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Italian Style. Perché il mondo invidia gli italiani

Italian Style. Perché il mondo invidia gli italiani

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Italian Style. Perché il mondo invidia gli italiani

Lunghezza:
38 pagine
30 minuti
Editore:
Pubblicato:
12 nov 2012
ISBN:
9788867520275
Formato:
Libro

Descrizione

Politica e cinema, calcio e giornalismo, cultura e cucina, uomini e donne, i must che fanno dell'Italia un paese da invidiare. Una terra dove tutti sembrano vivere in un sogno dolce e prolungato. Questo saggio divertente e ironico, spiega come mai gli italiani sono così tanto amaramente odiati dagli stranieri. E come mai gli stranieri vorrebbero essere come gli italiani.
A comporre questa opera Mario Roma, uno pseudonimo che cela un collettivo di giornalisti e scrittori italiani attenti lettori del quotidiano.
Editore:
Pubblicato:
12 nov 2012
ISBN:
9788867520275
Formato:
Libro

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Italian Style. Perché il mondo invidia gli italiani - Mario Roma

Mario Roma

Italian Style

Perché il mondo invidia gli italiani

Abel Books

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© 2012 Abel Books

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Abel Books

via Terme di Traiano, 25

00053 Civitavecchia (Roma)

ISBN 9788867520275

Introduzione

Politica e cinema, calcio e giornalismo, cultura e cucina, uomini e donne, i must che fanno dell'Italia un paese da invidiare. Una terra dove tutti sembrano vivere in un sogno dolce e prolungato. Questo saggio divertente e ironico, spiega come mai gli italiani sono così tanto amaramente odiati dagli stranieri. E come mai gli stranieri vorrebbero essere come gli italiani.

A comporre questa opera Mario Roma, uno pseudonimo che cela un collettivo di giornalisti e scrittori italiani attenti lettori del quotidiano.

L’inventore di Twitter era italiano e parlava cogli uccelli

«(…) Ahi serva Italia, di dolore ostello,

nave sanza nocchiere in gran tempesta,

non donna di provincie, ma bordello!»

Dante, Purgatorio, Canto VI, Divina Commedia

Provateci. Provateci anche voi a tradurre nella vostra lingua madre anche solo questi tre versi del sommo Dante. Poi parliamone. Discettiamo della musicalità nell’idioma italiota e in quello dei taxi neri a forma di monolocale. Stiamo per ore, vi prego, a cercare le sfumature di significato possibili nella lingua originaria e in quella tradotta. Infine soffermiamoci sulla preveggenza del taglio delle province e le feste in maschera come porci.

La letteratura italiana che emise i primi vagiti nel XIII secolo nacque così, col botto. È come se alla prima edizione di X-Factor fosse uscito vincitore il nuovo George Michael. Fantascienza. E invece in Italia le cose o si fanno (e si scrivono) per bene oppure non si fanno (non si scrivono) per niente. Un po’ come il politico che ruba: fidatevi che lo farà bene. Dopo quel nasone di Dante – all’anagrafe Durante Alighiero degli Alighieri, sob! - l’Italia è come infestata dal virus dell’altissima letteratura. Non si conoscevano, forse si odiavano, ma anche Giovanni Boccaccio scrisse il Decamerone e Francesco Petrarca compose il Canzoniere. Che, ad onor di cronaca, s’intitolava così: Frammenti di componimenti in volgare di Francesco Petrarca, poeta coronato d'alloro. Il che suggerisce due ipotesi altresì valide: a) che fosse un

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