in funzione di aspetti pratici, piuttosto che mettersi in gioco per un cambiamento che richiederebbe impegno, fatica e perdita di benefici.

Ecco dunque che la soluzione preferita da tutti coloro che, per diverse motivazioni, rifiutano il distacco è un ‘limbo’ dove i due partner rimangono sospesi e non definiti, inermi, incapaci di strutturare una vera e sana relazione. In questo limbo troviamo di tutto, tranne che l’amore inteso nel suo senso più profondo.

L’incapacità di operare un distacco quando è necessario diventa condizione limitante poiché genera confusione, insicurezza, paralisi, frustrazione.

Negli stati di sospensione alimentati da ambiguità gli individui perdono la loro capacità di comunicare in modo efficace e di stabilire quei confini necessari a preservare il loro benessere e la loro dignità.

Alla luce di queste considerazioni, abbiamo sentito l’esigenza di dedicare questo primo volume della nostra Collana SOS Relazioni Tossiche proprio al tema della chiusura di una relazione nociva, al fine di offrire al lettore un testo specifico, concreto, che lo guidi passo dopo passo a distaccarsi in modo efficace da una relazione tossica e riprendere in mano le redini della sua esistenza.

Il distacco deve seguire una regola ben precisa che prende il nome di ‘No Contact’ (Nessun Contatto).

In Italia ancora non esiste un’informazione specifica e specializzata su questo tema. Per questo motivo abbiamo approfondito le nostre ricerche su testi stranieri e abbiamo deciso di creare un manuale che possa essere un riferimento prezioso e innovativo sul tema.

La maggior parte delle persone non sa in cosa consiste la regola del No Contact oppure non ne interpreta correttamente il significato.

Quando si invita una persona imprigionata in una relazione tossica ad intraprendere il percorso del No Contact, la prima risposta è solitamente quella della paura e dello smarrimento.

La chiusura del contatto con l’ex è troppo spesso interpretata, da coloro che rimangono sospesi nel limbo di una ‘non relazione’, come punizione o sofferenza troppo grande da vivere. Per questa tipologia di persone vale la convinzione "Meglio sospesi che distanti".

In realtà il No Contact, come emergerà nel corso della lettura di questo testo, è uno strumento prezioso e indispensabile, che deve essere utilizzato dalla persona che ha necessità di chiudere una relazione nociva, con la finalità di imparare a stabilire dei sani confini che la tutelino e le permettano di sentirsi libera.

Fino a quando la persona non sarà in grado di stabilire confini non potrà vivere una relazione sana e appagante perché permetterà sempre ad un altro di decidere al posto suo, di farsi invadere,

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