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Il sogno dei guerrieri fanciulli

Il sogno dei guerrieri fanciulli

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Il sogno dei guerrieri fanciulli

Lunghezza:
97 pagine
1 ora
Pubblicato:
Feb 23, 2016
ISBN:
9788865305980
Formato:
Libro

Descrizione

Romance - romanzo breve (56 pagine) - La prima Guerra Mondiale morde il confine a est. C’è ancora spazio per un grande amore?


Cormòns, 1915. Siamo in provincia di Gorizia, la guerra, quella vera, sporca e cattiva, comincia a far vedere il suo volto, anche se gli abitanti dei piccoli paesi del Collio cercano di vivere nella maniera più normale possibile. Beatrice, sposata con un uomo ricco e opportunista, vive di certo meglio degli altri, grazie ai traffici del marito, ma l’occupazione del paese da parte delle truppe italiane porta confusione e paura e a Beatrice anche molto altro. Alessandro è un giovane studente triestino che ha deciso di combattere per l’Italia. Giovane, appassionato e spavaldo, si lancia nel conflitto con l’irruenza dei vent’anni, convinto, come tanti, che la guerra finirà presto. L’amore tra Beatrice e Alessandro scoppia incontenibile, capace di cancellare l’orrore che si fa sempre più vicino, capace di vincere la morte e la malattia. Ma non il destino…


Nata a Trieste nel 1964, dopo essersi diplomata all’Istituto d’Arte Drammatica della sua città, Elena Vesnaver lavora come attrice per più di vent’anni e scrive adattamenti e testi originali per la sua e altre compagnie. Dal 2004 si dedica esclusivamente alla scrittura, esplorando le varie sfumature della narrativa, passando dai libri per ragazzi al giallo, dal noir al rosa. Tiene corsi di scrittura creativa sia per ragazzi che per adulti. Con Il caso dell’Unicorno Nero vince, nel 2008, lo Sherlock Magazine Award e il racconto compare anche nella raccolta Sherlock Holmes in Italia. I suoi ultimi libri sono Cime Tempestose con illustrazioni di Sandro Natalini (Edizioni Lineadaria), riscrittura per ragazzi del classico di Emily Brontë e Le ragioni dell’inverno (A.Car Edizioni), un giallo psicologico in tre episodi. Nel 2011 è stata pubblicata la riedizione in formato ebook del suo romanzo breve Sixta pixta rixa xista per la casa editrice Edizioni di Karta. Nel 2013 pubblica per Coccole Books il libro per ragazzi Il segreto della dire con le illustrazioni di Federico Maggioni. Dal 2009 scrive racconti, romanzi brevi e a puntate per alcune delle più importanti riviste femminili. Per la Delos ha pubblicato nelle collane Sherlockiana, Senza sfumature e History Crime.

Pubblicato:
Feb 23, 2016
ISBN:
9788865305980
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Il sogno dei guerrieri fanciulli - Elena Vesnaver

Elena Vesnaver

Il sogno dei guerrieri fanciulli

Romanzo breve

Prima edizione febbraio 2016

ISBN 9788865305980

© 2016 Elena Vesnaver

Edizione ebook © 2016 Delos Digital srl

Piazza Bonomelli 6/6 20139 Milano

Versione: 1.0

TUTTI I DIRITTI RISERVATI

Sono vietate la copia e la diffusione non autorizzate.

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Indice

Il libro

L'autore

Il sogno dei guerrieri fanciulli

Capitolo 1

Capitolo 2

Capitolo 3

Capitolo 4

Capitolo 5

Capitolo 6

Capitolo 7

Delos Digital e il DRM

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Il libro

La prima Guerra Mondiale morde il confine a est. C’è ancora spazio per un grande amore?

Cormòns, 1915. Siamo in provincia di Gorizia, la guerra, quella vera, sporca e cattiva, comincia a far vedere il suo volto, anche se gli abitanti dei piccoli paesi del Collio cercano di vivere nella maniera più normale possibile. Beatrice, sposata con un uomo ricco e opportunista, vive di certo meglio degli altri, grazie ai traffici del marito, ma l’occupazione del paese da parte delle truppe italiane porta confusione e paura e a Beatrice anche molto altro. Alessandro è un giovane studente triestino che ha deciso di combattere per l’Italia. Giovane, appassionato e spavaldo, si lancia nel conflitto con l’irruenza dei vent’anni, convinto, come tanti, che la guerra finirà presto. L’amore tra Beatrice e Alessandro scoppia incontenibile, capace di cancellare l’orrore che si fa sempre più vicino, capace di vincere la morte e la malattia. Ma non il destino…

L'autore

Nata a Trieste nel 1964, dopo essersi diplomata all’Istituto d’Arte Drammatica della sua città, Elena Vesnaver lavora come attrice per più di vent’anni e scrive adattamenti e testi originali per la sua e altre compagnie. Dal 2004 si dedica esclusivamente alla scrittura, esplorando le varie sfumature della narrativa, passando dai libri per ragazzi al giallo, dal noir al rosa. Tiene corsi di scrittura creativa sia per ragazzi che per adulti. Con Il caso dell’Unicorno Nero vince, nel 2008, lo Sherlock Magazine Award e il racconto compare anche nella raccolta Sherlock Holmes in Italia. I suoi ultimi libri sono Cime Tempestose con illustrazioni di Sandro Natalini (Edizioni Lineadaria), riscrittura per ragazzi del classico di Emily Brontë e Le ragioni dell’inverno (A.Car Edizioni), un giallo psicologico in tre episodi. Nel 2011 è stata pubblicata la riedizione in formato ebook del suo romanzo breve Sixta pixta rixa xista per la casa editrice Edizioni di Karta. Nel 2013 pubblica per Coccole Books il libro per ragazzi Il segreto della dire con le illustrazioni di Federico Maggioni. Dal 2009 scrive racconti, romanzi brevi e a puntate per alcune delle più importanti riviste femminili. Per la Delos ha pubblicato nelle collane Sherlockiana, Senza sfumature e History Crime.

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1

Cormòns, giugno 1915

Beatrice uscì nel sole mattutino e subito si pentì di aver indossato la giacchetta nuova, che era di un bell’azzurro cupo e le stringeva con garbo la vita, ma che per quella giornata già quasi estiva era fin troppo calda; non prese neppure in considerazione l’idea di tornare a casa a cambiarsi, tanto al negozio se la sarebbe tolta e non era il caso di perdere tempo. Alzò gli occhi verso le finestre di casa e vide che Orsola, la ragazza di fatica, aveva sciorinato lenzuola e coperte prima di rifare i letti; evidentemente i rimproveri del giorno prima erano serviti a qualcosa, concluse soddisfatta.

Piazza Locatelli, nonostante la paura e la confusione che la guerra aveva portato con sé, era piena di gente; l’indomani a Cormòns ci sarebbe stato il mercato della frutta e già contadini e sensali si ammassavano, discutendo, salutandosi e prendendo d’assalto le osterie. Beatrice dovette farsi largo tra numerosi crocchi di persone e alcuni carretti; per fortuna la merceria era lontana da tutto quel caos, considerò, e svoltò con sollievo nella via ombrosa che scendeva verso la parte bassa della cittadina.

I rintocchi provenienti dal campanile del duomo le fecero allungare il passo, perché, se voleva che i dipendenti fossero puntuali, doveva essere lei la prima a dare il buon esempio e lo diceva sempre a suo marito Nicolò che, invece, di esempi ne dava di pessimi. Secondo lei era per il fatto che aveva sempre avuto i soldi, non era nato figlio di una sarta, come Beatrice; che poi, sarta… sua mamma rimetteva insieme i poveri panni di gente che passava la vita a sperare nei raccolti e a contare quei pochi centesimi che si ritrovavano ogni tanto in tasca, e lei aveva fatto i salti mortali per levarsi da quella situazione meschina. Povera mamma, chissà come sarebbe stata contenta di vederla con le scarpe con i tacchi e la giacca attillata.

Arrivò alla merceria proprio mentre il fattorino toglieva l’ultima imposta di legno.

– Buon giorno, Giacomo.

– Buon giorno, signora Beatrice.

Come ogni volta che entrava nel negozio, si rallegrò. Le piaceva l’odore delle stoffe nuove che le pizzicava le narici, la vista del bancone pulito e ordinato, delle scatole di bottoni; quello era il suo mondo e il suo regno, dove tutto filava come doveva, liscio e senza intoppi, proprio uguale alle serpentine di nastri che aveva messo in vetrina il giorno prima.

– Buon giorno, signora Beatrice.

– Buon giorno, Ines.

La giovane commessa entrò trafelata, ma subito si tranquillizzò, dopo aver dato un’occhiata all’orologio dorato che ticchettava appeso al muro e al viso tranquillo di Beatrice.

– Pensavo di essere in ritardo – continuò, levandosi il cappello, – con tutta la baraonda che c’è in giro.

– Già.

Sapeva bene dove la Ines perdeva tempo; da quando a Cormòns c’erano i soldati italiani, arrivava all’ultimo momento, con un sorriso sulle labbra e con la testa fra le nuvole. Per non parlare del fatto che se ne stava sulla porta a guardarsi

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