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Sherlock Holmes e l'albergo stregato

Sherlock Holmes e l'albergo stregato

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Sherlock Holmes e l'albergo stregato

Lunghezza:
82 pagine
1 ora
Pubblicato:
Jul 12, 2016
ISBN:
9788865307762
Formato:
Libro

Descrizione

RACCONTO LUNGO (48 pagine) - GIALLO - Sherlock Holmes in un albergo infestato da spettri!

A Porlock, piccolo villaggio sulla costa, vi è un albergo decrepito. Il signor Bradson e la sua famiglia hanno di recente acquistato l'edificio e progettano di far rivivere l'albergo. Vecchie leggende, però, dicono che l'albergo è infestato da spettri! Quando ai Bradson accade qualcosa di inspiegabile, il signor Bradson si reca da Sherlock Holmes sperando di riuscire a espellere la diavoleria che mette a repentaglio la sicurezza della sua famiglia.

Nato in Indiana, negli Stati Uniti, Luke Kuhns si è trasferito in Inghilterra nel 2008 per studiare teologia all'università di Manchester. È un giallista che oggi vive a Londra e ha scritto diversi romanzi con protagonista Sherlock Holmes, tra i quali: "The Untold Adventures of Sherlock Holmes", "Sherlock Holmes: Studies in Legacy" e "Sherlock Holmes and the Horror of Frankenstein".
Pubblicato:
Jul 12, 2016
ISBN:
9788865307762
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Sherlock Holmes e l'albergo stregato - Luke Benjamen Kuhns

a cura di Luigi Pachì

Luke Benjamen Kuhns

Sherlock Holmes e l'albergo stregato

Racconto lungo

Traduzione di Luca Ambrogiani

Prima edizione luglio 2016

ISBN 9788865307762

© 2002 Luke Kuhns

Titolo originale: The Adventure of the Haunted Hotel

Traduzione: Luca Ambrogiani

Edizione ebook © 2016 Delos Digital srl

Piazza Bonomelli 6/6 20139 Milano

Versione: 1.0

TUTTI I DIRITTI RISERVATI

Sono vietate la copia e la diffusione non autorizzate.

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Indice

Il libro

L'autore

Sherlock Holmes e l'albergo stregato

Capitolo 1

Capitolo 2

Capitolo 3

Capitolo 4

Capitolo 5

Capitolo 6

Delos Digital e il DRM

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Il libro

Sherlock Holmes in un albergo infestato da spettri!

A Porlock, piccolo villaggio sulla costa, vi è un albergo decrepito. Il signor Bradson e la sua famiglia hanno di recente acquistato l’edificio e progettano di far rivivere l’albergo. Vecchie leggende, però, dicono che l’albergo è infestato da spettri!

Quando ai Bradson accade qualcosa di inspiegabile, il signor Bradson si reca da Sherlock Holmes sperando di riuscire a espellere la diavoleria che mette a repentaglio la sicurezza della sua famiglia.

L'autore

Nato in Indiana, negli Stati Uniti, Luke Kuhns si è trasferito in Inghilterra nel 2008 per studiare teologia all'università di Manchester.

È un giallista che oggi vive a Londra e ha scritto diversi romanzi con protagonista Sherlock Holmes, tra i quali: The Untold Adventures of Sherlock Holmes, Sherlock Holmes: Studies in Legacy e Sherlock Holmes and the Horror of Frankenstein.

Dello stesso autore

Luke Benjamen Kuhns, Sherlock Holmes e la tresca avvelenata Sherlockiana ISBN: 9788867758104 Luke Benjamen Kuhns, Sherlock Holmes e il caso del fazzoletto giallo Sherlockiana ISBN: 9788867759316

Capitolo 1

In tutti i miei trascorsi con il mio caro amico Sherlock Holmes, solo in rare occasioni ci è capitato di incontrare nemici di natura apparentemente ultraterrena. Mi vengono in mente, di primo acchito, la leggenda del mastino dei Baskerville o il caso del vampiro del Sussex. Anche se in entrambi i casi la soluzione si è rivelata essere ben lontana dal regno del sovrannaturale, l'idea di incontrare qualcosa di straordinario lascia in me una certa eccitazione, un sentimento strano e primordiale. Sembra che in molti siano attratti, in un modo o nell'altro, da questi fatti strani ed eccezionali. È un argomento che affascina quasi tutti, ma non Sherlock Holmes. La sua conoscenza delle credenze religiose e delle superstizioni non era da ascriversi a un bisogno interiore, bensì a una mera questione di conoscenza enciclopedica. Solo in rari casi l'argomento entrava nelle nostre conversazioni.

Ricordo ancora l'opinione di Holmes a proposito della Chiesa d'Inghilterra: – Una disgrazia, Watson. Niente più che una forza politica. A volte mi chiedo se coloro che davvero credono nel Dio giudaico-cristiano leggano gli antichi testi. Le dirò, Watson, che sarei quasi tentato di farmi praticante, ma l'ipocrisia che infesta quei luoghi me ne tiene ben lontano.

A questo risposi che in tutti noi lottano due forze opposte e che perfino il più incallito dei criminali merita una possibilità di salvezza e il perdono per gli atti commessi.

– Ciò che dice è giusto, ma il pentimento deve essere evidente, almeno secondo la teologia moderna, e io vedo ben pochi casi in cui questo sia provato e dimostrabile. – Solo uno come Holmes avrebbe potuto trasformare un dibattito teologico in una questione di indizi e prove da usare per risalire alla verità.

Il suo atteggiamento verso la religione e lo spiritualismo gli era talvolta d'impiccio. Spesso, quando un cliente ci faceva visita lamentando un'infestazione di fantasmi o spettri, Holmes non si faceva problemi a ridere in faccia ai nostri ospiti.

Proprio in questo momento, nel rovistare tra le infinite pagine in cui ho raccolto le avventure di Sherlock Holmes, mi è capitata tra le mani una storia che avevo messo da parte. Non per ragioni personali, però, e neppure per proteggere gli interessi di qualche persona coinvolta nella vicenda, ma semplicemente perché quando si ha a che fare con angeli e demoni a volte è difficile distinguere i fatti dall'immaginazione, il reale dal sovrannaturale.

Era l'ottobre del 1885. Le foglie avevano da poco iniziato a cambiare colore. Il cielo di quella sera aveva iniziato ad assumere una sfumatura d'arancio e le foglie, d'un giallo dorato o marrone chiaro, cadevano leggere. I ragazzini in giro per i parchi ne facevano grandi mucchi e poi vi saltavano dentro. L'autunno era arrivato. Quel giorno ero di ritorno a Baker Street da una breve vacanza in Cornovaglia. Salendo le scale sentì che c'era qualcuno nello studio: un uomo in preda al panico, a giudicare dalla voce. Ritenni più saggio lasciare Holmes al suo ospite e dirigermi verso la mia stanza. Mentre oltrepassavo la porta dello studio, però, questa si aprì di scatto e uno sbuffo di fumo bluastro invase il corridoio. Sull'uscio della porta vidi apparire l'alta sagoma di Sherlock Holmes.

Il suo aspetto era terribile: barba lunga, capelli arruffati e con indosso la sua vestaglia sgualcita e lacera. Alle sue spalle, seduto nello studio, c'era un uomo che avrei potuto collocare sulla cinquantina per via degli occhiali tondi e della calvizie incipiente. Era vestito in modo elegante: portava una lunga giacca di tweed di colore scuro, una camicia bianca stretta al collo da una cravatta nera e un paio di pantaloni marroni, anch'essi in tweed. In mano stringeva un bastone da passeggio completamente nero, con tale forza che le dita quasi scavavano nel legno.

– Ah, Watson,

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