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Cipolle e fiori di Bach: I 24 guaritori e i 14 aiuti

Cipolle e fiori di Bach: I 24 guaritori e i 14 aiuti

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Cipolle e fiori di Bach: I 24 guaritori e i 14 aiuti

Lunghezza:
272 pagine
4 ore
Pubblicato:
25 mar 2017
ISBN:
9788826067476
Formato:
Libro

Descrizione

Questo libro offre al lettore una nuova interpretazione del sistema floreale di Bach, in base agli scritti originali di Edward Bach e all'esperienza personale dell'autore.
L'autore parte dall'analisi di uno schema, formulato dallo stesso Bach, che finora non è stato abbastanza considerato, fino ad arrivare, attraverso la rilettura e l'analisi degli scritti originali del medico inglese, ad una nuova comprensione degli aspetti spirituali di alcuni fiori, aprendo a nuove possibilità di utilizzo delle essenze, grazie al metodo integrato dei 24 guaritori e dei 14 aiuti.
Le "cipolle floreali" da cui il titolo del libro prende spunto, sono l'insieme di tutti i fiori di Bach che caratterizzano lo stato di disequilibrio di una persona e che, proprio come è costituita una cipolla, formano in essa degli strati concentrici progressivi, rappresentati, dall'interno all'esterno, dal fiore animico o temperamento orginario di una persona, dai fiori corrispondenti alla personalità, ai tratti di personalità, ai meccanismi di compensazione, agli stati transitori che sta attraversando e ai sintomi specifici, fisici, mentali ed emozionali.
I fiori di Bach possono aiutare a sbucciare la propria cipolla floreale e a tornare in contatto con il cuore della propria personalità, fattore fondamentale per cominciare a percorrere quella strada che va verso la propria salute psicofisica e che porta alla realizzazione personale nella vita.
Pubblicato:
25 mar 2017
ISBN:
9788826067476
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Cipolle e fiori di Bach - Giorgio Banfi

Ringraziamenti

INTRODUZIONE

PREMESSA

Molte delle nostre conoscenze sui fiori di Bach si basano sulle interpretazioni personali e sull'esperienza dei floriterapeuti che gli sono seguiti, a cominciare dai suoi collaboratori Nora Weeks e Victor Bullen.

Bach, infatti, nella sua breve e intensa opera di ricerca e applicazione terapeutica delle essenze floreali, non ha lasciato moltissime testimonianze scritte, soprattutto per quanto riguarda i secondi diciannove rimedi, da lui scoperti e sperimentati in poco più di un anno e mezzo, tra il marzo del 1935 e il novembre del 1936, poco prima della sua morte.

Nonostante il prezioso lavoro di grandi floriterapeuti come Julian Barnard, Mechthild Scheffer, Ricardo Orozco, Dietmar Kramer, Richard Kats e Patricia Kaminsky, solo per citarne alcuni, la descrizione delle tipologie floreali e le idee sulle potenzialità terapeutiche delle essenze non è sempre uguale per tutti. Per questo motivo, noi giovani floriterapeuti, che abbiamo avuto la fortuna di appassionarci e di lavorare con i preziosi rimedi del prato e di beneficiare dell'opera di Bach, dei suoi collaboratori e dei suoi più importanti studiosi, dobbiamo imparare a costruirci delle piccole certezze personali.

Forse oggi, nonostante i fiori di Bach siano stati approfonditi e messi in relazione con svariate pratiche curative non convenzionali, essi non vengono sfruttati al 100 % delle loro possibilità terapeutiche.

Alcuni fiori, come Cherry Plum, White Chestnut e Star of Bethlehem, vengono utilizzati quasi esclusivamente per la loro azione transpersonale o per trattare stati temporanei ed altri, come Wild Rose e Red Chestnut, vengono considerati soprattutto come dei tratti di personalità.

Alcune essenze, come Aspen e Hornbeam, sono probabilmente sottoutilizzate, mentre altri, come Sweet Chestnut e Mustard, vengono utilizzate soprattutto quando viene valutata una certa gravità, in associazione ad altri fiori più tipologici.

Altri fiori ancora, come Oak ed Elm, vengono utilizzati insieme o in alternativa, senza che sia completamente chiara la loro reale distinzione.

Se è vero che Bach ha scritto poco, è altrettanto vero che a quel che ha scritto, forse non è stato dato abbastanza valore.

Nei suoi libri, in quello che rimane dei suoi appunti e nelle lettere, sono contenute delle informazioni importanti sui fiori, che possono permetterci di capirli meglio e di sfruttare ancora di più le loro proprietà terapeutiche già straordinarie.

In particolare, l'utilizzo delle estensioni dei guaritori e degli aiuti, insieme alla specificità d'azione di alcuni aiuti e del maggior spettro d'azione di altri, potrebbero aiutarci a comprendere molto di più del sistema floriterapeutico di Bach e ad utilizzare meglio le essenze.

Comprendendo e ridando importanza ad un particolare schema che Bach inviò al suo amico dottor Wheeler, dopo aver ultimato il suo lavoro e aver sperimentato l'azione di tutti i 38 fiori, con l'aiuto di alcune preziose informazioni contenute nei primi libri di Bach, precedenti a I dodici guaritori e altri rimedi, secondo me è possibile capire meglio il suo sistema terapeutico ed utilizzarlo con maggior consapevolezza.

In questo modo, è possibile comprendere ad esempio che Star of Bethlehem non è soltanto l'essenza floreale per trattare i traumi emozionali, ma che essa corrisponde ad un'evoluzione più spirituale di Chicory, con una maggior sofferenza a livello psicoemotivo ed una strategia comportamentale manipolatoria e colpevolizzante (conscia o meno) più passiva e più legata alla propria patologia e sofferenza, rispetto al controllo attivo e accudente della Chicory negativizzata.

E' possibile capire anche che Wild Rose non corrisponde soltanto all'apatia, intesa come tratto di personalità o stato temporaneo, ma che questo fiore è in realtà l'evoluzione spiritualizzata di Scleranthus, in cui l'instabilità ed incapacità di scegliere tra il bene e il male, o tra ciò che viene dalla propria anima e ciò che viene dalla propria personalità, diventa una rinuncia a scegliere ed una rassegnazione a vivere secondo i dettami della sola personalità, deviata dal proprio io superiore.

Inoltre, attraverso queste interpretazioni dei fiori di Bach, nel caso di un sovraccarico psicofisico unito a scoraggiamento, risulta più facile scegliere tra Oak ed Elm, in base alla preoccupazione principale della persona, che nel primo caso è legata al modo con cui si riesce ad influenzare la realtà esterna e nel secondo caso al modo di relazionarsi con il proprio gruppo sociale.

Allo stesso modo, è più facile individuare o confermare il guaritore di base di una persona che si trovi in uno stato cronicizzato, in base al riconoscimento delle caratteristiche principali del proprio aiuto specifico.

INTRODUZIONE

Con questo libro, vorrei contribuire a fare luce su alcuni aspetti del sistema floreale di Bach, ancora non del tutto chiariti, che potrebbero aiutare a comprendere meglio l'azione dei rimedi floreali.

Mi riferisco alle estensioni dei guaritori e degli assistenti e alle correlazioni tra guaritori e aiuti, di cui Bach era consapevole e che molto probabilmente utilizzava per la scelta dei fiori.

Purtroppo, non abbiamo a disposizione degli scritti esplicativi di Bach su questo tema, a parte qualche riga nelle sue lettere e un paio di schemi presenti tra i suoi appunti.

L'utilizzo attuale del metodo originale di Bach si basa principalmente sulla conoscenza dei difetti e delle virtù dei dodici guaritori, sull'utilizzo degli aiuti nei casi cronici e sull'associazione dei diciannove assistenti, in base alla breve descrizione dell'ultimo testo di Bach I dodici guaritori e altri rimedi.

In realtà, gran parte delle nostre conoscenze sul campo d'azione dei guaritori derivano dalle ampie descrizioni dei suoi testi precedenti, oltre che dalle descrizioni dei suoi casi clinici.

Sebbene le conoscenze attuali dei fiori di Bach, grazie agli studi e all'applicazione di grandi floriterapeuti, ne hanno chiarito, approfondito ed esteso l'utilizzo, permettendo a tutti di beneficiare della loro azione, non è pensabile, secondo me, poter davvero comprendere nel loro aspetto spirituale ed essenziale i diciannove assistenti, senza capirne la relazione con i primi diciannove, guaritori e aiuti.

Nella prima parte di questo libro verranno analizzati i fiori di Bach, in relazione ad un particolare schema che Bach inviò al suo amico dottor Wheeler, in cui, dopo aver ultimato la scoperta di tutti i 38 fiori, Bach riassume le associazioni tra guaritori, aiuti e assistenti.

Finora questo schema non è stato considerato utile per l'applicazione del sistema floreale di Bach, anche perchè non sono state mai trovate le lettere in cui Bach spiegava al suo amico come dovesse essere interpretato.

Un giorno, rileggendo alcuni libri di fiori di Bach, nel tentativo di studiarne in maniera approfondita la segnatura vegetale, mi sono imbattuto proprio in questo schema, riportato alla fine di Fiori di Bach, forma e funzione, di Julian Barnard.

L'avevo già visto più volte, durante i miei studi iniziali sui fiori di Bach, ma non gli avevo dato la giusta importanza, poichè non mi ero ancora formato un'idea personale della floriterapia, nella sua applicazione diretta con le persone.

In quello schema, i dodici guaritori sono raggruppati in quattro gruppi e contrapposti, a mo' di coorte, a dodici assistenti.

I sette aiuti sono messi in relazione coi guaritori, alcuni con un rapporto specifico, altri più generale e contrapposti ai rimanenti sette dei diciannove assistenti.

Rileggendo quello schema, dopo qualche anno di studio e di pratica floriterapica, mi è sembrato improvvisamente tutto molto chiaro e semplice. Interpretando i fiori di Bach dal punto di vista spirituale e non psicologico, mi sono apparse naturali le correlazioni tra guaritori e aiuti, tra i primi diciannove fiori e i diciannove corrispondenti spiritualizzati.

Inoltre, percorrendo con l'immaginazione il diagramma di Bach, tenendo in mente alcune associazioni di fiori che avevo fatto per i clienti e alcune delle associazioni più frequenti che si studiano, ho cominciato a chiedermi se, attraverso lo schema, fosse anche possibile prevedere o ricostruire la formazione delle cipolle floreali.

Trovando numerosi riscontri nella pratica, ho integrato il modo di pensare ai fiori di Bach e pur conservando quelle conoscenze sui fiori, che mi avevano permesso di ottenere dei risultati soddisfacenti nel mio lavoro di terapeuta floreale, mi è venuto spontaneo studiare le correlazioni tra i fiori, le cipolle, capirne le implicazioni e scrivere questo libro.

Le cipolle floreali da cui il titolo del libro prende spunto, sono l'insieme di tutti i fiori di Bach che caratterizzano lo stato di disequilibrio di una persona e che, proprio come è costituita una cipolla, formano in essa degli strati concentrici progressivi, rappresentati, dall'interno all'esterno, dal fiore animico, corrispondente al temperamento orginario di una persona, dai fiori corrispondenti alla personalità, ai tratti di personalità, ai meccanismi di compensazione, agli stati transitori che sta attraversando e ai sintomi specifici, fisici, mentali ed emozionali. Gli strati più interni costituiscono i caratteri principali della personalità di ognuno di noi, che influenzano maggiormente la propria percezione della realtà e il comportamento, mentre quelli più esterni sono generalmente legati a situazioni temporanee, influenze esterne o accadimenti vari della propria vita.

I fiori di Bach possono aiutare a sbucciare la propria cipolla e a tornare in contatto con il cuore della propria personalità, fattore fondamentale per cominciare a percorrere quella strada che va verso la propria salute psicofisica e che porta alla realizzazione personale nella vita. Nella parte finale del libro, sono riportate alcune formule da me ideate in base al mio nuovo modo di vedere i fiori, alla luce dello schema di Bach, che ho sperimentato personalmente e che potrebbero tornare utili, come nuovi rimedi di emergenza o di riequilibrio emozionale.

Capitolo 1- I 24 GUARITORI E I 14 AIUTI

SALUTE E MALATTIA PER BACH

Per Bach la malattia è, nella sua essenza, il risultato di un conflitto tra spirito e mente (o tra anima e personalità) e non potrà mai essere sradicata, senza uno sforzo spirituale e mentale.

Essa rappresenta lo strumento adottato dalla nostra anima per indicarci i nostri difetti, per impedirci di commettere errori più grandi e fare del male, per riportarci in quel sentiero di verità e luce da cui non dovremmo mai aver deviato. Per tornare in salute, si deve cogliere il messaggio che la propria malattia ci sta inviando, capire lo stato d'animo con cui reagiamo ad essa e usare le essenze floreali corrispondenti.

Per Bach la salute è la nostra eredità, il nostro diritto, l'unione tra anima, mente e corpo e si raggiunge solo attraverso una completa armonizzazione tra la nostra anima e la nostra personalità.

Una volta che si è compreso il difetto da superare, bisogna sviluppare la virtù ad esso corrispondente, con l'aiuto dei fiori di Bach.

La floriterapia, attraverso le essenze floreali, non sopprime il sintomo, ma contatta e bilancia le energie alterate della persona, avviando un processo di autoguarigione spontanea.

I DODICI GUARITORI

Tra il 1928 e il 1932 Bach scoprì i primi dodici fiori, che chiamò Dodici guaritori, nei quali aveva individuato il modello energetico corrispondente alla virtù da sviluppare, da opporre al proprio difetto fondamentale, per apprendere la propria lezione dell'anima e tornare in salute.

Ogni anima, infatti, nasce con un difetto principale, che deve essere superato tramite una corrispondente virtù, che permette di apprendere la lezione fondamentale che le è stata assegnata alla nascita, in questo giorno di scuola, che è la vita. Ognuno di noi, secondo Bach, nasce con una o al massimo due difetti fondamentali e sceglie di vivere nelle condizioni in cui il proprio difetto si manifesti e quindi sia necessario sviluppare la propria virtù.

I SETTE AIUTI

In seguito, tra il 1933 e il 1935, egli scopre altri sette rimedi, i cosiddetti aiuti, utili per gli stati di cronicizzazione, causati da un adattamento del proprio difetto principale, alla realtà esterna.

Questi comprendono l'aiuto generale Wild Oat, gli aiuti specifici per le persone che durante la loro malattia appaiono pallide, Olive, Gorse, Oak e gli aiuti per le persone che quando sono ammalate appaiono arrossate, Vine, Heather e Rock Water.

I DICIANNOVE ASSISTENTI

Nell'arco di pochi mesi, tra il 1935 e il 1936, poco prima della sua morte, Bach scopre i diciannove assistenti, sperimentando dapprima su di sé gli stati negativi ad essi corrispondenti e poi cercando la qualità energetica positiva, utile a superarli, nei fiori corrisponenti.

LE ESTENSIONI

Bach, a proposito dei 19 assistenti afferma in una lettera del primo luglio 1935:

"La prescrizione di questi nuovi rimedi sarà molto più semplice di quanto non appaia a prima vista, perchè ognuno di essi corrisponde a uno dei Dodici guaritori o dei Sette aiuti.

Per esempio: supponendo che un caso sia chiaramente Clematis e reagisca bene, ma non totalmente alla cura, possiamo somministrare il nuovo rimedio corrispondente per favorire ulteriormente quest'ultima".

Bach lascia anche uno schema, in cui contrappone i dodici guaritori e i sette aiuti ai nuovi diciannove assistenti.

Quello che risulta subito evidente è che in questo schema, Bach cerca di raggruppare i sette aiuti tra loro e di metterli in relazione con sette fiori assistenti, che dovrebbero corrispondere ai nuovi aiuti più spiritualizzati.

Quindi si nota che ai primi quattro aiuti da lui scoperti, Gorse, Oak, Heather e Rock Water, vengono associati quattro gruppi di tre guaritori, i quali, a loro volta, sono correlati a quattro gruppi di tre assistenti, relazionati a quattro altri assistenti.

Nel complesso si capisce che Bach, con questo schema, voleva mostrare le estensioni spiritualizzate dei guaritori e degli aiuti e inoltre, il modo in cui gli aiuti dovessero essere associati ai guaritori.

LO SCHEMA DI BACH

Purtroppo Bach si limita a lasciare questo schema, senza spiegare i motivi delle correlazioni tra i nuovi aiuti e guaritori e i classici corrispondenti..

Julian Barnard, in Fiori di Bach – forma e funzione, a proposito di questo schema afferma in alcuni casi il nesso è ovvio, come per Honeysuckle e Clematis; Cherry Plum è legato a Rock Rose, Aspen a Mimulus, ma non è altrettanto chiaro quale dei rimedi ottenuti per bollitura venga dopo Water Violet o Impatiens. Si possono ipotizzare varie soluzioni, ma sono tutte vaghe e non definitive; inoltre, se lo schema fosse stato davvero utile, sarebbe stato concepito in una fase precedente.

Può darsi che Bach abbia disegnato questo schema per cercare di sistematizzare meglio l'utilizzo delle essenze e che poi abbia successivamente abbandonato questo tentativo, per cui ad esso non si debba prestare tanta attenzione.

Ma la corrispondenza dei rimedi che cita Barnard non torna; infatti se nello schema Honeysuckle corrisponde a Clematis (secondo rimedio legato all'aiuto Hornbeam, corrispondente ad Oak), lo stesso non vale per Cherry Plum, a cui corrisponde Mimulus (secondo rimedio legato all'aiuto Sweet Chestnut, a cui corrisponde Gorse) e per Aspen, a cui corrisponde Rock Rose (terzo rimedio del nuovo aiuto Sweet Chestnut, a cui corrisponde Gorse).

Il nuovo rimedio che viene dopo Water Violet è Beech, come si vede dallo schema di Bach e il nuovo rimedio corrispondente a Impatiens è Mustard.

A prima vista sembra che Bach abbia dato un ordine apparentemente poco chiaro ai rimedi in questo schema e può apparire difficile correlare i rimedi tra loro, secondo le conoscenze approfondite dei fiori di Bach di cui disponiamo oggi.

Secondo me però, lo schema va letto proprio così come viene più spontaneo leggerlo, cioè specularmente, fatta eccezione per i sottogruppi di guaritori di base e dei nuovi guaritori spiritualizzati, che sono incolonnati in ordine sequenziale, dall'alto verso il basso.

In questo modo la relazione tra guaritori e corrispondenti spiritualizzati, tra aiuti e aiuti spiritualizzati, diviene più chiara.

Infatti, se lo si leggesse in maniera completamente speculare, innanzitutto sarebbe più difficile da leggere e memorizzare e inoltre si avrebbero in relazione tra loro dei rimedi molto diversi, come ad esempio Chicory e White Chestnut, Agrimony ed Aspen, Cerato e Wild Rose ed anche altre letture più cervellotiche dello schema non offrirebbero correlazioni evidenti.

Qualche relazione tra i primi diciannove e i secondi diciannove rimedi può forse non risultare subito spontanea, ma se facciamo lo sforzo di vedere i rimedi come li vedeva Bach, cioè da un punto di vista più spirituale, o in altre parole come dei rimedi per l'anima e non come delle descrizioni psicologiche, possiamo capirlo davvero per intero, aiutandoci con la rilettura degli scritti originali di Bach, specialmente quelli antecedenti al suo ultimo e (volutamente) scarno I dodici guaritori e altri rimedi.

Le descrizioni psicologiche approfondite dei fiori di Bach sono uno strumento fondamentale per il terapeuta floreale, perchè permettono di adattare le descrizioni di Bach, in alcuni casi troppo brevi e positivizzate, alle conoscenze attuali della psicologia contemporanea, soprattutto alla psicodinamica e allo studio delle personalità, rendendo più precisa la caratterizzazione delle tipologie floreali, per un miglior discernimento nella prescrizione delle essenze.

Può darsi però, che alcune descrizioni psicologiche, derivanti dall'esperienza o dall'interpretazione personale, non siano uguali per tutti e che possano creare dei dubbi di intrepretazione.

Bach, poco prima della sua morte, decise di bruciare tutti i suoi testi e appunti, all'infuori di I dodici guaritori e altri rimedi, per il pericolo che il suo lavoro venisse male interpretato. Forse si era reso conto che nei suoi lavori precedenti, le descrizioni dei fiori contenevano delle inesattezze e sentiva la necessità di lasciare all'umanità un lavoro chiaro e facilmente fruibile da tutti, dal momento che era sua intenzione evitare che l'utilizzo dei fiori passasse attraverso l'intervento di un medico. Bach temeva che la comunità medica a lui contemporanea avesse intenzione di manipolare il suo lavoro per renderlo inefficace e ostacolarne in quel modo la diffusione. Secondo me però, nell'intento di offrire direttamente ai pazienti gli strumenti per la personale scelta dei fiori, nel suo ultimo lavoro di sistematizzazione, egli ha utilizzato un linguaggio eccessivamente delicato, col risultato di essere meno diretto ed esaustivo nella descrizione dei fiori.

E' comprensibile che il suo intento fosse anche quello di non fare sentire a disagio i pazienti che ne avrebbero fruito, evitando che qualcuno si potesse infastidire da descrizioni di se' poco indulgenti e sbagliasse, per orgoglio o suscettibilità, nella scelta personale dei rimedi (questa ipotesi è rafforzata dal fatto che, in base alle descrizioni di Bach dei suoi collaboratori, probabilmente il suo fiore tipologico fosse Impatiens e che egli stesse cercando di praticare la sua virtù personale dell'indulgenza). E' vero però che Bach, nei suoi anni di attività, utilizzava le sue conoscenze di medico per la raccolta dei sintomi e soprattutto si serviva

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