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Giustizia finale: Serie Montana, #4

Giustizia finale: Serie Montana, #4

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Giustizia finale: Serie Montana, #4

Lunghezza:
227 pagine
3 ore
Pubblicato:
Mar 20, 2017
ISBN:
9781386222965
Formato:
Libro

Descrizione

Nicolas Flanagan è stato otto anni in prigione per un crimine che non ha mai commesso. Per questo motivo ha perso la libertà e il suo buon nome. Ora li rivuole indietro, insieme all'eredità che gli spetta di diritto. Ma se c'è una cosa che può distrarre un uomo dai suoi piani, è una donna sexy e disperata in cerca di aiuto, con in più un piccolo segreto da nascondere. Solo la vista di un Flanagan e di una Aldrich insieme, sono sufficienti a scatenare una tempesta di pettegolezzi in città.

In procinto di diventare una mamma single, Pamela Aldrich non vuole attirare l'attenzione su di sé. Tuttavia, Nicolas ha bisogno di lei al suo fianco per ottenere finalmente la giustizia che merita. Ma questi improbabili alleati scopriranno di provare un'inaspettata attrazione reciproca.

Riusciranno insieme ad affrontare i vari ostacoli, e infine scoprire il vero colpevole dell'omicidio di cui Nicolas è stato accusato ingiustamente?

SERIE MONTANA

Amare un cowboy - Libro 1
Cowboy in incognito - Libro 2
Segreto inconfessabile - Libro 3
Giustizia finale - Libro 4

Pubblicato:
Mar 20, 2017
ISBN:
9781386222965
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Sono nata a Milano e sono cresciuta in un mondo di libri. Mia madre era una lettrice vorace e mi ha trasmesso il suo amore per la narrativa. I miei primi ricordi sono: io con un libro in mano o mentre disegno con le matite colorate, per ore intere. Ho scritto il mio primo romanzo quando avevo vent’anni, ma l’amore per la pittura mi ha portato a studiare arte. Ho frequentato l’Accademia di Brera a Milano, ma poi ho proseguito per altre strade. Durante gli anni ho continuato a dipingere e a scrivere, ma non ho mai pensato seriamente a fare pubblicare i miei lavori. Fortunatamente, quando mi sono decisa a farlo, nel 2012, Amazon ha consentito agli scrittori come me di pubblicare i propri romanzi. E lo stesso è successo con gli altri rivenditori come B & N, iBooks, Google e Kobo che hanno aperto le loro porte agli autori. Quando non sto scrivendo, dipingo, leggo o faccio delle lunghe  passeggiate col mio adorato cane.


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Anteprima del libro

Giustizia finale - Paola Camberti

Camberti

Capitolo 1

––––––––

Puzzolente di whisky, di fumo e di profumo a buon mercato indossato da qualche donna facile, Gregory Flanagan assomigliava a malapena all'autorevole patriarca che Nicolas ricordava dalla sua giovinezza.

Con gli occhi cerchiati di rosso, Gregory fissò il figliol prodigo e arricciò il labbro superiore con scherno, mentre rifletteva sulla sua domanda.

Nicolas voleva una risposta. Vorrei vedere gli estratti conto della banca.

Stai mettendo in discussione la mia parola? Gregory ringhiò sbiascicando le parole.

No. Nicolas incrociò le braccia. Ma sul mio conto ci dovrebbero essere gli interessi di tutto il tempo in cui sono stato in prigione. E ora mi stai dicendo che non c'è più niente?

È esattamente quello che ti sto dicendo, ragazzo. Con un sorriso sprezzante Gregory si voltò, poi gli diede un'occhiata da sopra la spalla. Non hai più niente.

Nicolas mantenne sotto controllo la sua furia crescente, uno stratagemma che aveva imparato durante la detenzione. Chi avrebbe detto che gli sarebbe stato utile nel mondo esterno?

Restò calmo e disse. Non ho mai firmato nulla che autorizzasse chiunque a toccare quei soldi. Voglio una spiegazione...Dannazione, mi merito una spiegazione!

Il padre sessantacinquenne e dai capelli bianchi, rispose con una serie di pesanti imprecazioni che avrebbero fatto arrossire un marinaio. Il volto di Gregory diventò prima rosso e poi viola, come fissò il figlio con gli occhi pieni di rabbia.

Tanta rabbia. Tanto odio.

Stringendo i pugni, Nicolas lo aspettò al varco. Ma quando Gregory infine si sbollì, Nicolas fece un passo indietro. Quando sarai sobrio parleremo ancora di questo, disse. Molto presto.

Nell'atto di versarsi un altro bicchiere di whisky, Gregory si voltò verso di lui così velocemente che il liquore costoso gli andò tutto sulla manica. Ma non sembrò accorgersene o curarsene. Era solo intento a dare a Nicolas ciò che i suoi figli chiamavano 'lo sguardo della morte'. Se gli sguardi potessero uccidere...

Non osare parlarmi di questo un'altra volta. L'argomento è chiuso.

Molto presto, insistette Nicolas. Ti assicuro che ne riparleremo molto presto. Aveva atteso l'eredità lasciatagli dal nonno per anni e adesso era giunto al limite della pazienza.

Lui era stato all'infermo ed era tornato. Dal momento in cui le porte del carcere si erano aperte ed era stato liberato, sapeva che nessun evento che la vita potesse avere in serbo per lui, sarebbe stato più efferato del giorno in cui era stato condannato per un crimine che non aveva commesso.

Niente. Nessuno.

Quindi il fatto che Gregory stesse cercando di convincerlo che aveva perso la sua eredità di due milioni di dollari non reggeva. Tanto più che Nicolas non credeva a una parola del vecchio padre. Doveva parlare con i suoi fratelli. Anche con Mary. Con tutti loro.

Ormai era a casa da tre mesi e non aveva ancora capito come stavano le cose. Come mai il vecchio era diventato così...instabile e impostore? Qualcosa doveva essere sbagliato. Gregory non aveva bisogno del denaro di suo figlio, ne aveva abbastanza del proprio. Allora perché mentirgli? Nicolas cercò di dare un senso a ciò che era appena accaduto. Gregory non avrebbe mai potuto rubare la sua eredità. Il denaro doveva essere qui da qualche parte. Tutto ciò che Nicolas doveva fare era trovarlo.

Guardando suo padre col bicchiere di whisky in mano, Nicolas si sentì frustrato e desiderò di poter colpire qualcosa.

A poco a poco i suoni dalla grande sala penetrarono nella sua coscienza. I canti di Natale, i fruscii, i tintinnii, il parlare e le risate. Si ricordò che la famiglia si stava raccogliendo come tutti gli anni per decorare l'albero di Natale nel ranch Flanagan.

Quando era in prigione sognava spesso questo evento. Ma ora, non era nemmeno sicuro che si sarebbe preso la briga di partecipare. Lui avrebbe voluto solamente dirigersi verso la stalla e sellare Tristan, il suo cavallo preferito, per poter cavalcare verso la vasta prateria. Difatti...

Nicolas! Sua sorella Mary sorridente come una bambina allegra, entrò nella stanza. Dai. Sbrigati. Cole e Dylan stanno portando l'albero. Il cugino Stephen sta preparando il supporto e sta controllando le luci. Anche altri amici sono qui con le loro famiglie. Sembra una cartolina. Tutti vogliono essere presenti per partecipare alla decorazione del tuo primo Natale in famiglia.

Mary gli aveva abilmente lanciato la palla. Ora non aveva altra scelta che raggiungere gli altri.

Annuendo, le permise di afferrargli la mano e di portarlo nella grande sala. Anche con quasi tutta la famiglia riunita, la sala era spaziosa e non sembrava affollata. Un fuoco scoppiettava nel camino in pietra massiccia, e le scatole con dentro gli ornamenti scintillanti erano sparse sopra l'enorme tavolo di quercia, insieme ai numerosi fili di luci. L'intero scenario sembrava tratto da una rivista dedicata alla casa. Intimo, familiare e caldo.

E Nicolas si sentiva del tutto fuori luogo.

Alex, il figlio adolescente di Mary, spalancò la porta sul retro, lasciando entrare una folata di aria fredda. Eccoli! Gridò, sorridendo ampiamente.

Coperto da una leggera polvere di neve, Dylan apparve trascinando la parte inferiore di un grosso albero di abete. Cole alzò la parte superiore dell'albero ridendo e guardando verso la sua fidanzata Jennifer Sutter, che stava aiutando la fidanzata di Dylan, Rachel Aldrich, a sistemare gli ornamenti.

Nicolas non poté fare a meno di notare come le due donne si sforzassero di inserire Mary tra loro, e con sua sorpresa lei sembrava bendisposta. Un sorriso di pura felicità illuminava il suo viso.

Felice e festosa, era una descrizione perfetta. I canti natalizi risuonavano nella sala e sopra al tavolo c'era una coppa di cristallo piena di punch. Insieme a tante altre squisitezze: biscotti, dolci di ogni tipo, bruschette e patatine. Nicolas si chiese se avessero fatto tutto questo per lui. O il Natale si celebrava in questo modo ultimamente qui al ranch Flanagan?

Sapeva che avrebbe dovuto sentirsi toccato, invece sentì dentro di sé un enorme senso di vuoto.

I suoi due fratelli erano già accoppiati e lui no. Oh, e la loro matrigna Claire era unilateralmente incentrata sul bere un'intera bottiglia di vino da sola. Nessuno sembrava accorgersi o curarsi dell'assenza di Gregory Flanagan.

Cole, Dylan e Stephen sollevarono il grande albero e lo misero nel suo supporto, mentre le donne battevano le mani meravigliate. I bambini appartenenti ai diversi rami dei Flanagan si rincorrevano e ridevano. Nicolas fece un passo indietro, intento a mettere in atto una rapida uscita, ma Mary lo vide e lo intercettò.

Andiamo. Afferrandogli la mano, lo tirò più vicino all'albero. Sono sicura che i ragazzi hanno bisogno del tuo aiuto, vero ragazzi?

In mezzo a un coro di assenso, lei lo lasciò lì e andò ad aiutare le donne con gli ornamenti.

Mentre dava una mano a fissare l'albero nel basamento, Nicolas avvertì lo sguardo di suo fratello Dylan su di lui, ma si rifiutò di incontrarlo.

Non si sentiva a suo agio. Voleva solo andarsene discretamente non appena fosse stato possibile.

Non senti lo spirito natalizio? Suo fratello Cole, lo sceriffo, gli diede un pugno leggero sul braccio. Allo sguardo interrogativo di Nicolas, si strinse nelle spalle. Ce l'hai scritto in faccia.

Sì, bè, è passato tanto tempo, rispose Nicolas asciutto. Guardando i suoi fratelli, non poté fare a meno di chiedersi se Gregory avesse rubato anche la loro eredità.

Sotto gli orpelli scintillanti c'era qualcosa di marcio e sbagliato qui nel ranch Flanagan.

Una volta che l'albero fu dritto e pronto per essere decorato, disse a Dylan. Devo andare.

Dove? Guardando l'orologio, Dylan fece una smorfia.

Pensavo di andare a controllare le recinzioni negli alti pascoli.

Adesso? È buio e nevica. Puoi aspettare fino a domattina.

Sentendosi sempre più a disagio, Nicolas si tirò su il colletto della camicia. Ho bisogno di uscire di qui.

Immediatamente, il sorriso scherzoso di Dylan svanì. Va tutto bene? Chiese a bassa voce. Sembri un po' pallido.

Pallido? Nicolas fece un ghigno e si sforzò di non scappare. Sto bene, ho solo bisogno di prendere un po' d'aria fresca.

Dylan annuì, ma lui sapeva che suo fratello non capiva. Come poteva? Quando aveva trascorso tutta la sua vita circondato dall'amore della sua famiglia? Era Nicolas che era diverso, era Nicolas che era l'outsider.

Dopo pochi passi, si trovò nell'atrio. Sentì il senso di costrizione alleviarsi. Ma non abbastanza.

Dato che era tardi, buio e nevicava, invece di andare a fare un giro si diresse in città per una birra. Il Corner Bar, sarebbe stato un luogo tranquillo e rilassante dove stare.

Il breve tragitto in auto richiese più tempo a causa della neve. Ma almeno le strade erano per lo più deserte e il suo fuoristrada a quattro ruote motrici si muoveva sul manto nevoso con facilità. Quando arrivò, notò solo due altri veicoli nel parcheggio.

Entrò nel Corner Bar e si si guardò intorno sollevato. Buio e silenzioso, era misericordiosamente senza decorazioni natalizie, esattamente ciò di cui aveva bisogno dopo l'atmosfera festaiola presso il ranch di famiglia.

Camminò lungo il bancone in mogano, poi si fermò e prese uno sgabello. È abbastanza vuoto stasera.

Certo che sì. Senza che gli venisse chiesto, Charly il barista gli portò una birra scura.

C'è poco lavoro durante le vacanze? Chiese Nicolas, bevendo un lungo sorso e assaporando il gusto amarognolo.

Sì, tu sei il mio unico cliente che beve alcol stasera, disse Charly, asciugando il bancone con uno straccio che un tempo avrebbe potuto essere bianco e adesso era diventato grigio-giallastro. Tranne lei, ma tutto quello che beve è dell'aranciata.

Lui indicò un tavolo e Nicolas si rese conto che non era solo nel bar come aveva pensato. Pamela Aldrich occupava un tavolo d'angolo situato per lo più in ombra. Teneva la testa china su un libro, e i lunghi capelli biondi incorniciavano i lati del suo bel viso.

Si chiese perché quella che una volta era la ragazza più popolare in città fosse tutta sola.

Già. Sporgendosi in avanti, il barista brontolò. È qui da un'ora e non ha bevuto alcolici. Quella è la sua seconda aranciata.

Incuriosito, Nicolas la studiò, chiedendosi perché fosse venuta in un bar se non voleva bere. Aveva un problema con l'alcol? Tanti anni fa era stata una grande amante delle feste. Quando entrambi frequentavano il liceo, loro due avevano riscaldato i sedili posteriori del suo fuoristrada.

Era bella e popolare, ma poiché era qualche anno più vecchia di lui, era fuori dalla sua portata.

Pamela era stata l'unica in città che gli avesse scritto una lettera mentre era in prigione. Sebbene non l'avesse mai ringraziata, si era sempre chiesto perché lo avesse fatto.

Ho intenzione di unirmi a lei, disse Nicolas al barista.

Anche se l'uomo non fece commenti, scosse la testa in segno di disapprovazione. Probabilmente pensava, come la maggior parte delle persone di Polson, che Nicolas si fosse guastato.

Mentre attraversava il locale per raggiungerla, pensò che avrebbe voluto che lei sorridesse o lo guardasse con simpatia. Qualcosa di diverso da un'espressione di orrore e di disgusto. Ormai era a casa da quasi tre mesi, e poteva contare sulle dita di una mano il numero di persone che non avevano reagito come se fosse un lebbroso.

Giunse al suo tavolo senza che lei se ne accorgesse.

Ti piace la tua aranciata?

Quando Pamela sollevò la testa e incontrò il suo sguardo, lui vide che i suoi occhi erano come se li ricordava, color acquamarina ed erano incorniciati da lunghe e folte ciglia.

Sì, abbastanza, rispose lei.

Ti dispiace se mi unisco a te?

Un lampo di sorpresa attraversò il suo viso e poi diede una scrollata di spalle. Come vuoi.

Si sedette sulla sedia di fronte e prese un altro lungo sorso di birra. Buona. Mi mancava quando ero in prigione.

Prendendo il suo drink, lei annuì. Immagino che sono parecchie le cose che ti sono mancate, non è vero?

Dal momento che la sua domanda esprimeva una sincera curiosità, cominciò a rilassarsi per la prima volta in quelli che gli sembrarono secoli. Quando era in prigione aveva pensato a scappare più di ogni altra cosa. Anche per il sesso. Ci pensava un sacco. Soprattutto ora. Pamela Aldrich con i suoi lunghi capelli biondi e la maglietta aderente, subito gli fece pensare al sesso.

Non c'era dubbio che lei non avrebbe apprezzato saperlo, così tenne la bocca chiusa e le diede un cenno del capo come risposta.

Sporgendosi in avanti, lei lo studiò. Le sue labbra carnose si separarono facendogli venir voglia di gemere ad alta voce. Cosa ti mancava di più?

Esitò un attimo e poi rispose onestamente. La sensazione di una donna morbida e calda sotto di me, tra le mie braccia.

Il suo volto avvampò, divertendolo. Ma lei non distolse lo sguardo. Credo di non averti chiesto questo, vero?

No, in realtà non lo hai fatto. Mortificato, le offrì un sorriso conciliante. Mi dispiace. Penso di avere dimenticato come devo comportarmi in pubblico.

Credo che sia comprensibile.

Finì la sua birra e fece cenno al barista di portargliene un'altra. L'uomo la portò immediatamente, l'appoggiò sul tavolo senza dire niente e rimosse il bicchiere vuoto.

Ora è il mio turno. Si sporse in avanti. Dimmi, Pamela Aldrich. Cosa stai facendo tutta sola in un bar con un'aranciata e con la minaccia di una tempesta di neve in arrivo?

Sentivo il bisogno di scappare. Per un attimo, la completa disperazione balenò nei suoi occhi espressivi, un'emozione che lui comprendeva perfettamente.

A volte le feste non sono sempre belle come dovrebbero essere, non è vero?

Lei scosse la testa, facendo oscillare i grandi orecchini a cerchio tra i suoi lunghi capelli.

Guardò la sua mano sinistra e non vide anelli, bevve un altro sorso. Immagino che tu non sia sposata?

No.

Divorziata, allora?

Non mi sono mai sposata. Credo di non avere mai incontrato la persona giusta. Sospirò. Non mi è mai importato prima, ma le feste possono essere dure a volte, soprattutto quando hai più di trent'anni e sei ancora single. Da quando ho compiuto trentaquattro anni mia madre è partita per la tangente ed è determinata a trovarmi un marito.

La sua voce conteneva una tale angoscia, che Nicolas fu costretto a ridere.

Lo guardò e i suoi begli occhi color acquamarina si spalancarono. Dovresti farlo più spesso, disse piano. Ti dona.

Mi fa sembrare meno spaventoso? Rispose incapace di tenere l'amarezza fuori dalla sua voce. È questo che vuoi dire?

Ora fu lei a ridere e quando lo fece, il suo viso passò da bello a straordinariamente meraviglioso.

Guardò la luce tremula danzare sulla sua pelle morbida, sulle sue guance rosate e sulla linea slanciata della sua gola. E la desiderò ardentemente. Dannazione, era stato troppo a lungo senza una donna.

Parlare con lei era stato un errore. Eppure non riusciva ad andarsene.

Tu non sei spaventoso. Non per me, disse a bassa voce. Ho dimenticato quanto sei divertente. Almeno hai mantenuto il tuo senso dell'umorismo.

Forse, rispose studiandola. Il tempo sembrava non essere passato per lei. La ricordava come una ragazza atletica, alta ed elegante. Una delle più belle e ambite da ogni ragazzo. Anche se era più grande di lui, questo non aveva impedito loro di stare insieme una calda notte d'agosto in un campo fuori città.

Forse perché la sua vita si era fermata quando era stato mandato in prigione, ma Nicolas si ricordava quella notte come se fosse ieri.

Diavolo, per lui era ieri. A volte si sentiva come un ragazzo di vent'anni dentro al corpo di un uomo di ventotto. Invece di frequente si sentiva come se fosse un vecchio centenario.

Questa sera era confortante stare con qualcuno che non si

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