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Che il dio del sole sia con te
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Che il dio del sole sia con te
E-book117 pagine1 ora

Che il dio del sole sia con te

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Che il dio del Sole sia con te. Per sempre ti possa accompagnare tra i sentieri della vita e tra i tagli della luna. Nel cerchio delle frasi che si legano ai colori tu trovi i respiri. I colori e le parole non sono sabbia ma vento. Ricordalo. Non perdere la luce dello sguardo. Anche quando gli anni turberanno i tuoi capelli e la tua pelle avrà incisi di nebbia tu resterai immensità di orizzonti e avrai con te non il passato ma la bellezza del ricordo e le foglie che hai sparso lungo le attese che sono diventate praterie. L’importante è che tu possa vivere nella consapevolezza. Non pensare di perderti perché perdendoti non ti perderai da sola, perché perdendoti anche noi ti perderemo. Il popolo delle frontiere ti sia di incoraggiamento. Guarirai dalle inquietudini soltanto se riuscirai ad ascoltare la voce del tuo silenzio. Che il dio del Sole sia sempre con te.
LinguaItaliano
Data di uscita14 gen 2014
ISBN9788868221430
Che il dio del sole sia con te
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    Che il dio del sole sia con te - Pierfranco Bruni

    ombra

    Che il dio del Sole sia con te

    Nel Vento Pazzo di Luna Sorgente

    Che il dio del Sole sia con te. Per sempre ti possa accompagnare tra i sentieri della vita e tra i tagli della luna. Nel cerchio delle frasi che si legano ai colori tu trovi i respiri. I colori e le parole non sono sabbia ma vento. Ricordalo. Non perdere la luce dello sguardo. Anche quando gli anni turberanno i tuoi capelli e la tua pelle avrà incisi di nebbia tu resterai immensità di orizzonti e avrai con te non il passato ma la bellezza del ricordo e le foglie che hai sparso lungo le attese che sono diventate praterie. L’importante è che tu possa vivere nella consapevolezza. Non pensare di perderti perché perdendoti non ti perderai da sola, perché perdendoti anche noi ti perderemo. Il popolo delle frontiere ti sia di incoraggiamento. Guarirai dalle inquietudini soltanto se riuscirai ad ascoltare la voce del tuo silenzio. Che il dio del Sole sia sempre con te.

    Così disse Vento Pazzo a Luna Sorgente in una notte in cui le stelle si erano assopite e tutto intorno recitava il teatro del buio.

    Non c’erano stelle e Luna Sorgente cercava di affidarsi a un sogno per tentare di aggrapparsi al filo della conoscenza.

    Vento Pazzo le prese le mani. Baciò le mani delicate di Donna Luna Sorgente e poi accese un fuoco. Piccole fiamme e il fumo in cerchio. Prima piccoli cerchi, poi si sollevarono cerchi più grandi sino a innalzarsi in alto come aironi o come code di colombi o gabbiani tra ali nel vigore dell’aria. Ali di fumo nella notte insicura e senza stelle.

    L’accampamento era distante. Le tende bianche chiazzate di rosso, di giallo e di azzurro erano nel miraggio di un immaginario che conosce distanze e misura separazioni.

    Luna Sorgente era molto triste.

    Vento Pazzo era ormai entrato nell’età della partenza. L’età della partenza intreccia il volto dell’andare con quello del ritornare.

    Vento Pazzo: Le voci che abbiamo dentro sono suoni del destino. E questi suoni convivono dentro di noi. Anche senza cercarli si ritrovano. Suoni che vanno e che si impastano nel nostro sangue e nella nostra carne. Suoni e mai echi. Nel corso degli anni diventano echi ma nascono come voci.

    Ho ascoltato e ascolto. Quello che dici mi commuove ma mi fa anche riflettere. Il tuo nome ha una lunga storia ma è anche l’illuminazione di un destino che porti tracciato sulle mani. Tra le linee delle tue mani. Ogni linea è come se raccontasse un viaggio e ogni viaggio è uno scavo e ogni scavo è una stagione vissuta. Tu mi dici che il dio del Sole deve aiutarmi ma come faccio a raggiungere il dio del Sole?.

    Luna Sorgente con queste parole si rivolse a Vento Pazzo.

    E Vento Pazzo: Non devi essere tu a cercare o a raggiungere il dio del Sole. Che il dio del Sole sia con te! Io imploro il dio del Sole affinché ti possa guidare, ti possa accompagnare, ti possa seguire. C’è sempre un dio con noi. Ed è il dio che ci permette di vivere. È lo stesso dio che ci permette di non sbagliare ma è anche lo stesso dio che, a volte, ci abbandona e quando restiamo soli in solitudine non abbiamo più luce dentro di noi e i passi che compiamo sono incerti e tracciano il loro segno nel vuoto. Ecco perché io sono fermamente convinto che dobbiamo affidarci completamente a un dio. Io ti affido al dio del Sole anche se personalmente resto legato al dio della rugiada. Io mi lascio completamente raccogliere dal dio della rugiada. Ma sai perché mi hanno chiamato Vento Pazzo?.

    No. Non so. Io sono Luna Sorgente perché mia madre che si chiamava Luna di Tramonto si era innamorata di Fumo Selvaggio con il quale si era sposata. Dopo lunghi anni e dopo aver contato diverse lune sono nata io e sono nata proprio mentre sorgeva la luna in una tenda Navaho, in un grande accampamento, vicino al fiume. Mio padre, capo tribù, Fumo Selvaggio, mi portò dallo sciamano Atakutapra e consigliò di chiamarmi Luna Sorgente con una promessa che impose a mio padre. Restare in attesa, nella stagione del sole nuovo, del sorgere della luna e ad ogni linea di luna ascoltare la voce del tempo e cogliere, da questa voce, il singhiozzo della vita. Così fecero mio padre e mia madre fino a quando il nostro accampamento non fu distrutto dalle giacche gialle. Per molte lune e per molti venti io ho implorato la voce del tempo ma nulla ho ascoltato, nulla mi è giunto, nulla ho catturato. Tu, Vento Pazzo, ora mi parli, mi incoraggi. Ho le trecce stanche e sono avvolte sul mio capo e restano come tante vite vissute. Mi parli del dio del Sole. Che il dio del Sole sia con me. Che il vento dell’amore ti raggiunga….

    "Che il vento dell’amore mi possa segnare la vita…Mia madre, Rugiada del Silenzio, si innamorò follemente di Uomo Solitario. Fuggì dalla sua tribù per amore di Uomo Solitario che la portò in Occidente. Seguirono le vie dei bisonti e si trovarono, camminando, sulla strada delle nevi. Mia madre non fu mai perdonata dalla sua tribù. La trovarono morta tra le montagne di sabbia e di mio padre non

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