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Un Poeta dei Suoni

Un Poeta dei Suoni

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Un Poeta dei Suoni

Lunghezza:
108 pagine
1 ora
Pubblicato:
May 25, 2016
ISBN:
9786050446029
Formato:
Libro

Descrizione

In questo piccolo tascabile, viene presentata la maestosità del grande Gustav Mahler e della sua musica per mezzo del concetto filosofico del suono e del senso della sua musica passando per la filosofia shopenhaueriana. Verrà inoltre esposto il primo tempo della prima Sinfonia, alla ricerca del significato dell'indicazione Langsam, Schleppend. Wie ein Naturlaut (Lento, strisciando. Come suono di natura).
Pubblicato:
May 25, 2016
ISBN:
9786050446029
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Un Poeta dei Suoni - Roberto Terlizzi

Indice

Introduzione

1) Il Concetto di materia

1.1 Rapporto suono-cosa

2.1 Rapporto suono/silenzio

3.1 Rapporto suono-tempo: il ritmo

4.1 Il concetto di Natura

2) Mahler interprete di Schopenhauer

1.2 In balia della filosofia

2.2 Rapporto suono, senso e musica in Mahler

3.2 L’esperienza del sublime

4.2 La musica come immagine della volontà

5.2 La tematica della profondità

6.2 La melodia

3) La Prima Sinfonia

1.3 Analisi filosofica e musicale

Introduzione

"Solo quando vivo pienamente, compongo,

e solo quando compongo, vivo pienamente"

Gustav Mahler

Musicista e poeta dei suoni intesi nel significato più ampio e nobile, sono due termini che vanno combinandosi egregiamente attorno la figura di Gustav Mahler, il quale ebbe non solo una straordinaria padronanza compositiva, ma anche la capacità di simboleggiare nei suoi lavori musicali, esperienze ed emozioni in veste poetica. Sostenitore della filosofia e delle idee universali, giungeva a conclusioni che non lo vincolassero ai contenuti extramusicali, tanto da allontanare i suoi lavori dalla musica a programma:

Basta con i programmi che creano idee sbagliate. Lasciamo al pubblico i suoi pensieri sulla composizione eseguita e non lo si costringa a leggere durante l’esecuzione1.

A differenza di Richard Strauss di cui parlava come il «grande attuale», si definiva «l’inattuale», anche se sarebbe opportuna una precisazione su questo suo auto giudizio. La musica di Mahler potremmo definirla attuale proprio per aver influenzato in maniera considerevole alcuni suoi contemporanei, tanto che per Alfredo Casella:

«L’incontro con le sinfonie di Mahler è stato l’evento più importante e decisivo della mia formazione artistica e ritengo che non sia lecito parlare della sinfonia moderna senza conoscere bene le creazioni di Mahler […] l’unico musicista che ha colto la vera portata dell’Ode alla gioia»2.

Thomas Mann, altra grande personalità nonché premio Nobel per la Letteratura nel 1929, si ispirò alle cagionevoli condizioni di salute di Mahler durante il suo viaggio in treno verso l’Europa nell’aprile-maggio 1911, per la stesura de La morte a Venezia, un romanzo nel quale il nome e l’età del protagonista coincidono con quelle del compositore boemo. L’inattualità risiedeva probabilmente nel suo allontanarsi dalla moda musicale di quegli anni, orientandosi maggiormente verso problemi di levatura più alta, come quelli inerenti allo spirito e alla musica: un esempio può essere fornito dall’esecuzione dell’Ottava Sinfonia (nota come dei Mille nella quale vengono utilizzate forze molto vaste per il grande organico strumentale e vocale mai sperimentate prima in una sinfonia) e della Prima, sulla quale ci soffermeremo più avanti. Tuttavia il sermoneggiare nel tuo tempo contro il suo tempo e l’insaziabile pretesa di esigere dagli altri come da se stesso il massimo della serietà e di quella inesorabile tensione che molti a suo parere risparmiavano nell’estrinsecazione delle proprie opere, fece suscitare un odio e una ipocrisia profonda contro di lui, da asserire dopo la morte: «Noi forse lo avremmo amato, ma lui non ci ha capito». Ma il grande spirito ammaliatore di Mahler non risiede soltanto nell’armonia del suo animo e nella pace interiore, ma soprattutto nel desiderio di raggiungere le vette estreme di quella energia, propria di chi è sempre alla ricerca del superamento del limite. Questo atteggiamento venne fuori durante la composizione dell’Ottava Sinfonia ―la quale sembrava indipendente dalla sua volontà―, che lo portò al completamento del primo tempo nell’arco di una sola settimana: «Come se mi fosse stato dettato». Pochi sono i compositori che al pari suo riescono inconsapevolmente a sentirsi tutt’uno con ciò che vi è di affascinante e orrendo nella natura, creando una indistinguibile relazione tra la persona e la sua creazione3. Pierre Boulez nonché uno tra i più autorevoli musicisti di fama internazionale del dopoguerra, considerava genio soprattutto colui che riusciva a

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