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Introduzione alla Teosofia

Introduzione alla Teosofia

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Introduzione alla Teosofia

Lunghezza:
380 pagine
10 ore
Pubblicato:
31 dic 2015
ISBN:
9788892535336
Formato:
Libro

Descrizione

INDICE

PREFAZIONE

SEZIONE I. - La Teosofia e la Società teosofica

Significato del nome

La tattica (o i metodi) della Società teosofica

La Religione della Scienza esoterica in ogni tempo

Teosofia non è Buddismo.

SEZIONE II. Teosofia exoterica ed esoterica

Ciò che non è la moderna Società teosofica

Teosofi e membri della S.T.

Differenza tra la Teosofia e l'occultismo

Differenza tra la Teosofia e lo spiritismo

Perché la Teosofia è accettata

SEZIONE III. - Sistema di lavoro della Società Teosofica

Gli scopi della società

Origine comune dell'umanità

Altri nostri scopi

Della santità del giuramento

SEZIONE IV. - Relazioni della Società teosofica con la teosofia

Perfezionamento di se stessi

L'astratto o il concreto

SEZIONE V. – Insegnamenti fondamentali della Teosofia

Dio e la preghiera

È necessario pregare?

La preghiera distrugge la fiducia in noi stessi

L'origine dell'anima umana

Insegnamenti buddisti su detto punto

SEZIONE VI. - Dottrina teosofica sulla natura dell'uomo

L'unità di tutto in lutto

Evoluzione od illusione

Sostituzione settenaria del nostro pianeta

Natura settenaria dell'uomo

Distinzione tra l'Anima e lo Spirito

Insegnamenti greci

SEZIONE VII. - Stati diversi dopo la morte

L'uomo fisico e l'uomo spirituale

Eternità della ricompensa e del castigo - (NIRVANA)

“Principi” diversi dell'uomo

SEZIONE VIII. - Reincarnazione o rinascita:

Cos'è la memoria, secondo gl'insegnamenti teosofici?

Perché non ci ricordiamo delle nostre vite passate?

Individualità e personalità

Ricompensa e castigo dell'Ego

SEZIONE IX. - Cama-Loca e Devacan

Della sorte dei “principi” inferiori

Perciò i teosofi non credono al ritorno dei puri spiriti

Alcune parole sugli Scanda

Della coscienza dopo la morte e dopo la nascita

Che cosa significhi veramente l'annichilamento

Termini definiti, usati por esprimere cose definite

SEZIONE X. - Della natura del nostro principio pensante

Il mistero dell'Ego

Della natura complessa di Manas

Questa dottrina è insegnata nell'evangelo di S. Giovanni

SEZIONE XI. - I misteri della Reincarnazione

Rinascite periodiche »

Che cos'è il Carma?

Chi sono quelli che sanno?

Differenza tra la fede o la conoscenza, ossia tra la fede cieca e la fede ragionata
Dio ha egli il diritto di perdonare?

SEZIONE XII. - Cos'è la teosofia pratica?

Il dovere

Rapporti della Società Teosofica con le riforme politiche

Il Sacrificio di se stesso

La Carità

La Teosofia per lutti

Come i membri possono rendersi utili alla Società

Quello che un teosofo non deve fare

SEZIONE XIII.

Sui falsi concetti intorno alla Società teosofica:

La teosofia e l'ascetismo

La Teosofia e il matrimonio

La teosofia e l'educazione
Pubblicato:
31 dic 2015
ISBN:
9788892535336
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Introduzione alla Teosofia - E P Blavatsky

E.P. BLAVATSKY

Introduzione alla Teosofia

Prima Edizione digitale 2015 a cura di David De Angelis

INDICE

PREFAZIONE

SEZIONE I. - La Teosofia e la Società teosofica

Significato del nome

La tattica (o i metodi) della Società teosofica

La Religione della Scienza esoterica in ogni tempo

Teosofia non è Buddismo.

SEZIONE II. Teosofia exoterica ed esoterica

Ciò che non è la moderna Società teosofica

Teosofi e membri della S.T.

Differenza tra la Teosofia e l'occultismo

Differenza tra la Teosofia e lo spiritismo

Perché la Teosofia è accettata

SEZIONE III. - Sistema di lavoro della Società Teosofica

Gli scopi della società

Origine comune dell'umanità

Altri nostri scopi

Della santità del giuramento

SEZIONE IV. - Relazioni della Società teosofica con la teosofia

Perfezionamento di se stessi

L'astratto o il concreto

SEZIONE V. – Insegnamenti fondamentali della Teosofia

Dio e la preghiera

È necessario pregare?

La preghiera distrugge la fiducia in noi stessi

L'origine dell'anima umana

Insegnamenti buddisti su detto punto

SEZIONE VI. - Dottrina teosofica sulla natura dell'uomo

L'unità di tutto in lutto

Evoluzione od illusione

Sostituzione settenaria del nostro pianeta

Natura settenaria dell'uomo

Distinzione tra l'Anima e lo Spirito

Insegnamenti greci

SEZIONE VII. - Stati diversi dopo la morte

L'uomo fisico e l'uomo spirituale

Eternità della ricompensa e del castigo - (NIRVANA)

Principi diversi dell'uomo

SEZIONE VIII. - Reincarnazione o rinascita:

Cos'è la memoria, secondo gl'insegnamenti teosofici?

Perché non ci ricordiamo delle nostre vite passate?

Individualità e personalità

Ricompensa e castigo dell'Ego

SEZIONE IX. - Cama-Loca e Devacan

Della sorte dei principi inferiori

Perciò i teosofi non credono al ritorno dei puri spiriti

Alcune parole sugli Scanda

Della coscienza dopo la morte e dopo la nascita

Che cosa significhi veramente l'annichilamento

Termini definiti, usati por esprimere cose definite

SEZIONE X. - Della natura del nostro principio pensante

Il mistero dell'Ego

Della natura complessa di Manas

Questa dottrina è insegnata nell'evangelo di S. Giovanni

SEZIONE XI. - I misteri della Reincarnazione

Rinascite periodiche »

Che cos'è il Carma?

Chi sono quelli che sanno?

Differenza tra la fede o la conoscenza, ossia tra la fede cieca e la fede ragionata

Dio ha egli il diritto di perdonare?

SEZIONE XII. - Cos'è la teosofia pratica?

Il dovere

Rapporti della Società Teosofica con le riforme politiche

Il Sacrificio di se stesso

La Carità

La Teosofia per lutti

Come i membri possono rendersi utili alla Società

Quello che un teosofo non deve fare

SEZIONE XIII.

Sui falsi concetti intorno alla Società teosofica:

La teosofia e l'ascetismo

La Teosofia e il matrimonio

La teosofia e l'educazione

Perché dunque vi sono tante prevenzioni contro la Società teosofica?

SEZIONE XIV. - I Mahatmi teosofi

Sono detti Spiriti di luce o Spettri maledetti

Dell'abuso di nomi e di termini sacri

CONCLUSIONE.

L'avvenire della Società teosofica

GLOSSARIO

PREFAZIONE

Lo scopo di questo libro venne manifestato precisamente nel suo titolo. La chiave o l'Introduzione alla Teosofia perciò occorrono ben poche parole di spiegazione.

Esso non è un completo ed esauriente libro di testo sulla Teosofia, ma solo una chiave per aprire la porta che conduce al suo studio più profondo.

Esso traccia superficialmente l'abbozzo della Religione-scienza, e ne spiega i principi fondamentali; affrontando, nello stesso tempo, le varie obiezioni che possono essere sollevate da un mediocre studioso dell'Occidente, e cercando di presentare delle concezioni poco famigliari in una forma semplice ed in un linguaggio il più chiaro che siano possibili.

Ma sarebbe pretendere troppo da questo libro, l’aspettarsi che il medesimo renda la Teosofia intellegibile senza alcun sforzo mentale per parte del lettore; perciò le oscurità che ancora rimanessero, saranno da imputarsi più alla natura dei concetti che non a quella del linguaggio, e più alla profondità del pensiero che alla confusione.

A quelli di mente pigra od ottusa, la Teosofia apparirà incomprensibile; perché tanto nel campo mentale quanto nel mondo spirituale, ogni uomo deve progredire merce i suoi propri sforzi.

Lo scrittore non può pensare in luogo del lettore, e d'altronde questi non potrebbe diventare alcunché di migliore, dato che questa sostituzione pensante fosse possibile.

Il bisogno d'una esposizione come la presente fu molto sentito da quelli che si interessano della Società Teosofica ed alla sua opera; quindi è da sperarsi che questo libro servirà ad istruire, con linguaggio il più possibilmente libero dalle forme tecniche, molti di coloro la cui attenzione è stata bensì destata, ma tuttavia rimangono indecisi per difetto di convinzione.

Si è usata la cura di separare alcune partite che sono vere, da alcune altre che sono false negli insegnamenti spiritistici, come quelle concernenti la vita post mortem e la dimostrazione della vera natura di certi fenomeni spiritici.

Pubblicazioni precedenti di questo genere hanno attirato sul capo della scrittrice ire furibonde; gli Spiritisti, al pari di molti altri, purtroppo, preferendo di credere ciò che è piacevole, piuttosto che ciò che è vero, diventano, perciò, assai furiosi contro chiunque loro distrugga un'aggradevole illusione.

Nel tempo decorso la Teosofia è stata il bersaglio per ogni freccia avvelenata dello Spiritismo; a quella guisa appunto che i possessori d'una mezza verità sentono maggior antagonismo contro quelli che conoscono la verità intera che non contro coloro che ne menano vanto di sorta.

Cordialissimi ringraziamenti sono poi dovuti dall'autrice ai molti teosofi che le mandarono suggerimenti e che le proposero delle questioni, od altrimenti contribuirono ad aiutarla, nella compilazione di questo libro.

L'opera acquista molto maggiore utilità, in grazia di questi aiuti, e questa è la migliore loro ricompensa.

E. P. B.

SEZIONE I. - La Teosofia e la Società Teosofica

Significato del nome.

DOMANDA. La teosofia e le sue dottrine sono soventi presentate come una nuova invenzione religiosa. E forse dessa una religione?

RISPOSTA. No: la teosofia è conoscenza o scienza divina.

D. Qual è il vero significato del termine?

R. Sapienza divina (Teosofia) o sapienza degli dei, come (Teogonia) significa genealogia degli dei. La parola Teos significa un Dio in lingua greca, cioè uno degli esseri divini e non già Dio nel senso che noi diamo oggidì a questa parola. Perciò la Teosofia non è la Scienza di Dio come viene tradotto da alcuni, ma la Scienza divina, quale essa è in possesso degli dei. Questo termine conta un'età di parecchie migliaia d'anni.

D. Qual è l'origine di questo nome?

R. Esso ci perviene dai filosofi d'Alessandria, che erano chiamati Amanti della verità, Filalettiani, da (fil) amante, ed (aleteia) verità.

Il nome teosofia data dal in secolo dell'era nostra e cominciò con Ammonio Sacca 'e suoi discepoli, che fondarono il sistema teosofico eclettico.

D. Qual era l'oggetto di questo sistema?

R. Anzitutto, d'inculcare certe grandi verità morali nei suoi discepoli e in tutti gli amici del vero; donde il motto adottato dalla Società Teosofica: Non vi è religione più alta della verità.

Lo scopo principale dei fondatori della Scuola Teosofica eclettica era uno dei tre oggetti che formano ora la base della sua figliale, la Società Teosofica, cioè di riconciliare tutte le religioni, tutte le sette e tutte le nazioni sotto un sistema comune di etica (morale) fondata sulle verità eterne.

D. Quali mezzi avete voi per dimostrare che questo non è un sogno impossibile, e che tutte le religioni del mondo sono basate sopra una stessa ed identica verità.

R. Il loro studio comparativo e la loro analisi. La religione della sapienza, era una nell'antichità; e l'unicità di tutte le filosofie religiose ci è provata dalle dottrine identiche insegnate agli Iniziati durante i Misteri, istituzione che, una volta era universalmente diffusa. Tutti gli antichi culti indicano l'esistenza di una singola Teosofia anteriore ad essi. La chiave che serve ad aprirne uno deve aprirli tutti; altrimenti non può essere la buona chiave.

La tattica (o i metodi) della Società Teosofica.

D. Ai tempi di Ammonio vi erano parecchie grandi religioni antiche, ed anche soltanto nell'Egitto e nella Palestina erano numerose le sette. Come avrebbe egli potuto metterle d'accordo fra loro?

R. Facendo ciò che noi cerchiamo di fare attualmente.

In questi tempi l'ebreo Aristobulo affermava che l'etica di Aristotile rappresentava gl'insegnamenti esoterici della legge di Mosé: Filone, il giudaico, tentò di accordare il Pentateuco con la Filosofia di Pitagora e di Platone, e Giuseppe provò che gli Esserli del Carmelo erano semplicemente copisti e seguaci dei Terapeuti Egiziani o medicatori.

E la stessa cosa si ripete oggi.

Noi possiamo dimostrare la linea discendente di ogni religione cristiana, come di ogni setta, anche la più piccola. Queste ultime sono le piccole ramificazioni, o germogli minori, cresciuti sopra i rami più grossi; ma germogli e rami derivano da uno stesso tronco: la Religione della Sapienza.

Il provare questo era il compito di Ammonio, che cercò d'indurre i Gentili e i Cristiani, gli Ebrei e gli idolatri a fasciar da parte le loro contese e dispute per ricordare soltanto che essi erano tutti in possesso della stessa verità sotto differenti vesti, ed erano tutti figli d'una madre comune.

Questo pure è il compito della Teosofia.

D. Quali sono le vostre autorità per affermare questo degli antichi Teosofi di Alessandria?

R. Un numero quasi infinito di rinomati scrittori. Moseim, uno di essi, dice:

La religione del popolo andava di pari passo con la filosofia, e con essa aveva divisa la propria condizione di vita e cioè si era venuta degradando per causa delle superstizioni e delle menzogne, nonché della corruzione e dall'oscuramento delle umane concezioni più pure, e che perciò bisognava riportarla alla sua purezza primitiva col purgarla da queste scorie e spianandola sopra basi filosofiche: e che tutto quello che Cristo aveva avuto di mira si era di ristabilire e ricostruire, nella sua primitiva integrità, la sapienza degli antichi, di ridurre nei limiti il prevalente universale dominio della superstizione, nonché di correggere in parte, ed in parte distruggere, i diversi errori che avevano trovato il loro posto fra le differenti religioni popolari".

Questo, inoltre, è precisamente ciò che dicono i teosofi moderni. Solamente, mentre il grande Filaletiano era sostenuto e aiutato, nell'impresa assuntasi da due padri della Chiesa: Clemente e Antenagora, da tutti i Rabbini colti della Sinagoga, dagli accademici e dai filosofi del Boschetto, e mentre egli insegnava una dottrina comune per tutti, noi, suoi seguaci, sopra le stesse tracce, non siamo apprezzati, ma invece siamo ingiuriati e perseguitati.

La gente di 1500 anni addietro dimostrava perciò di essere ben più tollerante di quella che vive in questo secolo del progresso.

D. Ammonio era forse incoraggiato e sostenuto dalla Chiesa, perché, nonostante le sue eresie, insegnava il Cristianesimo, ed era egli stesso un cristiano?

R. Per nulla affatto. Egli era nato cristiano, ma non aveva mai riconosciuta la Chiesa Cristiana. Difetti lo stesso scrittore (Wilder) dice di lui:

"Egli non fece che esporre i propri insegnamenti secondo gli antichi capisaldi di Ermete, che Platone e Pitagora avevano prima conosciuti, e sui quali essi avevano basata la loro filosofia. Avendo rinvenuti gli stessi principi nel prologo del vangelo di S. Giovanni, egli, molto giustamente, suppose che il proposito di Gesù fosse di ricostituire la grande dottrina della sapienza nella sua primiera integrità.

Egli ritenne che le narrazioni della Bibbia e le storie degli dei fossero delle allegorie illustrative della verità, od anche favole da rigettarsi. Inoltre, come dice l'Enciclopedia d'Edimburgo, egli riconosceva che Gesù Cristo fu un Uomo eccellente e l'amico di Dio ma asseriva che suo proposito non era di abolire interamente il culto dei demoni (dei) e che la sua intenzione era soltanto di purificare l'antica religione".

La Religione della Scienza esoterica in ogni tempo.

D. Dappoiché Ammonio nulla ci lasciò per iscritto, come si può essere sicuri che i suoi insegnamenti fossero tali?

R. Neppure Budda, Pitagora, Confucio, Orfeo, Socrate, e tanto meno Gesù, lasciarono dietro di loro degli scritti; tuttavia la maggior parte di essi sono personaggi storici, ed i loro insegnamenti sono tutti sopravvissuti. I discepoli di Ammonio (fra cui Origene ed Erennio) scrissero trattati e spiegarono la sua morale. Questi sono certamente altrettanto storici, se non di più, quanto gli scritti degli Apostoli. Per di più, i suoi allievi: Origene, Plotino e Longino (consiglieri della famosa regina Zenobia) hanno ciascuno lasciate voluminose memorie del sistema di Filalete, tantochè, ad ogni evento, la loro pubblica professione di fede fu conosciuta, perché la scuola era divisa in due classi d'insegnamento: l'esoterico e l'exoterico. R. Come giunsero fino a noi queste dottrine, dal momento che voi ritenete che ciò che propriamente viene chiamato Religione della Sapienza era esoterico?

R. La religione della Sapienza fu sempre una sola, ed essendo l'ultima parola dell'umana scienza possibile, perciò era gelosamente custodita. Essa precedette di gran lunga i teosofi alessandrini, giunse fino ai moderni teosofi, e sopravviverà ad ogni altra religione e filosofia.

D. Dove e da chi fu essa cosi custodita?

R. Fra gli Iniziati d'ogni paese; tra gli studiosi profondi della verità, loro discepoli, ed in quelle parti del mondo in cui tali soggetti furono sempre di preferenza apprezzati e coltivati, come: in India, nell'Asia centrale ed in Persia.

D. Potete voi darmi delle prove del suo esoterismo?

R. La miglior prova voi potete averla dal fatto che ogni antico culto religioso, o meglio, filosofico, consisteva in un insegnamento esoterico od occulto, ed in un rito exoterico, ossia pubblico. Inoltre, è cosa abbastanza conosciuta che i Misteri degli antichi, presso ogni nazione, comprendevano i Misteri maggiori e i Misteri minori, cioè i misteri secreti e i misteri pubblici, come per esempio, nelle rinomate solennità della Grecia, chiamate Eleusine.

I gerofanti di Samotracia (Egitto) e i Bramini iniziati dell'India antica, a venire fino ai nostri Rabbini ebrei, tutti conservarono, per timore di profanazione, le loro reali — bona fide — credenze secrete.

I Rabbini giudaici chiamarono i loro cicli secolari religiosi la Mercava (il corpo esteriore), il veicolo o, la veste che contiene nascosta l'anima, ossia la loro scienza secreta più profonda. Nessun popolo antico impartì mai per mezzo dei suoi sacerdoti i propri reali secreti filosofici alle masse, ma questi soltanto comunicavano loro l'esteriore (guscio). Il Buddismo del Nord ha il suo maggiore e il suo minore veicolo conosciuti coi nomi di Maaiana e di Inaiana, cioè la scuola esoterica ed exoterica.

Né voi potreste biasimarli per queste riservatezze giacché, per fermo, voi non cerchereste mai di alimentare il vostro gruppo di pecore con dotte dissertazioni di botanica, anziché con dell'erba!

Pitagora chiamava la sua Gnosi la conoscenza delle cose che sono, e la spiegava soltanto ai suoi discepoli più devoti, a quelli cioè che erano capaci di assimilare questo alimento mentale e sentirsene soddisfatti, impegnandoli a mantenere il silenzio ed il secreto.

Gli alfabeti occulti e le cifre secrete derivano da vecchi scrittori jeratici egiziani il cui secreto, era, anticamente, soltanto in possesso dei Jerogrammatici, o iniziati sacerdoti egiziani.

Ammonio Sacca, come ci raccontano i suoi biografi, vincolava i suoi allievi con giuramento di non divulgare le sue più elevate dottrine, salvo a coloro che fossero già stati istruiti nelle cognizioni preliminari e che fossero anche vincolati da un impegno.

E finalmente, non riscontriamo noi le stesse cose anche nella Cristianità primitiva, fra i Gnostici, ed eziandio fra gli insegnamenti di Cristo? Non parlò egli appunto alle moltitudini con parabole, che avevano un doppio significato, di cui spiegava il senso solo ai suoi discepoli i A voi, egli dice, è dato di conoscere i misteri del regno del cielo, ma per quelli che ne sono fuori, tutte queste cose sono date in parabole. (S. Marco VI. Il).

Gli Esseni della Giudea e del Carmelo, facevano le stesse distinzioni, dividendo i loro aderenti in neofiti, fratelli, e in perfetti, ossia quelli che erano iniziati. (Filosof. eccl.) A questo proposito si potrebbero portare esempi di tutti i paesi.

D. Potete voi acquistare la scienza secreta» soltanto con lo studio? Le enciclopedie definiscono la Teosofia pressappoco come fa il dizionario di Webster, cioè, «come un supposto rapporto tra Dio e gli spiriti superiori, col conseguente acquisto della conoscenza sovrumana per via di mezzi fisici e di processi chimici. E egli così?

R. Io non credo. Non vi è lessicografo capace di spiegare, sia a noi stessi, che agli altri, come si possa ottenere la scienza SOVRUMANA mediante procedimenti fisici o chimici.

Se Webster avesse detto con, processi metafisici od alchimici allora la definizione sarebbe approssimativamente esatta; ma come viene data, essa è assurda. Gli antichi teosofi, e con essi anche i moderni, sostenevano che l'infinito non può essere conosciuto dal finito, cioè compreso dall'Essere finito; ma che l'essenza divina può essere comunicata all'Essere Spirituale Superiore in uno stato di estasi. Questa condizione ben difficilmente si può otteneré, come l'ipnotismo, con mezzi fisici o chimici.

D. Come spiegate voi l'estasi?

R. L'estasi reale fu definita da Plotino come: la liberazione della mente dalla sua coscienza, finita, che diventa mia ed identificata con l'infinito.

Questa è la più alta condizione, dice il Prof. Wilder, ma essa non è di una permanente durata, e può essere raggiunta soltanto da pochi, anzi da pochissimi.

Essa, infatti, è identica allo stato che in India è conosciuto sotto il nome di Samadi, che è praticato dai loghi, i quali la rendono agevole, fisicamente, mediante la più grande astinenza nel mangiare e nel bere, e, mentalmente, mediante sforzi incessanti per purificare ed elevare lo spirito. La meditazione è una preghiera silenziosa ed interiore, o, come Platone la chiamò, l'ardente aspirazione dell'anima verso il divino; non per domandare qualche bene particolare (secondo il significato comune della preghiera) ma il Bene in se stesso, — per l'universale Bene Supremo di cui noi siamo una parte sulla terra, e dall'essenza del quale noi tutti siamo scaturiti. Perciò, aggiunge Platone: resta silenzioso in presenza dei SOLI ESSERI DIVINI fino a tanto che essi tolgano la nebbia dai tuoi occhi, e ti rendano capace di vedere, per mezzo della luce che si sprigiona da essi stessi, non quello che appare come un bene solo a te, ma ciò che intrinsecamente è un bene.

D. Allora la Teosofia non è, come alcuno ritiene, una nuova invenzione?

R. Solo la gente ignorante può credere ciò; perciò la Teosofia è tanto vecchia quanto il mondo, nei suoi insegnamenti e nella sua morale, se non nel nome; essa è altresì il più largo e il più cattolico fra tutti i sistemi.

D. Come avviene allora che la Teosofia è rimasta tanto sconosciuta ai popoli dell'emisfero occidentale? Perché fu dessa un libro chiuso alle razze indubbiamente le più istruite e avanzate?

R. Noi crediamo però che vi furono nazioni altrettanto colte nei tempi passati e per certo spiritualmente più progredite di noi. Ma vi sono parecchie ragioni di questa volontaria ignoranza. Una di esse venne data da S. Paolo ai dotti Ateniesi — quale cioè una perdita, per lunghi secoli, della visione della spiritualità reale, nonché quale una trascuranza d'interessamento per questa, a causa del troppo grande attaccamento alle cose dei sensi e della lunga servilità alla lettera morta del dogma e del ritualismo, Ma la più forte ragione di ciò si trova nel fatto, che la vera Teosofia è sempre stata tenuta segreta.

D. Voi avete poste in luce delle prove che questa segretezza è esistita, ma quale fu la vera cagione di ciò?

R. Le cause di questo furono: 1. La perversità della natura umana in generale ed il suo egoismo ognora proclive a soddisfare i desideri personali a pregiudizio del prossimo e perfino degli stretti parenti; ad una gente simile non si potrebbero mai confidare dei secreti divini; 2. La loro incapacità di custodire le cognizioni sacre e divine senza profanarle. Fu questa inettitudine che portò al pervertimento delle più sublimi verità e dei simboli e alla graduale trasformazione delle cose spirituali in antropomorfe, pesanti e grossolane fantasticherie, — in altri termini: portò un ostacolo allo sviluppo dell'idea di Dio, e portò invece all'idolatria.

Teosofia non è Buddismo.

D. Voi siete spesso indicati quali Buddisti esoterici. Siete voi dunque, dei seguaci di Gottamo Budda?

R. Noi non lo siamo più di quanto i musici siano seguaci di Wagner. Alcuni di noi sono buddisti per religione. Ma tra noi, sono assai più numerosi gli indiani e i bramini che i buddisti, e il maggior numero degli europei e degli americani sono cristiani per nascita piuttosto che buddisti convertiti. Il malinteso è derivato dal non aver ben capito il vero significato del titolo dell'eccellente opera di A. P. Sinnett Buddismo esoterico che doveva scriversi con una d sola invece di due, giacché cosi Buddismo avrebbe significato ciò che esso deve significare, semplicemente "Culto della Saggezza (da Loda, bodi = intelligenza, sapienza) anziché Buddismo: filosofia religiosa di Gottamo. La Teosofia, come già si disse, è la Religione della Saggezza o della Scienza divina.

D. Qual è la differenza tra Buddismo, la religione fondata dal principe di Capilavasto e Buddismo il Culto della Saggezza che voi affermate essere sinonimo di Teosofia?

R. La stessa, precisa differenza che corre, tra gl'insegnamenti secreti di Cristo, che sono chiamati: «i misteri del regno de' cieli ed il ritualismo e la teologia dogmatica delle Chiese e delle Sette. Budda vuoi dire illuminato; Bodi =intelligenza o Saggezza"; questa allungò le sue radici ed i suoi rami fra le dottrine esoteriche che Gottamo impartì solamente ai suoi Arati (discepoli) scelti.

D. Ma vi sono Orientalisti che negano affatto che Budda abbia mai insegnato alcuna dottrina esoterica.

R. Essi potrebbero del pari negare che la Natura abbia qualche segreto riservato per gli uomini di scienza. In seguito io ne darò la prova, nel passo della conversazione di Budda col suo discepolo Ananda. I suoi insegnamenti occulti consistevano semplicemente nella Gupta Vidya (scienza secreta) degli antichi bramini, la chiave della quale i suoi successori moderni, fatte poche eccezioni, hanno completamente perduta. E questa Vidya si trasformò in ciò che è conosciuto sotto il nome di insegnamenti interiori della scuola Maaiana del Buddismo nordico. Quelli che negano questo sono dei semplici ignoranti, presuntuosi orientalisti. Io vi consiglio di leggere l'opera del Reverendo M. Edkins: Buddismo Cinese, specialmente i capitoli sulle scuole e sugli insegnamenti esoterici ed exoterici — e poscia di confrontare la testimonianza di tutto il mondo antico su questo soggetto.

D. Ma non è forse la morale della Teosofia identica con quella insegnata da Budda?

R. Certamente, perché queste etiche — o questa morale — sono l'anima della Religione della Saggezza, ed erano una volta la proprietà comune degli iniziati di tutte le nazioni. Ma Budda fu il primo ad incorporare queste etiche superiori nei suoi insegnamenti pubblici e a farne il fondamento e la stessa essenza del suo pubblico sistema. Ed in questo appunto consiste l'immensa differenza tra il Buddismo exoterico ed ogni altra religione. Quindi, mentre nelle altre religioni il ritualismo e il dogma tengono il primo ed il più importante posto, nel Buddismo invece sono le etiche che hanno sempre avuto la più grande prevalenza. Questo spiega la rassomiglianza, che rasenta quasi l'identità, tra le etiche della Teosofia e quelle della religione di Budda.

D. Vi sono fra queste dei grandi punti di differenza?

R. Una grande differenza tra la Teosofia ed il Buddismo exoterico si è che questo, rappresentato dalla Chiesa del Sud, nega affatto: a) l'esistenza di qualsiasi divinità, e: b) qualsiasi vita cosciente post mortem, ossia qualunque sopravvivenza della individualità umana consapevole di se stessa. Tale, alla perline, è l'insegnamento della setta Siamese, attualmente considerata come la forma più pura del Buddismo exoterico. Ed è così, se noi ci riferiamo soltanto agli insegnamenti pubblici di Budda; io darò in seguito le ragioni di questa reticenza su questo riguardo. Ma le scuole delle chiese buddiste del nord, fondate in quelle contrade, dove si ritirarono, dopo la morte del Maestro, i suoi Arati iniziati, insegnano tutte quelle che ora sono chiamate dottrine teosofiche, giacché esse fanno parte della scienza degli iniziati — provando così, come la verità sia stata sacrificata alla lettera morta, dai troppo zelanti ortodossi del Buddismo meridionale. Nondimeno quanto più grandioso e più nobile, quanto più filosofico e più scientifico, anche nella sua lettera morta, è questo insegnamento, che non quello di ogni altra Chiesa o religione!

Tuttavia, Teosofia, non è Buddismo.

SEZIONE II. - Teosofia exoterica ed esoterica

Ciò che non è la moderna Società teosofica.

D. Allora le vostre dottrine non sono un risveglio di Buddismo, né le medesime sono integralmente copiate dalla filosofia neo-platonica?

R. Nossignore. Ma su tale questione io non posso darvi una migliore risposta che citandovi una conferenza sulla Teosofia del dottore I. D. Buch. M. S. T. tenuta all'ultimo congresso teosofico in Chicago (America) nell'Aprile 1889. Nessun teosofo ha meglio espresso e meglio compreso la vera essenza della Teosofia che il nostro stimato amico il dottore Buch:

La Società teosofica venne organizzata allo scopo di propagare le dottrine teosofiche, e di spingere gli uomini ad una condotta di vita teosofica. L'odierna Società teosofica (fondata il 17 novembre 1875 in New Jork) non è la prima di questo genere. Io tengo un volume intitolato: Atti della Società teosofica di Filadelfia pubblicato in Londra nel 1697, ed un altro col seguente titolo: Introduzione alla Teosofia, o la Scienza del mistero di Cristo; cioè, della Deità, Natura e Creatura, comprendente la filosofia di tutte le Potenze attive della vita, formanti una guida pratica alla più sublime purità, santità e perfezione evangelica, nonché al conseguimento della Visione divina e delle sante arti angeliche, dei poteri ed altre prerogative della rigenerazione pubblicato a Londra nel 1855.

"Agli studenti d'Università, collegi e scuole della Cristianità; ai professori di Metafisica, di meccanica, e di Scienza Naturale in tutte le sue forme: agli uomini e alle donne d'istruzione in generale, di fede fondamentale ortodossa: ai Deisti, Ariani, Unitari, Svedemborgiani e ad altre credenze difettose e infondate, razionaliste e scettiche d'ogni genere: ai dotti ed illuminati Maomettani, Ebrei e religiosi Patriarchi orientali: ma particolarmente al ministro ed al missionario evangelico, tanto presso popoli barbari o civili, questa introduzione alla Teosofia ossia alla Scienza dei principi (della base) e del mistero di tutte le cose, è umilissimamente ed affettuosissimamente dedicata.

Nell'anno successivo (1856) fu pubblicato un altro volume di 600 pagine, tipo diamante (a piccoli caratteri) di Miscellanee teosofiche. Di quest'ultima opera vennero tirate sole 500 copie per distribuirle gratuitamente alle librerie ed alle Università. Questi più avanzati movimenti, dei quali vi fu un numero grande, ebbero origine tutti nel seno della Chiesa, fra persone di grande pietà e rettitudine, di carattere irriprovevole. Tutti questi scritti avevano forma ortodossa, usavano espressioni Cristiane, e, come gli scritti dell'eminente ecclesiastico William Latv, il lettore ordinario non li distingueva che per la loro grande severità e pietà. Questi erano unicamente e tutti, non altro che dei tentativi di estrarre e spiegare i più profondi significati ed i più originali intendimenti delle Scritture Cristiano, per illustrarli e sviluppare la vita teosofica.

Queste opere vennero presto dimenticate, ed ora sono generalmente sconosciute. Le medesime miravano alla riforma del clero ed a ravvivare la genuina pietà, perciò non furono mai benviste. Questa sola parola Eresia era sufficiente per cacciarle nel limbo di tutte le utopie simili.

"Al tempo della Riforma, Giovanni Reuchdin fece un simile tentativo collo stesso risultato, benché egli fosse l'amico intimo e fidato di Lutero. L'ortodossia non desiderò mai di essere istruita ed illuminata. Questi riformatori erano sì istruiti, come Paolo lo fu per opera di Sesto, che, per troppo sapere, divennero matti, per cui sarebbe stato pericoloso, l'andare più avanti.

"Sorvolando sulla verbosità, la quale specialmente era un corredo dell'abitudine e dell'educazione di questi scrittori, dovuta in parte anche alle repressioni religiose, per opera del potere secolare, e mirando al cuore dell'argomento, questi scritti erano teosofici nel senso più stretto, ed appartenevano soltanto alla scienza acquistata dall'uomo intorno alla sua propria natura e intorno alla vita superiore

L'odierno movimento teosofico soventi è stato qualificato come un tentativo di convertire il Cristianesimo al Buddismo, il che vuol dire semplicemente che la parola Eresia" ha perduto i suoi terrori ed ha abbandonato il suo potere.

"In ogni epoca vi sono stati individui che più o meno chiaramente compresero le dottrine teosofiche e alle medesime cercarono di conformare la loro vita. Queste dottrine non appartengono esclusivamente a qualche religione, né sono limitate a qualche società o a qualche tempo.

"Esse sono il retaggio legittimo d'ogni anima umana. Una cosa, quale si è l'ortodossia, ogni persona deve foggiarsela in conformità alla sua propria natura e ai suoi propri bisogni, e secondo la sua varia esperienza. Questo può spiegare come coloro che hanno immaginato che la Teosofia fosse una nuova religione, hanno invano ricordato i suoi dogmi e i suoi riti. Il suo dogma è la fedeltà alla verità, e il suo rito è di rendere omaggio ad ogni verità con la pratica.

"Quanto poco sia compreso dalle masse sociali questo principio d'una fratellanza universale, quanto di rado venga riconosciuta la sua importanza trascendentale. si può desumere dalla diversità delle azioni e dalle false interpretazioni intorno alla società Teosofica.

Questa società venne organizzata sopra questo unico principio essenziale: la fratellanza umana" come qui viene brevemente indicato ed imperfettamente esposto. Essa fu attaccata come buddista ed anticristiana, avvegnachè essa riconosca entrambe queste dottrine in quanto entrambi, il Cristianesimo e il Buddismo, quali furono insegnati dai loro ispirati fondatori, fanno della fratellanza una base essenziale di dottrina e di vita.

"La Teosofia talora è stata anche considerata come una novità sotto il sole, o per lo meno, come un vecchio misticismo mascherato sotto un nome nuovo; mentre il vero si è che molte Società si sono fondate e organizzate per sostenere i principi di altruismo o un essenziale fratellanza e hanno assunto diversi nomi; ed è anche vero che molte di esse sono pure state chiamate teosofiche, cogli stessi principi e cogli stessi scopi che sono

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