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Come si scrive un film: Scrivere cinema 1

Come si scrive un film: Scrivere cinema 1

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Come si scrive un film: Scrivere cinema 1

Lunghezza:
222 pagine
7 ore
Pubblicato:
1 lug 2014
ISBN:
9788867754120
Formato:
Libro

Descrizione

SAGGIO (138 pagine) - CINEMA - Cosa significa scrivere un film? Solo mestiere o anche passione, voglia di raccontare, di trasmettere emozioni? Ecco quali sono le tecniche per rendere le vostre idee e le vostre storie adatte a essere portate sul grande e sul piccolo schermo.

Per scrivere un film non basta avere una buona idea e metterci tanta passione. Occorre anche conoscere le tecniche specifiche per questo linguaggio narrativo, e sapere come impostare un soggetto, un trattamento e una sceneggiatura. In questo agile ma completo manuale, scritto da uno sceneggiatore professionista che ha lavorato per piccolo e grande schermo, potrete cominciare a prendere confidenza con tutti gli strumenti dello sceneggiatore cinematografico, e cimentarvi nella scrittura di un film cercando di ottenere un prodotto professionale, in grado di dare risalto alla vostra idea e magari, perché no, farsi notare da qualche casa di produzione.

Franco Forte è giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore e consulente editoriale. Direttore delle collane da Edicola Mondadori (I Gialli Mondadori, Segretissimo, Urania), ha  pubblicato quattordici romanzi per Mondadori, diversi saggi e un manuale di scrittura per gli autori esordienti. E' stato fra gli autori di alcune importanti serie televisive, come "Distretto di Polizia", "RIS: Delitti imperfetti" e "Intelligence" e ha scritto la sceneggiatura del film TV "Giulio Cesare", trasmesso da Canale 5, e dello sceneggiato su Gengis Khan andato in onda su Rete 4 e su Discovery Channel. Il protagonista di una sua serie di romanzi per la collana Segretissimo, Stal, è stato opzionato dalla Universal per la realizzazione di un film.
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1 lug 2014
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9788867754120
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Libro

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Come si scrive un film - Franco Forte

a cura di Franco Forte

Come si scrive un film

di Franco Forte

1.0 luglio 2014

ISBN versione ePub: 9788867754120

© 2014 Franco Forte

Edizione ebook © 2014 Delos Digital srl

Piazza Bonomelli 6/6 20139 Milano

Versione: 1.0 luglio 2014

Font Quattrocento Sans by Pablo Impallari, SIL Open Font Licence 1.1

TUTTI I DIRITTI RISERVATI

Sono vietate la copia e la diffusione non autorizzate.

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Indice

Colophon

Franco Forte

Come si scrive un film

Capitolo 1. Punto di partenza

Capitolo 2. Ecco il dinosauro

Capitolo 3. La cassetta degli attrezzi

Capitolo 4. Il soggetto

Capitolo 5. Il trattamento

Capitolo 6. La cartella dattiloscritta

Capitolo 7. La scaletta

Capitolo 8. La sceneggiatura

Capitolo 9. Quale impostazione?

Capitolo 10. I personaggi

Capitolo 11. I nomi dei personaggi

Capitolo 12. I dialoghi

Capitolo 13. La uso o non la uso?

Capitolo 14. A ognuno il suo

Capitolo 15. Senti chi parla

Capitolo 16. Sempre il meglio

Capitolo 17. Occhio alla telecamera

Capitolo 18. Lo storyboard

Capitolo 19. Tutte le tappe di un film

Capitolo 20. Le regole d’oro dello sceneggiatore

ESEMPI PRATICI

Soggetto per un film venduto a una produzione americana

Soggetto approfondito per una puntata della serie TV Distretto di polizia per Mediaset

Soggetto scalettato per un docufilm su Giulio Cesare sviluppato per Mediatrade

Soggetto con variazioni per l’adattamento cinematografico di un romanzo di Cristiana Astori a film

Trattamento per un film TV su Vallanzasca per Mediaset

Trattamento per un film indipendente scritto con il regista Donato Pisani e l’attore Stefano Chiodaroli

Sceneggiatura per una serie TV di fantascienza per la RAI

Sceneggiatura per un documentario per Mediaset

Descrizione di un personaggio per un’opzione cinematografica

Soggetto scalettato per un film per la Universal

Delos Digital e il DRM

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Franco Forte

Franco Forte è giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore e consulente editoriale. Direttore delle collane da Edicola Mondadori (I Gialli Mondadori, Segretissimo, Urania), ha  pubblicato quattordici romanzi per Mondadori, diversi saggi e un manuale di scrittura per gli autori esordienti. E’ stato fra gli autori di alcune importanti serie televisive, come Distretto di Polizia, RIS: Delitti imperfetti e Intelligence e ha scritto la sceneggiatura del film TV Giulio Cesare, trasmesso da Canale 5, e dello sceneggiato su Gengis Khan andato in onda su Rete 4 e su Discovery Channel. Il protagonista di una sua serie di romanzi per la collana Segretissimo, Stal, è stato opzionato dalla Universal per la realizzazione di un film.

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Franco Forte, 365 Racconti erotici per un anno 365 Racconti ISBN: 9788865304815 Franco Forte, 365 Racconti horror per un anno 365 Racconti ISBN: 9788865304822 Franco Forte, 365 Racconti sulla fine del mondo 365 Racconti ISBN: 9788865304839 Franco Forte, 365 Storie d'amore 365 Racconti ISBN: 9788865304846 Franco Forte, 365 Racconti di Natale 365 Racconti ISBN: 9788865304853 Franco Forte, Stazione 27 The Tube ISBN: 9788867750429 Franco Forte, Chew-9 Chew-9 ISBN: 9788867751228 Franco Forte, La guerra coi Rems Chew-9 ISBN: 9788867751303 Franco Forte, Sole giaguaro Chew-9 ISBN: 9788867751471 Franco Forte, Sentenza Capitale Chew-9 ISBN: 9788867751501 Franco Forte, Morte dell'Agglomerato Chew-9 ISBN: 9788867751518 Franco Forte, Stazione 9 Chew-9 ISBN: 9788867751624 Franco Forte, Acciaio Chew-9 ISBN: 9788867751716 Franco Forte, Quinta dimensione Chew-9 ISBN: 9788867751839 Franco Forte, Stazione 28 The Tube ISBN: 9788867751969 Franco Forte, Sono atomi di stelle Chew-9 ISBN: 9788867751990 Franco Forte, Gli orizzonti del cerchio Chew-9 ISBN: 9788867752102 Franco Forte, Fuga d'azzardo Delos Crime ISBN: 9788867752362 Alain Voudì, Franco Forte, Rinascita The Tube 2 ISBN: 9788867752690 Franco Forte, L'oscura anima del progresso Classici della Fantascienza Italiana ISBN: 9788867753710

Capitolo 1. Punto di partenza

Prima di tutto, l’idea.

È questo il punto di partenza e lo scoglio più difficile da superare quando si decide di scrivere un film. Perché? Novantanove film su cento non sono altro che dei remake occulti afferma Sergio Donati, storico sceneggiatore italiano che ha dato vita a grandi capolavori del cinema come C’era una volta il West. È quasi impossibile trovare una storia così originale da non avere nel suo DNA una dozzina di antenati più o meno illustri.

Questo succede non solo per carenza di spunti originali, ma anche perché alla fin fine non tutte le idee vanno bene per il grande schermo, e non tutte le intuizioni riescono ad accontentare il pubblico.

Secondo Chris Vogler, story analist fra i più affermati a Hollywood, "tutti i film sono costituiti da alcuni elementi strutturali comuni, che si trovano universalmente nel mito, nelle fiabe, nei sogni. (…) Il pubblico guardava film come Guerre stellari o Incontri ravvicinati del terzo tipo come in cerca di una qualche esperienza religiosa; (era come se) quei film attirassero tanto pubblico perché rispecchiavano i modelli universali del mito".

Basterebbe questo per farci capire che il mestiere dello sceneggiatore è più complesso, ma anche più affascinante, di quanto si potrebbe pensare.

Del resto, continua Vogler nel suo libro Il viaggio dell’eroe, una vera e propria bibbia per gli sceneggiatori hollywoodiani, pur avendo vagliato molti romanzi e sceneggiature, non mi sono mai stancato di esplorare il labirinto del racconto con i suoi modelli ricorrenti, le sbalorditive varianti e le domande che ci pongono. Dove nascono le storie? Come funzionano? Cosa raccontano di noi stessi? Cosa significano? Perché ne sentiamo il bisogno? E soprattutto, come fanno i narratori a dare significato alla loro storia?

Cerchiamo di capire tutto questo insieme, sviscerando passo dopo passo i meccanismi della scrittura cinematografica.

Capitolo 2. Ecco il dinosauro

Rispondere alle domande di Vogler non è facile. Quello che possiamo fare è cercare di sintetizzare alcuni dei concetti che gli sceneggiatori professionisti conoscono molto bene, senza i quali non è possibile approdare con sucesso sul grande schermo.

Prima di tutto, il dinosauro.

Se l’idea è l’elemento portante di un film, essa dev’essere il più possibile originale e immediatamente riconoscibile, oppure abbastanza esotica da incuriosire.

Non c’è bisogno di scrivere pagine e pagine per descrivere la vostra idea; anzi, la sua validità di solito è inversamente proporzionale alla lunghezza del testo che impiegherete per descriverla.

Ci sono idee folgoranti che entrano in una sola riga ha affermato Sergio Donati. Un esempio? Danny De Vito e Arnold Schwarzenegger scoprono di essere gemelli. È già un soggetto, e sicuramente avrà fatto saltare sulla sedia il produttore che ci ha messo sopra le mani.

Già, ecco un’idea forte, esotica, che incuriosisce. Che contiene all’interno il suo dinosauro, ovvero l’elemento originale che la contraddistingue. Prendete Jurassic Park. Qual è la storia di quel film? Come possiamo riassumerla? Non c’è bisogno di parlare dei personaggi, delle disavventure che sono costretti a patire, dell’isola su cui lo scienziato di turno ha realizzato il più incredibile dei parchi divertimento. No, tutto Jurassic Park si riassume in una sola, folgorante idea: i dinosauri tornano a vivere. Non serve altro.

Per cui, se state pensando di scrivere un film, soffermatevi un istante su questo particolare: qual è il dinosauro della vostra storia? Se riuscirete a descriverlo in poche parole, allora forse avrete materiale sufficiente per iniziare a scrivere una sceneggiatura interessante. Altrimenti… forse sarà meglio riconsiderare tutto il vostro progeto, e capire che cosa non va. O come fare a mettere in luce ciò che davvero c’è di nuovo e interessante nella vostra idea.

Capitolo 3. La cassetta degli attrezzi

A questo punto (se davvero vi sembra di avere trovato un dinosauro, seppure magari non un TRex), la domanda che dovrebbe sorgervi spontanea è: ora che ho la mia idea, da dove comincio?

Non basta, infatti, limitarsi a scrivere poche righe e spedirle a un produttore, per sperare che qualcuno si accorga di voi e decida di mettervi sotto contratto. I miti hollywooodiani, purtroppo, nel nostro Paese lasciano il tempo che trovano.

Non bisogna però disperare, perché anche nel cinema, come in molti altri settori, se si ha perseveranza, convinzione nelle proprie capacità, consapevolezza dei meccanismi che regolano il mondo del cinema e una buona conoscenza delle modalità da seguire per confrontarsi con gli addetti ai lavori, le idee di valore emergono sempre, e prima o poi trovano qualcuno disposto a crederci.

L’importante è non presentarsi ai propri interlocutori come degli sprovveduti. Non c’è nulla, infatti, che irriti di più chi lavora nel cinema (ma immagino anche in qualsiasi altro campo), dell’approssimazione e del dilettantismo. Aprite la vostra cassetta degli attrezzi e cominciate a riempirla con i ferri del mestiere dello sceneggiatore, da cui non dovrete più separarvi.

Capitolo 4. Il soggetto

Il punto di partenza, quando si cerca di tradurre un’idea in film, è il soggetto, che non è altro che lo sviluppo in poche cartelle (due o tre al massimo) di un’idea abbastanza forte che ruota attorno a personaggi ben caratterizzati, immersi in un ambiente interessante.

Detto così parrebbe tutto facile, ma non lo è affatto. Il dono della sintesi è merce rara, e non sempre si riesce a far risaltare in poche cartelle tutti i pregi e i risvolti originali della propria storia.

In questa fase della scrittura non bisogna curare troppo lo stile, né avvincere il lettore con una prosa mirabolante. Basta far capire in che cosa consiste la vostra storia, come comincia, come si sviluppa e come finisce. Il tutto cercando di mettere in risalto alcuni elementi fondamentali del film, come i personaggi intorno ai quali ruoterà la vicenda, le ambientazioni che ne faranno da corollario e i colpi di scena che scandiranno la narrazione.

Un punto fondamentale del soggetto, da curare particolarmente, è l’incipit. Dice ancora Sergio Donati: Le prime tre righe qualcuno ve le leggerà sempre. Ricordate che si tratterà sempre di qualcuno convinto, a torto o a ragione, di poter giudicare da quel poco tutto il resto.

Non bisogna fallire, quindi, nell’impresa di catturare subito l’attenzione, e costringere il lettore a continuare a immergersi nella vostra storia.

Ma non c’è solo questo. Fin dal soggetto, infatti, per un produttore è importante che emerga un fattore molto importante, a cui di solito gli autori dilettanti non pensano, ma che per uno sceneggiatore professionista è il primo obiettivo su cui concentrarsi: quanto potrebbe costare questo film?

In base agli elementi che ci sono nel soggetto, infatti, è possibile capire di quale genere si tratterà (se fosse uno storico, per esempio, dovendo prevedere scene in costume, magari con l’uso di comparse per ricreare eserciti, o della computer graphic per dare vita a un assedio o a delle battaglie, i costi sarebbero enormi, indipendentemente dalla qualità della vostra idea), dove si svolgerà (se un film fosse ambientato tutto all’interno di una stanza, come per esempio il magnifico La parola ai giurati diretto da Sidney Lumet, che racconta la storia di un componente di una giuria di un tribunale americano che cerca di convincere gli altri undici membri ad assolvere un ragazzo accusato di parricidio, il tutto senza mai uscire dalla stanza in cui sono riuniti, allora i costi sarebbero bassissimi) e di quali elementi ci potrebbe essere bisogno (effetti speciali? Uso di comparse? Droni, aerei o elicotteri per riprese in volo?).

Naturalmente, più darete l’idea che il vostro film costerà poco, più vi sarà facile ottenere attenzione da un produttore…

In conclusione, come sostiene Sergio Donati, il soggetto [per un film] va mirato al suo target. Con il collega Vincenzoni, quando lavoravamo molto per Dino De Laurentiis, avevamo inventato uno stile-dino: periodi brevissimi, massimo sei o sette parole, e nessuna stranezza come aggettivi, virgole, punti e virgole. Tipo abecedario, insomma. Questo non perché fosse particolarmente ritardato, ma perché sapevamo che la lettura sarebbe stata sminuzzata tra riunioni, discussioni, proiezioni e un miliardo di telefonate. Con il nostro stile lapidario non perdeva mai il filo, e ci considerava al massimo.

Ma vediamo come si imposta un soggetto, facendo un esempio pratico.

Un soggetto deve essere breve e di immediata fruizione. Ecco come potrebbe essere impostato quello per un film come La vita è bella di Roberto Benigni.

LA VITA È BELLA

Soggetto per un film drammatico

di Roberto Benigni

La vicenda

Al tempo della seconda guerra mondiale l’amore di una coppia supera le divisioni razziali e la sorregge anche nella deportazione, dove la sopravvivenza è possibile grazie alla capacità del protagonista di inventare un gioco a punti per il figlio.

I personaggi

Dante: commerciante ebreo, immaginativo, appassionato, crea un gioco per il figlio che lo salverà dai nazisti nonostante il suo sacrificio.

Lei: si lascia deportare, nonostante non sia ebrea, per stare vicina al marito e al figlio.

Il figlio: vede la realtà attraverso gli occhi del padre e sopravvive grazie alla sua adesione al gioco inventato dal padre.

Capitolo 5. Il trattamento

Il passo successivo, una volta che il vostro soggetto sia stato letto e approvato, sarà espandere la sintesi delle vostre idee in qualcosa di più corposo, in cui potrete avvalervi di tutta la vostra capacità letteraria, e in cui potrete inserire dialoghi e descrizioni approfondite dei personaggi e delle ambientazioni, fino a una misura limite di una trentina di cartelle dattiloscritte (leggete il capitolo successivo, per capire esattamente di che si tratta).

Occorre, in definitiva, raccontare il film nei dettagli, andando a fondo nei particolari e cominciando a strutturare

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