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Curarsi con Erbe e Piante medicinali: Insegna a curare ogni malattia o disturbo e a preparare medicine in famiglia

Curarsi con Erbe e Piante medicinali: Insegna a curare ogni malattia o disturbo e a preparare medicine in famiglia

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Curarsi con Erbe e Piante medicinali: Insegna a curare ogni malattia o disturbo e a preparare medicine in famiglia

valutazioni:
2/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
672 pagine
3 ore
Pubblicato:
Dec 3, 2015
ISBN:
9788892524095
Formato:
Libro

Descrizione

Indice piante medicinali

Capitolo preliminare

I. — Raccolta delle piante.

II. — Conservazione delle piante.

III. — Preparazioni.

IV. — Principali forme dei medicamenti.

V. — Significato di alcuni termini medici.

VI. — Significato di alcuni termini botanici.

Erbe e piante medicinali
A
Abete rosso o Falso abete

Abete vero

Abrotano

Acacia gommifera

Acanto

Acetosella

Aconito

Actea

Adonide

Agar agar

Agave

Aglio

Agrifoglio

Agrimonia

Alchimilla
Aletris farinosa

Alloro

Aloe

Altea

Amamelide

Anagallide

Andira

Anemone dei boschi

Aneto

Angostura

Anice

Anonide o Ononide

Appio riso o Ranuncolo di palude

Arancio

Arcangelica

Areca

Argentina

Aristolochia

Arnica

Aro

Artemisia

Artemisia cinese

Asparago

Assenzio

Avena
Avorniello

B
Baccaro o Asaro o Erba renella

Bardana

Basilico

Beccabunga

Belladonna

Benzoino

Berbero

Bergamotto

Betonica

Betulla

Biancospino

Bistorta o Serpentina

Boldo

Borrana o Borragine

Borsapastore

Bosso

Braiera

Brionia

Bromo

Brunella

Bucco

Buglossa

C
Cacao

Caffé

Cajeput

Calamo aromatico

Calcatreppolo

Calendula campestre

Camedrio o Querciola

Camomilla

Canapa

Canapa acquatica

Canna di palude

Canna rigata

Cannella

Capelvenere

Caprifoglio

Capsico

Caragheen o Musco d’Irlanda

Carciofo

Cardamomo

Cardo dei lanaioli

Cardo mariano

Cardo santo

Carice

Cariofillata o Ambretta

Carlina
Carota

Carpino

Cassia

Cassia cava

Castagno

Castagno d’India o Ippocastano

Castagnola

Catapuzia

Catecu

Cavolaccio

Cavolo

Celidonia

Centaurea minore o Biondella

Cerfoglio

Chenopodio

Chenopodio antelmintico

Chichingero

Chimafilla

China

Chiretta

Ciclamino

Cicoria o Radicchio

Cicuta maggiore

Cicuta rossa

Ciliegio
Cimifuga

Cinoglosso

Cinquefoglio

Cipolla

Cipresso

Coca

Coclearia

Cocomero asinino

Coda di cavallo o Setolone

Coda di leone

Cola

Colchico

Colombo

Coloquintide

Concordia

Condurango

Consolida maggiore

Convallaria o Mughetto

Convolvulo purgativo

Copaifera

Coptide

Corallina di corsica

Corbezzolo

Coriandolo

Cotogno
Cotone

Crescione

Crotontiglio

Cubebe

Cuminella

Cumino dei prati

D
Damiana

Dattoliere

Digital
Pubblicato:
Dec 3, 2015
ISBN:
9788892524095
Formato:
Libro

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Alberto Fidi

Curarsi con Erbe e Piante medicinali

Insegna a curare ogni malattia o disturbo e a preparare medicine in famiglia

Cenni descrittivi - Proprietà medicamentose preparazioni e prescrizioni con speciale riguardo al loro impiego nella pratica familiare e nelle varie malattie

Prima edizione 1988 Fratelli Melita Editori - La Spezia

Prima edizione digitale 2015 a cura di David De Angelis

Indice

Capitolo preliminare

I. — Raccolta delle piante.
II. — Conservazione delle piante.
III. — Preparazioni.
IV. — Principali forme dei medicamenti.
V. — Significato di alcuni termini medici.
VI. — Significato di alcuni termini botanici.

Erbe e piante medicinali

A

Abete rosso o Falso abete

Abete vero

Abrotano

Acacia gommifera

Acanto

Acetosella

Aconito

Actea

Adonide

Agar agar

Agave

Aglio

Agrifoglio

Agrimonia

Alchimilla

Aletris farinosa

Alloro

Aloe

Altea

Amamelide

Anagallide

Andira

Anemone dei boschi

Aneto

Angostura

Anice

Anonide o Ononide

Appio riso o Ranuncolo di palude

Arancio

Arcangelica

Areca

Argentina

Aristolochia

Arnica

Aro

Artemisia

Artemisia cinese

Asparago

Assenzio

Avena

Avorniello

B

Baccaro o Asaro o Erba renella

Bardana

Basilico

Beccabunga

Belladonna

Benzoino

Berbero

Bergamotto

Betonica

Betulla

Biancospino

Bistorta o Serpentina

Boldo

Borrana o Borragine

Borsapastore

Bosso

Braiera

Brionia

Bromo

Brunella

Bucco

Buglossa

C

Cacao

Caffé

Cajeput

Calamo aromatico

Calcatreppolo

Calendula campestre

Camedrio o Querciola

Camomilla

Canapa

Canapa acquatica

Canna di palude

Canna rigata

Cannella

Capelvenere

Caprifoglio

Capsico

Caragheen o Musco d’Irlanda

Carciofo

Cardamomo

Cardo dei lanaioli

Cardo mariano

Cardo santo

Carice

Cariofillata o Ambretta

Carlina

Carota

Carpino

Cassia

Cassia cava

Castagno

Castagno d’India o Ippocastano

Castagnola

Catapuzia

Catecu

Cavolaccio

Cavolo

Celidonia

Centaurea minore o Biondella

Cerfoglio

Chenopodio

Chenopodio antelmintico

Chichingero

Chimafilla

China

Chiretta

Ciclamino

Cicoria o Radicchio

Cicuta maggiore

Cicuta rossa

Ciliegio

Cimifuga

Cinoglosso

Cinquefoglio

Cipolla

Cipresso

Coca

Coclearia

Cocomero asinino

Coda di cavallo o Setolone

Coda di leone

Cola

Colchico

Colombo

Coloquintide

Concordia

Condurango

Consolida maggiore

Convallaria o Mughetto

Convolvulo purgativo

Copaifera

Coptide

Corallina di corsica

Corbezzolo

Coriandolo

Cotogno

Cotone

Crescione

Crotontiglio

Cubebe

Cuminella

Cumino dei prati

D

Damiana

Dattoliere

Digitale

Dittamo

Dulcamara

E

Edera terrestre

Eliantemo

Eliotropio peruviano

Ellera o Edera

Eluteria

Enula

Epimedio

Epitimo

Erba aglio

Erba aloisia

Erba brusca

Erba calenzola

Erba cipressina

Erba cornacchia

Erba di San Pietro

Erba fragolina

Erba fumaria

Erba gattaria

Erba nocca

Erba peperina

Erba rena

Erba rugginina

Erba storna

Erba tortora

Erba vescicaria

Erniaria

Erodio moscato o Erba muschio

Eucalipto

Eufrasia

Eugenia aromatica

Evonimo

Fabiana

Faggio

Farfaraccio

Farfaro

Farnia o Eschio

Fava

Fava S. Ignazio

Felce dolce o Polipodio

Felce maschio

Fellandrio o Finocchio acquatico

Ferula

Fiammola

Ficaria

Fico

Fieno greco

Filipendola

Finocchiella

Finocchio

Finocchio porcino

Fiorrancio

Fiordaliso

Fisiostigma

Fitolacca

Fragola

Frangula

Frassino comune

Frassino orniello

Frumento

Fumaria

Fungo del larice o Agarico bianco

Fusaggine

G

Gaggia o Falsa acacia

Galanga

Galega

Garcinia

Gelsemio

Genziana

Genzianella

Giglio

Ginepro

Ginestra

Girasole

Giuggiolo

Giusquiamo

Gramigna

Granoturco

Graziola

Grindelia

Guaiaco

Guaranà

I

Idraste

Ioimbe

Ipecacuana

Ipomea

Iride o Giaggiolo

Issopo

J

Jambul

K

Kava

L

Lamio

Lampone

Lapazio

Lappio

Larice

Lattuga

Lauro canfora

Lauro ceraso

Lavanda o Spigo

Lentisco

Lichene islandico

Licopodio

Ligustro

Limone

Linaiola

Lino

Lino catartico

Liquirizia

Lobelia

Loglio

Lupino

Luppolo

M

Maggiorana

Malva comune

Malvarosa

Mandorlo

Mandragora

Margheritina

Marrobio o Erba apiola

Marrobio fetido

Matico

Melia

Meliloto o Erba vetturina

Melissa o Cedronella

Melo

Melograno

Meloncello

Menta

Mercorella

Mezereo o Fior di stecco

Migliarino

Millefoglie

Miristica odorosa

Mirra

Mirtillo

Mirto o Mortella

Morine

Mostardina

Muira puama

N

Narciso silvestre

Nespolo

Nocciulo

Noce

Noce vomica

O

Oleandro

Olivo

Olmaria

Olmo

Ontano

Origano

Ortica

Orzo

P

Pado

Pan di cuculo o Giglio militare

Papaia

Papavero selvatico o Rosolaccio

Paracoto

Pareira brava

Parietaria

Parnassia

Passiflora incarnata

Patata

Pelosetta o Orecchio di topo

Peonia

Pepe

Persicaria

Pervinca

Pesco

Piantaggine

Piantaggine d’acqua o Mestolaccia

Pigamo

Pilatro

Pilocarpo

Pimpinella

Pinguicola

Pino selvatico o Pino di Scozia

Pioppo nero o Albaro

Piretro

Piscidia

Podagraria o Piccola angelica

Podofillo

Poligala amara

Poligala senega

Polmonaria

Porro

Prezzemolo

Primula

Prugnolo

Pruno virginiano

Pugnitopo

Pulsatilla

Q

Quassia

Quebraco

Quercia

Quercia marina

Quercia tintoria

Quillaia

R

Rabarbaro

Rafano o Cren

Ramerino di palude

Ramno purshiana

Ratania

Reseda

Rhus aromatica

Ribes nero

Ricino

Riso

Rizzomolo

Romice

Rosa Rosa di macchiaRosa pallida - Rosa rossa

Rosa di Natale o Elleboro

Rosa di rocca

Rosmarino

Rosolida

Rottlera

Rovo

Rucola

Ruta

S

Sabina

Salcerella o Salicaria

Salice nero

Salice rosso

Salsapariglia

Salvastrella

Salvia

Sambuco

Sandalo

Sanguinaria

Santolina

Santoreggia

Saponaria

Sassofrasso

Scammonea

Scilla o Cipolla marina

Scilla dei contadini

Scolopendrio

Sconcordia

Scorzonera

Sedano

Sedano di montagna

Segale cornuta

Semprevivo

Senape bianca

Senape nera

Sena provenzale

Senecio o Calderagia

Serpentaria virginiana

Serpillo

Sigillo di salomone o Poligonato

Simaruba

Siringa o Serenella

Solatro

Soldanella

Spigelia

Spino cervino

Stafisagria

Stellina

Stillingia

Stoppioni

Stramonio

Strofanto

Succisa

Susino

T

Tabacco

Tamarindo

Tamaro o Brionia nera

Tamerice

Tanaceto

Tapsia

Tarassaco o Dente di leone

Tasso

Tasso barbasso

Terebinto

Thuia

Tiglio

Timo

Toluifera balsamo

Toluifera di Pereira

Tormentilla

Tragoselino

Trientale

Trifoglio fibrino

U

Uva ursina

V

Valeriana

Vaniglia

Veratro bianco

Veratro nero

Veratro sabadiglia

Veratro verde

Verbena

Verga d’oro

Veronica

Viburnio

Viburno

Vilucchio

Vilucchio bianco

Vincetossico

Violacciocca

Viola del pensiero

Viola mammola

Viorna

Vischio

Vite

Vite d’orso

Vulneraria

X

Xantoxilo o Clava di Ercole

Z

Zafferano

Zedoaria

Zenzero

Zucca

Indice Terapeutico per malattie e sintomi

Capitolo preliminare

I. — Raccolta delle piante.

Le annate più favorevoli alla raccolta delle piante medicinali sono quelle in cui non ha piovuto troppo.

Gli anni di siccità sono ottimi per le piante aromatiche, quali il timo, il ginepro, l’angelica, l’anice, la menta, il pepe e simili.

Le piante vivaci vanno raccolte nei primi giorni d’aprile e le loro radici invece ai principi dell’ottobre, epoca in cui sono completamente sature dei principi essenziali che ne costituiscono la virtù.

Le piante vanno raccolte per lo più nel momento in cui le loro gemme cominciano a schiudere e prima che il fiore sia completamente aperto. Tale regola non è però assoluta e certe piante acquose, come la malva, la bismalva, la parietaria, la lattuga, ecc., non sono sature dei loro principi attivi che prima della crescita degli steli.

Le piante di cui la virtù curativa è racchiusa nei frutti o nelle bacche, vanno raccolte quando la maturità è completa.

Certe piante non producono che fiori minuscoli o embrionarii (tali ad esempio le capillari e la scolopendra) e i principi attivi ne sono raccolti nella lanuggine che ne riveste le foglie all’epoca della piena maturanza.

Le sementi vanno raccolte ben mature; le radici allorchè gli steli della pianta cominciano ad avvizzire.

La raccolta delle piante acquose va fatta un po’ avanti la levata del sole. La raccolta di tutte le altre piante invece è consigliabile sia fatta poco dopo il sorgere del sole, in modo che la rugiada che le impregnava risulti evaporata.

La raccolta va sempre effettuata con tempo calmo e sereno.

II. — Conservazione delle piante.

Le piante, durante la loro crescita, s’impregnano d’una linfa viscosa che fa parte integrante della loro costituzione e d’un umore acquoso e insipido che occorre separare dalla loro sostanza, essendo di ostacolo alla conservazione della pianta.

Il processo conservativo deve quindi proporsi la disseccazione della pianta, sia a mezzo del calore solare, che di quello delle stufe, del bagnomaria e dei forni. Tali mezzi possono essere impiegati separatamente, o anche successivamente per una stessa pianta.

Per dare un esempio, dovendo conservare la cicoria selvatica, che contiene una quantità media di umore acquoso, la si monda delle foglie morte, si distende su un graticcio di vimini ricoperto di carta assorbente e si espone al sole o in forno riscaldato a circa 40 gradi. Quando la pianta è ben secca, vale a dire quando toccandola si polverizza, si ripone in luogo asciutto e adatto, in modo che le foglie e gli steli non sieno ammucchiati l’uno sull’altro.

Per le piante aromatiche è preferibile l’esposizione al calore solare e non è consigliabile la disseccazione a bagno maria.

Certe piante, invece, quali le crocifere e le antiscorbutiche, vanno, adoperate appena raccolte, giacche le virtù ne risiedono nei succhi e nei sali volatili di cui sono impregnate, sali che il calore disperderebbe.

I frutti, le bacche, le sementi, i noccioli e gli acini da conservare vanno raccolti prima della completa maturanza, a differenza di quelli che vengono impiegati freschi che debbono essere raccolti nella piena maturanza. Per conservarli, dopo averli ben nettati, si espongono al calore del forno per un quarto di ora, indi all’aria o al sole, poi ancora a un calore moderato sino a completo disseccamento, badando a tenerli separati gli uni dagli altri a mezzo di strati di carta assorbente.

Le sementi oleose emulsive, quali quelle del lino, del mandorlo, del limone, dell’anice, del finocchio, forniscono olio per pressione, dopo essere state seccate al sole in autunno, o a bagno maria, e averle sbucciate.

Le sementi farinose, come quelle della segale, dell’avena, dell’orzo, delle fave, dei lupini, vanno invece disciolte in acqua bollente.

La maggior parte dei fiori deve essere adoperata quando sono freschi, giacché essi perdono l’odore disseccandosi. Tuttavia nelle labiacee le foglie sono altrettanto odorose quanto i fiori e forniscono un’eguale quantità di olio essenziale per distillazione. Alcuni fiori, al contrario, quali la rosa e il garofano rosso, acquistano maggiore fragranza disseccandosi.

I fiori, salvo rare eccezioni, vanno raccolti un poco prima del loro completo sboccio. Essi si disseccano e si conservano in modo analogo a quello usato per le foglie e per le erbe, con l’avvertenza che è preferibile lasciare loro il calice.

Per conservare le radici, è necessario anzitutto lavarle in acqua fresca, indi si tagliano a pezzi e si mettono a seccare nel forno. Si ripongono poi in recipienti ben tappati.

Certe radici, come quelle della bismalva e del nenufar, non possono essere conservate a lungo.

La radice di angelica si conserva più a lungo, se colta in autunno.

I legni, che si raccolgono dopo la caduta delle foglie, vanno tagliati a pezzi, dopo averne tolto l’alburno e la corteccia per lo più, e seccati al sole. Solo i legni resinosi si conservano a lungo.

Le cortecce si seccano e si conservano come i legni, dopo averle ben nettate.

Un mezzo per conservare sbrigativamente le erbe e le piante consiste nell’ammucchiarle in grandi recipienti di creta, pressandole sinché il vaso non sia riempito sino all’orlo. Si tappa poi il recipiente con un sughero spalmato di cera fusa nella sua parte inferiore e coperto esternamente, dopo averlo applicato, con pece fusa. In tal modo le piante si conservano assai a lungo, senza perdere né le loro virtù né il loro profumo e aroma. Si potrà anche mettere in fondo al vaso un pizzico di nitro greggio.

III. — Preparazioni.

Per estrarre dalle piante i principi attivi medicamentosi si ricorre ad operazioni più o meno complicate, quali la decozione, l’infusione, la macerazione, la distillazione, la spremitura.

INFUSIONE. — Questa operazione, al pari della decozione, ha lo scopo di sciogliere in un mezzo appropriato allo scopo che ci si prefigge i principi attivi di una data pianta.

Si pestano prima bene e si sminuzzano le piante da adoperare, poi ci si versa sopra acqua bollente, si copre il recipiente e si lascia riposare per un quarto d’ora circa.

Il liquido va poi colato e, occorrendo, filtrato, attraverso un po’ d’ovatta o un pannolino.

In linea generica, gl’infusi di piante molto attive si fanno nella proporzione di 1 parte di pianta per 100 parti di acqua. Quelli di piante meno attive nella proporzione del 3 al 5 per 100.

L’infusione si fa anche in vino, aceto, o alcool.

DECOZIONE. — Per la decozione si mette la pianta nell’acqua fredda e si fa bollire a lungo, trattandosi per lo più di estrarre i principi attivi da materiali di natura compatta. Trattandosi di legni, occorrerà prima pestarli e anche rasparli e lasciarli a macero per circa 12 ore.

Le piante aromatiche, di cui la virtù principale risiede nel principio volatile che l’ebollizione disperderebbe, vanno sempre adoperate per infusione e non per decozione.

Le decozioni si fanno generalmente in acqua e nella proporzione di 2 a 5 parti per 100 parti di acqua.

MACERAZIONE. — Si compie a freddo, immergendo in un liquido, acqua, aceto, o alcool, da varie ore a più giorni, le piante da cui si vogliono estrarre i principi medicamentosi.

TINTURE o ALCOOLATI. — Si approntano per macerazione in alcool, dopo avere ridotto in polvere la pianta, sia in vaso chiuso alla temperatura di circa 40 gradi, che a freddo. L’operazione si compie in due volte; prima con la metà dell’alcool che si impiega, successivamente con l’altra metà, protraendo ciascuna delle due macerazioni per 4 o 5 giorni. Indi si spreme il residuo, si riuniscono i due liquidi che sono stati tenuti separati e si filtrano.

Le tinture delle sostanze poco attive si fanno nella proporzione di 1 a 5 con alcool di gradazione da 60 a 80 e più gradi, secondo la natura della sostanza.

Le tinture delle sostanze attivissime si preparano nella proporzione di 1 a 10 con alcool di 70 gradi.

IDROLATI, o ACQUE DISTILLATE. — Si preparano facendo passare una corrente di vapore d’acqua attraverso la pianta o la sostanza da cui si debbono estrarre i principi volatili e non scaldando la droga direttamente nell’acqua.

Le piante fresche si contundono e si distillano; quelle secche si fanno macerare prima in acqua per 24 ore.

Le acque distillate si alterano facilmente se conservate a lungo.

SPREMITURA. — Con la spremitura si estrae dalla pianta il suo succo, vale a dire la sua parte liquida composta di diverse sostanze, quali i sali, gli olii, le gomme, le resine, il latice, ecc.

Per estrarre tali sostanze, si raccoglie la pianta quando è fresca, si lava, si asciuga, si taglia a pezzi e si pesta in un mortaio di pietra. Si raccoglie poi la materia schiacciata in un sacchetto di tela e se ne estrae il succo a mezzo di un torchietto. Il succo in seguito va chiarificato e all’uopo si immerge il recipiente di vetro in cui è stato raccolto in acqua quasi bollente, tenendovelo più o meno a lungo secondo il bisogno. Quando poi sarà raffreddato, si filtra.

Alcuni succhi, come quelli di cetriolo, di ciliegia, di limone, di sedano, di ribes, si chiarificano di per sé stessi e basta riporli in bottiglia e lasciarli riposare prima di filtrarli.

Certe piante, quali la buglossa, la cicoria, la borrana, dal succo denso e mucillaginoso, male si prestano all’operazione. Bisogna quindi, nel pestarle, inumidirle con acqua e lasciarle macerare qualche ora prima della spremitura.

Le radici, generalmente viscose, vanno prima grattugiate.

I succhi così estratti vanno messi in bottiglia. Si versa sopra un po’ d’olio, si tappa ermeticamente e si ripone in luogo fresco.

Per ricavare da tali succhi i sali, occorre farli evaporare sino a consistenza sciropposa. Si tiene poi al fresco e ben riparato dalla polvere lo sciroppo ottenuto e in capo a 15 o 30 giorni si formeranno alla sua superficie alcuni cristalli, che debbono essere conservati in vasi ben chiusi.

Dalle sementi infine si estraggono per fermentazione, per distillazione o per spremitura, olio, sali volatili e spirito.

IV. — Principali forme dei medicamenti.

POLVERI. — Si distinguono, in relazione al loro grado di finezza, in: sottilissime, sottili e grosse.

Sono sottilissime quelle che si ottengono passandole attraverso uno staccio che abbia 1600 forellini quadrati per centimetro quadrato. Tali sono, per non parlare che di quelle vegetali, le polveri di aconito, altea, belladonna, cannella, china, ipecacuana, liquirizia, noce vomica, rabarbaro.

Sono sottili quelle che si ottengono dall’impiego di uno staccio che abbia 900 forellini quadrati per centimetro quadrato e in esse si debbono comprendere tutte quelle polveri che non sono comprese tra le sottilissime e le grosse.

Sono grosse quelle che si ottengono dall’impiego di uno staccio con 100 forellini quadrati per centimetro quadrato, come quelle dei semi di lino, della senape, del veratro sabadiglia.

CACHETS. — Sono gli involucri di ostia dentro cui si mette la polvere medicinale.

PILLOLE. — Sono sostanze medicamentose polverizzate e amalgamate con acconcie sostanze eccipienti. Si aggiunge qualche goccia di glicerina per impedire che si essicchino troppo e si cospargono di licopodio. Nel caso che occorra proteggerle dall’aria, le pillole vengono immerse in una soluzione di balsamo di Tolù e si lasciano seccare.

Quelle pillole che non debbono sciogliersi nello stomaco, ma nell’intestino, vengono infine cheratinizzate, ricoprendole prima di burro di cacao, arrotolandole nella polvere di grafite e immergendole in una soluzione di cheratina, che è la sostanza fondamentale del tessuto corneo. Secondo la natura del farmaco, s’impiega la soluzione di cheratina nell’ammoniaca, o nell’acido acetico glaciale. L’immersione nella cheratina si ripete sino a ottenere uno strato protettivo sufficiente, indi si lascia asciugare.

Oltre la cheratina, si può impiegare allo stesso scopo la gelatina trattata con aldeide formica.

GRANULI. — Sono pillole minuscole, che si impiegano per somministrare farmaci molto attivi. Il farmaco si amalgama con zucchero di canna o lattosio, s’impasta poi con gomma adragante o gomma arabica e infine si ricoprono i granuli di uno strato di zucchero o di zucchero e amido.

BOLI. — Non sono altro che pillole voluminose, necessarie per la somministrazione di sostanze di cattivo sapore in quantità rilevanti.

PASTIGLIE. — Si preparano impastando il farmaco con sciroppo, o mucillaggine di gomma arabica o gomma adragante, e dando loro la forma voluta, del peso di un grammo circa, a mezzo di uno stampo circolare o ellittico.

Oppure a mezzo compressione a secco del farmaco finemente polverizzato dentro apposite forme.

TAVOLETTE DI GELATINA. — Si scioglie la gelatina in acqua distillata addizionata di glicerina, si aggiunge il farmaco e si lascia essiccare sopra una lastra di vetro suddivisa in quadratini, in modo che a ogni quadratino corrisponda una determinata dose del farmaco. Per lo più si preparano in tal modo quelle sostanze che sono attive in piccoli quantitativi col vantaggio di potersi conservare bene e di essere pratiche per viaggio o campagna.

SUPPOSITORI. — Sono preparazioni a forma di cono e a base di burro di cacao, che contengono sostanze medicamentose destinate a essere introdotte nel retto o nella vagina.

DISCHI OFTALMICI. — Sono dischi di gelatina, di circa 16 millimetri quadrati, contenenti farmaci adatti per le cure delle malattie degli occhi.

POMATE E UNGUENTI. — Sono farmaci incorporati con sostanze grasse da adoperarsi per uso esterno. Le sostanze più usate sono il grasso di maiale, la lanolina e la vaselina. Il grasso di maiale, a evitare l’irrancidimento, si addiziona per il solito con benzoino in polvere.

LINIMENTI. — Offrono un consistenza intermedia tra gli unguenti e gli olii grassi e sono mescolanze di olii grassi e saponi.

ESTRATTI. — Con riferimento ai solventi impiegati per la preparazione, gli estratti possono essere: acquosi, quando sono preparati con la pianta secca e acqua distillata; idroalcoolici, quando sono preparati con alcool diluito; alcoolici, quando sono preparati con alcool meno allungato; eterei, quando sono preparati con etere.

Con riferimento al grado di consistenza possono essere: molli, allorchè si fa evaporare la soluzione finché il residuo non bagna la carta senza colla; secchi, quando si fa evaporare la soluzione nel vuoto fino a ottenere una sostanza riducibile in polvere; fluidi, i quali per ogni grammo contengono 1 grammo di principi solubili della droga.

Gli estratti fluidi conservano inalterati i principi attivi a lungo, si prestano meglio alla rapida preparazione di tinture, infusi e simili e per conseguenza il loro impiego tende sempre più a generalizzarsi.

ELETTUARI. — Sono i miscugli di polveri, polpe, sciroppi, miele e simili, ridotti a consistenza di poltiglia a bagno maria.

SCIROPPI. — Si preparano con acqua distillata e zucchero, in modo che risultino limpidi e della densità di 1,32 a 15 gradi.

Lo sciroppo semplice si prepara con parti 19 di zucchero sciolte in 10 parti di acqua, filtrando poi per panno.

EMULSIONI. — Rappresentano la sospensione di una sostanza insolubile, per lo più le sostanze grasse, in un mezzo liquido. La massa che se ne ottiene assume aspetto lattiginoso..

Ciò si ottiene a mezzo dell’impiego della gomma arabica, del tuorlo d’uovo o del bianco d’uovo.

LOOCH. — Vocabolo arabo, che indica una emulsione spessa e dolce.

ROOB, o ROB. — Vocabolo anch’esso derivato dall’arabo, che designa gli estratti preparati con succo di frutti.

V. — Significato di alcuni termini medici.

Afrodisiaco = eccitante dei desideri venerei.

Amenorrea = ritardo o mancanza della mestruazione.

Anafrodisiaco = calmante dei desideri venerei.

Analgesico che toglie il dolore.

Anestetico = che priva della sensibilità.

Anodino = che calma il dolore.

Antidoto = contravveleno.

Antielmintico = vermifugo.

Antiflogistico = contrario alle infiammazioni.

Antipiretico = rimedio contro la febbre.

Antisettico = contrario alla putrefazione.

Antispasmodico = calmante delle contrazioni muscolari.

Aperitivo = eccitante dell’appetito..

Aromatico = rimedio contenente oli: eterei volatili e leggermente eccitante dei nervi.

Asettico = che impedisce la putrefazione.

Astringente = rimedio atto a diminuire o arrestare una secrezione.

Bechico = contrario alla tosse.

Cardiotonico = rimedio pel cuore.

Carminativo = che espelle i gas intestinali.

Catartico = purgante non troppo violento.

Caustico = che brucia.

Cefalico = che combatte i dolori di testa.

Colagogo = che provoca l’espulsione della bile.

Depurativo = atto a purificare il sangue.

Diaforetico = eccitante del sudore.

Detersivo = atto a pulire le ferite e a favorirne la cicatrizzazione.

Dismenorrea = mestruazione difficile.

Diuretico = eccitante della secrezione urinaria.

Eclampsia = convulsione infantile.

Drastico = purgante energico.

Emetico = eccitante del vomito.

Emmenagogo = atto a provocare la mestruazione.

Emolliente = atto a mollificare i tessuti.

Emostatico = che arresta le emorragie.

Energetico = che produce o accresce la forza vitale.

Epispastico = vescicatorio.

Epistassi = emorragia nasale.

Espettorante = atto a promuovere la secrezione bronchiale.

Galattoforo = che favorisce la secrezione lattea.

Galattofugo = che arresta la secrezione lattea.

Ipnotico = che provoca il sonno.

Lassativo = purgante blando e non irritante.

Linimento = miscela emolliente per frizioni esterne.

Metrite = infiammazione dell’utero.

Narcotico = che produce torpore, sonnifero.

Paregorico = rimedio calmante.

Leucorrea = perdite bianche delle donne (volgarmente: fiori bianchi).

Pettorale = atto a curare le malattie dell’apparato respiratorio.

Profilattico = rimedio tendente a preservane dai mali.

Revulsivo = rimedio che devia all’esterno una secrezione morbosa.

Risolvente = atto a risolvere i mali in generale e in particolare i tumori, gli ingorghi, le ostruzioni, ecc.

Risolutivo (vedi risolvente).

Rubefacente = rimedio che richiama maggiore quantità di sangue alla superficie dell’epidermide.

Scialagogo = rimedio atto a promuovere una ipersecrezione di saliva.

Stimolante = rimedio atto a eccitare le funzioni degli organi, ravvivandone la circolazione sanguigna.

Stomachico = rimedio che giova allo stomaco.

Stomatico = rimedio per le malattie della bocca.

Tenifugo = rimedio contro la tenia o verme solitario.

Tonico = atto a regolare ed eccitare le funzioni dei tessuti. Topico = rimedio che si applica all’esterno, come impiastri, cataplasmi, unguenti,

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