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Amore mio ferma Maometto

Amore mio ferma Maometto

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Amore mio ferma Maometto

Lunghezza:
360 pagine
11 ore
Editore:
Pubblicato:
1 ago 2016
ISBN:
9788822827173
Formato:
Libro

Descrizione

All’interno del Corriere della Sera, una “senatrice” (così nel gergo una importante e anziana redattrice del giornale, navigata esperta di equilibri politici e di esegesi sindacale nei rapporti con i colleghi) parlando di Oriana Fallaci con una stagista straniera (Alina proveniva da Mosca) manifestò il suo disappunto sulla linea politica attuale del giornale, ormai una gazzetta filo islamica: “oggi se fosse viva Oriana non potrebbe certamente più scrivere in questo giornale ”. Nella discussione che ne nacque, si fece strada l’idea di scrivere un romanzo , protagonista una giovane Oriana di fronte a un direttore non certo politically correct: un altro outsider, Vittorio Feltri, immaginario e improbabile direttore del Corriere: nacque l’idea di carteggio tra i due, in giro per l’Italia invasa dai cosìdetti rifugiati.

Anno 2018: gli enormi giacimenti di metano scoperti in Sicilia scatenano subito gli appetiti degli stati arabi del Golfo , dell’ Arabia saudita e dell’Iran, che rispettivamente con i gruppi che finanziano da anni ( Al-queda, Fratelli Musulmani, Isis e Hezbollah) precipitano l’Italia in un campo di battaglia: milioni di africani arrivati coi gommoni in Italia e accolti da Vaticano , dalla grande finanza , dai gesuiti e dalle sinistre proclamano subito piccole repubbliche islamiche fondamentaliste.

All’interno del Corriere un anziano ma sempre arzillo Vittorio Altri ,neo direttore (affiancato dal suo gatto Indro) convince Oriana 2.0, stagista precaria russa , a scarpinare come facevano Montanelli e Buzzati nei quartieri popolari di Milano e poi per l’ex Italia, ora repubblica islamica dove Akbar Renzi è il ras riconosciuto, e a raccontare la pulizia etnica che gli islamici praticano verso gli italiani . A Milano, il Pasha Beppe ha imposto la Sharia e le stiliste del quadrilatero sono costrette a indossare il chador....
Colonne di partigiani serbi provenienti dal Kosovo si arruolano nelle nuove formazioni di patrioti italiani, formate da Anpi e Casapound, alle quali si affianca la Brigata Ebraica : destra e sinistra non hanno più senso. Nascono i nuovi Partigiani contro l’invasione al canto di “Bella ciao”: una mattina mi sono alzato e ho trovato l’invasor...
L’invasore di oggi è l’Islam. I nuovi Partigiani sbarcano nel califfato di Lampedusa, per riconquistare il territorio che una volta si chiamava Italia.
Editore:
Pubblicato:
1 ago 2016
ISBN:
9788822827173
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Amore mio ferma Maometto - Oriana 2.0

liberato.

PARTE PRIMA

L’ISLAMIZZAZIONE DELL’ITALIA

CAP. 1- UN ANNO PRIMA…..CHI ERA L’ULTIMO DIRETTORE DEL CORRIERE

Con occhi pieni di stizza combattiva, Vittorio Altri raggiunse il Corriere verso mezzogiorno, appallottolò un fondo del computer centrale che imitava il pathos storico di Gatti della Steppa e improvvisamente informò le stagiste che affollavano la segreteria di redazione, con voce agitata, roteando gli occhi arditi ma torbidi:

Sono partiti da Quarto i mille di Casapound… Un ansito rauco gli interruppe le parole in gola, Poi un ghigno glie la storse, impallidì, non resse, spalancò la bocca e ci infilò dentro un bicchierino di vodka che si era procurato al distributore automatico delle bevande.

"La storia degli ultimi tre anni, nella Repubblica Islamica Italiana, è una sequenza di orrori, care stagiste – incominciò a spiegarne l’orrore il direttore Vittorio Altri..

Il presidente autoproclamato Baruk Napulitani ci lascia nel gennaio 2017 un’Italia in macerie …. E poi, la nascita nel 2018 della coalizione Fratellanza Musulmana che nel marzo 2019 impose il premier Akbar Fonzi … il successo delle milizie cristiane delle brigate Giussani, ovvero gli anti-machete nel campagne romane, la guerra civile e il reclutamento di diecimila bambini soldato da parte dei vu cumprà mandingo della riviera romagnola, le violenze tra gruppi che si moltiplicavano e provocarono migliaia di morti e quasi un milione di sfollati….

Aha aha rispose compunto e ossequioso una stagista ucraina del Riformista, sezione staccata di Kiev, tale Oriana.

Ma Altri era un fiume in piena:

e poi la presidentessa della Camera, Fatma Baldoni, che doveva portare il Paese ad elezioni. E chi soffiava sull’odio religioso e aveva mire più terrene. Una delle popolazioni più povere del mondo vive oggi in uno dei paesi più ricchi di risorse: l’Italia, l’uranio in Emilia, il petrolio in Basilicata e Sicilia, i giacimenti sparsi di oro e di ferro in Puglia… tutti in mano agli stati canaglia del Golfo

Lampi corruschi lampeggiarono dal suo volto, mentre lasciava che diverse sorsate di minerale sbrodolassero sulla sua camicia.

Un virtuoso walzer di sorrisi incominciò poi a dipingersi sul suo volto arrossato.

Il direttore assunse allora un’aria sfrontata.

E cosa fa il nostro editore? Esita ancora a rilanciare il vecchio Corriere della Sura?domandò infine a tutti ma cercando gli occhi, insistentemente, della stagista Oriana.

Altri era molto agitato.

Riprese il pomeriggio, tornato sereno: Le vorrei raccontare dell’invasione. Dapprima apparvero a Milano, in Borsa… Erano chiamati gli «angeli investitori», i cui fondi erano semi da cui germogliavano i gruppi jihadisti. Ed arrivavano dall’Arabia Saudita..

Follow the money, si diceva una volta commentò distratta Oriana, accomodandosi nel suo ufficio.

"Già – ammise con una smorfia Altri…

Riflettè, poi alambiccò con le sue lugubri teorie:" le piste bancarie degli angeli investitori portavano a cittadini del Qatar e dell’Arabia Sauditache avevano aiutato la Fratellanza

Musulmana in Italia attraverso il sistema bancario del Kuwait".

Altri alzò ieraticamente un dito:

DONAZIONI PRIVATE. I governi degli Emirati, dell’Arabia Saudita e del Qatar, a parole, condannavano i terroristi. Ma erano i ricchi paperoni arabi che giocavano sporco, i loro governi affermavano di combattere il terrorismo in Italia, mentre loro lo finanziavano». E poi c’era il DOPPIOGIOCO TURCO…

Lo sappiamo, lo sappiamo.. si calmi commentò distratta Oriana, porgendogli una tazza densa e oleosa. Era caffè turco. Nevicava. Fuori, un quieto e autorevole meno venti sotto zero attendeva i passanti. Con occhi malinconici Altri si mise ad osservare dalla finestra le stelle e capì, da come brillavano, che quella notte il termometro avrebbe toccato la tremenda temperatura di trenta gradi sotto zero.

Vigliacco boia! Inveì contro il freddo di Milano.

Passò all’ufficio centrale un comunicato della Resistenza: sapeva che non sarebbe mai stato pubblicato. La censura di Pasha Beppe sulla stampa a Milano era strettissima.

CALIFFATO DI MILANO - Non solo uccidere civili inermi, ma anche le idee. Dopo le decapitazioni degli ostaggi, il minicaliffato meneghino, un piccolo Stato Islamico all’interno dell’enclave italiano della Repubblica Cispadania si macchia in via Mohammed Manzoni di un altro 'tradizionale' crimine delle dittature più oscurantiste: i roghi di libri messi all'indice. Non vengono neppure risparmiati i librai della Feltrinelli, arrestati perchè vendono libri 'cristiani'.

Nella città, da giugno sotto il controllo degli islamisti di Pasha Beppe, sono stati migliaia i libri bruciati in piazza della Scala mentre il proprietario della più antica libreria Feltrinelli veniva arrestato. Secondo il sito di notizie iracheno 'Ankawa', che cita fonti in città, il proprietario della libreria di via Manzoni è stato condotto da elementi del centro sociale Leoncavallo in un luogo sconosciuto dopo che sono stati trovati libri cristiani all'interno del negozio.

Nei giorni scorsi i miliziani del Califfato hanno preso d'assalto la Mondadori, sfondato le porte e le teche che contenevano libri antichi e preziosi (Gadda, Pasolini, Testori) e saccheggiati tutti i volumi ad eccezione di quelli prettamente islamici.

Secondo il National Post, libri di poesia e filosofia, volumi scientifici e anche libri per bambini e di sport sono stati caricati su sei fuoristrada. Saccheggiate anche le librerie della san Paolo e le tradizionali bancarelle lungo i Navigli.

Sono libri infedeli, che spingono a disobbedire Allah per questo saranno bruciati, ha detto un barbuto miliziano del centro sociale il Cantiere, in abiti tradizionali, prima di dar inizio al rogo nella strade della città.

Milano era la capitale dell’editoria e molti abitanti aveva custodito nelle loro case gli antichi manoscritti di Gadda, di Pasolini, di Umberto Eco, di Arbasino per sottrarli agli scontri e ai saccheggi.

….Probabilmente Vittorio Altri era stato l’unico giornalista a Milano ad aver mantenuto un nome cristiano. A poco a poco- prima i politici, poi gli intellettuali, a seguire i cultori della morale, e via via i magistrati e infine la stampa, seguiti in massa dalle show girl, dalle ballerine e dai cantautori – tutti col tempo avevano optato per un Mohammed da aggiungere a un sciur Brambilla o un Abdullah ad un compare Coppola: a cominciare da sua eminenza l’arcivescovo Scala che ora, per non offendere i musulmani, si faceva chiamare don Ahmed.

Ma per Vittorio Altri era stata fatta una eccezione. Altri, famiglia di partigiani, ex direttore del Giornale e di Libero… E con il segreto intento di traghettare i lettori verso la nuova testata scelta, il Corriere della Sura, titolo che piaceva ai nuovi padroni, gli ayatollah iraniani, i califfi del Golfo, di Bagdad e della Sirte, e infine al gran Visir del Leoncavallo…

Nella notte, il computer centrale del Corriere aveva intanto sfornato inchieste, reportage, interviste, rubriche, lettere … Per esempio, i papa boys insieme al compagno papa Fidel nella marcia multietnica da Assisi a Timbuctu

Sotto il titolone a 9 colonne, compariva la foto del Comitato centrale della Compagnia di Gesù in viaggio per l’annuale pellegrinaggio alla Mecca (dal nostro inviato speciale ecc. ecc.).

In Cronaca era presente invece un piccolo scoop: Le Brigate Giussani incendiano una moschea, l’ex basilica sant’Ambrogio..

Era una bellissima e audace azione della Resistenza, pensò Vittorio Altri.

Gli articoli erano perfetti, redatti nello stile degli inviati, ora pensionati.

Il direttore Altri si alzò dal divano dove aveva passato la notte e subito, senza nemmeno fare colazione, consultò on line i servizi della concorrenza

Seduta spiritica con Don Gallo, in difesa della Costituzione e delle nuove Brigate Rosse, titolava Repubblica islamica.it.

Si concentrò incuriosito sul titolo del Fattoquotidianodiallah.it: mille frustate per i falsi in bilancio.

Il sostituto procuratore Aisha Bocassa guidava la rivolta corporativa contro l’istituzione della Sharia che sostituiva il codice penale e civile. Soprattutto i giudici di Mani Pulite non potevano tollerare che a Milano venissero mozzate le mani ai ladri, pubblicamente, davanti alla moschea del Duomo. Lo ritenevano eccessivo.

Aisha Bocassa spiegava (al direttore Mohammed Travaglino) in una intervista sofferta la sua scelta radicale e controcorrente: not in my name.

Poi, dalla Gazzetta dello sport, Altri acquisì la terribile notizia che la Ferrari, comprata cash da certi fondi islamici della Striscia di Gaza, aveva spostato il Gran Premio di Monza a Medina.

Si concentrò su una notiziola di Famiglia islamico cristiana: il direttore Mohammed Sciortini malediva Baruck Formigoni e Amhed Buttiglione, che erano diventati apostati e avevano rinnegato la fede musulmana: tornavano cristiani, si erano fatti ribattezzare ed entravano in clandestinità: si diceva dirigessero dai monti della Brianza le famigerate Brigate Giussani.

Già, meditò torvo… quanti avevano abbandonato la fede dei padri, invogliati dagli incentivi offerti dagli stati canaglia del Golfo?… Un milione di euro al politico che avesse assunto un nome islamico…elargiva la Cassa di Risparmio di Bagdad… Tra le celebrità della stampa e le damazz del Quadrilatero, irretite dalle sfilate dei chador Armani e Benetton, solo Lina Fotis non aveva accettato: e aveva rinnegato il velo..

Qui Bon Ton islamico… Questa nuova rubrica avrebbe potuto rilanciare il dialogo inter-religioso e anche le magre vendite del Corriere, pensò cupo Altri.

Fischia il vento… Questa altra rubrica decise di proporla a Alì Buttafuoco, il potente direttore editoriale della Mondadori. Le sue iniziative però venivano quasi sempre rifiutate dalla proprietà.

Altre rubriche e altri articoli venivano scelti: preconfezionati da precisi algoritmi: poi il computer centrale li attualizzava …. Occorreva almeno una rubrica non surgelata, meditò torvo Altri.

Ebbe subito un’altra brillante idea: affidare a Oriana, quella giovane stagista del Riformista, sezione distaccata di Kiev, assunta da poco nella cronaca del Corriere, il controllo semantico di Qui bon ton islamico

Gli algoritmi del computer erano stati preparati dagli informatici islamici della Leoncavallo & Brothers. Censuravano ogni riferimento alle misere condizioni degli indigeni lombardi. Ma a volte, gli algoritmi redigevano gli articoli in un pessimo italiano. La Fotis ormai si esprimeva in dialetto sardo, e forse i suoi articoli non sarebbero stati grammaticamente corretti…

La sua fronte era madida di sudore: già, i milanesi ignoravano del tutto cosa succedeva nel Califfato di Milano, circondato dall’atea Repubblica Cispadana.

I milanesi indigeni sapevano soltanto da vaghe informazioni ottenute dalla Resistenza che era in corso una guerra civile tra le Brigate Giussani e i centri sociali islamici finanziati dagli stati del Golfo. Sapevano che Pasha Beppe era stato eletto Califfo di Milano (Pasha sostituiva l’obsoleto titolo di sindaco) con l’appoggio della curia milanese; Pasha Beppe aveva però subito instaurato una personale dittatura e trasformato il Duomo in moschea. Certo, i milanesi sapevano vagamente degli sforzi del premier Akbar Fonzi per tenere unita la Repubblica islamica d’Italia, per rilanciare i moderati islamici e i resti della popolazione italiana decimata dal terrorismo e dalle fughe all’estero; erano anche a conoscenza della scelta degli ultimi politici lombardi rimasti cristiani di autoproclamare la Repubblica cisalpina, mentre Milano restava sotto il tallone islamico…

Ma il computer centrale nascondeva la realtà e descriveva una Italia felice: gli omicidi, le stragi, gli attentati degli islamici, risultavano quasi accettabili, politically correct, come una giusta reazione al razzismo praticato dalle Brigate Giussani: non per nulla le merendine Kinder Buono erano diventate lo sponsor principale del Corriere , quotidiano islamico buonista e indipendente controllato dalle banche degli stati del Golfo.

….Nel nome di Allah clemente e misericordioso… Il direttore del Corriere, il quotidiano più influente di Milano, recitò intanto il versetto chiuso nella sua stanza. Iniziava un altro giorno….

La recita del Corano era stata resa obbligatoria da apposita fatwa e serviva da auspicio per il lavoro redazionale dentro al Corriere. Un redattore interno, Massimo Robotnik, dirigeva ogni mattina la preghiera…Ogni redattore era stato costretto per contratto a recitarla in ufficio. La moschea di piazza San Babila diffondeva in tutto il quadrilatero la preghiera del muezzin interno al Corriere.

Da quando, tra marmi e i velluti del Gulf Hotel di Manama, capitale del Bahrein, uno dei microstati sperduti nelle sabbie e nei petrodollari del Golfo Persico i Direttori delle Banche centrali, i presidenti di piazze azionistiche, gli studiosi di sharia dal Golfo e dal Maghreb, dall'Iran e dall'Indonesia avevano deciso di comprare il grande quotidiano milanese, era arrivato il preciso ordine al suo direttore, Vittorio Altri. Un muezzin degli Interni, il Rebotnik, era obbligato, per contratto, a lodare Allah ogni giorno in redazione.

La finanza islamica era diventata potentissima in Europa. Il mercato globale dei sukuk (certificati di investimento conformi alla legge islamica) era cresciuto esponenzialmente negli ultimi tredici anni, e da un giro d’affari di 1,172 miliardi di dollari nel 2001 si era passato ai 138 miliardi del 2013.

Istituti di credito e servizi finanziari di diritto islamico continuavano a moltiplicarsi anche a Milano. Gli sharia advisors avevano acquistato dal gruppo Cabassi il centro sociale Leoncavallo e ne avevano fatto una banca e una multisala (con settori separati per maschi e femmine).. Erano stati degli arci famosi studiosi della legge islamica, gli sharia advisors…. "L'islam non consente di investire in settori economici considerati immorali, come il commercio di alcolici, il gioco d’azzardo o la pornografia – gli spiegò un giorno, avvolto nel suo turbante bianco, un tale… Era nientemeno che il Pasha Beppe, emiro della neo Banca Popolare del Leoncavallo, ex manager laico, inspiegabilmente convertitosi all’Islam radicale.

Inoltre vi sono norme molto rigide sui guadagni conseguiti dagli interessi sui prestiti in denaro.

Passa Beppe era stato per anni un semplice ragioniere del Banco Popolare di Venegono … e poi…

In realtà i fondi immensi mandati a Pasha Beppe venivano dal contrabbando di petrolio e di reperti archeologici rubati dai musei siriani, senza parlare dei milioni di dollari in contante prelevati dalle banche dei territori controllati dal Califfato di Libia. Per mantenere l'esercito del Califfo Libico servivano dai

70 agli 80mila barili di petrolio al giorno, 1,5 miliardi di dollari rubati alle banche, senza contare i riscatti chiesti per gli ostaggi. Dagli Stati del Golfo erano arrivate a Tripoli donazioni per 40 milioni di dollari.

Due milioni di dollari erano poi finiti nelle tasche dei militanti del centro Leoncavallo

Naturalmente Pasha Beppe, nonché Ceo della Leoncavallo & Brothers Spa era stato cautissimo.."Ci sono gravi equivoci sul significato di parole come jihad e sharia – spiegò alla stampa il giorno dell’acquisto dell’immobile dai Cabassi - Purtroppo c'è chi commette atti terribili in nome dell'Islam e già questo ci dà una cattiva fama.

Contro questi pregiudizi bisogna enfatizzare i princìpi su cui la nostra finanza etica e anti islamofoba si fonda".

Il giorno dopo il Ceo del Leoncavallo & Brothers era stato nominato executive director della Banca centrale del Bahrein: La crisi spinge sempre più persone verso di noi. Siamo pronti a esportare il nostro modello, stiamo intensificando gli sforzi in Europa, America, estremo Oriente… e anche verso Milano

Fu facile diventare Pasha a Milano: Beppe trasformò la laica Milano in un emirato fondamentalista..

CAP. 2 - BOMBARDAMENTO SUL CORRIERE

Da quando Fatma Baldoni, ministro degli Interni nel governo di Akbar Fonzi aveva reso obbligatoria l'elemosina ai rom, era successo di tutto in Italia, meditò Oriana seduta al suo desk alla segreteria di redazione.

Il Fronte islamico di salvezza nazionale di Aisha Ventola, forte dei milioni di immigrati fatti affluire negli anni passati dalla Karitas e giocando sulla presenza delle milizie kaidiste somale sbarcate ad Ancona, aveva vinto il primo turno delle elezioni politiche, due anni prima. Erano state elezioni truccate, dopo la messa fuorilegge del Fronte per le Libertà che riuniva le forze liberali e pluraliste dell’Italia, da Montezemolo a Casini al detenuto Berlusconi.

Nel dicembre del 2018 Nicki Ventola aveva organizzato un vero colpo di teatro: aveva ufficialmente cambiato sesso, diventando Nicoletta. Ma poi Nicoletta si era convertita all’Islam più radicale, quello di Bagdad e aveva cambiato il suo nome in Aisha. Aisha Ventola era stata la prima leader musulmana d’occidente. Aveva fondato il fronte Islamico di Salvezza. Certi di conquistare una forte maggioranza in Parlamento, i leader del Fis avevano annunciato per l’ Italia l’avvento di uno stato teocratico marxista leninista islamico, sul modello iraniano, ma con innesti cubani. Annusando il potere, si erano subito convertiti al credo islamico numerosi leader politici, assumendo nomi graditi ai gran muftì del Golfo: Omar d’Alam, Mohammed Bertinotto, Fatma Baldoni, Tarek Bersanji, Abdullah Franceschino, Ahmed Epifanio, Fatma Camuso… Pasha Agnoletti, Omar Casarinis, Alì Maialino… Poi Rabbanì Curcionovich, dirigente delle neo Brigate Rosse Onlus affermò pubblicamente a Porta a Porta che i pasdaran dell’Isis erano in realtà una originale truppa milizia marxista- leninista pacifista e che un nuovo Lenin era sorto: il Califfo di Bagdad. Osama Fois, sceicco cieco, premio Nobel per il terrorismo, scrisse un atto teatrale su Maometto e Marx. Alì Ovvianotti, rapper islamico, incise subito un disco che inneggiava al ramadan. Venne statalizzata la catena McDonalds e viene riaffidata alle Coop Rosse gestite dal compagno Buzzi che la ribattezzarono MacMandela. La signora Marcegaglia fuggì nel Canton Ticino. E - grazie alle migliaia di talebani e jaidisti fatti entrare attraverso Lampedusa dalla inefficiente polizia di frontiera- il FIS di Aisha Ventola batté Marina Berlusconi.

Poi Aisha cambiò di nuovo sesso, e per non offendere i musulmani maschilisti si fece chiamare Baruk Ventola.

Oriana continuava, torva, a meditare… Gennaio- febbraio 2018: dopo certi scandali con la sanità del governo di Baruk Ventola, il gruppo Goldman ispirò l’instaurazione d’un governo d’emergenza sotto la guida degli economisti Abdullah Montis e Akbar Fonzi. Il Fronte islamico venne posto fuorilegge e Baruk Ventola con i suoi capi arrestati. Il mese successivo fu dominato dal braccio di ferro tra i guerriglieri islamici, che passarono al terrorismo, e il governo di Akbar Fonzi. Settembre 2018…: la campagna del terrore si inasprì. Fatma Baldoni fondò il gruppo Sorellanza Musulmana. In Sicilia venne scoperto il metano e il governo siciliano si staccò dall’Italia, chiamando in soccorso la Libia. L’entroterra romagnolo cadde intanto in preda al caos, conteso da bande di mercenari e contractor senegalesi, tutsi e hutu. E Milano fu preda di un Governo integralista controllato dalla Leonkavallo & Brothers e dal suo Ceo, Pasha Beppe.

Novembre 2018: la guerriglia islamica integralista risalì dalla Sicilia per la penisola tra stragi di innocenti.

10 novembre: venne ferito monsignor Ferrara davanti a Montecitorio.

17 novembre: attacco a un bus di ciellini sulla via Appia, 6 morti

19 novembre: agguato a un bus a Fiumicino, uccisa una focolarina monzese

12 dicembre: attacco a un bus di turisti tedeschi alle Catacombe di Maria Goretti.

14 dicembre: bomba di matrice catanese nella cappella Sistina. 22 dicembre: bomba in via dei Vu Cumprà (ex via Condotti): 4 morti.

24 dicembre: fallito attentato ad Akbar Fonzi: 5 morti.

26 dicembre: quattro pentecostali, tra cui un disabile, uccisi nell’attacco suicida dell’Hamas calabrese in via Veneto.

29 dicembre: attacco a un battello sul Tevere, muore una mormone altoatesina.

1 gennaio 2019: agguato a un disabile in carrozzella in piazza di Spagna, 4 morti.

4 febbraio: a Milano, dopo l’elezione a Pasha Beppe a Milano, venne imposto il chador obbligatorio e la lapidazione degli adulteri (per non offendere i musulmani). Al potere andarono gli islamico- comunisti dei centri sociali e della Karitas.

4 marzo - a Roma, papa Fidel lanciò il primo pellegrinaggio dei cristiani alla Mecca.

10 giugno: Ramadan obbligatorio a Milano. A Catania venne scoperto un nuovo enorme giacimento di gas metano. La Libia, con la complicità di Cosa Nostra invase Palermo; il presidente del Napoli Calcio Emanuele Filiberto si convertì alla religione islamica (era entusiasta della poligamia) assumendo il titolo onorifico di ‘ O califfo delle Due Sicilie…

13 luglio: il cadì di Sorrento, Ibrahim Cutolo, emise una fatwa contro Susanna Tamaro, definita blasfema: chiunque ucciderà la scrittrice riceverà una taglia di dieci milioni di dollari, disse.

All’ospedale Renato Curcio (ex-Cardarelli) di Napoli venne praticato il primo trapianto di una mano prelevato da un donatore. La mano vera era stata prelevata da un disoccupato del Rione Forcella, reo dichiarato di furto e condannato dalla Sharia islamica al taglio dell’arto.

La milizia islamica del Sannio vietò ai sarti di prendere le misure alle loro clienti di sesso femminile.

14 agosto -Napoli: venne approvata una legge per cui i medici erano obbligati a curare solo pazienti del loro sesso. Il parlamento islamico della Regione autonoma siciliana estese ai privati le norme sulla segregazione sessuale già previste per il settore pubblico. Uomini e donne dovevano essere separati in cliniche e ospedali, laboratori di analisi, studi medici, farmacie e facoltà di medicina.

19 agosto -Esplose il Caso Fiat I bambini lavorano alla catena di montaggio della Alfa Mecca. La denuncia venne da Il Manifesto della sera sempre in prima linea contro la battaglia contro lo sfruttamento dei minori.

In una inchiesta pubblicata a puntate, si denunciava l’uso di ragazzini impiegati nello stabilimento di Reggio Calabria dove si fabbricava la nuova utilitaria per il mediterraneo, la Alfa Mecca. Se è vero interverremo rispose il Ceo Mohammed

M. ma l’individuazione del partner per quanto riguarda la produzione su licenza nel regno delle Due Sicilie per l’Alfetta Mecca è molto selettiva, soprattutto per quanto riguarda i requisiti di autorevolezza, credibilità e competenza.

Gli automobilisti del Terzo Mondo, scrisse subito il Manifesto della Sera, possono stare tranquilli: non comprano automobili fabbricate da bambini

Settembre -Sorrento: un condannato si divincolò e sfuggì alla lapidazione. Aziz Ibn d’Esposito, adultero con una donna sposata, era destinato a morire: ma riuscì a divincolarsi, a liberarsi dalla morsa della terra in cui era stato conficcato e a sottrarsi alla lapidazione. la Sharia prevedeva che se le persone condannate a morte riuscivano a liberarsi durante il supplizio erano messe in libertà.

Amalfi: barba troppo corta: decine di arresti. Una nuova ondata di fanatismo e pedanteria religiosa investì la costiera amalfitana, dove decine di uomini erano stati arrestati per aver accorciato la loro barba. Come è noto, i talebani avevano stabilito che tutti gli uomini nella repubblica islamica delle Due Sicilie (ex regione autonoma) dovevano farsi crescere la barba e che essa non doveva essere più corta del palmo d’una mano. Squadre di hezbollah libanesi avevano fermato e misurato le barbe dei passanti.

Ottobre-Radio Islam, una piccola emittente musulmana di Riace, in Calabria, nel califfato di Crotone, dichiarò che piuttosto che concedere il microfono alle donne- come era stato chiesto in ottemperanza alle leggi contro le discriminazioni- preferiva chiudere.Possiamo dimostrare- dichiarò il portavoce della radio- che la nostra discriminazione è in linea con la pratica religiosa islamica, e spiegò anche il perché: il timbro della voce della donna ha inaccettabili toni seducenti'. Gli contestò Umberto Eco che in altre radio musulmane come nel Comune di Bologna l'audio era concesso anche alle donne. Ma la replica fu fredda: ' si tratta di differenti scuole di pensiero islamico.

….A poco a poco Oriana, interrotto il flusso di ricordi che affluivano dal computer centrale del giornale, comprese la amarissima realtà. L’Italia era finita come stato sovrano.

Ma come era stato possibile che…. (e Oriana si fece l’antico segno della croce prima di cogitare un pensiero così eretico)

…che Milano fosse diventata islamica? E pensò confusa e smarrita…

…Tutto era cominciato con l’elezione di Pasha Beppe.

Era stato eletto con l’appoggio dei gesuiti, della Karitas, dei parroci marxisti leninisti, della intera curia di Milano.

Quel che rimaneva della chiesa cattolica aveva appoggiato il Pasha. Soldi, pensioni, prestiti a tasso zero……I sindacalisti dell’Alfa Romeo di Arese erano rimasti entusiasti del programma proposto da Pasha Beppe Un fiume di denaro arrivava direttamente da Bagdad e dal califfato della Siria, attraverso il Libano, tramite la Cassa di Risparmio della valle della Beqà. Fatma Camuso appoggiò subito Pasha Beppe.

Ma poi erano stati tre nuovi investitori provenienti dal golfo persico entrati nel libro soci del gruppo Sura della Sera, a sostenere Pasha Beppe: erano stati il magnate della televisione via cavo di Aleppo Modammed d’Alfonso (20,82%) fondatore dei Tappeti Volanti Universal; il connazionale Baktiar Allarami, fondatore di Cus cus a la carte, una catena di self service che aveva sostituito i Macdonald nei paesi del Golfo (30,70%) e il persiano amministratore delegato del Piccolo credito di Shiraz (40,68%). In pratica, tre ricchi signori - con interessi diversificati tra il mattone, l’energia verde e la finanza – che ora controllavano complessivamente il francese Papier Diplomatique, il quotidiano di punta del gruppo europeo Multimediale Sura della Sera.

Nel documento integrale del patto parasociale di voto e di blocco, siglato a Chiasso, si specificava che l’accordo puntava ad assicurare uniformità, continuità di indirizzo nella gestione e nella stabilità dell’assetto azionario vigente nonché la rappresentatività negli organi di gestione. A tale scopo (punto 2 del documento) i pattisti avevano nominato Pasha Beppe, ex Ceo della Leonkavallo & Brothers: ora era presidente dell’accordo parasociale, delegato a partecipare alle assemblee di Sura della Sera e a votare in consiglio di amministrazione. In sostanza a valutare il lavoro e il piano di rilancio impostato nel Corriere.. I partecipanti si erano inoltre impegnati ad apportare al patto eventuali altre quote acquisite, con il vincolo però di non superare ciascuno il 20% di SdS. Scattava intanto il diritto di prelazione per gli altri consoci di cambiare il nome della testata del Corriere in quello di Corriere della Sura.

Il Ceo della Multimediale Sura delle Sera Pasha Beppe, aveva infine scelto Altri come neo direttore del giornale: pretese però la completa informatizzazione del quotidiano: un nuovo software compitava diligentemente nelle lingue auliche sumeriche accadiche bocconiane degli editorialisti dell’ex Corriere gli articoli di fondo, (facendo risparmiare un bel pò di stipendi).

Giurò a Altri che mai avrebbe istituito la sharia islamica a Milano … … Che mai avrebbe preteso il titolo di Califfo della Lombardia…

Il duo Alesini-Giavazza era stato pensionato. I fondi del duo venivano ora confezionati dal software del computer centrale.Anche il sapiente Gatti della Steppa, anche Panbianco..anche Pierluigi Maggiordomi… i loro fondi erano ora frutto del sapiente software elaborato nel Bangla Desh da un Computer voluto fermissimamente dal Ceo per risparmiare sui costi del personale…

Ma come era avvenuto allora che la laica Milano fosse ora governata dalla finanza islamica?

Oriana non sapeva cosa rispondersi…

Il divieto di praticare gli interessi nella finanza islamica aveva dapprima convinto e poi affascinato i barbuti leader del Leoncavallo, della Calusca, del centro sociale Cantiere, dello Zam….. Sostanziosi lasciati e donazioni da parte di banche islamiche sciite controllate dagli stati del Golfo avevano fatto il resto.. Teheran aveva saldato il conto della luce al Leonkavallo, che aveva incominciato a pagare regolarmente l’affitto ai Cabassi. In cambio, Teheran pretese solo che le punkabbestia femministote

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