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Una notte a Parigi

Una notte a Parigi

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Una notte a Parigi

valutazioni:
5/5 (2 valutazioni)
Lunghezza:
305 pagine
3 ore
Pubblicato:
19 apr 2017
ISBN:
9788826055237
Formato:
Libro

Descrizione

Fare sesso con uno sconosciuto in un paese straniero. Era sulla mia lista. Era qualcosa che non avevo mai fatto prima e che non ero sicura di poter fare davvero. Ma l'ho fatta.
Non dirgli nulla di te. Nessun nome. Nessuna informazione personale. Niente. È tutta una questione di brivido. L'uomo misterioso deve rimanere uno sconosciuto.
Quella notte è stata la notte più bella della mia vita. Lui era sexy, intenso e mi ha fatto sentire cose che non avevo mai provato prima. La mattina dopo, il brivido era finito e prima che mi svegliassi, se ne era già andato. Quello che era successo a Parigi doveva rimanere a Parigi, ma non è andata così. Non avrei mai più dovuto rivederlo, ma l'universo aveva altri piani per me, e ora il mio piccolo mondo era stato capovolto da un uomo di nome Derek Morrison.

Ha rifiutato di dirmi il suo nome. Di solito non mi sarebbe importato. Ma qualcosa dentro di me aveva bisogno di sapere chi fosse. Era incredibilmente bella e un nome l'avrebbe completata. In ogni caso, la mattina seguente me ne sarei andato prima del suo risveglio e non l'avrei mai più rivista. Era la cosa migliore da fare. Con il tempo l'avrei ferita e lei avrebbe finito per odiarmi. Tornato a casa, non mi sarei mai aspettato di rivederla, ma è successo, e il mio desiderio per lei si è riacceso. Ho i soldi, un bell'aspetto, e un cuore di pietra. Merita un uomo migliore di me e io lo so, ma non riesco a stare lontano da lei. Megan Connery ha lasciato un'impronta nella mia anima e ora la mia vita non è più la stessa, tutto a causa di una notte a Parigi.
Pubblicato:
19 apr 2017
ISBN:
9788826055237
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Sono nata a Milano e sono cresciuta in un mondo di libri. Mia madre era una lettrice vorace e mi ha trasmesso il suo amore per la narrativa. I miei primi ricordi sono: io con un libro in mano o mentre disegno con le matite colorate, per ore intere. Ho scritto il mio primo romanzo quando avevo vent’anni, ma l’amore per la pittura mi ha portato a studiare arte. Ho frequentato l’Accademia di Brera a Milano, ma poi ho proseguito per altre strade. Durante gli anni ho continuato a dipingere e a scrivere, ma non ho mai pensato seriamente a fare pubblicare i miei lavori. Fortunatamente, quando mi sono decisa a farlo, nel 2012, Amazon ha consentito agli scrittori come me di pubblicare i propri romanzi. E lo stesso è successo con gli altri rivenditori come B & N, iBooks, Google e Kobo che hanno aperto le loro porte agli autori. Quando non sto scrivendo, dipingo, leggo o faccio delle lunghe  passeggiate col mio adorato cane.


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Una notte a Parigi - Paola Camberti

Camberti

Prologo

Stavo frugando nervosamente nell'armadio per trovare le mie scarpe nere col tacco a spillo. Le avevo viste per caso in una vetrina tre giorni fa, proprio quando stavo cercando un paio di calzature perfette per il mio appuntamento di stasera con Rupert.

Voleva portarmi nel mio ristorante preferito, perché aveva detto che desiderava discutere di qualcosa con me.

Non era stata proprio una sorpresa, però. Avevo già i miei sospetti. Sicuramente voleva chiedermi di andare a vivere con lui.

Rupert e io ci frequentavamo da quasi un anno e mezzo. Ci eravamo incontrati nella galleria d'arte dove lavoro, mentre lui e sua madre erano alla ricerca di un quadro per la sua camera da letto.

Ci siamo messi a parlare, e mi ha chiesto di uscire a bere un caffè il giorno dopo.

In un primo momento non pensavo che fosse proprio il mio tipo, anche se in realtà non sapevo nemmeno io quale fosse esattamente il mio tipo. Però avevamo così tanto in comune che non era stato difficile innamorarmi di lui. Finora, Rupert era stata la relazione più lunga che avessi mai avuto, e inoltre è un ragazzo veramente fantastico.

L'unica cosa che mi aveva sempre dato un po' fastidio, è che non pensava molto al sesso.

Una volta ogni due settimane era più che sufficiente per lui, e di solito si trattava di una cosa rapida e poco soddisfacente.

Finora avevo trascurato il problema, perché quando eravamo insieme, ci divertivamo sempre così tanto.

Ci piacciono gli stessi film, la stessa musica, e ama l'arte quasi quanto me. Siamo perfetti uno per l'altra e sapevo che adesso era il momento giusto per andare a vivere con lui. Anche se non ne avevamo mai parlato, sentivo che era quello che aveva in mente di chiedermi.

Probabilmente aveva voluto pensare bene a come dirmelo. Per ora il matrimonio non era nei nostri progetti. Avevamo solo ventiquattro anni e prima di prendere un impegno per tutta la vita, entrambi volevamo realizzarci nelle nostre rispettive carriere.

Mi fermai davanti allo specchio a figura intera. Avevo appena infilato le scarpe col tacco e mi ero sistemata il corto abito nero con la scollatura a V. Feci scorrere le dita tra i miei capelli biondi, afferrai la mia borsetta e mi diressi al Boulevard, il ristorante dove dovevamo incontrarci.

Quando arrivai, Rupert era già seduto ad aspettarmi. Le farfalle svolazzavano nel mio stomaco al pensiero di andare a vivere insieme. Non appena raggiunsi il tavolo, Rupert si alzò e mi baciò sulla guancia. Era sempre un tale gentiluomo.

Ehi. Sei bellissima. Mi piace quel vestito. È nuovo?

Sì. L'ho comprato tre giorni fa insieme a queste. Sorrisi come spinsi il mio piede fuori.

Sono favolose! Esclamò con un sorriso.

Sì, lo penso anch'io.

Ti stanno molto bene.

Mentre aspettavamo la cena, iniziammo a sorseggiare un bicchiere di Chardonnay.

La mia mente era su di giri e non vedevo l'ora che lui mi parlasse. Il suo appartamento era molto più grande del mio ed era situato in una zona migliore.

Guardandolo, capii che era nervoso da come continuava a muovere le mani.

Allora, cosa devi dirmi di tanto importante? Gli chiesi con un sorriso.

Si allungò attraverso il tavolo e prese la mia mano.

Sai che ti amo vero?

Sì. Certo che lo so. Il mio cuore accelerò i battiti.

Sei la mia migliore amica e stiamo così bene insieme.

So anche questo. Sorrisi, aspettando pazientemente il pezzo forte.

Mi fissò intensamente e diede alla mia mano una stretta gentile.

Megan scusami, ma io e te potremo essere solo amici.

Che cosa? Inclinai la testa in confusione. Non capisco, Rupert.

Prese un lungo e profondo respiro. Quello che sto cercando di dirti è che io sono gay, Megan.

Non riuscii a trattenere una risata.

Sì, come no. Andiamo, Rupert. Volevi parlare di andare a vivere insieme. Non c'è bisogno di essere così nervoso. In realtà, ti renderò la cosa facile. Sì, mi piacerebbe venire a vivere con te.

Megan, non hai sentito quello che ho appena detto? Dico sul serio. Sono gay. Mi dispiace.

I miei occhi si riempirono di lacrime e il mio mondo improvvisamente crollò. Tirai via la mano dalla sua e guardai il soffitto per evitare l'imbarazzo di piangere in un ristorante pieno di gente.

Megan, per favore, non piangere, mi supplicò.

Dopo alcuni momenti di silenzio, la rabbia mi attraversò come un uragano che distrugge tutto ciò che trova sul suo cammino.

Come hai potuto farmi questo? Gli chiesi a denti stretti. Perché ora? Perché non me l'hai detto subito? Perché sei rimasto con me malgrado la tua omosessualità? Parlai a voce alta e la coppia seduta al tavolo accanto al nostro si voltò a guardarci.

Vuoi abbassare la voce? Disse piano. Io non te lo sto dicendo per farti del male. Sto cercando di essere onesto con te, prima che le cose vadano troppo oltre.

Troppo oltre? Parlai con rabbia. Hai avuto un anno e mezzo per dirmelo. Perché ora, Rupert?

Abbassò la testa e lentamente chiuse gli occhi.

Oh santo cielo! Hai incontrato qualcuno. Non è vero? Gridai, e improvvisamente tutti gli occhi erano su di noi.

Non qui, Megan.

Il suo tentativo di farmi tacere per evitare di causare ulteriore imbarazzo, mi fece arrabbiare ancora di più. Buttai il tovagliolo sul tavolo e mi alzai.

Non qui? Davvero, Rupert? Come pensavi che avrei reagito a questa notizia? Credevi che se me la dicevi in un luogo pubblico, l'avrei gentilmente accettata con un sorriso e sarei andata via in silenzio? Ti ho dato un anno e mezzo della mia vita. Ti ho dato il mio cuore e lo hai preso. Le lacrime cominciarono a scendere sul mio viso. Hai preso il mio cuore, sapendo che non potevi darmi il tuo. Credo che sia la cosa più crudele che qualcuno mi abbia mai fatto. Ti auguro una vita felice, Rupert. Girai i tacchi e mi diressi verso l'uscita del ristorante.

Tremavo così forte che non riuscii quasi a camminare per raggiungere la mia auto, così mi andai a sedere su una panchina posta sul marciapiede. Ma come mi sedetti lì con le lacrime che rigavano il mio volto, e cercando di dare un senso agli ultimi mesi della mia vita, Rupert si mise seduto accanto a me.

Mi dispiace tanto, Megan. Non avevo intenzione di farti del male.

Vai via, Rupert. Mi asciugai gli occhi.

Ti voglio bene. Devi credermi. Andiamo così d'accordo come amici che non voglio perderti.

Anche se ero ferita e arrabbiata come una furia, c'era una sincerità nella sua voce che mi calmò.

Qual è il suo nome? Chiesi.

Joe.

Odio quel nome.

Rupert ridacchiò.

Da quanto tempo vi conoscete?

Praticamente da tutta la vita. Ho sempre cercato di negarlo, ma ogni giorno ero sempre più infelice.

Oh grazie. Gli lanciai uno sguardo e tirai su col naso.

Mise il braccio intorno a me e io appoggiai la testa sulla sua spalla.

Non prenderla così, Megan. Io sto bene con te, ma non possiamo avere una relazione sentimentale. Capisci cosa voglio dire?

Feci un cenno con la testa. Credo di sì.

Sei una bella ragazza, intelligente e simpatica. Troverai qualcuno che non sia gay e che ti amerà per come meriti di essere amata. Volevo dirtelo ora, non per il mio bene, ma per il tuo. Visto che tra un paio di settimane vai a Parigi, voglio che ti senta libera nel caso in cui incontrassi qualcuno.

Che pensiero gentile da parte tua, risposi con sarcasmo.

Ehi. So che fa male. Anche a me fa male. Questa è l'ultima cosa che avrei voluto dirti. Ma non avevo altra scelta. Non potevo più vivere così.

Capisco. Davvero. Alzai la testa. Ma sto così male in questo momento che...ho bisogno di un paio di giorni per elaborare tutto questo.

Certo. Mi guardò e vidi la tristezza nei suoi occhi.

Mi alzai dalla panchina e come iniziai ad allontanarmi, Rupert allungò il braccio e afferrò la mia mano.

Io non voglio perdere la nostra amicizia. Sei troppo importante per me, Megan.

Strinsi le labbra e lentamente annuii. Poi tornai a casa, mi buttai sul letto e crollai distrutta.

Capitolo 1

Due settimane dopo

––––––––

Su con la vita, Megan, Samantha, la mia migliore amica, mise il broncio come ci sedemmo a sorseggiare il caffè in aeroporto.

Io sono su, non vedi? Feci un finto sorriso.

Hai portato la tua lista? Chiese tendendomi la mano.

Sospirai, la tirai fuori dalla mia borsa e gliela porsi. Prese una penna dalla borsetta e scrisse sopra qualcosa.

Cosa fai? Domandai.

Ecco fatto. Girò il foglio.

Strinsi gli occhi mentre la guardavo. Fare sesso con uno sconosciuto in un paese straniero? Sei pazza?

No, non sono pazza. Questa è una lista di cose che abbiamo programmato di fare a Parigi. Buttati, Megan. Fai qualcosa di spontaneo. Non hai mai fantasticato di fare sesso con un perfetto sconosciuto?

Mmm...No!

Bè, io l'ho fatto, e dovresti farlo anche tu.

Ma tu fai sesso con gli sconosciuti! Non è una fantasia. La metà delle volte non ti preoccupi neppure di chiedergli prima il nome.

Può darsi. Lo faccio perché in fondo i nomi non sono poi così importanti. Ma non ho mai fatto sesso con uno sconosciuto in un paese straniero.

Questo perché non sei mai stata all'estero.

È vero. Ma pensa per un momento. Fare sesso con un uomo che è un completo mistero. Nessun nome, non l'hai mai visto prima, nessuna informazione personale. Solo un paio d'ore di puro piacere, poi parti e non lo rivedrai mai più. È semplice, disse strizzando l'occhio.

Naturalmente era semplice per Samantha. Lei era la regina delle avventure di una notte. Le dicevo sempre che era una ninfomane. Lei rideva e diceva che non lo era, ma che era solo una donna che amava fare sesso con uomini diversi. Alta, con il suo fisico curvilineo, i capelli neri e gli occhi ambrati, gli uomini sbavavano ogni volta che camminava davanti a loro.

Lo fai sembrare come un atto di prostituzione, le dissi accigliandomi.

Alzando gli occhi, disse. Non si tratta di prostituzione, Megan, e credimi, potresti fare un po' di sesso esplosivo. So che non lo hai mai sperimentato. Ricordi Bruce? La sua fronte si arcuò. "Quello che poteva solo finire con la mano a prescindere che tu avessi raggiunto l'orgasmo o no? Oh, e quel tipo di nome Dean. Te lo ricordi? Il maniaco che odiava i preliminari e pensava solo a metterlo dentro in stile missionario, senza preoccuparsi che tu fossi pronta? Ricordi come eri sempre dolorante, e nei giorni seguenti camminavi come se avessi un bastone infilato nel didietro? Pensava solo a soddisfare se stesso. So che non c'è bisogno di parlare del sesso con Rupert. Non importa quanto si sforzasse, non riusciva a farlo con te. E sai perché? Perché è gay e preferisce il sedere alla vagina.

La guardai con disgusto e scossi la testa.

Oh, e non dimentichiamo Mark. Il ragazzo a cui non rimaneva duro, perché ogni volta che cercavi di avere dei rapporti sessuali, pensava a sua madre e perdeva la sua erezione.

Samantha rise in maniera incontrollata.

Ehi. Mark era un bravo ragazzo. Aveva solo alcuni problemi con la madre sui quali doveva lavorare. E poi, una volta abbiamo fatto sesso. Portai la mia tazza di caffè alle labbra.

Una volta, Megan. Una volta in tutti i sei mesi che siete usciti insieme. Alzò il dito e disse. Vedi, questo è il punto. Devi lasciar andare l'idea che sia necessario conoscere un ragazzo prima di andarci a letto. È molto meglio non sapere nulla di lui, come due estranei che si connettono per un breve momento nel tempo, e che non si vedranno di nuovo. È il fascino del brivido. Dai retta a me e fatti uno sconosciuto. Il sorriso sul suo viso si allargò.

L'ho detto prima e lo dirò ancora, Samantha. Tu sei una ninfomane.

No, non lo sono. Mi piace solo il sesso.

Anche a me piace il sesso.

Tu non sai nemmeno cosa sia il sesso, Megan.

Sì lo so! Come puoi dirmi una cosa simile?

Perché io sono la tua migliore amica. E come tale, è mio dovere assicurarmi che le tue parti intime urlino di piacere con un perfetto sconosciuto. Così la prossima volta che avrai dei rapporti sessuali sarà con un uomo misterioso a Parigi.

Alzai gli occhi, mentre chiamarono il nostro volo per l'imbarco. Questa era l'ultima sosta ed ora ci stavamo dirigendo direttamente a Parigi. Seduta sull'aereo, Samantha osservava il ragazzo carino che era seduto dall'altra parte del corridoio e mi diede una gomitata. La guardai mentre inclinò la testa verso di lui.

Che cosa?

È sexy e sta andando a Parigi. Forse potresti rimorchiarlo.

Smettila! Non voglio rimorchiare nessuno.

Lui continua a guardarti. Cerca di non farlo vedere, ma sta miseramente fallendo.

Sta guardando te, non me.

Improvvisamente, lei fece l'impensabile.

Scusa. Potresti risolvere un dilemma tra me e la mia migliore amica?

Certo, rispose il ragazzo.

Stai guardando lei o me?

Presi un respiro profondo e cercai di tenerlo il più a lungo possibile, sperando di morire per evitare questa situazione imbarazzante.

Penso che siate entrambe delle belle ragazze, rispose con un sorriso.

Oh, grazie. Io sono Samantha e lei è Megan, disse tendendogli la mano.

Piacere di conoscerti, Samantha. Allungò il braccio verso Samantha e poi verso di me. Piacere di conoscerti, Megan, disse con un grande sorriso e con il suo accento francese. Io sono Edgar.

Vieni dalla Francia? Samantha flirtò e sfoggiò il suo sorriso da conquista.

Sì, e voi da dove venite?

Siamo entrambe di Boston, ma Megan vive a San Francisco ora.

Ah. Così voi due vi siete incontrate per fare una vacanza in Francia?

Sì. È un luogo che abbiamo sempre voluto visitare e...per una buona ragione, rispose Samantha con voce suadente.

I due portarono avanti la conversazione anche quando l'aereo decollò. Dopo un'ora di volo, Samantha indossò la maschera per gli occhi e si addormentò. Disse che era stanca, ma la sua stanchezza era senza dubbio dovuta ai quattro whisky che aveva bevuto; due prima di decollare e due subito dopo.

Avevamo già progettato questo viaggio da oltre un anno. Ero l'assistente curatrice in una galleria d'arte, non guadagnavo molto denaro e vivere a San Francisco era costoso.

Ma avevo fatto dei sacrifici e avevo risparmiato quasi ogni centesimo guadagnato, compreso il denaro che i miei genitori mi avevano inviato per il mio compleanno.

Per Samantha il culmine di questo viaggio era andare a letto con un francese, ed ero sicura che stava già pensando a Edgar per questo. Invece, il culmine per me sarebbe stato andare a visitare le gallerie d'arte e i musei, per vedere da vicino i capolavoro che finora avevo solo visto nei libri.

Non me ne poteva importare di meno degli uomini francesi e in realtà di qualsiasi uomo.

Dopo quest'ultima rottura, era sempre più evidente che non avevo fortuna quando si trattava di uomini, così avevo deciso di concentrarmi sulla mia carriera. Sarei diventata una curatrice d'arte e avrei vissuto la vita alle mie condizioni.

Al diavolo gli uomini e le relazioni. Nel momento in cui sarei scesa a Parigi, sarei diventata una donna nuova. Forse una donna che avrebbe fatto sesso con uno sconosciuto in un paese straniero.

Capitolo 2

––––––––

Sei notti e sette giorni a Parigi stavano volgendo al termine e mi sentivo triste. Avevamo passato ore nei musei e nelle gallerie, avevamo fatto acquisti, e visto tutte le splendide attrazioni che Parigi aveva da offrire. Avevamo anche mangiato molto bene in ristoranti tipici e in alcuni bistrot.

Dal momento che questa è la nostra ultima sera a Parigi, e non ho avuto successo con te, indosseremo i nostri vestiti migliori e andremo giù al bar dell'hotel per un po', disse Samantha mentre sfogliava un opuscolo stando stesa sul letto.

Alzai gli occhi. A che ora devi incontrare Edgar?

Che cosa? Chiese mentre si sollevò sui gomiti. Come lo hai saputo?

Ho sentito la conversazione telefonica in bagno questa mattina.

Oh. Pensavo che stessi dormendo.

Lo stavo facendo, finché non ti sei messa a ridere e ho sentito che ti riferivi al suo membro come a un cannone pronto ad esplodere.

Bè, stasera è la notte che lo spunterò dalla mia lista. Farò sesso con uno sconosciuto in un paese straniero.

E perché ci è voluto così tanto? Siamo qui da una settimana. Dove è stato tutto questo tempo?

È stato occupato con il lavoro e poi vive a un'ora da Parigi. Ma stasera è libero e ha prenotato una stanza proprio in questo hotel.

Vuoi dire che ha prenotato una stanza per voi due, la fissai.

Comunque sia. Resteremo in albergo, quindi se hai bisogno di me, basterà chiamare.

E io cosa dovrei fare stasera?

Puoi stare con noi al bar. Poi, quando andremo nella sua stanza, potrai stare giù a dire al barista che odi gli uomini e ritornare in camera a guardare un film. Oppure vedere se trovi qualche ragazzo sexy da poter rimorchiare.

Mi piace l'idea di dire che odio gli uomini, sorrisi.

Lei alzò gli occhi e mi lanciò un cuscino.

Infilai i mio abitino corto di pizzo nero senza maniche, poi misi le scarpe col tacco e rimasi fuori dalla porta del bagno.

Bè, come sto? Chiesi a Samantha, che era impegnata a mettersi le ciglia finte.

Stai benissimo. Sei sicura di esserti depilata là sotto, nel caso in cui stasera incontrerai un uomo?

Sospirai. Si, mamma.

Brava ragazza. Guardò il suo telefono. Accidenti, Edgar sta già aspettando al bar. Dice che ci ha procurato un tavolo.

Allora è meglio affrettarsi. Non vorrai fare attendere il tuo principe azzurro. Oh, e comunque, Edgar non è uno sconosciuto, quindi non puoi spuntarlo dalla tua lista. Hai già rotto la regola di non sapere il suo nome.

È un semi-sconosciuto. So solo che lui ha ventotto anni e il suo nome è Edgar. Non so altro di lui, questo è quello che conta.

Sospirai e spruzzai un po' del mio profumo floreale su tutto il corpo.

Dopo circa quindici minuti dall'aver ricevuto il messaggio di Edgar, io e Samantha ci dirigemmo verso il bar. Appena oltrepassammo la porta, Edgar si alzò in piedi e ci fece cenno di avvicinarci al suo tavolo.

Caspita, il ragazzo è incredibilmente delizioso, disse Samantha con un sorriso. Non vedo l'ora di assaggiarlo.

Bleah! Scossi la testa.

Dopo aver ricevuto un bacio su entrambe le guance, presi posto di fronte a Edgar, e Samantha praticamente si sedette sulle sue ginocchia.

Mentre sorseggiavo il mio vino, guardai l'andirivieni delle persone e quasi soffocai quando notai un uomo entrare e andare a sedersi al bancone del bar. Non era un uomo comune, ma

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