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ILIADE autore: un troiano

ILIADE autore: un troiano

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ILIADE autore: un troiano

Lunghezza:
93 pagine
1 ora
Pubblicato:
Oct 30, 2015
ISBN:
9788892513037
Formato:
Libro

Descrizione

Darete Frigio, un sacerdote o un soldato dell’esercito di Priamo, è l’autore di un’Iliade scritta prima del poema omerico. Afferma di aver partecipato alla guerra di Troia, di essere scampato all’eccidio finale e, rimasto in città con Antenore, di aver sentito la necessità di redigere le proprie memorie per tramandare ai posteri la testimonianza diretta di quanto accaduto nel memorabile conflitto. Ci racconta un’altra Iliade, infiocchettata di nuove “verità”, forse meno epiche, di intrighi, amori e tradimenti. L’ha farcita, pure, di inedite descrizioni del carattere e dell’aspetto di Achille, Menelao, Enea, Paride, Ettore, Elena, Cassandra e degli altri e delle altre, personaggi proverbiali, mitici, nel nostro immaginario da sempre, resi immortali nel Medio Evo da poeti, commediografi e scrittori.
Dunque, la guerra di Troia dal punto di vista di un Troiano presente agli avvenimenti: entusiasmante, è più verosimile, però, che un anonimo, in epoca post omerica, abbia rielaborato materiale antico, magari in greco, e usato il nome di Darete, citato tra l’altro di sfuggita da Omero nell’Iliade, per diffonderlo come testimonianza diretta. È un’Iliade diversa, il Frigio ribalta spesso responsabilità e situazioni: il rapimento di Elena, a parte le questioni di cuore, è una specie di ritorsione verso gli Achei che avevano sequestrato, e condotto in Grecia come schiava, Esione, sorella di Priamo; i mitici eroi sono esseri umani e gli Dei non partecipano in modo diretto alla guerra; Ettore era uno che parlava molto, in fretta e in modo poco trasparente; Enea un roscio; Menelao un tracagnotto che non arrivava alla spalla di Ulisse; il cavallo di Troia, non era di legno ma immagine. E non si limitano a questi i doni che ci offre il Frigio Darete: è un’Iliade piena di sorprese.
Pubblicato:
Oct 30, 2015
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9788892513037
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ILIADE autore - Antero Reginelli

© Copyright 2015 by Antero Reginelli

Via Enrico Ferri 16

00046 Grottaferrata - Roma

e-mail: anteroreginelli@yahoo.it

Finito di scrivere a Ottobre del 2015

Indice

Il teatro delle operazioni

Introduzione

0. Cornelio Nepote saluta Sallustio Crispo

1. Il vello d’oro. 2. L’ira di Ercole. 3. Priamo fortifica Troia. 4. Antenore Ambasciatore. 5. Priamo prepara la guerra. 6. La spedizione. 7. Reazione immediata. 8. Aspetto e carattere degli altri protagonisti. 9. L’Oracolo di Delfi. 10. Testa di ponte a Tenedo. 11. Gli alleati dei Troiani. 12. Prima grande battaglia. 13. Due anni di tregua. 14. Una lunga battaglia. 15. Il sogno di Andromaca. 16. Grande lite in Consiglio. 17. Innamoramento. 18. Morti illustri. 19. Sostituire Palamede. 20. Guerra o pace. 21. Il prezzo dell’assenza di Achille. 22. Caduta da cavallo. 23. La dolente Ecuba. 24. Aiace contro Paride. 25. Pentesilea, Regina delle Amazzoni. 26. Gran Consiglio a Troia. 27. Inganni e complotti. 28. Porte aperte. 29. Partenza. 30. Le conclusioni di Darete Frigio.

Il teatro delle operazioni

Introduzione

Darete Frigio, un sacerdote o un soldato dell’esercito di Priamo, è l’autore di un’Iliade scritta prima del poema omerico. Afferma di aver partecipato alla guerra di Troia, di essere scampato all’eccidio finale e, rimasto in città con Antenore, di aver sentito la necessità di redigere le proprie memorie per tramandare ai posteri la testimonianza diretta di quanto accaduto nel memorabile conflitto. Ci racconta un’Iliade diversa, infiocchettata di nuove verità, forse meno epiche, di intrighi, amori e tradimenti. L’ha farcita, pure, di inedite descrizioni del carattere e dell’aspetto di Achille, Menelao, Enea, Paride, Ettore, Elena, Cassandra e degli altri e delle altre, personaggi proverbiali, mitici, nel nostro immaginario da sempre, resi immortali nel Medio Evo da poeti, commediografi e scrittori.

Dunque, la guerra di Troia dal punto di vista di un Troiano presente agli avvenimenti: entusiasmante, è più verosimile, però, che un anonimo, in epoca post omerica, abbia rielaborato materiale antico, magari in greco, e usato il nome di Darete Frigio, citato tra l’altro di sfuggita da Omero nell’Iliade, per diffonderlo come testimonianza diretta. A noi giunge con una lettera di Cornelio Nepote inviata a Sallustio Crispo, nella quale sostiene di aver trovato ad Atene la storia della guerra di Troia scritta da Darete: di esserne rimasto affascinato e di averla tradotta dal greco in modo fedele. La pseudo lettera ha fatto sospettare che l'anonimo autore della storia fosse proprio Cornelio Nepote.

Traduzione dal greco o scritta direttamente in latino, opera originale o mistificazione, la questione è simile a quella dell’Ephemeris Belli Troiani di Ditti Cretese (vedi 1210 a.C. La guerra di Troia raccontata da un soldato Cretese libro dello stesso autore), comunque le due opere hanno ispirato poeti dal Medio Evo all’Ottocento e costituiscono le principali fonti dei miti e delle leggende greco-troiane.

Più breve delle Iliadi di Omero e del Cretese Ditti, la storia della guerra di Troia narrata da Darete Frigio abbraccia, però, un periodo più ampio, inizia, addirittura, dall’avventura degli Argonauti, l’epico viaggio per la conquista del vello d’oro, continua con la distruzione di Troia da parte di Ercole, prosegue con la rinascita della città e termina con la prima grande guerra mondiale.

È un’altra Iliade, il Troiano ribalta spesso responsabilità e situazioni: il rapimento di Elena, a parte le questioni di cuore, è una specie di ritorsione verso gli Achei che avevano sequestrato, e condotto in Grecia come schiava, Esione, sorella di Priamo; i mitici eroi sono esseri umani e gli Dei non partecipano in modo diretto alla guerra; Ettore era uno che parlava molto, in fretta e in modo poco trasparente; Enea un roscio (uno con i capelli rossicci); Menelao un tracagnotto che non arrivava alla spalla di Ulisse; il cavallo di Troia, non era di legno ma un’immagine. E non si limitano a questi i doni che ci offre il Frigio Darete: è un’Iliade piena di sorprese.

0. Cornelio Nepote saluta Sallustio Crispo

Mi trovavo ad Atene, impegnato in modo pressante in molte attività, quando mi è capitata tra le mani, per caso, la storia della guerra tra Greci e Troiani, scritta da Darete Frigio, di suo pugno come indica il titolo (Daretis Phrigii de excidio Troiae Historia, cioè Storia della distruzione di Troia, di Darete Frigio). Ed io coccolandomela con grande amore l’ho tradotta, senza aggiungere né togliere nulla per il solo desiderio di cambiare qualcosa, altrimenti sarebbe potuta sembrare mia. Dunque, la cosa migliore da fare era tradurla letteralmente in latino, così come è stata scritta, in modo chiaro e semplice, per portare a conoscenza dei lettori gli avvenimenti dell’epico conflitto: si vedrà così se la gente crederà più a Darete Frigio, che partecipò alla guerra, o ad Omero, che nacque molti anni dopo. Ad Atene, da tempo, è aperta una questione omerica e c’è stato un processo perché alcuni ritenevano Omero un pazzo in quanto scrisse che nella guerra di Troia gli Dei avevano combattuto a fianco e contro gli uomini.

Ma fermiamoci qui.

1. Il vello d’oro

In un certo momento della Storia del mondo, tanti anni fa, Pelia s’impadronì, in modo sleale, del regno di Iolco, in Tessaglia, ai danni del fratellastro Esone, segregato a Palazzo reale.

Dopo un po’, il frodato ebbe un figlio, Giasone.

Tiro, la madre di Pelia, era stata messa incinta da Poseidone (Nettuno): aveva in grembo due creature ma tenne la cosa segreta per non affrontare la collera della matrigna Sidero. Appena nati, abbandonò i gemellini su

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