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Una moglie in affitto - Parte uno

Una moglie in affitto - Parte uno

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Una moglie in affitto - Parte uno

valutazioni:
4/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
155 pagine
2 ore
Editore:
Pubblicato:
Jun 13, 2017
ISBN:
9781547502554
Formato:
Libro

Descrizione

ATTENZIONE: 18+

Romanzo con contenuti erotici, adatto a un pubblico adulto.

Il libro fa parte di una serie da tre. La storia si conclude con un finale aperto che proseguirà nel libro 2.

Al miliardario Brandon Cates mancano soltanto pochi giorni prima di perdere tutto, dalla sua multinazionale, tra le prime 500 al mondo, alla colossale tenuta fuori città. Non ha rispettato i termini del testamento del padre, perciò ogni cosa passerà nelle mani della sua terribile matrigna. Avrebbe dovuto infatti sposarsi entro i trent’anni, ma non è tipo da innamorarsi, lui, concentrato com’è soltanto sul proprio lavoro e amando la vita da scapolo.

Quando Marjorie Reynolds, un’impiegata della sua colossale azienda, viene a conoscenza della sua storia in un dance club di Las Vegas, gli propone da ubriaca un piano per riottenere l’eredità. Marj è bellissima, ha il cuore a pezzi per colpa dell’ex-fidanzato e un disperato bisogno di soldi. È la candidata ideale per fargli da finta sposa per il tempo necessario a soddisfare le volontà espresse nel testamento. Sì, insomma, per fargli da moglie in affitto. A Brandon sembra la soluzione ideale. Un rapporto a scadenza con una donna fantastica e senza complicazioni, fino a che non riotterrà ciò che gli spetta di diritto. È sicuro di avere di nuovo tutto sotto controllo. O così almeno crede, perlomeno finché non si metteranno di mezzo i sentimenti…

Editore:
Pubblicato:
Jun 13, 2017
ISBN:
9781547502554
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

I was born in 1974 in the Eastern Ohio Valley town of Martins Ferry where I lived until I was five then we moved to a very rural town in the same area. I’m the youngest of four children of a mill worker and a housewife but have 15 years between me and my closest sibling. I grew up with a vivid imagination, which seems to have become active at age four.Having an imagination and a passion for reading, inventing little worlds and stories in my head seems natural. I began writing for fun mainly to survive reports I was making while being home schooled (illnesses kept me out so the school sent a teacher) and I wrote the most colorful but accurate history reports they’d seen. My passion for writing original pieces came at high school and I still have novels on paper to prove the start of this career.I’m a 1993 graduate of Buckeye Local High School and still live in the same house I grew up in with my family of my mother and brother, plus three spoiled cats and a semi-fierce Beagle who likes to think he’s a Pit-Bull.I still enjoy writing stories for fun that I can’t do anything with while I take a break from my original works. I mainly write action/adventure so my series of Celtic Evil, which is a paranormal romantic suspense series, is a slight break for me. I used to write poetry but can only do that in times of stress or deep emotional crisis.I enjoy writing for the sake of telling a story. I write for myself and for others who enjoy the act of reading a good story. I hope to be able to tell many of those.


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Anteprima del libro

Una moglie in affitto - Parte uno - Sierra Rose

16

UNA MOGLIE

IN

AFFITTO

Parte 1

By

Sierra Rose

Capitolo 1

Marjorie Reynolds bussò alla porta della sua anziana vicina di casa. Vivevano nello stesso palazzo ed erano amiche da anni. Marj era andata a farle un po’ di spesa. Quando Alma aprì, sorrise.

Grazie, disse, facendole segno di entrare.

Marj le restituì allegramente il sorriso. Nessun problema. Ti ho preso anche le medicine.

Ti ringrazio, tesoro. Vedo che ti sei ricordata il cibo per gatti.

Accarezzò la testa del micio nero, che emise un piccolo miagolio. E come potevo scordarmi del nostro Cuddle?

Sei un dono del cielo! Cosa farei senza di te? Tutti e sei i miei figli sono partiti o non si interessano affatto, e io non riesco più a guidare. Ma tu ci sei sempre stata. Sempre. Sei il mio cavaliere in armatura scintillante. La versione femminile, naturalmente.

Marj sistemò le buste sul tavolo. Mi sta bene, perché vuol dire che dovrò abbattere grossi draghi giganti. Basta che non sia io la fanciulla in pericolo.

Sappiamo entrambe che sei una donna molto indipendente.

Marj sorrise e la aiutò a mettere a posto la spesa, poi si misero a giocare a carte.

Alma ne voltò una. Voglio farti conoscere mio nipote. Lui è...

La luce dei tuoi occhi, concluse Marj.

Aspetta, l’abbiamo già fatto questo discorso?

La vecchietta cominciava a sviluppare un principio di demenza e Marj ne era preoccupata. Lei era così gentile, straordinaria. Aveva sempre il viso sorridente e la faceva ridere.

Sì, cara. Ne abbiamo già parlato. Ci sono anche uscita, con tuo nipote Michael, qualche mese fa.

Uh, è vero. E lui ti ha fregato tutto. Ti ha preso i soldi dell’affitto. Sono così dispiaciuta per questo. Adesso ha mandato tutto a rotoli per le droghe, ma una volta era proprio un bravo ragazzo.

E’ tutto a posto. Non è stata colpa tua, la rassicurò Marj.

E’ molto carino.

Molto. Solo, non tanto equilibrato.

Alma fece un lungo sospiro. Marj sorrise, facendole capire che l’incidente era acqua passata.

Quindi cos’è successo a quel ragazzo carino di Starbucks? le chiese Alma. Quello che somigliava al figo di Vampire Diaries? E no, non sono troppo vecchia per guardare queste cose. Avrò pure ottant’anni, ma lo apprezzo ancora un bel fusto col piercing e gli occhi blue. Sono giovane dentro.

Marj scosse il capo con una risatina. In realtà ho scoperto che era sposato.

Davvero? La vecchietta si diede dei colpetti sul mento. E quel grosso tipo muscoloso che vedevamo sempre mentre faceva jogging? Quello che ti sorrideva tutto accaldato e sudato?

E’ gay.

Lo sapevo che era troppo curato!

Marj si mise a ridere.

E che mi dici del tipo con la testa fra le nuvole, il biondino della libreria?

Esce già con altre tre appassionate di libri.

Ah, è un donnaiolo.

Già. L’ho cercato dappertutto, quello giusto, ma continuo a rimanere delusa da tutti gli uomini che conosco. Non credo proprio che esista il Principe Azzurro, né il cavaliere in armatura scintillante.

Certo che esistono. Le indicò una foto felice di lei insieme a suo marito. Io il mio l’ho trovato e siamo stati sposati per cinquant’anni, prima che morisse.

Spero di essere fortunata come te, un giorno.

L’anziana si scostò una ciocca di capelli bianchi caduta dal suo stretto chignon. Lo sarai. Che ne pensi di quel sito di incontri, Blender? E’ utile?

Tinder, la corresse Marj, ridacchiando. Mi ha fatto conoscere tanti uomini fantastici, ma nessuno con cui vorrei uscire.

Beh, sono sicura che troverai il match giusto, su Blender.

Tinder.

Giusto. Non mettere ‘mi piace’ solo su quelli carini. Perché sono quelli, che portano guai. Che cosa cerchi in un profilo?

Qualcuno che abbia l’aria di volersi divertire e che mi faccia ridere tantissimo.

Forse dovresti provare più spesso a vederli per un caffè. Parlarci troppo online è una cosa forzata. Il segreto è incontrarli faccia a faccia. Se non vanno bene, ti sarai comunque fatta un amico.

Giusto. Sono un buon allenamento per quando la mia anima gemella si farà avanti. Le uscite con i ragazzi sono avventure decisamente divertenti.

Gli occhi verdi di Alma luccicarono. Gli incontri online hanno cambiato senz’altro i giochi.

In meglio o in peggio? chiese Marj.

Credo che i siti di appuntamenti forzino e abbrutiscano il corteggiamento. Perché non vai a conoscere qualche brav’uomo in chiesa?

Marj tamburellò con le unghie sul tavolo. Credo che invece mi concentrerò sulla carriera e il mio nuovo lavoro.

L’altra calò un altro po’ di carte. Già, lascia che l’amore venga da solo. Lo so che hai detto che è divertente ed eccitante, ma ritengo che gli incontri dal vivo siano la cosa migliore.

Devo ammettere che è pesante parlare sempre delle stesse cose tutte le sere. E’ come essere intervistati non-stop o andare sempre al primo appuntamento. Come fanno questi uomini a godersi un corteggiamento dopo l’altro?

Fanno una cosa veloce. Quelli che godono sono quelli che poi fanno sesso.

Entrambe scoppiarono a ridere.

Capitolo 2

Marj non avrebbe dovuto pensare al suo autoabbronzante spray. Avrebbe dovuto concentrarsi sul corso di orientamento del suo nuovo lavoro. Però aveva sganciato diciannove bigliettoni a qualche studente di cosmetologia per un’abbronzatura caraibica, per poi lasciare il negozio più arancione di un Calippo. Si era passata la spugna vegetale su braccia e gambe, ma per quanto le avesse esfoliate, non aveva perso il colorito da sorbetto. Perciò, invece che ascoltare la formatrice che continuava a parlare di PowerPoint, era ossessionata dal fatto che le lunghe e fantastiche gambe che tonificava assiduamente avevano preso una sfumatura albicocca che non le valorizzava e non si abbinava affatto col blu della sua gonna a tubino. Tanti saluti al tentativo di sembrare professionali il primo giorno di lavoro, si disse.

Aveva accumulato abbastanza debiti studenteschi da non essere quel tipo di donna che spende con leggerezza diciannove dollari per una cosa non necessaria. Che spreco, pensava irritata. Voleva mostrarsi curata, di bella presenza e come una che si era fatta una vacanza al mare, invece di andare da Starbucks una volta a settimana per ragioni economiche. Lavorava nel marketing, ma aveva l’anima di una commercialista, o almeno così le diceva Britt, la sua amica ragioniera. Rettifica, la sua migliore amica Britt, l’apprendista contabile che era diventata la moglie di un miliardario. Marj sospirò, evidentemente forte, perché la formatrice le lanciò un’occhiataccia, prima di dilungarsi sulle slides.

Sapeva bene che tutte le aziende pensavano di essere speciali e che doveva migliorare la sua cultura riguardo a un mucchio di procedure formative ma francamente era brava in quel campo e sapeva come fare anche senza quella razione di parole incomprensibili. Era stata un’impresa lasciare il cellulare in borsetta. Voleva controllare il suo profilo e vedere se qualcuno le aveva messo ‘mi piace’ su Tinder. Anche se stava perdendo fiducia sulle app per incontri. Non aveva conosciuto nessuno lontanamente decente, da quando lei e Luke avevano rotto. E per ‘rotto’ intendeva ‘da quando lui aveva messo incinta la sua segretaria’, un cliché di cui non valeva nemmeno la pena parlare.

Si costrinse a prendere degli appunti, anche se non aveva alcuna intenzione di leggerli.

Marj buttò giù i nomi delle società concorrenti, che già conosceva, e annotò che l’attuale Amministratore Delegato era stato cacciato da una multinazionale con sede a Londra. Che fosse stato per pura millanteria o se alla compagnia servisse una nuova gestione, non sapeva dirlo. Il punto era che lei sperava avrebbero avuto un nuovo AD per un motivo molto semplice. Al suo vecchio lavoro, prima della mazzata di Luke, la Creative Consulting era stata acquisita dal Gruppo Fitzsimmons, il che aveva incluso un nuovo Amministratore e quel fico di suo figlio, che era finito per innamorarsi di Britt. Quindi, se la sua società avesse avuto un nuovo dirigente, magari questo poteva essere carino o avere un parente affascinante a cui sarebbe piaciuto conoscere una ragazza del marketing un po’ disillusa, ma molto proporzionata e tonica.

Fino a quando un leggendario Milionario Azzurro (molto più allettante di un semplice Principe Azzurro, nella testa di Marj) non fosse apparso a trascinarla via dalla sua sedia d’ufficio, era destinata ad almeno altri trenta anni di gruppi di discussione e target demografici. Cercò di non fissarsi le gambe. La irritavano e le facevano venire voglia di sorbetto all’arancia, cosa che senza dubbio non era nella dieta a basso apporto di carboidrati che aveva cominciato giusto ieri.

Quando la formazione terminò, scappò verso il cavernoso atrio dell’edificio per controllare il telefono. Una chiamata persa di Britt. Erano due giorni che provava a contattarla, continuando a mancarla. Britt era in tournée assieme al marito e alla band dell’adorabile miliardario. Siccome non era già abbastanza perfetto, scriveva canzoni su di lei e le suonava alla chitarra, oltre ad essere uno schianto e ad avere più soldi della maggior parte dei Paesi dell’America Centrale.

Era dura non essere amareggiati per quanto prezioso fosse il legame tra Britt e Jack, ma Marj faceva del suo meglio. Perché adorava Britt, e per lei un uomo assolutamente perfetto era l’unica soluzione, dato che nessun altro poteva sperare di meritarla. Voleva che Britt fosse felice. Le sarebbe soltanto piaciuto che Jack avesse avuto un fratello altrettanto impeccabile per lei.

Jack ce lo aveva pure un fratello, ma non aveva funzionato. Alla cena prenuziale aveva portato una con cui usciva ed aveva respinto tutte le avances di Marj, a dispetto del fatto che la sua incredibile scollatura avesse minacciato di traboccare dal vestito. A quando pareva, era andato fino in fondo e aveva sposato la ragazza. Perciò Marj avrebbe dovuto fare acquisti al di fuori dei nuovi parenti della sua migliore amica, per trovarsi un compagno.

Iniziava a pensare che il romanticismo e i lieto fine non capitassero alle ragazze come lei. Britt era una persona assolutamente adorabile, senza contare che era la donna più leale e responsabile al mondo. Quindi non è che si fossero mai contese lo stesso uomo. Gli uomini hanno certamente i loro gusti. E chiunque apprezzasse la bellezza tipicamente americana di Britt, non avrebbe guardato due volte Marj, con le sue camicette scollate e il suo sarcasmo.

Compose il numero e la sua amica rispose subito, con una voce solare che rifletteva quanto fosse felice insieme a Jack.

Ciao, piccola! fece Britt.

Ehi, splendore. Vacci piano con l’entusiasmo. Ho passato le ultime cinque ore ad ascoltare una tizia delle Risorse Umane che leggeva Power Point ad alta voce.

Ahia! Cinque ore?

Va bene, solo un’ora, ma sembravano cinque, si lagnò Marj. Pure troppe per me. Come va tra i miei sposini preferiti?

Benissimo. Voglio dire, non pensavo si potesse essere così felici! rispose lei. "Jack farà un concerto a Sonoma,

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