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I buchi neri: la dimora di Dio

I buchi neri: la dimora di Dio

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I buchi neri: la dimora di Dio

Lunghezza:
97 pagine
1 ora
Pubblicato:
29 mar 2017
ISBN:
9788856782080
Formato:
Libro

Descrizione

Fin dai tempi antichi l’uomo si è interrogato sull’origine dell’Universo, fornendo risposte che ora implicavano la presenza di un’entità superiore che aveva dato il via al tutto, ora la rifiutavano con decisione. In tempi più recenti le scoperte scientifiche hanno portato all’attenzione generale il fenomeno dei buchi neri: lì dove infatti muore una stella e grandi quantità di energia vengono assorbite, potrebbe esserci la porta di un altro Universo diverso dal nostro, con il quale sarebbe però impossibile interagire. È la teoria del multi universo, un’ipotesi affascinante che scaturisce da alcuni tra i più recenti studi di astrofisica e che potrebbe aprire le porte a nuove interessanti prospettive in relazione all’idea di Dio, alla teoria del disegno intelligente e alla stessa concezione di spazio-tempo.
Pubblicato:
29 mar 2017
ISBN:
9788856782080
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

I buchi neri - Gianfranco Marchetti

Albatros

Nuove Voci

Ebook

© 2017 Gruppo Albatros Il Filo S.r.l. | Roma

www.gruppoalbatrosilfilo.it

ISBN 978-88-567-8208-0

I edizione elettronica marzo 2017

Un ringraziamento particolare al mio consuocero

che mi ha aiutato nella stesura di questo libro.

Le ultime scoperte di astrofisica dicono

che tutto iniziò con un buco nero

LE SCOPERTE DI PLANCK POTREBBERO RIVALUTARE LA NASCITA DELL’UNIVERSO

(Fenix 2013)

La scorsa primavera, all’umanità è stata mostrata la più dettagliata mappa dell’Universo primordiale mai elaborata. Generata dalle osservazioni dello veicolo spaziale Planck, la mappa ha rilevato fluttuazioni della temperatura nella radiazione residua lasciata dal Big Bang – ciò che chiamiamo Cosmic Microwave Background (CMB, radiazione cosmica di fondo). Recentemente, gli scienziati del gruppo di Planck hanno annunciato il ritrovamento di caratteristiche a larga scala sull’orizzonte CMB che non riescono a spiegare. Una di loro: un grande punto freddo, che corrisponde a una grande area anomala ad alta densità. Cosa significa? Per commentare le scoperte, il Kavli Foundation ha intrapreso una discussione con alcuni membri chiave del team. Una domanda è: la teoria di come l’Universo è cominciato deve essere modificata? «La teoria dell’inflazione sostiene che l’universo oggi appaia uniforme a larga scala in tutte le direzioni» riferisce George Efstathiou, professore di astrofisica all’Università di Cambridge e direttore del Kavli Institute for Cosmology. «Tale uniformità potrebbe anche caratterizzare la distribuzione di fluttuazioni a larga scala all’interno del CMB. Ma queste anomalie, che il Planck conferma, come il punto freddo, suggeriscono che non sia così». Efstathiou è stato coinvolto nella missione Planck dalla sua proposta all’Agenzia Spaziale Europea nel 1993. «Ciò è molto strano e bisogna chiedersi come possa essere in accordo con la teoria dell’inflazione». Anthony Lasenby, professore di astronomia e cosmologia a Cambridge, aggiunge: «Questo dato sta realmente premendo per qualcosa di alternativo ai modelli dell’inflazione». «Necessariamente occorrono analisi più precise» aggiunge infine Krzysztof Gorski, scienziato del Planck e del Propulsion Laboratory a Pasadena, «ma potrebbero aprirsi porte a qualcosa di più grande».

Introduzione

LE PROVE DELL’ESISTENZA DI DIO

Nei XIII secolo San Tommaso d’Aquino, turbato dall’inconsistenza del sistema teologico, decise di innalzare la discussione sul livello teologico e di passare dalla mitologia al rigore della logica, proponendosi di risolvere il problema del suo lavoro sulle prove dell’esistenza di Dio.

Egli fece il seguente ragionamento condensandolo in questi versi:

- le cose sono in movimento, per cui c’è un agente primordiale;

- le cose sono causate per cui c’è una causa primordiale.

Le cose esistono, quindi c’è un creatore, c’è una perfetta bontà, quindi hanno un loro scopo.

I primi tre versi costituiscono una variante della cosiddetta prova cosmologica, il quarto si riferisce al terreno morale, mentre il quinto verso suggerisce una prova teologica.

La prova morale è di gran lunga la più debole perché la moralità può essere vista in termini di evoluzione di costumi sociali.

Le prove cosmologiche e teologiche dell’esistenza di Dio così come elaborate da San Tommaso D’Aquino, sono state ritualizzate dalla Chiesa durante gli ultimi 700 anni.

Sebbene alla luce delle scoperte scientifiche degli ultimi sette secoli quelle stesse prove si siano progressivamente dimostrate sempre più imperfette, per l’epoca erano abbastanza ingegnose e dimostravano l’influenza del pensiero greco, che fu il primo ad introdurre il rigore logico nelle speculazioni sulla natura di Dio.

Ora alla luce delle scoperte degli scienziati nel campo dell’astrofisica e della meccanica quantistica vediamo di dare una risposta al dilemma che per secoli ha turbato la mente dell’umanità.

Cosa è successo prima del Big Bang?

Gli astrofisici non ne hanno idea, o meglio possiamo dire che le nostre idee più originali non trovano praticamente alcun riscontro sperimentale.

Tuttavia chi ha una fede religiosa, tende ad affermare spesso, che qualche cosa deve aver dato via a tutto quanto: una forza più grande, una sorgente da cui tutto è nato.

Nella mente di queste persone questo è ovviamente Dio.

Secondo certi fisici si può dimostrare che Dio esiste

Nell’Universo ci deve pur essere qualche forma di conoscenza.

Alcuni fisici in particolare, come il Nobel Eugene Wigner, hanno insistito sul fatto che la stessa meccanica quantistica dimostrerebbe l’esistenza di una sorta di coscienza cosmica universale.

Nel 1957 il fisico Hugh Everett ha ipotizzato che durante l’evoluzione dell’universo, questo avesse continuato incessantemente a dividersi in due.

Secondo lo stesso Everett quindi ci troveremmo a fare i conti con un numero infinito di Universi.

In realtà l’idea che ci possano essere Universi multipli è tutt’altro che nuova.

Per quanto possa sembrare bizzarra, la teoria di molti mondi di Everett si è dimostrata perfettamente compatibile con l’attuale interpretazione della meccanica quantistica, almeno da un punto di vista matematico.

Esiste qualche cosa dopo la morte?

Tutti coloro che sono tornati in vita dopo alcuni minuti durante i quali la scienza li riteneva morti, descrivono così la loro esperienza: venivamo trasportati in un tunnel di luce che in fondo diventava abbagliante. Molti ritengono di essere stati al cospetto di Dio, comunque nessuno era felice di tornare in vita perché vivevano una sensazione di pace infinita.

Ecco come l’astrofisica descrive un buco nero.

Il fisico Fred A Wolf teorizza cosa succederebbe ad un astronauta che passasse attraverso un buco nero: "appena attraversato il raggio critico, inizierebbe un punto di luce, ed un alone nel suo Universo attornierebbe il buio mentre, avvicinandosi alla singolarità nel centro, il punto di luce si schiuderebbe in una sfera di luce… ed appena attraversata la superficie critica, vedrebbe l’infinito.

Tutta la storia dell’Universo a venire passerebbe in un lampo perché l’Universo che ha lasciato sarebbe invecchiato in un modo estremamente veloce.

Tutto poi attraverserebbe il buco nero per essere probabilmente proiettato in un altro Universo".

Comunque è impossibile che qualcosa possa transitare attraverso un buco nero, data la sua enorme forza di gravità, perciò è impensabile che un essere umano, lo possa fare. Altra considerazione se si è morti perché viene lasciato il corpo materiale e lo spirito o anima può attraversarlo ed arrivare al cospetto di Dio.

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