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Guadalupe

Guadalupe

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Guadalupe

Lunghezza:
418 pagine
5 ore
Pubblicato:
10 gen 2017
ISBN:
9788869824906
Formato:
Libro

Descrizione

Dal Catechismo della Chiesa cattolica è scritto: "Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il « mistero di iniquità » sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell'Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l'uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne. Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato intrinsecamente perverso".
Pubblicato:
10 gen 2017
ISBN:
9788869824906
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Guadalupe - Marco Sazio

Marco Sazio

Guadalupe

Cavinato Editore International

© Copyright 2016 Cavinato Editore International

ISBN: 978-88-6982-490-6

I edizione 2016

Tutti i diritti letterari e artistici sono riservati. I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento totale o parziale, con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie fotostatiche) sono riservati per tutti i Paesi

© Cavinato Editore International

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www.cavinatoeditore.com

Indice

PREMESSA

CAPITOLO 1

CAPITOLO 2

CAPITOLO 3

CAPITOLO 4

CAPITOLO 5

Bibliografia consigliata

APPENDICE 1: PREGATE PER GIOVANNA

La Madonna apparve a Guadalupe nel XVI secolo, in Messico, sul mantello del giovane Juan Diego nell’atto di schiacciare il diavolo. Nell’idioma indigeno Guadalupe significa schiaccia la testa al serpente, come in Genesi 3:15 viene raffigurata Maria, la vincitrice del maligno.

PREMESSA

Ovvero no al Cristianesimo del relativismo

Quando, a breve, si parlerà dell’invalidità delle altre religioni, non s’intenda erroneamente l’invalidità morale di un singolo fedele. Alcuni mossi da un’invincibile impossibilità di ottenere e accrescere la fede fanno comunque prevalere la loro spiritualità e il loro livello morale rispetto a quella di alcuni Cristiani perché, senza ben saperlo, seguono la dottrina di Dio, che è unica e che dice di amare il prossimo come noi stessi. Questa è la dimostrazione per la quale la dottrina di Dio, ossia l’Altissimo, è presente nel Cattolicesimo, mentre la dottrina dell’uomo, ossia la creatura mortale, è presente nelle altre religioni e filosofie. Ripeto a dirlo: la mia povera anima spesso non fa sorridere Dio, perché è deviata verso ciò cui vorrebbe tendere. In realtà, concentro nella mia persona le più miserabili debolezze e sporcizie umane. Ho conosciuto invece uomini con una religiosità diversa, ma con una condotta che in certe circostanze si mostrava superiore alla mia. Si attenevano alla loro dottrina? No, altrimenti il Musulmano, seguendo il Corano, avrebbe dovuto colpirmi fra spalla e testa, il Buddhista avrebbe considerato la sua mente come motore generatore della realtà personificando Dio e comportandosi di conseguenza, anche l’Ebraico, sotto gli insegnamenti del Talmud, avrebbe potuto frodarmi nel nome di Jahvè. Semplicemente, forse non lo sapevano, avevano benedetto il nemico e non maledetto come ama gioire Dio che dimora anche in loro. Pochi sono quelli che, mediante un loro talento innato, riescono a conoscere la Via. Davvero pochi. Questa è l’eccezione che conferma la regola. Come tale non dimostra la validità dottrinale di ogni religione, bensì, per l’appunto, l’unicità della verità religiosa in un unico dogma di fede, altrimenti l’eccezione confermerebbe l’eccezione e se Dio fosse unico e tutte le religioni avessero completa verità, l’Eterno sarebbe contraddittorio. Allo stesso tempo, se le religioni non avessero almeno un qualcosa di buono, Il Signore non sarebbe misericordioso. Invece Misericordia e Coerenza sono nomi di Dio. Sappiamo allora che la grazia di Dio scende in parti uguali, eppure diverse sono le illuminazioni. E questo non può accadere se non ammettiamo che il nostro Io allontani l’idea riguardo l’esistenza di un Essere assolutamente Superiore in rapporto alla disposizione che assume al contatto con l’Essere Superiore.

Per questo scrivo tale testo: per mettere in guardia i Cristiani dalle dittature del conservatorismo e del relativismo. Il sottoscritto infatti non si vergogna di dire che in precedenza:

- non credeva nella Santa Chiesa Cattolica, Una, Santa e Apostolica;

- ha affermato che i preti non sono intermediari fra l’uomo e Dio;

- ha contestato il dogma dell’infallibilità papale;

- si è dichiarato Sedevacantista, credendo che l’ultimo papa fosse stato Pio XII e considerando Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco I degli antipapi massoni;

- si è opposto alla sacralità del Concilio Vaticano II;

- ha interpretato la Bibbia a suo piacimento;

-ha negato pubblicamente la Santità del Santo Padre e quella di tanti altri buoni fedeli;

A loro volta gli ultra progressisti cadono in altri errori, fra i quali: -considerano la figura di Gesù Cristo esclusivamente come quella di un rivoluzionario della liberazione;

-promuovono i diritti gay, violentando la sacralità della famiglia tradizionalista;

-promuovono il diritto del matrimonio fra preti (anche omosessuale);

-credono che tutte le religioni siano vere non distinguendo un ideale solo buonista con quello salvifico;

A motivo di ciò mi sento di esortare il Cristiano, mettendo sul tavolo degli esempi i miei grossi errori e la realtà dei fatti così come si presenta senza il velo scuro del relativismo, ad ignorare le etichette sociali e di osservare soltanto l’integralità del Magistero della Chiesa Cattolica. Allo stesso modo il fedele si faccia discepolo e maestro di tutti gli uomini, riconoscendo però che la verità è unica, che è Cristo. Rendendoci come i più piccoli di fronte al più piccolo degli uomini, ci renderemo grandi agli occhi di Dio ed Egli colmerà le nostre mancanze in questi tempi di confusione spirituale davvero grande. Quando si dirà infatti che il Cristianesimo è superiore alle altre religioni non si vorrà intendere che queste siano false, ma certamente incomplete. Semplicemente noi possiamo individuare il miglioramento del nostro essere con un rapporto dialettico che parte dalla filosofia, istituita dall’uomo. Essa, se nutrita della mistica, diventa religione. Ma la religione che ha un’intenzione salvifica è una verità che compie e sintetizza ciò che la filosofia e la religione vogliono concludere ma non possono. Che lo vogliamo o meno infatti, in questo mondo siamo tutti dei grandissimi religiosi, perché se non siamo dei fedeli o non intendiamo rendere l’anima a Dio in maniera dignitosa, agiamo comunque secondo una filosofia di vita. Possiamo definire la religione come un complesso di credenze, sentimenti, riti che legano un individuo o un gruppo umano con ciò che esso ritiene sacro, in particolare con la divinità, oppure il complesso di dogmi, dei precetti, dei riti che costituiscono un dato culto religioso¹. Dalla definizione, condivisa appieno da tutti, si può constatare che la religione, essendo un complesso di dogmi e precetti, è più un qualcosa che si vede dal comportamento e dall'opera che dalla semplice parola e autoproclamazione. Dunque un religioso fa emergere la dottrina della quale è un seguace dalla sua condotta. Ogni religioso tende inoltre ad assimilare quella dottrina fondamentalizzando le sue basi e, dunque, accogliendo completamente tale dottrina. Perciò tutti noi siamo fondamentalisti, nel bene o nel male. Inoltre egli possiede e cerca di ascendere a ciò che cerca, per quanto gli è ovviamente possibile, seguendo quei dogmi e quei precetti che la sua religione eleva come verità assolute.

Consideriamo adesso le religioni: esse possono essere spiritualistiche e materialistiche a seconda se l'insieme dei dogmi si riversa sul miglioramento della vita spirituale e interiore o temporale ed esteriore. Oltretutto, sebbene alcune lo facciano in maniera solo superficiale, esse mirano ad eliminare nel mondo ciò che gli uomini detestano, ovvero il male, inteso come l'insieme di elementi deleteri a quella precisa dottrina religiosa.

Si potrebbe eliminare il male del mondo, che viene dalle inclinazione perverse e disordinate dell'essere umano cancellandolo con la costrizione e la forza ma, così facendo, dovremmo eliminare anche noi stessi che, con il pretesto di abbattere il male imiteremmo il male. Esso infatti comporta la sofferenza che l'agire umano tende a ignorare come fosse un ostacolo. Perciò il miglior modo per annullare il male, e questo avviene solo con un bene superiore al male da annullare, sta nell'assoggettare la sofferenza che in sé non è buona, ma nel contesto in cui l'uomo vive è fondamentale. Essa infatti funge da maestra ad ogni persona che vorrebbe possedere le virtù, forze contrarie ai vizi. Se le inclinazione malate dell'uomo vengono dal suo contatto disordinato con il mondo, allora anche il vizio è il frutto che nasce da questo contatto. Dunque il vizio è del mondo. Chiamiamo mondo ciò che è esteriore o temporale. La virtù invece, essendo contrario al vizio, è come se salisse verso il cielo e, in un certo senso, imita la funzione del religioso nel suo rapporto con Dio, che sta nell'ascensione. Le virtù sono in verità quelle proprietà che rendono l'uomo, a metà fra l'animale e Dio, ad avvicinarsi dove Dio risiede, metaforicamente in cielo. Dunque il resto, ovvero ciò che non porta l'uomo ad ascendere, è materialismo. Se non si cerca Dio, si cerca la materia, il mondo, da cui vengono i vizi che sono oggettivamente negativi e possono essere oggettivamente elencati. In particolare, tutto ciò che non ci avvicina a Dio è vizio, dunque anche nell'aspetto etico si può capire cosa non accresce nell'uomo la sua sostanza divina. Una vita basata sul puro dogma estetico allora, contrario a quello etico, contribuisce ad originare un'esistenza che, seppur apparentemente piacevole ma rigorosamente limitata al tempo, non nasconde comunque le sue possibilità limitate e concentrate sul qui e ora. Come un castello l'uomo è costruito e si costruisce, mediante il libero arbitrio, da ciò che fa e, come ciò che sceglie, diventa. Se il vizio è dannoso e si vela di una presunta bellezza estetica perché rende piacere, allo stesso tempo l'uomo diventa come il vizio, cioè limitato al tempo e non eterno. Se il finito è caratteristica del mondo, allora l'infinito è di Dio e di tutto ciò che è Suo. Lui lo dona, come retribuzione ed in quantità e partizione infinita, a colui che ha voluto costruire se stesso ed essere costruito dalla virtù. Per questo motivo tutte le religioni che si basano sul culto estetico, contrario alla spinta etica, sono oggettivamente nulle, ma l'uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio e, per questo, possibilitato a creare secondo ciò che pensa e sceglie, riesce, mediante l'assimilazione del vizio, a rendersi non solo il nulla come la religione che adotta, ma il nulla più il male che lascia nel mondo ed è l'unica cosa che dura, malgrado anch'esso sia temporalmente limitato, anche nell'interiorità del castello degli uomini che rimangono nel mondo.

La nostra vita è allora un continuo pendolare tra il bello estetico ed il bello etico, e il cardine mediante il quale noi siamo costretti a scegliere è la sofferenza. Se essa viene evitata perché crea noie, allora ci avviciniamo al vivere estetico poiché il male che rimane nel luogo in cui viviamo, come l'aria che si respira, entra negli uomini sotto forma di peccato. Al fuggire il dolore dunque si attira il peccato che alle creature non conviene. Qui è il gusto estetico, valido solo se ammettiamo la visione antropologica secondo cui certi uomini sono soggetti ed altri sono cose. In tal caso religioni come il relativismo, il marxismo, l’Islam, il positivismo, l'indifferentismo, l'illuminismo, il romanticismo, il buddhismo, l'induismo e tutto ciò che ha a che fare con la materia sono per l'appunto impostati sulla vita esteriore e temporale. Oggettivamente non rendono all'uomo una felicità duratura. Essa infatti, per essere tale, deve come una forza inghiottire la sua faccia negativa, che è la tristezza. Allo stesso modo da una parte all'altra la pace vince la battaglia contro la guerra, il perdono immobilizza la vendetta, l'orgoglio cade in ginocchio davanti all'umiltà ed alla modestia e, più in generale ed universalmente parlando, la santità converte la mondanità. Ma per attuare la santità, a cui tutte le creature sono chiamate perché nessuno si è creato da sé, è necessaria un'azione salvifica. Chi può attuarla se non qualcuno superiore al vizio e al mondo? Egli deve essere infatti, per forza di cose, Dio che ha originato quella parte di creazione a Lui simile e l’uomo, essendo in grado di pensare e ascoltare, ha originato il male dal libero arbitrio, scegliendo di non scegliere Dio.

Concentriamoci allora su quelle religioni che dicono di fare dell'aspetto etico il loro cavallo di battaglia. Esse sono tutti i culti abramitici, quindi il Cristianesimo, l'Islam e l'Ebraismo. Il Cristianesimo è la religione della sofferenza, tanto che il suo simbolo rappresenta proprio un uomo che è inchiodato ad un palo di tortura. È stato inchiodato dagli uomini che, come detto prima, hanno risposto al male con il male, perché anch'essi erano malati di estetismo.

Inoltre quell'uomo inchiodato si è manifestato, mediante le opere, come il Figlio di Dio, elemento necessario affinché quella salvezza di cui parlavamo prima si compisse. Quest'uomo che ha presentato la sua divinità mediante le opere, ha degnato anche di umiliare quella stessa divinità per la salvezza della creazione. Ha mostrato perché tutti noi siamo così tanto malati che con il male che chiamiamo peccato abbiamo temporalmente inchiodato Dio, che si è fatto torturare in riscatto della nostra essenza. Infatti non sarebbe stato Dio se avesse colpito con rigoroso e definitivo castigo la Sua Creazione, perché il Padre non uccide i figli. Inoltre sarebbe stata una scelta colma di impazienza e forza di volontà quella che si sarebbe ridotta ad annullare l'uomo, ma Dio non è impaziente, ma Onnipotente. Come tale ha stabilito se stesso sulla Terra, umiliandosi fin dal principio della sua esistenza terrena. Nel grembo di Maria, che era, pur se la Perfettissima sempre una creatura, dovette mortificare la ragione di cui era già dotato e la coscienza dei sensi fino alla morte in croce. Questo è un esempio infatti, che appartiene solo al Dio Unico, di come la santità converte la mondanità. Da quell'evento nacquero gli imitatori di Dio che chiamiamo santi e che sono accomunati tutti dal santo patire in Cristo a vantaggio dei fratelli.

Il Cristianesimo allora spiega come annullare il male dell'uomo, semplicemente rispondendo al male assoluto con il bene assoluto.

E visto che Dio è unico, allora anche i dogmi contenuti nell'insieme delle verità saranno unici, perché Dio è verità, la quale è unica. L'Ebraismo invece, essendo sviluppo del Cristianesimo, non può essere progressione spirituale, bensì regressione. Poiché la medicina di Dio è lunga ad avere effetto sia individualmente sia universalmente, l'Ebraismo è solo l'effetto iniziale di questo farmaco. Quindi non basta, perché propone agli uomini la visione di Dio che Dio stesso diede ad un'umanità incapace di una santa e perfetta imitazione. Gesù invece, in quanto Dio ed anche Legge incarnata, ha mostrato agli stessi uomini che piegavano il capo nel tempio che se Dio si fosse fatto carne loro lo avrebbero ucciso malvagiamente nel nome di Dio, senza badare alla meditazione sul perché ci fossero così tanti riti di fronte alle Sue Immagini. E visto che Dio nel suo operare è perfetto, noi che siamo gravemente imperfetti abbiamo la necessità di seguire un esempio di perfezione che sintetizza se stesso quando, nell'interazione con l'antitesi sofferenza, nata dalla malattia spirituale e morale, la tesi bene si compie nella sintesi bene assoluto. Per essere bene assoluto deve possedere tutte quelle caratteristiche che evitano ciò che esso comporta, come la felicità. Dunque merita non tanto di essere oggettivamente, ma di divenire da un principio minimo composto da diverse molteplicità, un principio unico privo di divisioni e dotato dell'infinità in tutti i suoi aspetti.

Che cosa possiamo fare infatti davanti al male?

Perché se molti credono che il mondo sia governato dall'onore, gli uomini di Dio devono rispondere con l'amore, e nessuno ha mai ucciso nessuno per amore. Dunque il saper fuggire il peccato attira a sé il dolore temporale che, messo in confronto con la felicità eterna, all'uomo conviene. San Massimiliano Kolbe, frate francescano morto martire ad Auschwitz, scrisse in un articolo del giugno 1934 apparso sul Cavaliere Giapponese una sorta di Non Credo, elencando tutto ciò in cui non credeva:

Sono trascorsi diciannove anni ormai da quando, terminati gli studi delle più diverse correnti filosofiche, avendo conseguito il diploma di dottore in filosofia, lasciai le mura dell'università. Successivamente mi recai in diversi paesi, ho visto e sentito molte cose e ho fatto conoscenza con numerosissime persone e sono sempre rimasto miscredente. Innanzitutto non credo che ci possa essere più di una verità su una stessa questione. Per la verità, mi è carro, ma più lenta di un aereo; chi non vede tuttavia, si tratta di un semplice inganno nei confronti dell'ascoltatore? Qui infatti si mette a confronto la velocità della ferrovia con due realtà diverse, il carro e l'aereo; perciò non si tratta affatto di un'unica questione. Non credo che Dio non esista, perché finora non ho mai ascoltato una sola dimostrazione in proposito. Non credo che l'uomo non sia dotato di anima, ma unicamente di cieche forze accidentali fisico-chimiche, tali da spingere le molecole della materia a formare un uomo che vive e si sviluppa. È fin troppo evidente che le singole membra del corpo di un uomo, sia interne sia esterne, hanno finalità ben precise, in rapporto alle quali la sola materia, insieme con le forze chimiche e fisiche, è del tutto indifferente. È necessaria quindi l'esistenza di qualche altra realtà la quale, dirigendo la materia e le sue forze, sviluppi le membra, le nutra e le guidi verso lo scopo della vita e lo sviluppo dell'uomo. Non credo neppure che l'uomo sia nient'altro che una scimmia perfezionata. Se così fosse saremmo riusciti a perfezionare finora almeno una sola scimmia facendola diventare uomo; tuttavia non ho mai sentito parlare di un caso del genere. Magari ci fosse anche una sola scimmia che sapesse finalmente scrivere almeno in poche parole la storia della propria specie animale! Ci deve essere dunque nell'uomo qualcosa che lo distingue fondamentalmente dalla scimmia. Non credo neppure che tutto finisca con la morte, perché a quale scopo Dio ci avrebbe dato il desiderio di una vita senza fine? Forse per ingannarci? Che figura farebbe in questo caso la giustizia di Dio se i buoni e i cattivi finissero tutti allo stesso modo? Del resto la storia ci presenta addirittura dei casi accertati di apparizioni di morti, a dispetto dell'opinione, trita e ritrita, secondo cui nessuno è mai tornato indietro dal mondo di là. Non credo neppure che a qualche persona, che vive sotto il sole, siano davvero sufficienti, anche se assai numerosi, i beni di questa terra per raggiungere la felicità; a quale scopo infatti tutta questa corse verso ricchezze, glorie e piaceri sempre maggiori. Ma è sufficiente riflettere con calma per comprendere chiaramente questa verità. Inoltre non credo ancora in molte, molte altre cose. Non credo neppure negli atei. Dite, signori miei chi vi autodenominate atei, se non è vero che di tanto in tanto, osservando il mondo che vi circonda, voi dite a voi stessi che è veramente difficile immaginare che queste cose abbiano avuto la possibilità di nascere da sole. Che sia Dio il creatore di tutto ciò? Qualcuno tuttavia ha una difficoltà di altro genere: se Dio esiste, bisogna osservare i comandamenti... qui sta il difficile... mancanza di coraggio e di forza interiore. Se desiderate ricevere questa forza? Pregate la Mediatrice delle grazie divine, l'Immacolata, la Madre di Cristo, Maria. Ma come? Allo stesso modo con cui un bambino chiacchiera con sua madre. Oppure con le parole della preghiera universale: Ave Maria....

Se vogliamo allora scoprire chi è veramente Dio, senza il bisogno di un semplice marchio, dobbiamo conoscere cosa serve alla nostra anima, che esiste perché permette le azioni che gli animali non possono fare, come il compierne distinguendo la scelta per il bene o il male. Essa ha bisogno di completarsi mediante le virtù e nutrirsi con esse.

CAPITOLO 1

IL FARDELLO DELLA MELA

‘Perché le nazioni si agitarono e i popoli tramarono cose vane? Si sollevarono i re della terra e i principi si allearono insieme contro il Signore e contro il suo Cristo"

Atti degli Apostoli cap. 4, 23-37.

Qualcuno crede che io e la mia famiglia apparteniamo ad una Cabala segreta che complotterebbe per costruire una politica globale integrata e una nuova struttura economica, un Nuovo Ordine Mondiale, se volete. Se questa è l’accusa mi dichiaro colpevole e sono fiero di esserlo -David Rockefeller, Le mie Memorie, pag. 405.

I governi di questo secolo non sono in relazione soltanto con i governi, gli imperatori, i re e i ministri, ma anche con le società segrete, elementi di cui si deve tener conto e che all’ultimo momento possono annullare qualsiasi accorcio; che possiedono agenti ovunque, agenti senza scrupoli che spingono all’assassinio, ed in grado, se necessario, di provocare un massacro.

-Benjamin Disraeli, discorso ad Aylesburyil 20 novembre 1876.

Il mondo è governato da tutt’altri personaggi che neppure immaginano coloro il cui occhio non giunge dietro le quinte.

-Benjamin Disraeli, massone, Primo Ministro inglese di origine ebraica.

L’incidenza delle Nazioni Unite nella formulazione del progetto di un Nuovo Ordine Mondiale può essere vista nella pianificazione e nella preparazione della Nuova Era.

- Alice Bailey, esoterista, new ager, fondatrice del Lucis Trust, Onu.

Pochi conoscono cosa sia il Nuovo Ordine Mondiale e quelli che lo comprendono faticano a descriverlo in breve a causa della vastità degli argomenti correlati ad esso. Sebbene, infatti, vi sia una grande quantità di informazioni, dati e ammissioni dei cosiddetti colpevoli, il Nuovo Ordine Mondiale rimane sempre e comunque qualcosa di sconosciuto o inverosimile. Per chi ancora non lo conoscesse, esso è una realtà ormai dimostrata, sebbene l’antipatia di molti, secondo cui un gruppo di potenti uomini affiliati alla Massoneria abbia portato avanti un progetto secolare di dominio che termini con l’instaurazione di un governo mondiale, o meglio ancora, di una teocrazia mondiale. Anche se molti credono che ciò sia impossibile, sebbene la storia ci abbia insegnato che da sempre un gruppo di uomini o un solo uomo abbia cercato di assumere il potere assoluto di un popolo, nessuno potrà negare che i nostri anni siano stati caratterizzati comunque da una forte corruzione ai piani alti, ma anche in quelli meno elevati. Uno dei primi dubbi che emerge è come, diverse generazioni di potenti, siano state capaci di decidere il conseguirsi della storia. Ma, come in ogni realtà dimostrata, il dubbio può diventare presto un pilastro portante e rendersi punto di partenza per la caduta dei prossimi dubbi. Coloro che detengono il potere infatti, per decidere la nascita di precisi eventi storici, hanno bisogno della manipolazione, a sua volta ottenuta con l’inganno, e diretta in ogni strato della società. Secondo Max Weber, l’azione sociale nasce dalla accettazione comune di un valore (per abitudine o per tradizione). Dal periodo della riforma di Lutero, un uomo che ha creato la dottrina protestante e che molto probabilmente è finito nell’Inferno del suo stesso culto (fu omicida, lussurioso e suicida, oltre ad essere considerato il precursore della massoneria dalla massoneria stessa) fino a Zwingli, Calvino ed agli illuministi, la filosofia popolare è cambiata, affermando la salvezza per sola fede (Lutero) o addirittura attraverso il lavoro (Calvino, Zwingli), fino alla sola carriera e nessuna fede (Illuminismo). Negando la ricerca della salvezza eterna, emerse l’individualismo e il conseguimento della salvezza terrena. Ognuno di noi, a seconda delle proprie capacità e delle proprie risorse, ha cercato di creare quindi il suo ordine familiare (carriera, ecc.). Un modesto imprenditore ha provato ad aumentare la sua autorità locale, dando origine ad un ordine regionale o nazionale. Ovviamente Jacob Rothschild o David Rockefeller, che contano un patrimonio di quadriliardi di dollari (per non dire potenzialmente l’intera emissione di denaro mondiale) hanno la possibilità di instaurare un ordine che sia adatto ai loro interessi, un ordine mondiale, che sorga dalle macerie del vecchio. Tutte le persone in questo modo sono concentrate sul raggiungimento del proprio ordine e i potenti manipolano lo strato più debole. Ciò succede perché la massoneria è potente perché è sostenuta, potremmo dire, da altri massoni senza tunica ed iniziazione che stabiliscono di fatto la sua vera potenza. Possiamo tranquillamente dire che la società moderna è fondata sui sette vizi capitali. È importante però capire perché un nuovo ordine debba nascere dalle macerie e dalla distruzione di un’ordine precedente, perché attraverso il consenso e non attraverso la forza, e perché la Chiesa Cattolica sia quella sposa tentata all’adulterio. Se è giusta la dialettica hegeliana e se il sistema tesi,antitesi,sintesi (problema, reazione, soluzione) funziona, possiamo definire una nuova tipologia di dittatura, quella moderna; come affermò il primo direttore dell’Unesco, Julian Huxley:

"Gli antichi dittatori caddero perché non sapevano dare ai loro soggetti sufficiente pane e circensi, miracoli e misteri. E non possedevano un sistema veramente efficace per la manipolazione dei cervelli. Ma sotto un dittatore scientifico l’educazione funzionerà davvero e di conseguenza la maggior parte degli uomini e delle donne crescerà nell’amore della servitù e mai sognerà la rivoluzione¹".

Il sistema hegeliano consiste nel disegnare precise situazioni attraverso la creazione di un problema che conduca le masse ad accettare o manifestare una reazione che porterà ad una soluzione che soddisferà però i creatori del sistema. In questo processo la fase più importante è da svolgere nel modo più accurato è quella della reazione. Durante questa i manipolatori devono, allo stesso tempo, ingannare le masse, permeare e polarizzare due fazioni (democrazia o opposizione) e permettere alla fazione vincente di uscirne vincitrice con i favori e la benevolenza della moltitudine. Ogni minuscola rivoluzione, guerra e crisi confluisce in questa rivoluzione mondiale più grande, portata avanti segretamente, che si concluderà con un Ordo ab Chao, ossia con un disordine generale, che permetterà ai dittatori moderni di imporre il vero comunismo, costruendo una nuova società dalle macerie, emanando nuove leggi e avviando nuovi tempi. Si tratta allora di una guerra tra fede e paura. Queste sono le dichiarazioni di personaggi eminenti nel mondo del sistema politico religioso globale:

‘’Ci stiamo avvicinando ad un cambiamento globale, l’unica cosa di cui abbiamo bisogno è una crisi maggiore e allora i cittadini accetteranno un Nuovo Ordine Mondiale". David Rockefeller, Onu, 1994.

Che vi piaccia o no, avremo un governo mondiale, o col consenso o con la forza. James Warburg, banchiere alla Commissione Esteri del Senato - 17 febbraio del 1950.

Il governo mondiale è inevitabile. Nascerà come impero, con schiavitù di massa dopo una terza guerra mondiale o come repubblica federale mondiale, instaurata attraverso le Nazioni Unite.

Giovanni Antonio Borghese professore dell’università di Chicago e segretario generale del Comitato per l’elaborazione di una costituzione mondiale, Foundation of the World Republic - 1953.

Il governo mondiale è vicino, di fatto, è inevitabile. Nessuna discussione a favore o contro può cambiare questa realtà. Norman Cousins, Presidente Onorario della Planetary Citizens for the World We Chose, citato in Human Events – 1985.

Oggi, l’ulteriore progresso del mondo è possibile solamente attraverso una ricerca rivolta ad un concetto universale dell’uomo muovendoci verso un Nuovo Ordine Mondiale.

Mikhail Gorbachev, discorso alle Nazioni Unite, 7 dicembre 1988.

Non si tratta soltanto di una piccola nazione, ma di una grande idea: un Nuovo Ordine Mondiale, nel quale nazioni diverse l’una dall’altra si uniscono in un impegno comune per raggiungere un traguardo universale dell’umanità: pace e sicurezza, libertà e stato di diritto. George H. W. Bush - presidente degli Stati Uniti d’America - discorso dinnanzi al Congresso - 29 gennaio 1991.

Andremo insieme verso questo Nuovo Ordine Mondiale e nessuno, lo ribadisco, nessuno potrà opporsi. Nicholas Sarkozy 2009.

Stiamo lavorando insieme, contribuendo a plasmare un Nuovo Ordine Mondiale, più giusto, per garantire la pace e la sicurezza, per difendere i principi fondamentali del diritto internazionale. 25 marzo 2013 – Putin.

Il concetto di sovranità nazionale è stato un immutabile, e di fatto sacro, principio delle relazioni internazionali. È un principio che cederà solo lentamente e con riluttanza ai nuovi imperativi della cooperazione ambientale globale. Commissione delle Nazioni Unite per il governo globale – 1999.

La struttura che deve scomparire è la nazione. Edmond De Rotshchild in una dichiarazione alla rivista Enterprise.

Ai nostri tempi è ormai evidente che la ricchezza e un immenso potere, sono stati concentrati nelle mani di pochi uomini. Questo potere diventa particolarmente irresistibile se esercitato da coloro che controllano e comandano la moneta, poiché costoro sono anche in grado di gestire il credito e di decidere a chi deve essere assegnato. In questo modo forniscono il sangue vitale all’intero corpo dell’economia. Loro hanno potere sull’intimo del sistema produttivo, così che nessuno può azzardare un respiro contro la loro volontà. Papa Pio XI - Quadragesimus Annus 106-9, 1931.

La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo conferenze di pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa avere benefici. Le guerre devono essere dirette in modo tale che entrambi gli schieramenti sprofondino sempre più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro potere. Amschel Mayer Roth-schild – 1773.

Noi siamo così grati al Washington Post, al New York Times, al Time Magazine e alle altre pubblicazioni, dove i direttori hanno partecipato alle nostre riunioni rispettando le loro promesse di discrezione per almeno 40 anni. Per noi sarebbe stato impossibile sviluppare il nostro progetto per il mondo se fossimo stati soggetti alla brillante luce della pubblicità.

David Rockefeller alla sessione del Bilderberg del 1991.

‘’Quello che ogni uomo teme è l’ignoto. Quando questo scenario si presenta si rinuncia volentieri ai propri diritti in cambio della garanzia del proprio benessere assicurata dal Governo Mondiale’’.

Henry Kissinger, Evian, Francia, 1991 - riunione Bilderberg.

"Ma c’è un tema che, in particolare, a noi massoni sta a cuore: è l’Onu, che va rifondato, ricordandoci che fu all’indomani della prima guerra mondiale, la

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