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Magia popolare - Presagi, divinazioni, incantesimi e credenze della tradizione popolare

Magia popolare - Presagi, divinazioni, incantesimi e credenze della tradizione popolare

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Magia popolare - Presagi, divinazioni, incantesimi e credenze della tradizione popolare

Lunghezza:
174 pagine
2 ore
Editore:
Pubblicato:
13 gen 2017
ISBN:
9788892645707
Formato:
Libro

Descrizione

Lo studio del folklore sta ricevendo anno dopo anno un'attenzione sempre maggiore, essendo suoi obiettivi la raccolta, la classificazione e la conservazione di vestigia delle credenze e delle usanze popolari e di rintracciare per quanto possibile la loro fonte originale.

Questo obiettivo non è semplice, in quanto la scolarizzazione e le ferrovie stanno spazzando via velocemente ogni vestigia di quelle antiche credenze ed usanze che, nei tempi andati, avevano una parte così importante nella vita sociale e domestica.

Lo studioso di folklore deve anche avere a che fare con periodi remoti ed esaminare la storia dei racconti e delle tradizioni che sono stati tramandati dal lontano passato ed hanno perso molto del loro significato con il passare degli anni.

Ma, come uno scrittore dello Standard ha sottolineato, gli studiosi di folklore non pestano i piedi a nessuno. "Essi raccolgono punti della storia che gli storici disprezzano ed hanno a che fare con monumenti più intangibili ma infinitamente più antichi...
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Pubblicato:
13 gen 2017
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9788892645707
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Libro

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Anteprima del libro

Magia popolare - Presagi, divinazioni, incantesimi e credenze della tradizione popolare - Thomas Firminger Thiselton Dyer

INDICE

PREFAZIONE

I – NASCITA ED INFANZIA

Il valore della credenza – Giorni ed ore fortunate per la nascita – L’amnio – Il changeling – Il malocchio – Su e giù – Cullare la culla vuota – Denti, unghie e mani – L’acero ed il frassino – I bambini non battezzati.

II – L’INFANZIA

Il potere del Battesimo – La Cresima – Preghiere popolari – Filastrocche sul tempo atmosferico – Credenze scolastiche.

III – L’AMORE ED IL CORTEGGIAMENTO

Prove d’amore – Le piante che si usano negli incantesimi amorosi – La coccinella – La chiocciola – Il giorno di San Valentino – La vigilia di San Giovanni – Halloween – Presagi sul venerdì.

IV – IL MATRIMONIO

Stagioni e giorni propizi al matrimonio – Credenze collegate alla sposa – Incontrare un funerale – Prendere alla sposa gli spilli – Danzare in un trogolo per maiali – Il dolce nuziale – L’anello.

V – LA MORTE E LA SEPOLTURA

Preavvisi di morte – L’ululato dei cani – Una mucca in giardino – Uccelli che annunciano la morte – Piante – Il wil-o’the-Wisp – L’affinità tra due personalità – Profezia – La difficoltà a morire – L’ultimo atto – Luogo e posizione della tomba.

VI – IL CORPO UMANO

Superstizioni concernenti deformità, nei, etc. – Il prurito all’orecchio – Il naso – Gli occhi – I denti – I capelli – Le mani – La mano del morto – I piedi.

VII – IL VESTIARIO

Abiti nuovi per Pasqua e Pentecoste – Indossare gli abiti – Gli abiti dei morti – Il grembiule, le giarrettiere, le calze, etc. – Le scarpe – I guanti – L’anello – Le spille.

VIII – CREDENZE A TAVOLA

Tredici a tavola – Il rovesciamento del sale – Il coltello – Il pane ed altre cose – Cibi – Le foglie di the – Cantare prima di colazione – Darsi la mano sopra il tavolo.

IX – PRESAGI DEGLI OGGETTI D’ARREDAMENTO

Una tradizione sugli specchi – La fortuna di Edenhall – Il battito delle ore – Le sedie – I letti – Il mantice.

X – CREDENZE SULLA FAMIGLIA

Prevalenza e continuità delle credenze – Starnutire – Inciampare – Una donna che fischia – Spazzare – Rompere degli oggetti – Fuochi e candele – Il denaro – Altre credenze.

XI – DIVINAZIONI POPOLARI

La Bibbia e l’immersione della chiave – Il setaccio e le forbici – Il canto del gallo – La chiromanzia e l’oniromanzia – L’astrologia – Le carte – Gettare le sorti – Gli steli di the.

XII – LE MALATTIE COMUNI

Incantesimi-rimedio per la febbre malarica – Per il sanguinamento del naso – Per le bruciature – Per i crampi – Per l’epilessia – Per gli attacchi dolorosi – Per la gotta – Per il mal di testa – etc.

XIII – TRADIZIONI FAMILIARI VARIE

I ferri di cavallo – Precauzioni contro le stregonerie – L’incantatore – La seconda vista – I fantasmi – I sogni – I sogni – Gli incubi.

THOMAS FIRMINGER THISELTON DYER

MAGIA POPOLARE

Presagi, divinazioni, incantesimi e credenze della tradizione popolare

Elfi Edizioni - Prima edizione digitale 2016 a cura di David De Angelis

PREFAZIONE

Per il termine folklore nel suo attuale significato, che abbraccia le tradizioni popolari, i detti proverbiali, le credenze e le usanze della gente, siamo fortemente indebitati con l'editore di Notes and Queries, Mr. W. J. Thoms, il quale, in un contributo anonimo all'Ateneo del 22 agosto 1846, suggerì molto a proposito questo termine comprensivo che, da allora, è stato adottato come titolo riconosciuto di ciò che è ora divenuta una branca importante della ricerca archeologica. Lo studio del folklore sta ricevendo anno dopo anno un'attenzione sempre maggiore, essendo suoi obiettivi la raccolta, la classificazione e la conservazione di vestigia delle credenze e delle usanze popolari e di rintracciare per quanto possibile la loro fonte originale. Questo obiettivo non è semplice, in quanto la scolarizzazione e le ferrovie stanno spazzando via velocemente ogni vestigia di quelle antiche credenze ed usanze che, nei tempi andati, avevano una parte così importante nella vita sociale e domestica. Lo studioso di folklore deve anche avere a che fare con periodi remoti ed esaminare la storia dei racconti e delle tradizioni che sono stati tramandati dal lontano passato ed hanno perso molto del loro significato con il passare degli anni. Ma, come uno scrittore dello Standard ha sottolineato, gli studiosi di folklore non pestano i piedi a nessuno. Essi raccolgono punti della storia che gli storici disprezzano ed hanno a che fare con monumenti più intangibili ma infinitamente più antichi di quelli con cui Sir John Lubbock è così sollecito. Essi prosperano e sono felici delle briciole cadute dalla tavola dei dotti e si arricchiscono scientificamente con i rifiuti che persone specializzate meno esperte gettano da parte come inutili. Le storie con cui la balia fa addormentare il piccolo che le è stato affidato forniscono allo studioso di folklore un succulento banchetto, perché egli sa che difficilmente una storia per bambini o un pensiero inutile non può datare al periodo dell'infanzia del mondo ed a quelle razze primitive da cui sono nate così tante nazioni eleganti. Anche il campo della ricerca in cui si impegna lo studioso di folklore è il più estensivo e gli fornisce materiali per la sua investigazione del tipo più vario. Così egli riconosce e, per quanto può, spiega la più piccola credenza dovunque la trovi, non limitando la sua inchiesta ad un soggetto unico. Questo, dunque, mentre aumenta il valore del folklore come studio, allo stesso modo aumenta il suo interesse, in quanto con perfetta imparzialità esso lascia le nude credenze così come esistono in tutte le classi della società. Mentre si biasimano, poniamo, i contadini ignoranti che ripongono la loro fiducia nel veggente o nell' uomo abile del villaggio, si è propensi a dimenticare quanto spesso persone che appartengono alle classi più elevate consultino con eguale fiducia qualche chiaroveggente o medium spiritico. Perciò, per quanto riluttante possa essere la parte intelligente della comunità ad accettare questo fatto, bisogna ammettere che la superstizione, in un modo o nell'altro, dimora sotto la superficie della maggior parte dei cuori umani, nonostante possa spesso manifestarsi in maniera assolutamente nascosta o raffinata. Tra le persone di classi inferiori, come ha osservato uno scrittore, essa indossa i suoi vecchi abiti, in quelle di classi elevate muta con la rapidità delle mode nei circoli mondani. Non sorprende, tuttavia, il fatto che la superstizione prevalga tra i poveri e/o gli ignoranti, anche se i ricchi e gli illuminati in molti casi si scopre che sono altrettanto pronti a riporre la loro fiducia nelle idee più illogiche. In conclusione, vorremmo solo aggiungere che il presente volumetto è stato scritto nell'intento di dimostrare come questa regola si applichi anche alla routine della vita domestica, in cui ogni settore, come vedremo nelle pagine che seguono, possiede le proprie tradizioni popolari.

T.F. Thiselton Dyer, Brighton, 1881.

I – NASCITA ED INFANZIA

Il valore della credenza – Giorni ed ore fortunate per la nascita – L’amnio – Il changeling – Il malocchio – Su e giù – Cullare la culla vuota – Denti, unghie e mani – L’acero ed il frassino – I bambini non battezzati.

Intorno ad ogni stadio della vita umana si sono formate numerose usanze e credenze, la maggior parte delle quali, al di là del loro valore storico in quanto trasmesseci dal lontano passato, sono interessanti in quanto illustrano quelle nozioni e quelle credenze caratteristiche del mondo antico che contrassegnavano la vita sociale e domestica dei nostri progenitori. Nonostante molte di esse possano apparirci senza significato, tuttavia dobbiamo ricordare che erano la naturale conseguenza di quella conoscenza limitata e di quelle concezioni grezze che erano prevalenti in tempi meno illuminati dei nostri. Probabilmente, se i nostri antenati fossero ora tra di noi, sarebbero in grado di spiegare in larga parte ciò che spesso noi consideriamo come sciocchezze infantili e cose simili. In questo capitolo ci proponiamo di fornire una breve disamina del folklore collegato alla nascita ed all'infanzia senza, tuttavia, entrare criticamente nel merito delle sue origini o della sua crescita o cercare di tracciare la sua trasmigrazione da un paese all'altro. Cominciando, quindi, con la nascita, troviamo che si crede che molte influenze influenzino la futura fortuna ed il carattere del bambino. Così, in certi posti viene prestata grande attenzione al giorno della settimana in cui nasce il bambino, come si può evincere dalla seguente rima ancora attuale in Cornovaglia:

Il bambino di domenica è pieno di grazia, il bambino di lunedì è pieno in viso, il bambino di martedì è solenne e triste, il bambino di mercoledì è lieto e allegro, il bambino di giovedì è incline al furto, il bambino di venerdì è generoso nel donare, il bambino di sabato lavora duro per vivere.

Un pezzetto di folklore che, ovviamente, varia a seconda delle diverse località. Per consenso generale, tuttavia, la domenica viene considerata come il giorno più fortunato per nascere, sia in questo paese che nel continente; e secondo il Universal Fortune Teller, un libro molto popolare tra le classi più basse negli anni precedenti, grandi ricchezze, lunga vita e felicità sono in serbo per quelle fortunate creature che nascono di domenica, mentre nel Sussex si crede che essi siano al sicuro da annegamenti ed impiccagione. Viene data importanza anche all'ora di nascita e si dice che a coloro che nascono nelle ore delle campane, cioè le tre, le sei, le nove o le dodici, venga concessa la facoltà di vedere molto di ciò che è nascosto agli altri — una credenza che si ritrova in molte parti del continente. In Germania si crede anche che, quando un bambino nasce in un anno bisestile, o lui o la madre moriranno entro il corso dell'anno — una nozione non sconosciuta nel nostro stesso paese. Ed ancora, da tempo immemorabile vengono usati diversi metodi di divinazione per scoprire il sesso di un bambino prima della nascita. Uno di questi utilizza un osso di spalla di agnello che, ripulito completamente della carne, deve essere appeso come ultima cosa di notte sopra la porta principale della casa. La mattina seguente il sesso della prima persona che entrerà, ad eccezione dei membri della famiglia, indicherà il sesso del bambino. Parleremo ora delle innumerevoli credenze collegate al nuovo nato. Una molto popolare dice che l'amnio — una sottile membrana che occasionalmente si ritrova a copertura della testa alla nascita ed indicava una particolare fortuna — indica anche, tra le altre cose, che il bambino non annegherà mai. Di conseguenza, è stato chiamato il cappuccio santo o il cappuccio fortunato e, generalmente si ha molta cura che non venga perduto o gettato via, per paura che il bambino muoia o si ammali. Questa credenza era molto comune nelle prime epoche della Chiesa e San Crisostomo inveì contro di essa in numerose delle sue omelie. La presenza di un amnio su una imbarcazione di legno si credeva prevenisse il naufragio ed i proprietari di vascelli pagavano forti somme per averne uno. La maggior parte dei lettori ricorderanno indubbiamente come Thomas Hood scrisse per la sua prima opera Whims and Oddities una magnifica ballata su questo errore del volgo. Parlando dell'allegro marinaio che con fiducia prese il mar nonostante il cielo nero come l'inchiostro che diceva ad ogni occhio che stava per venire una tempesta, va avanti a dire: ma ancora quell'allegro marinaio non prese alcuna cautela, perché nella sua borsa portava con fiducia un amnio infantile. Gli servì tuttavia a poco, perché non appena la tempesta scoppiò in tutta la sua furia contro la sua fragile imbarcazione egli venne sommerso dalla bufera. Il cielo non udì mai il suo grido, né l'oceano si curò del suo amnio! Anche gli avvocati lo acquistavano, allo scopo di avere maggiore eloquenza, ed il prezzo che pagavano andava spesso dalle venti alle trenta ghinee. Pare che esso avesse anche altre proprietà magiche, perché Grose ci informa che chiunque possieda un amnio è in grado di conoscere lo stato di salute della persona che è nata con esso. Se è viva e sta bene, esso è fermo e croccante; se è morta o malata, rilassato e flaccido. In Francia la fortuna che si crede appartenere all'amnio è proverbiale ed avere la camicia è un'espressione che indica che una persona è estremamente fortunata. Al di là della ordinaria fortuna che si crede possieda l'amnio, esso può preservare il bambino da un terribile pericolo a cui, secondo l'idea antica, egli è sempre esposto: quello di venire rapito segretamente e scambiato da qualche strega o Fata invidiosa in cambio della sua prole sfortunata. Questa credenza era un tempo molto comune in numerosi paesi e vi credeva anche Martin Lutero, se dobbiamo considerare il seguente estratto dal suo Libro delle Tavole:

Satana mette al posto dei veri bambini dei sostituti, in modo che la gente ne venga tormentata. Spesso egli rapisce le giovani fanciulle in acqua. Di questa pratica, tra le più riprovevoli attribuite alle Fate, parlano continuamente i nostri scrittori antiche e viene citata diverse volte da Shakespeare. Sotto forma di Puck in A Midsummer Night's Dream (atto II, scena 1), quel gioviale spirito dice dell'amabile bambino di Titania: "è la causa della

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