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L'influenza a distanza - corso pratico di telepsichia - libro primo corso elementare

L'influenza a distanza - corso pratico di telepsichia - libro primo corso elementare

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L'influenza a distanza - corso pratico di telepsichia - libro primo corso elementare

Lunghezza:
108 pagine
2 ore
Editore:
Pubblicato:
13 gen 2017
ISBN:
9788892645875
Formato:
Libro

Descrizione

Esiste un modo sicuro di influire sugli altri, da lontano come da vicino; un modo abbastanza sottile da restare inosservato, per quanto se ne subisca profondamente l'azione invisibile, a cui del resto nessuno è inaccessibile.

Questo modo non è altro che la capacità comunicativa, dominatrice e cattivante di ogni pensiero emesso con intensità. Alcuni, pur ignorandolo o contestandolo, lo praticano, senza rendersi conto che devono l'ascendente della loro personalità interamente all'azione fortemente irradiante di una vigorosa organizzazione psichica. Altri vorrebbero imparare a servirsi deliberatamente di una tale capacità.

È soprattutto pensando a quest'ultimi che viene scritto questo libro, nella cui redazione, di conseguenza, predomina la preoccupazione della chiarezza, della precisione e della semplicità.

I primi tre capitoli espongono le nozioni teoriche e pratiche la cui perfetta conoscenza è indispensabile a chi vuole tentare, sia di ottenere fenomeni telepsichici, oggetto dei capitoli IV, V e VI, sia di applicare l'influenza mentale a una delle possibilità alle quali sono dedicati i capitoli successivi.

Come accade per ogni altra cosa, ciascuno nasce più o meno dotato per l'azione a distanza, ma il presente volume si è precisamente prefissato lo scopo di permettere a coloro che sono poco dotati di trarre dalle loro attuali disposizioni il massimo dei risultati e di rafforzarle con l'esercizio.

Riassumendo, l'influenza esterna, dopo aver sfiorato, impressionato poi penetrato sempre più notevolmente lo spirito, finisce per predominare.
Editore:
Pubblicato:
13 gen 2017
ISBN:
9788892645875
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Libro

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Anteprima del libro

L'influenza a distanza - corso pratico di telepsichia - libro primo corso elementare - Paul C. Jagot

633/1941.

INTRODUZIONE AL LIBRO PRIMO

Esiste un modo sicuro di influire sugli altri, da lontano come da vicino; un modo abbastanza sottile da restare inosservato, per quanto se ne subisca profondamente la azione invisibile, a cui del resto nessuno è inaccessibile.

Questo modo non è altro che la capacità comunicativa, dominatrice e cattivante di ogni pensiero emesso con intensità. Alcuni, pur ignorandolo o contestandolo, lo praticano, senza rendersi conto che devono l’ascendente della loro personalità interamente all’azione fortemente irradiante di una vigorosa organizzazione psichica.

Altri vorrebbero imparare a servirsi deliberatamente di una tale capacità. È soprattutto pensando a quest’ultimi che scrivo un libro nella cui redazione, di conseguenza, predomina la preoccupazione della chiarezza, della precisione e della semplicità.

I primi tre capitoli espongono le nozioni teoriche e pratiche la cui perfetta conoscenza è indispensabile a chi vuole tentare, sia di ottenere fenomeni telepsichici, oggetto dei capitoli iv, v e vi, sia di applicare l’influenza mentale a una delle possibilità alle quali sono dedicati i capitoli successivi.

Come accade per ogni altra cosa, ciascuno nasce più o meno dotato per l’azione a distanza, ma il presente volume si è precisamente prefissato lo scopo di permettere a coloro che sono poco dotati di trarre dalle loro attuali disposizioni il massimo dei risultati e di rafforzarle con l’esercizio.

Sono convinto che con un po’ di attenzione e di buona volontà, la maggior parte di noi può mettere largamente a profitto l’insegnamento che segue considerazioni, fin là estranee all’attività abituale di ,quest’ultimo. Tali considerazioni, -continuamente sviluppate sotto l’impulso periodico dei flussi emessi dall’operatore, progrediscono a poco a poco e presentano una conformità ogni giorno più precisa con l’oggetto finale delle suggestioni.

Riassumendo, l’influenzg esterna, dopo aver sfiorato, impressionato poi penetrato sempre più notevolmente lo spirito, finisce per predominare.

Definiamo ora le condizioni di efficienza dell’azione telepsichica.

LEGGI DELLA TELEPSICHIA

LEGGE N. 1. - Principalmente in immagini - e non soltanto in senso letterale - conviene tradurre ciò che si vuole suggerire. Dobbiamo quindi immaginare ciò che si vorrebbe che avesse luogo.

LEGGE N. 2. - Il conformarsi dell’effetto all’intenzione si opera in ragione diretta della precisione delle immagini suggerite.

LEGGE N. 3. - L’energia propulsiva di un’emissione telepsichica è proporzionale all’intensità con cui si desidera ‘il suo effetto, o, più generalmente, a). desiderio che si ha di influenzare il soggetto.

LEGGE N. 4. - Una sola emissione giornaliera di durata x è di un’efficacia superiore a quella di due emissioni rispettivamente di durata x/2.

LEGGE N. 5. - Ogni emissione corretta modifica sempre, più o meno sensibilmente, le disposizioni spirituali 3è1-soggetto conformemente alle intenzioni dell’operatore.

opera mia. Le formulo sotto la mia responsabilità e sfido ad opporre loro il minimo fatto. Esse saranno certamente completate e precisate da nuove leggi, ma l’esperienza le verificherà senza alcun dubbio.

LEGGE N. 6. - La modificazione del soggetto si afferma man mano che le emissioni continuano.

Un paragone molto semplice ci aiuterà a comprendere meglio i più essenziali dei sei principi: il secondo e il terzo.

Ecco una lanterna magica posta davanti a uno schermo. Accendiamo la lampada e facciamo scivolare una lastra per proiezioni dietro l’obiettivo. L’immagine si proietterà sullo schermo; vi si delineerà perfettamente visibile in ogni dettaglio, a due condizioni:

- a) che i suoi contorni siano nettamente rilevati;

- b) che l’illuminazione abbia sufficiente intensità.

Da una lastra difettosa anche il più potente riflettore non saprebbe trarre che una proiezione confusa. Inversamente, la perfezione del negativo apparirebbe difficilmente sotto i raggi di una luce debole e incerta. .

In telepsichia, lo slancio interiore è la luce che proietta; l’immagine mentale è la lastra generatrice. $ necessario quindi mettere molta cura nell’elaborazione delle immagini che si desidera comunicare e soprattutto di quelle che si vorrebbero predominanti, attraverso l’azione suggestiva, tra i pensieri abituali di qualcuno.

Nell’impossibilità di visualizzare molto precisamente le fasi successive di una modificazione morale. si otterrebhero soltanto disposizioni più o meno divergenti da quelle che soddisferebbero interamente, e, se si trattasse di una suggestione di movimento, l’impulso intenzionale non sarebbe fedelmente seguito.

Ma -le rappresentazioni mentali anche più minuziosamente definite comportano, per se stesse, soltanto abbozzi di risultati; per trasmetterle energicamente, occorre l’irresistibile slancio di una categorica volontà, di una viva emozione o di un desiderio ardente. Il puro e semplice desiderio, se è vivo e preciso, influisce più della concentrazione di pensiero puramente cerebrale, quale la si insegna in certi manuali. Affermazione confermata dall’esperienza.

INTRODUZIONE ALLO STUDIO DEL POTERE DEL PENSIERO

Ciascuno può mettere in atto o subire la comunicazione e l’impostazione del pensiero. - L’influenza telepsichica è una componente costante dell’attività affettiva e cere brale. - È possibile farne un uso deliberato. - La necessaria preparazione preliminare.

La realtà dei vari fenomeni d’influenza diretta di uno spirito su un altro è stata largamente verificata. Numerose ricerche, condotte simultaneamente in Europa e negli Stati Uniti, da personalità o gruppi scientifici, hanno permesso di trarre da una serie importante di osservazioni la certezza che il pensiero si comunica a volte spontaneamente, da una persona all’altra, a distanza. Numerosi ricercatori hanno tentato con successo la trasmissione concentrata di immagini a un collaboratore lontano; si è ottenuta anche l’esecuzione di ordini dati mentalmente a un soggetto; si è infine riusciti a provocare l’ipnosi, aji’improvviso, senza la presenza dell’ipnotizzato.

A priori, tutto ciò non sembra implicare la possibilità generalizzata di influire su qualcuno attraverso suggestioni interiormente formulate: per quanto numerosi, coloro che si sano rivelati soggetti agenti o percipienti di influssi mentali non costituiscono che una minoranza.

Dobbiamo quindi considerare la comunicazione o l’imposizione del pensiero come eccezionali e la maggior parte di noi come incapaci a operare o a subire l’azione telepsichica? È l’opinione di alcuni studiosi. Altri, non meno competenti, affermano invece che ogni pensiero si esteriorizza é tende a impressionare, in conformità a ciò che esprime, l’individuo oggetto del pensiero. La mia esperienza pratica mi fa essere, senza riserve, di quest’ultimo avviso.

Certamente, la trasposizione istantanea, integrale, di un’immagine, di uno stato affettivo sullo schermo mentale o la sensibilità di un terzo, vicino o lontano, è e resta eccezionale. Da tutte le prove raccolte, risulta che una simile manifestazione richiede, da parte dell’agente, una sensibilità emotiva di una qualità e di una forza singolari.

Naturalmente, un’idea, un’immagine suggerite non potrebbero invadere al primo tentativo la coscienza di chi non offre a una simile azione psichica la più estrema ricettività. Ciò che sostengo, ciò che ho verificato e che anche altri hanno verificato, consiste in questo: se si ripete a lungo, con forza, l’azione di suggestione, tutto avviene come se si proiettasse sul soggetto una penetrante emanazione che risveglia gradatamente e fa_ ben presto predominare in lui le disposizigni suggerite.,

Ogni individuo volitivo e tenace, per quanto estraneo sia ad una conoscenza, anche imprecisa, di questa legge, tende ad imporre inconsciamente le sue esigenze. E come la goccia d’acqua la cui caduta reiterata corrode a poco a poco una dura pietra, l’azione mentale del più debole può, a lungo andare, scavare la propria impronta sui caratteri ‘più risoluti.

Tutti subiamo l’azione, a nostra insaputa, di innumerevoli influssi psichici, come pure impressioniamo, senza saperlo, non solo le persone precisate dai nostri pensieri ma anche coloro - a volte sconosciuti - che essi evocano. Questo costante fenomeno resta oscuro, -inosservato, perché siamo capaci di distinguere soltanto una minima parte degli elementi

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