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Guida alla traduzione del testo latino

Guida alla traduzione del testo latino

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Guida alla traduzione del testo latino

Lunghezza:
189 pagine
1 ora
Pubblicato:
17 gen 2017
ISBN:
9788838245244
Formato:
Libro

Descrizione

Lo scopo di questa Guida è quello di proporre ai docenti un metodo che possa acilitare la traduzione di un testo in prosa scritto in latino, esponendo con finalità eminentemente didattiche il modello di descrizione della lingua latina formulato 30 anni fa da Emanuela Andreoni Fontecedro e usato come tecnica di traduzione.
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17 gen 2017
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9788838245244
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Libro

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Guida alla traduzione del testo latino - Emanuela Andreoni Fontecedro

Emanuela Andreoni Fontecedro, Marco Agosti, Claudio Senni

Guida alla traduzione del testo latino

Copyright © 2017 by Edizioni Studium - Roma

ISBN 978-88-382-4483-4

www.edizionistudium.it

ISBN: 978–88–382–4524–4

Questo libro è stato realizzato con StreetLib Write

http://write.streetlib.com

Indice dei contenuti

INTRODUZIONE

PREMESSA DIDATTICA

IL MODELLO FUNZIONALE

ELEMENTI DI MORFOSINTASSI CADENZATI SECONDO IL MODELLO ANDREONI FONTECEDRO

LA FRASE SINGOLA

1. Verbo – Modo indicativo tempi infectum [sum e i verbi copulativi; 4 coniugazioni regolari; attivo / passivo ]

2. Nome I e II declinazione

3. Preposizione

4. Nome III declinazione; Aggettivo 2a classe

5. Nome IV e V declinazione

6. Gradi dell’aggettivo

7. Verbo – Modo Participio [Perifrastica attiva]

8. Verbo - Modo indicativo tempi perfectum [sum e i verbi copulativi; 4 coniugazioni regolari; attivo / passivo]

9. Verbo – Modo Gerundivo [Perifrastica passiva]

10. Verbo – Modo Imperativo

11. Pronomi personali, dimostrativi, determinativi, riflessivi

12. Avverbio, Numerali, Interiezione

13. Verbo – Modo Congiuntivo [congiuntivo indipendente]

14. Pronomi interrogativi e indefiniti [proposizione interrogativa diretta]

15. Verbo – Modo Infinito; Verbo – Modo Gerundio

LA FRASE MULTIPLA COMPLESSA

16. Ablativo assoluto

17. Congiunzioni subordinanti

18. Verbo – Modo Congiuntivo [congiuntivo dipendente]

19. CUM+Congiuntivo o CUM narrativo

20. Proposizione causale

21. Proposizione temporale

22. Proposizione finale

23. Verbo – Modo Supino

24. Proposizione consecutiva

25. Proposizione concessiva

26. Proposizione avversativa

27. Proposizione comparativa

28. Periodo ipotetico indipendente

29. Pronome relativo

LE VIE DELLA RICODIFICA ESEMPI DI PERCORSI

Latino: tradurre il testo filosofico

La traduzione impossibile: il testo poetico

UNIVERSALE STUDIUM - Nuova serie

UNIVERSALE

Studium

80.

Nuova serie

Emanuela Andreoni Fontecedro

Marco Agosti, Claudio Senni

Guida alla traduzione

del testo latino

Edizioni Studium

INTRODUZIONE

Con il termine traduzione si intende l’«elaborazione di un testo allo scopo di riproporlo in altra lingua» (Devoto-Oli). Tanto tradurre che testo sono termini derivanti dal latino: il primo rinvia a un’azione consistente nel muovere (ducere) qualcosa da un punto a un altro (trans), con il secondo (textus) propriamente si indicava la tela, il tessuto e in generale «tout ouvrage dont les matérieux s’entre-croisent ou s’enchevêtrent»[1].

In un testo scritto a incrociarsi e aggrovigliarsi, per dirla con i due studiosi francesi, sono le parole.

Proporre ai docenti un metodo che faciliti agli studenti l’operazione di scioglimento dell’incrocio/groviglio di parole che costituiscono un testo di prosa scritto in latino è lo scopo di questa Guida, che espone con finalità eminentemente didattiche il modello di descrizione della lingua latina formulato 30 anni fa da Emanuela Andreoni Fontecedro e usato come tecnica di traduzione.

Tale tecnica di traduzione si basa sulla teoria linguistica di matrice funzionalista che – tra tutte le parole presenti in una frase scritta di senso compiuto – attribuisce il ruolo di protagonista a quella parte del discorso che la grammatica chiama verbo (dal latino verbum, a indicare per antonomasia la parola di una frase), per via della sua capacità di legare a sé uno o più elementi nominali, capacità che con termine mutuato dalla chimica lo studioso francese Lucien Tesnière chiamò valenza.

Pur in assenza di un vocabolario valenziale, l’informazione sul numero di elementi nominali che un verbo è in grado di legare a sé può essere agevolmente acquisita grazie all’individuazione delle ‘reggenze’ che i dizionari di ultima generazione riportano all’interno del lemma, quando non addirittura in specchietti riassuntivi ad esso premessi.

Si intuisce quindi come uno degli elementi fondamentali da curare da parte del docente sia l’insegnamento della consultazione del dizionario, strumento imprescindibile per guidare lo studente nell’operazione di decodifica del testo, ovvero di quella fase del processo di traduzione che precede la ricodifica, il momento in cui il contenuto della lingua originale, in questo caso il latino, viene proposto nella lingua d’arrivo[2].

Questa Guida è pensata per il docente che voglia accompagnare il percorso dello studente impegnato nella fase di decodifica – di cui si forniscono esempi dettagliati per le frasi singole e multiple nelle sezioni chiamate "Laboratorio di decodifica" – nella consapevolezza che i dubbi che inevitabilmente questa fase lascerà aperti non potranno che essere sciolti nella successiva fase di ricodifica, quando del verbo – oltre alla valenza – verrà considerata anche la semantica.

La Guida non vuole essere quindi un manuale di morfosintassi, la cui conoscenza si dà per presupposta da parte degli studenti, ma è organizzata secondo il percorso di trattazione nel biennio in modo che il docente conosca la sequenza con cui affrontare la spiegazione degli argomenti che meglio risponde alla logica del modello descritto.

Tutte le frasi presentate nella sezione "Esempi" della Guida sono rigorosamente d’autore, con interventi sull’originale limitati all’espunzione di elementi, se superflui o quando non ancora trattati nella morfologia, e all’integrazione di elementi nominali irrinunciabili (ad esempio nelle frasi singole il soggetto, se sottinteso)[3].

Di un ampio numero di frasi viene fornito anche uno schema grafico[4], di tutte l’indicazione delle funzioni per ciascuno degli elementi che la compongono secondo il modello Andreoni Fontecedro.

Roma, 1° dicembre 2016


[1] A. Ernout-A. Meillet, Dictionnaire étymologique de la langue latine. Histoire des mots, Paris 2001⁴, s.v. texo.

[2] Alla ricodifica e, in particolare, alle difficoltà connesse con questa operazione sono dedicati i due saggi raccolti nell'ultima sezione.

[3] Interventi di cui il docente può comunque prendere visione grazie al puntuale riferimento all’opera da cui sono tratte.

[4] Curato dal prof. Riccardo Cimaglia, cui va il ringraziamento degli autori.

PREMESSA DIDATTICA

La traduzione è un’attività complessa e richiede competenze specifiche. Nella realtà scolastica gli insegnanti spesso devono constatare frequenti insuccessi da parte degli studenti che trovano difficoltà sia nella decodifica sia nella ricodifica, nel momento in cui affrontano testi autentici e più complessi. È chiaro che questa osservazione, forse, non ha ragione di essere per gli studenti particolarmente motivati e caratterizzati da qualità interpretative potenziate dalla guida del docente. Quali possono essere le cause delle difficoltà? Studio limitato? Scarso interesse? Oggettiva difficoltà del latino?

Prima di tutto si dovrebbero individuare i livelli di difficoltà nel corso dello studio del latino, tenendo conto delle ore a disposizione, dei livelli di partenza degli studenti. Si dovrebbero indicare con chiarezza le tipologie di testi che gli studenti dovrebbero affrontare: dal testo informativo e quindi descrittivo e narrativo nella prima fase di studio si può giungere a quello argomentativo, avendo presente sempre aspetti storici e culturali fondamentali.

Nel primo biennio si devono porre le fondamenta per affrontare in modo rigoroso lo studio del latino. Lo studente deve sentire il fascino di questa lingua, la ricchezza del lessico, le affinità con le lingue moderne, in particolare con la lingua madre e con le lingue europee previste nel curriculum studiorum. L’apprendimento della grammatica non può essere solo un esercizio mnemonico e di applicazione o riconoscimento di regole, ma deve essere finalizzato alla lettura dei testi, in traduzione e ovviamente in lingua originale. La traduzione non deve essere eliminata, come emerge talvolta nel dibattito attuale, ma deve essere sostenuta prima di tutto da una conoscenza linguistica accurata, fondata sulla lettura diretta dei testi autentici, ma adeguati, fin nella fase iniziale. La traduzione di un testo è un’occasione di riflessione sul lessico, sui diversi livelli di lettura e sempre di più sulla profondità del messaggio di tanti testi esemplari che ancora vivificano la nostra cultura.

La lettura dei testi riveste un ruolo determinante, ma deve essere graduale. Nella fase iniziale dello studio del latino è necessario insegnare agli studenti un metodo di decodifica che nell’ottica del funzionalismo parte dalla frase singola per giungere alla frase multipla complessa attraverso l’acquisizione del concetto che la lingua è un sistema in cui è presente uno stretto rapporto fra le parti e il tutto. La ricodifica di un testo nella lingua di arrivo presuppone una riflessione non solo sulla struttura della frase dal punto di vista morfosintattico, stilistico ma anche lessicale. Insegnare a leggere con attenzione il dizionario, acquisire gradualmente un lessico di base attraverso lo studio delle radici ricorrenti in ottica storico-comparativa con continui richiami all’eredità non solo lessicale presente nelle lingue moderne è un lavoro interessante per l’insegnante e uno stimolo continuo per gli studenti. All’inizio del Novecento il grande matematico Giuseppe Peano sosteneva che un libro di matematica è scritto in greco e in latino (G. Peano, Interlingua, Gubbio 1958, p. 487). Qual è un errore metodologico in cui potrebbero incorrere gli studenti? Quello di pensare che una parola abbia sempre lo stesso significato. Tradurre invece diventa una continua riflessione sul significato in relazione ad un contesto.

Si può individuare il significato di un termine prescindendo dal contesto d’uso? È un interrogativo fondamentale.

Il principio di contestualità formulato e approfondito da illustri studiosi, basti citare G. Frege, secondo il quale le parole a rigore hanno un valore semantico solo all’interno di un enunciato completo, apre la strada alla concezione olistica[1] in base alla quale «l’intera lingua cui l’enunciato appartiene» è «unità di misura del significato»[2].

Questo testo ha lo scopo di insegnare un metodo di decodifica.

Non è, ribadiamo, una grammatica anche se, soprattutto nell’analisi della frase multipla, si richiameranno in modo essenziale (e quindi non esaustivo della casistica) alcuni argomenti di morfosintassi che lo studente dovrebbe conoscere per affrontare con maggior consapevolezza l’analisi di frasi complesse.

Alcune ulteriori annotazioni.

Le frasi proposte, come già osservato, son tutte di autore al fine di familiarizzare subito con il latino autentico, con la specificità della lingua e l’ordo verborum in particolare.

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