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Appunti di psicopatologia descrittiva

Appunti di psicopatologia descrittiva

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Appunti di psicopatologia descrittiva

Lunghezza:
139 pagine
1 ora
Pubblicato:
23 dic 2015
ISBN:
9788891186034
Formato:
Libro

Descrizione

Chiunque operi nel campo della salute mentale in questo volume trova preziose indicazioni sul funzionamento e sulla descrizione dei processi psichici e dei relativi disturbi, indipendentemente dalla patologia in cui ricorrono. Senza pretese di sistematicità, gli autori presentano un'agevole trattazione delle esperienze, dei fenomeni, delle cognizioni e dei comportamenti abnormi, priva di assunti interpretativi basati su costrutti teorici. Si tratta di un testo di facile consultazione, molto utile per gli studenti di medicina ma anche di indubbio interesse per il clinico più esperto.
Pubblicato:
23 dic 2015
ISBN:
9788891186034
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Appunti di psicopatologia descrittiva - Massimo Lanzaro

descrizione.

1

DISTURBI DEL CONTENUTO DEL PENSIERO

DELIRI

1. Delirio (Jaspers)

Idea errata che viene sostenuta in modo incorreggibile. Il delirio si comunica in giudizi. Solo laddove si opera col pensiero e si esprime un giudizio può insorgere un delirio. In tal senso si chiamano idee deliranti i giudizi patologicamente falsati. Tali giudizi posseggono le seguenti caratteristiche:

la straordinaria convinzione e la certezza soggettiva (tenacia);

il fatto di non essere influenzati dall’esperienza concreta e da confutazioni stringenti e quindi non riconducibili alla logica (non critica);

l’impossibilità del contenuto che è palese alle altre persone – consenso comune –(impossibilità).

Il delirio è un fenomeno primario. L’esperienza vissuta nella quale si verifica il delirio è l’esperienza concreta ed il pensiero della realtà. L’esperienza vissuta della realtà non è derivabile, ma si può circoscrivere solo indirettamente, come ogni fenomeno originario:

reale è ciò che percepiamo con carattere di corporeità;

la realtà sta nella coscienza dell’essere (appercezione);

reale è ciò che ci oppone resistenza.

progetto terapeutico integrato. L’esistenza della psicopatologia presuppone l’esistenza di una psiche normale.

In relazione allo stato di coscienza possiamo avere:

un delirio lucido o strutturato, nei soggetti vigili e con normale stato di coscienza;

un delirio confuso o non-strutturato, in condizioni di sensorio alterato (stati febbrili, tossici, dismetabolici).

Il delirio lucido può essere inteso come un complesso più o meno sistematizzato di idee deliranti variamente strutturate fra di loro e nei rapporti con la personalità. I deliri lucidi, in relazione alla loro organizzazione e modalità di strutturazione, possono essere distinti in: delirio elementare: nucleo ideico costituito da una o più idee deliranti scarsamente elaborate, semplici, incostanti, poco strutturate in termini di costrutto complessivo di pensiero e in rapporto al restante psichismo (in gergo psichiatrico si parla anche di spunti deliranti);

delirio sistematizzato: insieme di idee deliranti ben strutturate, collegate con modalità apparentemente logiche fra di loro e con il resto della vita psichica; di solito un delirio sistematizzato pervade in maniera persistente diversi aspetti ed elementi della personalità in toto del paziente, che vive, si può dire, il suo sistema delirante in proporzione al grado di partecipazione affettiva e in funzione del suo valore difensivo e realizzatorio nell’economia pulsionale ed emotiva nel suo complesso.

Il delirio confuso è un disturbo del pensiero di tipo delirante non sistematizzato che si osserva in corso di stati psicopatologici con grave compromissione dello stato di coscienza: il pensiero, alterato nei suoi contenuti, è gravemente compromesso e sconnesso nei suoi aspetti formali (incoerenza ecc.).

I deliri, in relazione alle modalità formali di insorgenza, possono essere distinti in:

delirio primario: quando è indipendente da qualsiasi esperienza psichica, inderivabile e quindi incomprensibile;

delirio secondario: deriva invece, in maniera comprensibile, da stati affettivi, avvenimenti vissuti, esperienze psicosensoriali.

2. Classificazione dei deliri primari in base all’origine della strutturazione

Deliri psicosensoriali: il delirio psicosensoriale trae origine da esperienze psicosensoriali abnormi, in genere da allucinazioni; ad esempio un soggetto che sente delle voci che lo minacciano e lo insultano elabora la convinzione delirante di essere perseguitato.

Deliri interpretativi: il delirio interpretativo parte da una percezione corretta a cui viene dato un significato erroneo; ad esempio un soggetto vede passare un funerale e trae la conclusione delirante che è un avvertimento dei suoi nemici, i quali gli annunciano la sua morte imminente. In questo caso la percezione è corretta, ciò che è errato è l’interpretazione che viene data.

Delirio intuitivo: si parla di delirio intuitivo quando una convinzione insorge improvvisamente, indipendentemente da qualunque dato percettivo; ad esempio un soggetto il quale manifesta improvvisamente la convinzione di essere investito di una missione di redenzione dell’umanità.

3. Deliri secondari

Sono deliri la cui derivazione è comprensibile da un punto di vista fenomenologico: non sono, a differenza dei deliri primari derivabili solo dall’intuizione, elaborazione o percezione del soggetto (derivazione incomprensibile). I deliri secondari sono anche detti deliroidi. I deliri secondari possono essere riportati alle circostanze che si sono presentate nel corso della vita di una persona, al suo attuale stato emotivo, alle credenze del gruppo al quale appartiene ed alla sua personalità. Sono comprensibili e per lo più transitori.

Deliroide affettivo: è un delirio derivante da uno stato emotivo di colpa, di rovina, di indegnità. Nel paziente depresso il contenuto delirante può essere compreso in base alla depressione del tono dell’umore.

Deliroide da situazione: si sviluppa in una particolare situazione di vita del soggetto. È classico l’esempio dell’emigrato che in rapporto a problemi di lingua sviluppa idee di persecuzione.

Deliroide caratterogeno: è un delirio comprensibile in rapporto alla struttura di personalità del soggetto. Un esempio classico è rappresentato dal cosiddetto delirio di rapporto dei sensitivi. Costoro sono soggetti sensibili, permalosi, con la tendenza alla chiusura in se stessi, scrupolosi, timidi. Per costoro eventi di per sé privi di un significato particolare assumono una particolare importanza; ad esempio una svista sul lavoro comporta lo sviluppo di un delirio di riferimento: il soggetto sviluppa la convinzione che tutti sono venuti a conoscenza di questo suo errore e che se ne parli continuamente.

4. Deliri primari e origini del delirio

Il delirio primario è classicamente quello del paziente schizofrenico; esso insorge in maniera apparentemente inderivabile, incomprensibile, inconcepibile. Le cosiddette esperienze deliranti primarie (Jaspers) ci sono infatti per lo più completamente estranee (l’incomprensibile insuperabile).

La psichiatria si considera troppo prematuramente soddisfatta nel far luce sulle strutture generali del delirio senza cercare di comprendere l’individuo, il contenuto concreto delle psicosi (perché quest’uomo crede di essere quel particolare personaggio storico e non un altro; perché il suo delirio è compensatorio in modo specifico attraverso queste idee di grandezza piuttosto che altre).

Sartre (1943)

Se chiediamo ad un violentatore di descriverci il mondo psichico nel quale vive, possiamo essere in grado di comprendere la sua crudeltà sessuale, che a tutta prima appariva incomprensibile: il comportamento diviene infatti significativo nel contesto degli abusi perpetrati su di lui dai genitori.

Se tuttavia prendiamo in considerazione una zitella schizofrenica di mezza età, convinta che degli uomini forzino la porta del suo appartamento e, dopo averla anestetizzata, abbiano rapporti sessuali con lei, ci troviamo di fronte ad una esperienza che è incomprensibile in modo insuperabile. Il miglior modo che possiamo adottare è quello di cercare di comprendere dall’esterno, senza tuttavia essere in grado veramente di sentirci nella sua posizione. Non possiamo tuttavia comprendere come tale situazione possa essersi sviluppata. Ed è proprio questo il nucleo del delirio primario o autoctono: la sua insuperabile incomprensibilità. Un delirio può rimanere primario, nel senso jaspersiano del termine, anche qualora tragga origine da un ricordo, un percetto o una data atmosfera. In alcuni casi, la descrizione da parte del soggetto schizofrenico viene presentata come avente origine nel contesto di: una percezione (corretta), un ricordo, un’atmosfera.

5. Esperienze deliranti primarie

Un’esperienza delirante primaria precede l’elaborazione del delirio vero e proprio.

I deliri primari possono essere così classificati:

1. deliri autoctoni (intuizioni deliranti);

2. percezioni deliranti;

3. atmosfera delirante;

4. ricordi deliranti.

Intuizioni deliranti

Questi sono deliri che sembrano apparire all’improvviso, a ciel sereno, indistinguibili da un punto di vista fenomenologico dal presentarsi improvviso di un’idea normale. Il paziente, nel rispondere alle domande dell’interlocutore, va a tentoni nelle spiegazioni di come è comparso il delirio, allo stesso modo che una persona normale avrebbe delle difficoltà nel rendere conto di come è comparsa un’idea qualsiasi se le fosse chiesto di spiegarla. La migliore traduzione dal tedesco Wahneinfall è forse intuizione delirante. Essa si verifica in un unico momento, diversamente dalla percezione delirante che si verifica in due passaggi: la percezione e quindi l’interpretazione delirante. Analogamente alle percezioni deliranti, le intuizioni deliranti sono autoriferite e di solito di significato molto importante per il paziente.

Percezioni deliranti

Improvvisamente le cose significano tutt’altro. Una malata vede per strada persone in uniforme: questi sono soldati spagnoli. Vede un’altra uniforme: questi sono soldati turchi. Tutti i soldati sono concentrati qui: c’è una guerra mondiale. Di esperienze analoghe una malata dice: è tanto sicuro e chiaro che tutte le percezioni contrarie non mi lasciano dubbi. (Jaspers)

Si riscontrano quando una percezione normale viene interpretata secondo un significato delirante. È uno dei due sintomi di primo rango di Kurt Schneider (insieme alle allucinazioni uditive). Egli considerava appunto la percezione delirante come l’attribuzione ad un percetto reale di un significato abnorme, autoriferito, urgente, sconvolgente. Quindi una percezione delirante è dunque una esperienza diretta, di un significato che il paziente precedentemente non aveva. Gli oggetti o le persone assumono un

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