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Lunghezza:
169 pagine
1 ora
Pubblicato:
30 nov 2013
ISBN:
9788898754038
Formato:
Libro

Descrizione

Li avete conosciuti su Facebook, condivisi da vostro cugino Geremia.
Avete imparato ad amarli (o odiarli) sul blog oltreuomo.com.
Ora li trovate selezionati, revisionati e messi a lucido in questo ebook.
Stiamo ovviamente parlando dei mitici Tipi Umani!
No, non sono una nuova merendina del Mulino Bianco, ma gli articoli dove Andrea Passador e Francesco Boz, i mastermind dell'Oltreuomo, non si fanno problemi a sbeffeggiare tutte le categorie umane e a giocare su stereotipi e luoghi comuni. Venti le circostanze di vita quotidiana di cui si analizzano i Tipi Umani, dalla vita professionale al tempo libero, passando per la vita sociale, con un'introduzione superflua e indesiderata di Marco "Frullo" Frullanti.
Se questa fosse una pubblicazione seria, scriveremmo che "I Tipi Umani", dietro le guasconate, ci consegnano un ritratto colorito ma lucido di un Italia controversa e ridanciana.
Dal momento che non lo è, vi diciamo solo di comprare "I Tipi Umani" perché fanno ridere. Questo ve lo possiamo assicurare.

Andrea Passador nasce a Pordenone ma vive a Cordenons. La madre lo iscrive all'asilo. poi fa le elementari, le medie, il liceo, poi filosofia, poi giurisprudenza, poi di nuovo filosofia, poi l'assicuratore, poi niente. Nel frattempo ha giocato a calcio con l'ansia e si è fidanzato con la depressione. Vive in una torre e scrive lettere su lettere all'ufficio reclami della Vodafone.

Francesco Boz nasce a Pordenone e viene benedetto dal provincialismo che fa sembrare ogni cosa più grande. Il diploma, la laurea, la vita all'estero, leggere, scrivere e un'altra cosa che non ricorda, gli sono sembrate qualcosa di sensato. Il provincialismo mette la mediocrità sotto una luce vincente.
Pubblicato:
30 nov 2013
ISBN:
9788898754038
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

I Tipi Umani - Andrea Passador

Andrea Passador e Francesco Boz

Oltreuomo

I tipi umani

I edizione digitale: dicembre 2013

© tutti i diritti riservati

Nativi Digitali Edizioni snc

Via Broccaindosso n.16, Bologna

collana: For The Lulz

ISBN: 978-88-98754-03-8

www.natividigitaliedizioni.it

info@natividigitaliedizioni.it

Disegno in copertina a cura di Andrea Passador

I Tipi Umani, ovvero l'arte dello sbertucciamento - introduzione di Marco Frullo Frullanti

Ciao, sono Frullo, forse avete sentito parlare di me per ebook come Anni '90 - Dagli 883 a Carmageddon o Un Gaijin in Giappone. Ma non sto scrivendo questa introduzione solo per far marchette o per potermi vantare al bar il venerdì sera di essere il nuovo Ammaniti.

Conobbi Francesco Boz e in seguito Andrea Passador quando, non mi ricordo per quale circostanza particolare, iniziammo a collaborare condividendo i link dei nostri siti (l'algoritmo di Google ci costringe a queste becere pratiche di socializzazione forzata), L'Oltreuomo, appunto, e Il Meglio di Internet. Da lì nacque non solo una complicità tra spammer, ritengo, ma pure una sorta di affinità intellettuale tra gente di internet che non ama prendersi troppo sul serio ma ci tiene comunque a far le cose per bene. Quando, nelle vesti di editore digitale (suona brutto descriversi come editore digitale, ma che palle), mi è venuta in testa la malsana idea di lanciare la collana For The Lulz, una proposta editoriale (qualunque cosa voglia dire, ma in questo caso suona bene) dichiaratamente connessa con il bislacco e multiforme mondo del web, i fini umoristi dell'Oltreuomo sono stati tra i primi che mi son venuti in mente. E la pubblicazione dei Tipi Umani (l'origine sta in una serie di articoli che impazzano su Google e vengono condivisi ripetutamente da Facebook da adolescenti abbastanza spavaldi da non temere l'inevitabile giudizio negativo da parte di mamme e zie) conferma che, forse, l'idea non ha fatto neanche troppo schifo a loro. Oppure volevano solo pubblicare un ebook per vantarsi al bar il venerdì sera, non lo so, questo sta a voi deciderlo a fine lettura.

Che cosa sono, quindi, I Tipi Umani? Una lista di stereotipi, per buttarla giù banale, sulla fauna umana che ci circonda e rallegra le nostre altrimenti tristi esistenze o, più spesso, rattrista le nostre altrimenti allegre esistenze. Quando si parla di stereotipi, nella cultura popolare contemporanea, di solito lo si fa con un'accezione negativa, all'interno di proclami spesso radical-chic o finto perbenisti come gli stereotipi sugli immigrati ostacolano l'integrazione!, proferiti da individui che poi cambiano marciapiede quando incontrano gruppi di diversamente bianchi. Oppure nei comunicati stampa dei Circoli Arci. Oppure su repubblica.it. Insomma, pare che sti cazzo di luoghi comuni siano così XX secolo, inopportuni per il brillante giovane o non-più-così-giovane metropolitano. Ma se fosse davvero così, allora come mai gli stereotipi ci fanno ridere così tanto, e perché sentiamo un così forte bisogno di aggrapparci a loro?

Beh, Lotman, o un altro semiologo misconosciuto ai più che ora confondo con Lotman, riconosceva ai luoghi comuni la funzione di decodificare la complessità del reale in riferimenti comprensibili e comuni a una cultura. È poi altresì vero che gli stereotipi si basano quasi ineluttabilmente su fondamenti di verità. Le aspettative che la gente ha verso di noi per via della nostra estrazione sociale, del nostro lavoro, del colore della nostra pelle e quant'altro magari ci potranno sembrare inique e discriminatorie, ma chi è che può dire di non fare lo stesso con gli altri?

I Tipi Umani giocano su un altro elemento interessante, cioè quello delle liste, o elenchi. Anche in questo caso non si tratta di altro che di categorizzazione del reale: scomporre una moltitudine confusionaria in una serie di unità definite, più facilmente comprensibili. O qualcosa del genere, insomma. Umberto Eco, un altro semiologo, aveva scritto un tomo devastante, La Vertigine della Lista, proprio sul tema. Persino La Divina Commedia, se vogliamo, definisce i Tipi Umani della Firenze del primo '300, attraverso esempi noti ai più.

Ecco, i sagaci guasconi dell'Oltreuomo non avranno magari l'onniscienza di Eco o le agenzie di PR di Dante, però hanno un bel vantaggio: sono uomini del nostro tempo. E quindi, dai Tipi Umani potrete trovare un estratto delle contraddizioni e degli psicodrammi della nostra epoca. Magari non vincerà il Pulitzer, ma difficilmente vi risparmierà una ghignata. A meno che non siate l'incarnazione vivente di tutti i Tipi Umani descritti con più ferocia. In quel caso, beh, vi anticipiamo che abbiamo ottimi avvocati.

I Tipi Umani qui umilmente presentati sono divisi in 20 liste, a loro volta mirabilmente indicizzate per appartenenza alle macro-aree dell'esistenza umana: studio/lavoro, tempo libero e amore/vita sociale. Ripeto, sta a voi la decisione di prendere questi brevi ma puntuali elenchi sghignazzando e inghiottendo popcorn, analizzandoli come una lucida trasposizione della realtà o incazzandovi e prendendola sul personale. Ecco, forse, se manca qualcosa è proprio un Tipi Umani dei lettori dei Tipi Umani.

Studio, Lavoro e altre Cattive Abitudini

I Tipi Umani dei compagni di classe

Ah l'adolescenza, questa meravigliosa fase della vita piena di sogni, speranze, incertezze, brufoli. L'Oltreuomo ora cercherà di navigare attraverso l'oceano dell'età post-puberale. A qualcuno di voi scenderà una lacrimuccia, riconoscendosi nei tipi descritti, altri avranno voglia di sterminare i vecchi compagni di classe. Ah l'adolescenza, sweet sweet sixteen. Bando alle ciance.

Il Secchione

Bravissimo a scuola, grasso, preso per il culo, il secchione non ti passa mai le risposte giuste durante i compiti.

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