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Human Alchemy - Ritorno alla natura

Human Alchemy - Ritorno alla natura

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Human Alchemy - Ritorno alla natura

Lunghezza:
269 pagine
3 ore
Pubblicato:
29 apr 2016
ISBN:
9786050427295
Formato:
Libro

Descrizione

Le antiche pratiche dell’alchimia erano fondate su una visione analogica del Macrocosmo e del microcosmo, operando sui quattro elementi che costituiscono l’essenza di ogni cosa: Terra, Acqua, Aria e Fuoco. Nell’uomo, ossia il microcosmo, questi elementi trovano la loro corrispondenza rispettivamente nel corpo fisico, nelle emozioni, negli schemi di pensiero e nei corpi energetici. Lavorando su di essi secondo le leggi naturali è possibile operare la trasformazione della materia trattata, fino ad ottenere il ristabilirsi delle condizioni di salute e benessere che dovrebbero essere proprie della vita.

Mediante la consapevolezza del funzionamento di queste parti e la loro purificazione attraverso pratiche ed esercizi specifici, è infatti possibile liberarli dai vincoli che ne impediscono la piena espressione, esattamente come un tempo gli alchimisti facevano sulla loro materia prima per trasmutarla nella sua essenza più pura e preziosa.

Oggi più che mai c’è bisogno di risposte complete e risolutive. Human Alchemy è questo: una tecnica che permette di agire sull’essere umano nella sua interezza attraverso il ripristino delle condizioni fisiologiche ottimali nel corpo fisico e nei corpi sottili, al fine di correggere gli errori ed i blocchi che limitano il fluire delle energie per avere finalmente accesso ad una vita di pienezza vibrante.
Pubblicato:
29 apr 2016
ISBN:
9786050427295
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Human Alchemy - Ritorno alla natura - Enrico Barberis

Enrico Barberis

Human Alchemy - Ritorno alla natura

I Edizione: maggio 2016

(C) 2016 Enrico Barberis

Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente volume, senza previa autorizzazione scritta dell'autore.

UUID: 6b3a8086-15dd-11e6-8d52-0f7870795abd

Questo libro è stato realizzato con StreetLib Write (http://write.streetlib.com)

un prodotto di Simplicissimus Book Farm

Indice

Premessa

Introduzione

Riscoprire l'unità

Dalla medicina mediterranea all'alchimia

Parte I - I quattro elementi

Terra

Cibo

Movimento

Acqua

Liquidi

Emozioni

Aria

Respiro

Pensieri

Fuoco

Luce

Energia Vitale

Sintesi

Osservazioni

Parte II - Il microcosmo

Fisiologia del processo alimentare

Origini delle malattie

Disarmonie degli elementi

Errori alimentari densi

Errori alimentari sottili

Alterazioni percettive

Approccio olistico integrato

Vis Medicatrix Naturae

Riposo funzionale

Adattamento e guarigione

Parte III - Purificazioni

Alimentazione

Movimento

Acqua

Emozioni

Aria

Pensieri

Luce

Energia vitale

Parte IV - Ricongiunzione

Ripartire dal presente

Cambio di rotta

Human Alchemy in pratica

In cammino verso la pienezza

Conclusione

Bibliografia

Ai miei maestri

Premessa

In questo libro vengono illustrate conoscenze e tecniche provenienti da diverse epoche e contesti culturali, allo scopo di fornire al lettore le nozioni necessarie a permettere ed incoraggiare a prendersi cura di sé, per ottenere maggiore benessere e vitalità.

Prima di intraprendere un percorso individuale sulla base delle informazioni qui riportate consultare un medico competente. Si declina ogni responsabilità per l’applicazione impropria degli argomenti trattati.

Introduzione

"Non puoi insegnare niente ad un uomo.

Puoi solo aiutarlo a trovare le cose dentro sé stesso"

Galileo Galilei

Nel corso della storia, filosofi, scienziati, psicologi, medici, ricercatori spirituali e uomini comuni, tutti si sono avvicendati per conoscere le leggi che governano l’Essere Umano e che possono guidarlo verso salute, pienezza e realizzazione. Attraverso questa ricerca, in ogni civiltà, in ogni epoca e in ogni tradizione, si sono sviluppati metodi e pratiche per curare sia il corpo che lo spirito.

Dallo sciamanesimo agli albori della razza umana fino agli ultimi ritrovati della medicina scientifica, al di là delle connotazioni culturali o ideologiche che hanno segnato questa ricerca attraverso le epoche, sempre si è tentato di dare risposta ad una domanda: cosa determina nell’uomo salute o malattia? Cosa genera benessere e felicità? E di conseguenza, quale è invece la causa di malessere e sofferenza?

Il soggetto è sempre stato lo stesso: l’Essere Umano.

Le risposte a questa domanda sono spesso state in conflitto tra di loro a causa dell’inconciliabilità di vedute delle strutture ideologiche di provenienza. Tuttavia, superando le divisioni ed i dogmi, siano essi religiosi o anche scientifici, si può sollevare il velo sotto cui si cela l’unità fondamentale nascosta dietro tutte le teorie: tante facce dello stesso diamante, che è la ricerca del benessere e della salute umana sotto ogni aspetto.

Troppo spesso si è assistito a scontri ideologici tra fazioni che sostenevano l’esclusività della propria verità, dimenticandosi della parzialità che qualunque prospettiva comporta, con il risultato di creare un divario insormontabile tra discipline differenti, e a volte anche all’interno della stessa area di competenza.

L’evoluzione del pensiero è stata guidata fortemente dalle dinamiche della storia umana, e grazie alle politiche coloniali perpetratesi negli ultimi cinque secoli, di fatto la società occidentale ha imposto le sue regole di pensiero ed i suoi valori, contaminando con essi il mondo intero, fino ad arrivare alla situazione che oggi chiamiamo globalizzazione. In qualunque Paese ci si rechi, possiamo trovare immensi centri commerciali, prodotti alimentari (se così li si può chiamare) delle più grandi multinazionali, telefoni cellulari di ultima generazione, e ogni sorta di prodotto del commercio occidentale. Paradossalmente, è molto più difficile reperire persone consapevoli del proprio retaggio culturale, della storia del proprio popolo o almeno delle pratiche della propria tradizione.

Le antiche conoscenze utili al benessere ed alla salvaguardia della salute, in parte conservate in libri che oggi releghiamo nelle sfere di interesse della filosofia o della religione, da molto tempo non sono più sapere comune. A causa del processo di globalizzazione del pensiero, anche la saggezza custodita nelle tradizioni popolari è andata persa, passando ad essere considerata come sciocchezze e superstizioni, e le antiche nozioni di medicina sono diventate vecchie e sorpassate, come se oggi l’essere umano non fosse più lo stesso di qualche millennio fa.

Nonostante la specie umana si ritenga tanto evoluta, per quanto riguarda la conoscenza della propria anatomia e fisiologia, e di come prendersi cura di sé a livello fisico e mentale, in effetti l’uomo non ha fatto grandi progressi nella sua storia. Al contrario, il percorso che attraverso la ricerca conduce ad una conoscenza utile e funzionale sembra essersi rovesciato completamente.

Sono stati inventati un sacco di rimedi e farmaci per curare altrettante patologie, a ognuna delle quali la scienza medica ha diligentemente dato un nome, ma a tutt’oggi l’uomo nulla può per intervenire efficacemente sulle cause delle malattie e liberarsene in modo definitivo. Conduce la sua vita considerando naturale che con gli anni il corpo si debiliti e si ammali, perdendo costantemente energia e capacità nel corso del tempo, fino al sopraggiungere, presto o tardi, di qualche male incurabile.

Purtroppo quella che oggi è ritenuta salute è solamente una somma delle condizioni medie in cui si trovano le persone che non stanno male, ma questo è ben diverso da stare davvero bene. Ci hanno abituato a ritenere che la salute sia l’assenza di malattia, che il benessere sia l’assenza di malessere, ragionando in negativo e ponendo l’attenzione su quello che non c’è, considerando unicamente gli aspetti tangibili della questione. Ma un simile schema di pensiero no può che essere la ovvia conseguenza di una cultura orientata al consumo, al materialismo, al bisogno ed alla mancanza.

Nella società occidentale sono poche le persone che possono dire con sincerità di essere profondamente felici, serene, appagate e in piena salute. Per tutti gli altri la vita scorre secondo altre regole: è normale prendersi un raffreddore ogni inverno, è normale essere sempre stanchi e insoddisfatti, è normale soffrire di qualche leggero disturbo che li accompagna per tutta la vita. L’espressione è normale significa solo che mediamente è quello che succede alle persone, non significa che il nostro corpo è fatto per funzionare in quel modo. È allarmante quanto poco si conosca cosa voglia dire sentirsi bene, centrati ed in forma.

Se a questo si aggiunge l’epidemia silenziosa che oggigiorno dilaga sul fronte del malessere psicologico ed emotivo, il quadro generale del benessere e della salute dell’essere umano è a dir poco raccapricciante. Ma la cosa ancora più stupefacente è che questa situazione sia accettata dalla maggior parte delle persone come il limite naturale a cui possiamo ambire. Gran parte della gente dà per scontato che le cose debbano andare in questo modo, e di conseguenza non fa niente per cambiare il proprio percorso, ma non potrebbero fare diversamente visto che neanche immaginano che ci sia una strada alternativa.

Fortunatamente però le alternative esistono, e un numero sempre crescente di uomini e donne, spinti da insoddisfazione, curiosità o bisogno di ricerca, stanno iniziando a porsi delle domande e a cercare nuove strade che possano realizzare ciò che intuitivamente sentono: che c’è molto più di questo. Per tante persone il percorso inizia da un libro, un corso, un incontro con una persona illuminante, e prosegue sulle linee tracciate dalla curiosità e dalle esperienze individuali. Tuttavia, oggi siamo a tal punto abituati alla rapidità ed alla mancanza di tempo, che se i risultati promessi da una tecnica volta al benessere non arrivano anch’essi velocemente, si conclude frettolosamente che la tecnica non funziona, si perde fiducia e si torna alle vecchie abitudini.

D’altro canto, per molte persone che decidono di agire per portare dei miglioramenti nella propria vita e si impegnano perché ciò avvenga, il problema più grande su cui rischiano di arenarsi è che questa ricerca spesso conduce a risposte parziali, quando non addirittura inesatte o fuorvianti. Anche un libro o un corso infatti possono ridursi a prodotti di consumo, quando già non lo sono in partenza, per non contare poi che anche la tecnica più efficace può risultare inutile se non viene applicata correttamente e con impegno. Molti si lasciano abbagliare da corsi per migliorare l’autostima, prodotti cosmetici di ogni specie, tecniche astruse, integratori e mix multivitaminici che con la salute hanno davvero poco a che fare. Sono solamente palliativi e distrazioni che danno alle persone l’illusione di aver fatto qualcosa per la propria salute, mantenendoli in realtà nella condizione di consumatori inconsapevoli. Si scopre una certa dieta, una terapia o una nuova disciplina, e la si mette in pratica, ma il più delle volte il beneficio che ne deriva è limitato. Anche un piccolo miglioramento sarebbe già di per sé un risultato, ma non essendo mai effettivo sulla totalità della persona, si finisce ad inseguire anno dopo anno tecniche diverse e stratagemmi per ottenere un benessere che non arriva mai come desiderato. Ciò malgrado, si prosegue nell’illusione di aver fatto qualcosa di utile per sé stessi, e ci si accontenta di quel che si è raggiunto, anche se ben distante dalla pienezza a cui molti profondamente anelano.

Qualcosa di analogo succede anche a livello psicologico, ad esempio con i film: vediamo rappresentate le nostre emozioni, le nostre aspirazioni, i drammi e le difficoltà che conosciamo per esperienza diretta, e attraverso il protagonista di turno li riviviamo e li elaboriamo. Assaggiamo un brandello di libertà, di rivoluzione, di amore, di passione, e tanto basta. In qualche modo inganniamo la mente e lo spirito con l’immagine di ciò che vorremmo senza mai soddisfare davvero quel bisogno essenziale, proseguendo mansueti le nostre vite ordinarie.

Questa sorta di inganno, è quello che si potrebbe definire una Catarsi Negativa: una dinamica che ha come risultato finale quello di trattenere le persone in uno stato di quiescenza, e di bloccare chi è alla ricerca ad un punto intermedio, dove alcune domande hanno avuto risposta e altre invece no, facendo credere di aver realizzato qualcosa quando invece se ne è appena sfiorata una parte. Il termine catarsi nella Grecia antica indicava ciò che avveniva a teatro negli spettatori che assistevano alle tragedie. Attraverso la rappresentazione dei propri drammi, lo spettatore riusciva a distaccarsi dalle passioni che gli generavano sofferenza, ed in questo senso il teatro antico aveva anche uno scopo positivo e terapeutico. Successivamente il termine catarsi è stato adottato anche dalla psicologia per indicare lo scioglimento di traumi e blocchi emotivi, sempre con un’accezione positiva. Tuttavia, questo meccanismo di rappresentazione dei drammi e delle tensioni interne all’essere umano è stato sempre più sfruttato in modo sfavorevole al suo benessere e al suo sviluppo, diventando quindi un catarsi negativa. È come concedere ad un affamato un pasto di briciole, e questo accade nell’ambito della salute, così come nell’educazione e nella spiritualità.

Oggi come non mai c’è bisogno di risposte complete, risolutive, funzionali. Human Alchemy è questo: una tecnica integrale per agire sull’essere umano nel suo complesso, sul corpo fisico, sulle emozioni, sugli schemi di pensiero e sui corpi energetici sottili, attraverso il ripristino delle condizioni fisiologiche ottimali su questi quattro piani. Il fine è correggere le abitudini, gli errori ed i blocchi che limitano il fluire delle energie, e che precludono l’accesso ad una vita di pienezza vibrante.

Lo scopo di questo libro è portare il lettore a conoscenza di prospettive inusuali, a scoprire i collegamenti e le sinergie che agiscono all’interno e fuori di noi perché possa comprendere la fisiologia profonda che è alla base della vita, e di conseguenza, della salute; guidarlo a porsi domande nuove e talvolta scomode, perché possa finalmente trovare lui stesso le proprie risposte. Human Alchemy è una filosofia pratica, una tecnica, e in quanto tale va sperimentata. È una via per coloro che vogliono raggiungere quella completezza a cui tutti siamo destinati, ma il cui richiamo solo alcuni osano ascoltare.

Riscoprire l'unità

La scoperta di nuove vie, ovunque esse conducano, comporta necessariamente un’esplorazione. Esplorare significa abbandonare il conosciuto per addentrarsi nell’ignoto, comprenderlo, e ampliare così i propri confini fisici e mentali. Anche il processo di ricerca di conoscenza che ha guidato l’uomo attraverso i millenni, dalle spiegazioni dei fenomeni naturali più semplici alle dottrine filosofiche più complesse, ha subìto costanti trasformazioni strutturali nel suo percorso.

Storicamente, secondo il filosofo della scienza Ervin Làszlò si possono distinguere quattro fasi principali nell’evoluzione del pensiero: Mitos, Teos, Logos e Olos [1].

Inizialmente si ebbe un periodo, che secondo gli antropologi va dal principio della storia dell’uomo, 2.000.000 di anni fa, fino al 3.000 a.C. circa, dove le spiegazioni e le cause dei fenomeni osservati venivano ricercate nel Mito. Il mondo naturale era la realtà da cui imparare. In questa fase l’essere umano trovava riposte e spiegazioni attraverso una visione animista, secondo cui ogni elemento della natura era vivo e permeato da spirito. La cura delle malattie era compito della figura dello sciamano, ed era accompagnata da rituali sacri e magici.

Con l’introduzione dell’agricoltura e dell’allevamento, i popoli diventarono stanziali, iniziarono a demarcarsi confini territoriali e una cosa analoga avvenne all’interno delle società, che iniziarono a stratificarsi. Comparve la scrittura e crebbe l’organizzazione delle città. Grazie alla forgiatura dei metalli, ed al conseguente sviluppo della tecnica, nacquero la diversificazione dei compiti, i primi mestieri specializzati e la divisione in classi. In questa seconda fase, Teos, che va dal 3.000 a.C. circa fino all’avvento dell’epoca ellenistica nel IV secolo a.C, comparvero le religioni patriarcali. Gli dei non erano più gli spiriti di Madre Terra, ma provenivano dal Cielo, dai padri celesti. Anima, spirito e salute erano ancora un tutt’uno, ma erano divenuti competenza dei sacerdoti, che iniziarono a mediare tra gli uomini e gli dei. Fu in questo periodo che in India, Egitto e Mesopotamia si svilupparono le prime grandi civiltà indoeuropee, e con esse le prime conoscenze approfondite di medicina.

Successivamente, quando nella Grecia antica fu introdotto il concetto di ragione, di logica e di ragionamento, cioè il Logos, le indagini della filosofia iniziarono ad usarlo come strumento sovrano. Avvenne una scissione tra religione e medicina, nacquero le scienze naturali e vennero poste le basi del pensiero analitico moderno. Il centro del mondo di spostò verso l’Europa, dalla Grecia all’Impero Romano, poi nell’Europa continentale attraverso il Medioevo fino all’epoca contemporanea.

La divisione dei saperi divenne sempre più netta. Alla religione spettava il compito di spiegare il divino, mentre la scienza doveva occuparsi delle cose terrene e materiali. Nel periodo del Rinascimento, grazie a Galileo nacque il metodo scientifico come lo conosciamo oggi: osservazione, ipotesi, esperimento, tesi. La forza del ragionamento logico fece compiere alla scienza e alla tecnica passi da gigante, culminando nella purezza deterministica dell’illuminismo e permettendo il compiersi della rivoluzione industriale. Lungo il corso di questa evoluzione, l’applicazione della logica, da Aristotele a Cartesio, ha dimostrato tutte le sue innegabili potenzialità, in particolare nello studio analitico dei fenomeni osservati.

Il rovescio della medaglia di questa fede nella ragione oggi è ormai palese. La crescita di conoscenze sempre più settoriali e frammentate non arricchisce più l’essere umano, ma alimenta solamente il sapere fine a sé stesso o quello utile all’uso delle industrie ed al commercio. Il riduttivismo analitico della scienza separa e isola ogni ambito di conoscenza, rendendole impossibile vedere le connessioni tra i diversi campi del sapere. E l’osservazione di un fenomeno, per quanto dettagliata, è sempre incompleta se tralascia di considerare la relazione tra le sue parti ed il contesto in cui è inserito.

L’idea che il comportamento di un intero sistema sia determinato in modo cruciale dalla connessione esistente tra i suoi elementi costituenti è alla base della teoria dei sistemi complessi. Questa teoria fisico-matematica nata nella prima metà del novecento, insieme alla meccanica quantistica ed alla teoria della relatività di Einstein, ha posto nuove fondamenta per il pensiero umano e per i suoi sviluppi.

Grazie a queste tre grandi rivoluzioni scientifiche del ventesimo secolo, il vecchio paradigma della logica analitica ha iniziato a lasciare spazio ad una concezione più completa e integrata. Questa nuova corrente di pensiero, senza rinnegare le scoperte del ragionamento scientifico, ha il vantaggio di tenere in considerazione sia le relazioni multiple che un sistema ha con l’esterno, sia quelle che ha al suo interno tra le parti che lo costituiscono.

Ad esempio, osservando uno stormo di uccelli in volo, è evidente quanto la connessione tra i singoli individui influisca sul comportamento collettivo del gruppo, che sembra a tutti gli effetti un vero e proprio organismo. Nessuno è separato dagli altri ed i vantaggi dell’unione, o più precisamente della sinergia che si crea, sono lampanti: maggiore protezione dai predatori, maggior efficienza nella caccia, volo facilitato in formazione grazie al minor attrito con l’aria. Il concetto che un gruppo o un organismo siano più della somma delle singole parti è anche alla base della teoria dei giochi di John Nash. Infatti è proprio la sinergia, termine che deriva appunto da lavorare insieme, a rendere un organismo tale. Organizzato, e dotato di una intelligenza intrinseca.

Le interconnessioni tra gli individui di un gruppo, di un sistema, o di una società, sono quindi parte integrante del sistema stesso. Questo significa che non si può isolare un fenomeno dal suo ambiente. Né tantomeno si può pensare di sezionarlo, analizzarlo, ricomporlo, e sperare che ritorni ad essere quello che era prima. C’è una bella differenza tra un corpo vivente ed il medesimo dopo un’autopsia.

Con l’era industriale, nel pensiero e nel linguaggio comune si erano fatte strada espressioni come essere a pezzi, essere fuso, derivanti dalla visione dell’uomo come macchina composta di parti tra loro indipendenti, che potevano smettere di funzionare, rompersi ed essere sostituite. Questa prospettiva è quella che ovviamente ha portato la scienza medica a pensare di poter fare altrettanto con il corpo umano. Ma per quanto un trapianto possa essere utile, è solo un rattoppo, un palliativo, e di certo non è una soluzione che garantisca una salute stabile e a lungo termine.

Assai diversa è la prospettiva che parte dal considerare l’essere umano come un organismo, cioè un sistema dinamico complesso governato dalle leggi intrinseche della vita, efficienti ed intelligenti.

Puntando l’attenzione sulle interconnessioni con l’ambiente e tra gli elementi interni ad un individuo, il panorama sulla salute e sulla fisiologia dell’uomo si arricchisce di un’infinità di fattori che diventano determinanti, e si scopre che le leggi naturali hanno un’intelligenza di gran lunga superiore alle possibilità della ragione umana. La Natura ha creato ogni organismo dotandolo di meccanismi biologici tanto sofisticati, ingegnosi ed efficienti, che sembra davvero paradossale pensare di poter superare in qualche modo tutto questo, semplicemente con le teorie e gli strumenti della razionalità.

Questo nuovo modello di pensiero sta iniziando a portare cambiamenti sia a livello sociale che

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