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Tantra & Amore: Il corpo e l’anima - Nuovi strumenti per la relazione

Tantra & Amore: Il corpo e l’anima - Nuovi strumenti per la relazione

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Tantra & Amore: Il corpo e l’anima - Nuovi strumenti per la relazione

Lunghezza:
192 pagine
7 ore
Pubblicato:
22 set 2016
ISBN:
9788863653809
Formato:
Libro

Descrizione

Per poter vivere relazioni sane è necessario prima di tutto imparare a relazionarsi con noi stessi: una relazione appagante, viva, passionale e intima è un qualcosa che può essere trovato attraverso nuovi strumenti di ricerca interiore che mettono insieme corpo, mente, spirito ed emozioni. Il corpo diviene tempio dell’anima, è il luogo dove nasce il piacere, l’amore e la vitalità. Per poter accrescere il senso di benessere in noi stessi, piuttosto che concentrarci sull’esterno, abbiamo bisogno di buona volontà per conoscerci nel profondo e assumerci la responsabilità dei nostri comportamenti che spesso boicottano la nostra felicità. L’approccio che porta a una conoscenza approfondita di noi stessi può avvenire, oltre che dall’osservazione di come agiamo nella nostra vita, anche dall’utilizzo della relazione che stiamo vivendo come specchio di noi stessi. Sensazioni come fiducia, amore, vitalità, passione, nascono nel nostro corpo e, come i momenti di pieno appagamento, richiedono presenza ed espressione corporea; è pura illusione attribuirli a entità estranee a noi.
Pubblicato:
22 set 2016
ISBN:
9788863653809
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Tantra & Amore - Gloria di Capua

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PREFAZIONE

A volte mi fermo a guardare la gente attorno a me, in città, sul lavoro, nei giorni di festa. Quando lo faccio, provando ad uscire un attimo dal personaggio che devo indossare, mi sembra di scorgere un mondo impazzito.

Corriamo, tutti, non si sa bene verso dove. Spingiamo, ci accavalliamo l’uno con l’altro, la nostra vita è un susseguirsi ininterrotto di cose da fare, di doveri da rispettare. Non rivendichiamo mai dei diritti, come il diritto a essere noi stessi.

Quando si guardano i dati delle persone che in Italia sarebbero affette, per esempio, da attacchi di panico, ci rendiamo conto di quanta sofferenza latente ci sia nella nostra società: una sofferenza inevasa, che teniamo chiusa fra le mura domestiche della nostra casa o, peggio ancora, che teniamo chiusa in noi, senza che trovi un approdo gentile verso una soluzione.

Mi sono proposto a Gloria e Maurizio dell’Associazione il Corpo e l’Anima per scrivere l’introduzione al loro libro, perché ritengo che sia davvero importante cominciare ad avere dei punti di riferimento per affrontare questi aspetti.

La vita a volte è davvero un luogo geografico dove ci sentiamo persi, dove non si riconoscono più i punti cardinali, le direzioni da prendere. Avere un posto nell’anima che possiamo chiamare casa diventa un imperativo categorico.

Stiamo in realtà tutti agognando momenti di pace interiore, con gli altri. Sicurezze che, dato il continuo incedere di impegni e necessità superficiali, non riusciamo a raggiungere.

Osservando il loro lavoro da fuori, introitando alcuni dei messaggi più importanti che veicolano tramite le attività di gruppo o individuali, ho scoperto come sia importante quello che fanno per gli altri.

E mi sono reso conto, leggendo i commenti o osservando le interazioni che le persone lasciano sui loro canali web, che esiste un muro davvero imponente tra necessità e volontà.

Mi spiego meglio.

So che molti di voi – di noi, perché voglio mettermici dentro anch’io – sentiamo davvero la necessità di poter parlare con persone con le capacità di Gloria e Maurizio, di provare a scavare dentro di noi con una guida a fianco. Ma non lo facciamo.

Gli stessi strumenti con i quali ci mascheriamo nella vita di tutti i giorni, le sovrastrutture dentro alle quali ci muoviamo convinti di non aver via d’uscita, sono le stesse che ci impediscono di aprirci: anche una volta individuate le persone, come loro, attraverso le quali si potrebbe imparare a ricercare meglio dentro noi stessi, ci rifiutiamo di farlo, in una sorta di abbandono preventivo della speranza. Una rinuncia, chiamiamola con il suo nome.

Ma è giusto rinunciare? Ci sono momenti della vita che sono davvero complessi, difficili. Io personalmente, ma credo anche molti di voi, sono sempre stato convinto di riuscire a fare da solo. Diciamocelo una volta per tutte: non è così. Non può essere così e non è giusto che sia così.

Siamo esseri di relazione. Quello che ci differenzia, in quanto esseri umani, è proprio la capacità di essere parte di qualcosa in cui non siamo soli.

Non voglio convincervi, stiamo parlando di cose molto soggettive sulle quali è fondamentale che ognuno rifletta per conto proprio: perché queste decisioni o scattano in te o non possono essere indotte.

Però lasciatemi chiudere questo lungo prologo con una rassicurazione.

Le attività che svolgono Gloria e Maurizio non hanno il taglio psicoanalitico che molti potrebbero temere: non stiamo parlando di persone che scavano dentro di voi e che vi dicono che cosa fare.

L’immagine più eloquente che mi viene in mente nel pensare a come descrivere i loro servizi di counseling e coaching è quella del buon genitore: non stare né sopra né sotto al figlio, ma a fianco.

Attraverso questo libro conoscerete il perché di alcuni dei problemi che angustiano la vostra vita: meccanismi che ci legano sin dall’infanzia a un reiterarsi infinito e ciclico di malintesi, errori, approcci sbagliati.

Quello che poi invece viene svolto durante le consulenze vere e proprie – che siano di coppia, individuali o di gruppo – rappresenta come uno specchio attraverso il quale cominciare a guardarsi dentro davvero. Si tratta quindi di chiavi di lettura, di indicazioni topografiche per muoversi nella mappa della vita.

Né sopra né sotto, ma a fianco.

Abbiamo troppo bisogno di scoprire noi stessi e superare i nostri limiti. È possibile farlo, dobbiamo rinunciare alla rinuncia di farlo. Per noi stessi, per le relazioni con gli altri, per ritrovare gli stimoli e le energie giuste per affrontare il mondo da protagonisti e non da comparse; per i nostri figli, se ne abbiamo, e per dar loro un buon esempio.

I limiti sono soltanto in noi. Ed esistono per essere superati.

Buona lettura a tutti.

Leonardo Vannucci

LA NOSTRA STORIA

Ogni bella storia ha un inizio: la nostra comincia quando ci conosciamo casualmente grazie al medesimo percorso di crescita interiore attraverso il tantra e l’IBP (Integrative Body Psychotherapy). Gli elementi comportamentali nuovi che avevamo appreso attraverso la nostra formazione e che avevano trasformato già la nostra vita personale diventarono successivamente elementi di unione per la nostra coppia, migliorando quotidianamente il nostro rapporto e la nostra crescita personale: insomma, il metodo funzionava prima di tutto per noi!

Ci trovammo coinvolti così in una storia che, oltre che professionalmente, ci unì in un relazione d’amore. Il tantra, la meditazione e l’IBP diventarono da allora occasioni per approfondire l’intimità, l’amore, e superare situazioni difficili e conflittuali nella nostra vita.

Dopo aver vissuto schemi del passato ripetitivi nelle vecchie relazioni, come individui e come coppia, scegliemmo di cambiare la nostra vita e di utilizzare consapevolmente la nostra relazione come opportunità anche di crescita personale: un laboratorio sperimentale dove poter applicare tutto quello che fino ad allora avevamo imparato sul piano teorico. E così quella che era soltanto teoria divenne giorno dopo giorno vita.

L’utilizzo nella nostra relazione degli elementi del tantra, dell’IBP e del counseling ha favorito dunque spontaneamente la nostra crescita interiore in modo più rapido e questo ci ha permesso di sviluppare un nuovo metodo nel fare consulenza per l’individuo e la relazione: l’Active Integrative Method, una sintesi di tecniche orientali propriamente legate al tantra, alla meditazione, e alcune occidentali come la consapevolezza corporea e le costellazioni familiari.

INTRODUZIONE

Ognuno di noi porta nella propria vita una serie di schemi e condizionamenti solitamente inconsci che influenzano il nostro comportamento e quindi la stessa prospettiva di vita.

Guardarsi dentro per ricercare la fonte del nostro benessere e della nostra vitalità, piuttosto che cercare questo negli altri, è il primo passo per prendersi cura di se stessi.

Pensare infatti che il nostro benessere dovrebbe essere generato da qualcun altro è una bugia che ci raccontiamo. Oltretutto, ponendo la nostra felicità nelle mani di altri, priviamo noi stessi dell’abilità di raggiungere proprio quello che desideriamo. Per poter accrescere il senso di benessere interiore, piuttosto che concentrarci sull’esterno, abbiamo bisogno di buona volontà per conoscerci nel profondo e assumerci la responsabilità dei nostri comportamenti che spesso boicottano la nostra felicità; porre cioè delle intenzioni positive verso l’altro col desiderio di sentirsi pienamente vivi.

L’approccio che porta a una conoscenza approfondita di noi stessi può avvenire, oltre che dall’osservazione di come agiamo nella nostra vita, anche dall’utilizzo della relazione che stiamo vivendo come specchio di noi stessi. È importante saper filtrare, riuscire a non identificarci con la propria immagine legata ai temi personali che prendono origine da ferite dell’infanzia o da nodi non sciolti del passato.

Questi temi creano molto spesso una distorsione della realtà e della visione della relazione che genera un effetto a volte negativo anche sui nostri sentimenti: per esempio può accadere di pensare di non amare più o di non essere abbastanza amati.

Una volta visti e riconosciuti i principali temi personali si ha la possibilità di abbandonare la visione distorta della realtà, di vivere l’autenticità in noi stessi e di percepirla nel nostro partner. Questo permette di sentire ed esprimere sentimenti ed emozioni, seguire gli impulsi del nostro corpo verso una ritrovata vitalità e passione sia in se stessi che nella relazione. Senza consapevolezza e radicamento interiore, senza un sé stabile, è facile ad esempio cadere in una sensazione di vuoto o profonda solitudine, con il desiderio di colmarla tramite fonti esterne oppure scaricare la responsabilità delle proprie disavventure su altri o su cause esterne. In entrambi i casi andrà persa la possibilità di comprendere qual è la nostra responsabilità, cosa possiamo fare in prima persona, qual è la nostra parte.

Sensazioni come fiducia, amore, vitalità, passione, nascono nel nostro corpo e, come i momenti di pieno appagamento, richiedono presenza ed espressione corporea; è pura illusione attribuirli a entità estranee a noi.

1.  CONOSCERE TE STESSO E IL TUO MODO DI ESSERE

STRATI DELL’IO

Il metodo da noi ideato, l’Active Integrative Method, che utilizziamo sia per la ricerca personale-interiore che per la cura della relazione, fa riferimento all’IBP (Integrative Body Psychotherapy) oltre che al tantra, alla meditazione e alle costellazioni familiari e immaginali. L’IBP è un modello sviluppato da Jack Lee Rosenberg, Beverly Kitaen Morse e Marjorie L. Rand e come principio si avvicina molto al tantra.

Attraverso il nostro metodo stimoliamo in particolare l’individuo a esplorare le caratteristiche che lo contraddistinguono, guidandolo attraverso la conoscenza degli strati del sé.

Possiamo immaginare che ognuno di noi abbia una struttura interiore a forma di cipolla, dove il nucleo centrale contiene il vero sé, dentro altre tre sfere concentriche che lo contengono a formare una struttura apparentemente uniforme.

Il nome di questi strati a partire dall’esterno verso l’interno è il seguente:

■  agency

■  difesa caratteriale

■  strato delle ferite da scenario primario

Le radici dei nostri sistemi difensivi risalgono ai primi momenti della nostra vita, già durante la fase di sviluppo nell’utero della mamma, fino a completarsi definitivamente intorno ai sette anni di età.

Gli strati dell’IO sono il modo in cui ci poniamo e ci mostriamo verso gli altri. Fin quando non avremo un buon radicamento del senso dell’IO nel nostro corpo, sentiremo una sensazione di vuoto e di instabilità nei confronti della vita, che cercheremo di colmare con situazioni o persone sostitutive, come se si trattasse di veri e propri riempimenti, oppure mediante una tendenza a fare sempre qualcosa (iperattività difensiva).

FIG. 1 - GLI STRATI DELL’IO

I temi di ciascuno strato formano modi di essere inconsci e ripetitivi. Solo assumendosi la responsabilità di osservare questi strati si è capaci di sostenere il senso dell’IO,

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