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Stazione 27
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E-book33 pagine23 minuti

Stazione 27

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RACCONTO LUNGO - Vuoi vivere? Allora non scendere da quel treno...

Siamo nella metropolitana di una città non precisata. Il mondo finisce mentre Milo, il nostro protagonista, si trova a bordo di un treno, senza che lui lo sappia. L’epidemia si è diffusa, e il mondo è in guerra con i morti viventi. Quando i passeggeri scendono, scoprono che le stazioni sono invase dagli zombie. Milo, insieme a un manipolo di passeggeri, si rifugia in un treno della metropolitana. Con loro c’è il conducente, che fa partire il convoglio. Ma cosa troveranno alle prossime fermate? E perché, una volta giunti al capolinea, la metropolitana sembra non finire mai e proseguire in un viaggio d’incubo? Il primo capitolo di una serie narrativa alimentata dai lettori stessi, che potranno contribuirvi partecipando al contest letterario sul forum della Writers Magazine Italia.

Franco Forte nasce a Milano nel 1962. Giornalista, traduttore, sceneggiatore, Editor delle collane edicola Mondadori (Gialli Mondadori, Urania e Segretissimo), ha pubblicato i romanzi Il segno dell'untore, Roma in fiamme, I bastioni del coraggio, Carthago, La Compagnia della Morte, Operazione Copernico, Il figlio del cielo, L’orda d’oro – da cui ha tratto per Mediaset uno sceneggiato tv su Gengis Khan –, tutti editi da Mondadori, e La stretta del Pitone e China killer (Mursia e Tropea). Per Mediaset ha scritto la sceneggiatura di un film tv su Giulio Cesare e ha collaborato alle serie “RIS – Delitti imperfetti” e “Distretto di polizia”. Direttore della rivista Writers Magazine Italia (www.writersmagazine.it), ha pubblicato con Delos Books Il prontuario dello scrittore, un manuale di scrittura creativa per esordienti. Il suo sito: www.franco-forte.it
LinguaItaliano
Data di uscita1 ott 2013
ISBN9788867750429
Stazione 27
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    Stazione 27 - Franco Forte

    www.franco-forte.it

    1

    Quando Milo vide salire la ragazza, trattenne a stento l’impulso di sputarsi sulle mani e affilare la cresta. Era appena stato dal barbiere, e l’odore di gel lo avvolgeva come una nuvola di vapore: non potevano esserci dubbi che fosse tutto a posto.

    Allora perché si sentiva così nervoso, così insicuro di sé, mentre scrutava di sottecchi la biondina che chiacchierava con le amiche, ridendo e ignorando il mondo che la circondava come sanno fare solo le belle ragazze consapevoli di avere sempre tutti gli occhi addosso?

    Non lo sapeva, e alla fine decise di giocarsela con discrezione, perché non poteva rischiare di fare una brutta figura, non oggi che aveva finalmente deciso di abbordare la biondina e farsi dire almeno come si chiamava. Confidava di fare colpo con il suo solito sorriso strafottente, e l’aria distratta del ragazzo carino che non si fila nessuno perché sa che le ragazze aspettano solo un suo cenno per gettarglisi ai piedi. Non era così, naturalmente, ma da qualche parte in una rivista aveva letto questa teoria secondo cui le donne sono attratte da chi le ignora, perché scatta la competizione e la voglia di rivalsa, di dimostrare di essere sempre loro al centro dell’attenzione, e chi era lui per non crederci?

    Anzi, il consiglio era magnifico: poteva ignorare le ragazze e darsi un tono, passando per un figo anziché per il solito imbranato che non sapeva spiccicare parola, quando si trovava davanti un bel visino.

    Cercando di non farsi notare tirò fuori l’iPod dalla tasca del giubbino e cominciò a smanettare mentre la musica a palla gli disfaceva i timpani, e finalmente trovò l’app che aveva scaricato proprio per i momenti di emergenza. Si chiamava iCool, e dava l’impressione di specchiarsi nell’iPod, anche se in realtà si trattava di una ripresa dalla minicamera posta sul frontale dell’apparecchio. Un’app inutile, ma ce l’avevano tutti, e lui non poteva esimersi dallo specchiarsi nell’ellisse bordata di ottone che riproduceva un antico

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