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Grecia: Guida insolita per turisti curiosi

Grecia: Guida insolita per turisti curiosi

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Grecia: Guida insolita per turisti curiosi

Lunghezza:
102 pagine
1 ora
Pubblicato:
30 gen 2017
ISBN:
9788873263357
Formato:
Libro

Descrizione

Un vademecum originale per scoprire la Grecia senza limitarsi a guardarne le bellezze. Una guida per superare i piccoli grandi ostacoli che il viaggiatore deve affrontare e per apprezzare appieno il carattere dei greci e le loro tradizioni. Un manuale tascabile ricco di curiosità, suggerimenti, ricette e indicazioni sui siti web e i recapiti che aiutano a scegliere il viaggio e a facilitarne il soggiorno.

Con la collaborazione straordinaria dello chef Mauro Uliassi.

Seconda edizione ampliata con nuove ricette e informazioni.
Pubblicato:
30 gen 2017
ISBN:
9788873263357
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Grecia - Carla Virili

greci

Prefazione

di Antonio Luccarini

Più che una guida è una sorta di romanzo d’amore; l’amore che si nutre per luoghi che si sentono in sintonia con valori e sentimenti vissuti. Scritto con grazia e humor, in forma diretta, semplice ma con forte partecipazione, come quando si vogliono comunicare cose che stanno veramente a cuore, il libro è un preziosissimo tascabile, quasi indispensabile per chi vuole visitare la Grecia evitando le banalità e le trappole dei pacchetti di soggiorno organizzati per turisti superficiali e creduloni. Questo testo è invece per coloro che vogliono davvero viaggiare, non semplicemente spostarsi nello spazio, per chi non vuole solo distrarsi o appagare gli occhi saziandoli con la visione delle bellezze artistiche e naturali, ma per chi intende soprattutto aprire il cuore a una diversa visione della vita. Uno dei personaggi del libro, Marussa, la donna che da tanti anni gestisce un emporio in riva al mare a Koufonisia, nelle Cicladi, sostiene che proprio perché il corso del tempo modifica ogni cosa esistente, è fondamentale mantenere intatto almeno il suo negozio dove tutto possa rimanere identico a se stesso e finire così per servire a misurare il ritmo delle trasformazioni. La Grecia di Marussa è una sorta di paesaggio dell’anima come quello che, alla fine degli anni trenta, aveva descritto nel suo libro di viaggio Henry Miller. Lo scrittore americano sosteneva che la salvezza della Grecia dipendeva dalla sua incomparabile luce e dalla sua stessa miseria che davano al vivere un senso di straordinaria bellezza e verità. Apparentemente la scrittura agilissima e suadente dell’autrice sembra offrire solo un bagaglio di suggerimenti e informazioni utili, ma poi ti accorgi che quello che descrive va molto più in profondità: il profilo della Grecia accarezzato da Carla Virili è proprio uno scenario ideale, dove la dignità dell’uomo, i valori fondamentali, il senso pieno della vita possono ancora trovare accoglienza.

Preambolo

Sono stata una turista curiosa e lo sono ancora. In questo manuale riporto le conoscenze spicciole raccolte nel corso degli anni. Sono innamorata della Grecia e da almeno trenta anni la scelgo come meta delle mie vacanze, trascorse insieme ai miei amici di Atene, Yannis e Dina. Dal 2011 ho un motivo in più per essere legata a questa terra, perché mia figlia e il suo ragazzo hanno lasciato l’Italia per andare a vivere della loro arte in una piccolissima e stupenda isola dell’Egeo. Insomma, la Grecia è entrata stabilmente a far parte della mia vita, e di quella parte della vita che mi piace di più.

La capacità di apprezzare ciò che la Grecia offre per me è stata favorita da Ketty, greca trapiantata nella mia città, Ancona. Fu lei che, spiegandomi le particolarità della cultura, del modo di fare, delle usanze e del sentire dei greci, mi permise di avvertire il fascino del suo paese. Con questo manualetto vorrei diventare la Ketty per coloro che lo leggeranno.

Senza la pretesa di arrestare un mondo che corre veloce verso un progresso che mi è difficile considerare totalmente positivo, voglio dare un contributo piccolo piccolo alla slow life, alla possibilità di riconquistare uno spazio personale che permetta a chi si mette in viaggio di disporre di elementari e utili suggerimenti. Per facilitare la comprensione, trascrivo i termini greci così come sono pronunciati. Volutamente non prendo in esame il discorso sulla ricchezza storica e archeologica della Grecia, materie che meritano ben più ampia ed erudita trattazione.

Mi limito a dare indicazioni su come affrontare i problemi spiccioli relativi alla vacanza. Le pagine bianche serviranno al lettore per fare di questo libretto il suo libro sulla sua Grecia.

Kalò Taxidi stin Ellada!

Prepararsi alla dimensione Grecia

In Grecia raramente si riesce a fare un viaggio, viene fuori sempre una vacanza, che comunque permette scoperte da viaggio, che allargano la conoscenza, ma che in ogni caso è vacanza. Vale a dire la possibilità di ritrovare, insieme alla riscoperta della natura e della dimensione umana del tempo, se stessi e il senso vero della vita propria e del mondo.

Viaggiare, nel significato più romantico del termine, ha nei secoli significato accostarsi a un mondo straniero/estraneo per conoscerlo e viverlo nella sue caratteristiche e manifestazioni peculiari. Purtroppo, tutto questo rischia di essere negato al turista contemporaneo, che corre il pericolo di essere trasportato (sia pure in maniera comoda) in un mondo del quale però non riesce a cogliere la dimensione e le autentiche realtà. In buona parte il turista d’oggi risulta incline a fruire il luogo di destinazione secondo le proprie abitudini, ricercando le strutture, i trattamenti e i comportamenti a cui è abituato nella propria quotidianità.

Questo atteggiamento impedisce di cogliere ciò che da sempre è stato l’obiettivo primario dei viaggi, vale a dire l’esplorazione, la scoperta del nuovo e del diverso, che magari potrebbe cambiare il corso della vita. Mi vengono alla mente in proposito i dialoghi tra i tre protagonisti del film Il tè nel deserto: Noi non siamo turisti, siamo viaggiatori, Che differenza c’è?, Il turista è uno che arriva e pensa di ritornare a casa, mentre il viaggiatore può non tornare affatto….

Insomma, essere viaggiatore significa avere l’animo predisposto a farsi contaminare. In tempi di vacanze organizzate (ahimé, anche queste in linea con la frenesia della vita, ovvero convulse, improntate al mordi e fuggi), un soggiorno in Grecia, per quanto breve (ma mi raccomando, fate in modo che sia il più lungo possibile!) consente di riappropriarsi di quel rapporto calmo e meditato con se stessi e con la natura, oltre che con chi ci sta vicino. Lì, la vita può scorrere favorendo la riflessione come attività naturale e spontanea, poiché in Grecia corpo e spirito trovano la loro culla ideale. Si gode del mare, della vegetazione, dei panorami, del clima, degli odori e dei sapori, ma anche dell’accoglienza, dell’ospitalità. Allora è agevole lasciar correre il godimento e i pensieri. È facile pensare che il mondo greco, quello dell’antichità, quello della civiltà, non è finito per chi lo sa trovare. E lo trova chi lo apprezza. I greci non spingono il turista a cercare quel mondo: si limitano a predisporre le condizioni affinché ciò sia possibile, ovvero si occupano di approntare le cose materiali che servono al corpo perché lo spirito sia libero di esprimersi. È importante quindi entrare nella dimensione Grecia, conoscendo inclinazioni e modi, abitudini e quotidianità, non solo per evitare incomprensioni spesso causa di nervosismi, ma anzi per poter valutare e apprezzare nella giusta luce determinati gesti.

La combinazione unica di bellezze naturali e cultura mediterranea fanno della Grecia un paese in cui si può godere di una vita rilassante e soddisfacente che ci riporta a epoche antiche. Ci aiutano in questo le vestigia delle ere lontane che davvero troviamo ovunque. È possibile ammirarle non tanto e non solo nei musei, gallerie e consimilia: non è raro che una camminata, per i campi o vicino ai greti dei corsi d’acqua o lungo le spiagge, regali qualche scoperta e faccia sentire la vita degli antichi meno lontana. Allora, con un’astrazione che viene spontanea, si legge il mondo attuale attraverso l’antico o viceversa e, a guardare bene, si ritrovano le somiglianze dei greci di oggi con le immagini delle anfore e degli affreschi di millenni fa. Immaginandoli vestiti come allora, si riconoscono le stesse fattezze, identiche capigliature, si indovinano le medesime

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