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Nuovi Motivi di Ricorso alle Contravvenzioni del Codice della Strada

Nuovi Motivi di Ricorso alle Contravvenzioni del Codice della Strada

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Nuovi Motivi di Ricorso alle Contravvenzioni del Codice della Strada

Lunghezza:
330 pagine
3 ore
Editore:
Pubblicato:
26 ott 2015
ISBN:
9788893211130
Formato:
Libro

Descrizione

"Nuovi Motivi di Ricorso alle Contravvenzioni del Codice della Strada" vuole essere una guida essenziale per chi intenda proporre ricorso avverso una multa del Codice della Strada, un'ordinanza-ingiunzione o una cartella esattoriale originate da multa. Il presente lavoro, aggiornato a sentenze di legittimità e di merito recentissime, si suddivide in tre parti: la I parte, intitolata "I principali motivi di opposizione", approfondisce le diverse tipologie di nullità connesse ai verbali di contravvenzione, alle ordinanze-ingiunzione e alle cartelle esattoriali. In particolare, tutti i motivi contenuti nelle varie sezioni sono predisposti con taglio estremamente pratico, tale da consentire sia all'avvocato che al comune cittadino di effettuare un rapido "copia e incolla". La II parte, intitolata "I possibili ricorsi", approfondisce i diversi ricorsi che possono essere proposti dagli utenti della strada nelle ipotesi di contravvenzioni considerate ingiuste dagli stessi. All'interno di tale parte sono stati distinti, in base all'esperienza concreta dell'autrice, i casi in cui è preferibile ricorrere al Prefetto dai casi in cui è preferibile ricorrere al Giudice di Pace. Nella III parte, infine, seguirà il "Formulario", già pronto da utilizzare, che non si limita ad indicare soltanto una vuota "formula", ma va a sviluppare compiutamente all'interno della cd. "cornice" gli argomenti già affrontati ed approfonditi nella prima parte, fornendone una valida applicazione pratica.
Editore:
Pubblicato:
26 ott 2015
ISBN:
9788893211130
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Libro

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Anteprima del libro

Nuovi Motivi di Ricorso alle Contravvenzioni del Codice della Strada - Maria Nicolais

BIOGRAFIA

Abbreviazioni

art./artt. articolo/articoli

co. comma/commi

conv. in l. convertito in legge

Cass. corte di cassazione

civ. civile

Circ. circolare

C.d.S. codice della strada

Contra sentenza contraria

conv. convertito

Corte Cost. corte costituzionale

c.c. codice civile

cfr. confronta

Comm. Trib. Commissioni Tributarie

c.p. codice penale

c.p.c. codice di procedura civile

Cost. Costituzione

D.l. decreto legge

D.lgs. decreto legislativo

D.M. decreto ministeriale

D.p.r. decreto del presidente della repubblica

G. di P. Giudice di Pace

Giust. Giustizia

gg. giorni

lav. lavoro

l. legge

Mass. massima

Min. Ministero

mod. modificazioni

ord. ordinanza

P.A. pubblica amministrazione

pen. penale

PRA pubblico registro automobilistico

Pol. Strad. polizia stradale

Reg. di Esec. C.d.S. regolamento di esecuzione al Codice della Strada

sent. sentenza

sez. sezione

S.U. Sezioni Unite

ss. seguenti

Tar Tribunale Amministrativo Regionale

Trib. Tribunale

Ztl zona/zone a traffico limitato

I parte

I principali motivi di opposizione

I parte

I principali motivi di opposizione

Nullità dei verbali connesse all’oggetto o alla forma

Verbale incompleto: manca il nominativo dell’agente che ha contestato l’infrazione

Il verbale di contestazione è illegittimo in quanto risulta sprovvisto dell’indicazione del nome di colui che ha provveduto ad irrogare la sanzione e che era presente nel momento in cui il sanzionato avrebbe commesso l’infrazione.

L’omessa indicazione del nome dell’agente costituisce un elemento che inficia la correttezza e la trasparenza del verbale in questione, in quanto il cittadino, in mancanza di tale precisazione, non potrà effettuare un controllo sulla esatta qualifica e legittimazione dell’agente verbalizzante in parola.

Né, tanto meno, la mancata indicazione nel verbale del nome dell’agente potrà essere giustificata facendo un improprio riferimento alla legge 675/1996 sulla privacy. L’anzidetta legge, infatti, non impedisce agli agenti accertatori di indicare le loro generalità. In sostanza, il verbale in parola dovrà essere conforme a quanto prescritto dagli artt. 383 e 385 del Regolamento di esecuzione al C.d.S. e, pertanto, non potrà non contenere in calce l’indicazione del nominativo dell’agente che ha provveduto ad elevare il verbale di accertamento dell’infrazione. In altri termini, se è vero che sul verbale redatto con strumenti informatici non è più necessario apporre la sottoscrizione dell’agente, è, invece, necessario indicare a stampa il nominativo del soggetto responsabile dell’emissione del documento (art. 3 del D.lgs. 39/1993).

In mancanza, la sanzione irrogata dovrà essere annullata e resa inefficace dal Giudice adito.

Nullità del verbale per omessa autentica del capo dell’ufficio

Il verbale di contestazione è viziato in quanto risulta privo della certificazione autentica del capo dell’ufficio.

In particolare l’art. 385 3° comma del Regolamento di esecuzione al C.d.S. precisa che il verbale redatto dall’organo accertatore deve essere inviato in originale o copia autenticata a cura del responsabile dello stesso ufficio o comando o da un suo delegato (Cass. civ., sez. I, sent. n. 16204 del 28.12.2000).

In mancanza, non potendo essere considerato un valido titolo esecutivo per l’eventuale recupero delle somme attraverso la fase esecutiva, esso si appalesa illegittimo e come tale va annullato.

Illegittimità del verbale per mancata conformità al modello VI.1 (IV comma art. 383 Reg.)

Il verbale in questione utilizzato dagli agenti accertatori deve essere annullato e reso inefficace in quanto non è conforme al modello previsto dalla legge per la redazione dei verbali di accertamento.

Nel caso di specie, infatti, gli agenti hanno utilizzato il modello 352 Pol. Strad. che appare alquanto generico e poco comprensibile nell’indicazione del fatto e del luogo preciso oggetto di contestazione, contravvenendo agli obblighi di chiarezza imposti dall’art. 200 C.d.S. in rapporto all’art. 383 del Regolamento al C.d.S. Per il che devono ritenersi inefficaci le sanzioni comminate.

Verbale incompleto: non imputa un fatto ma trascrive una norma (art. 201 C.d.S.; art. 383 del Reg.)

Il verbale notificato si presenta viziato in quanto lo stesso non specifica il fatto commesso cui viene ricollegata una norma.

In particolare l’art. 201 del C.d.S. precisa che il verbale di contestazione deve contenere gli estremi precisi e dettagliati della violazione; l’art. 383 del Regolamento stabilisce, altresì, che lo stesso deve contenere, tra gli altri elementi, anche la sommaria esposizione del fatto.

La semplice trascrizione della norma violata non è infatti sufficiente ad individuare la violazione che si assume commessa, atteso che le norme suddette impongono un minimo di specificazioni.

Verbale incompleto: non sono presenti gli elementi di riscontro dell’infrazione

Il verbale di accertamento impugnato è illegittimo in quanto privo dei necessari elementi di riscontro dell’infrazione.

L’accertatore ha omesso di indicare nello stesso: il numero civico/il luogo/la chilometrica precisa, l’ora della presunta infrazione ecc.

Va precisato che il verbale non costituisce contestazione della prefata infrazione qualora risulti privo degli "elementi precisi e dettagliati della violazione", così come prescritto dagli artt. 201 C.d.S. e 383/1 del Regolamento.

In tema di infrazioni amministrative, l’atto di notifica degli estremi della violazione deve, infatti, contenere indicazioni sufficienti ad assicurare la tempestiva difesa dell’interessato (Cass. civ., sez. I, sent. n. 2767 del 27.03. 1996).

Pertanto deve considerarsi invalido, perché non sufficientemente specifico, il verbale notificato al presunto autore dell’infrazione privo di qualsiasi indicazione con riguardo al giorno, all’ora e alla località dell’avvenuta violazione, né sarebbe configurabile una sanatoria di detta invalidità per il fatto che il verbale separatamente notificato al proprietario dell’autovettura, nella qualità di responsabile in solido, rechi detti elementi (Cass. civ., sent. dell’08.06.2010).

Verbale incompleto: non specifica il comma della norma violata

Il verbale de quo deve considerarsi generico ed errato in quanto non specifica il comma della norma violata.

In particolare l’art. 383 1° comma del Regolamento è chiaro nel precisare che il verbale di contestazione redatto dai verbalizzanti deve contenere la citazione della norma violata.

Nel caso di specie l’indicazione dell’articolo contestato, senza la specificazione del comma violato, non consente di individuare chiaramente il comportamento posto in essere in violazione delle norme del Codice della Strada poiché il predetto articolo prevede varie ipotesi e dalla descrizione del fatto non è possibile desumere l’esatta ipotesi normativa a cui i verbalizzanti intendono fare riferimento. Secondo la giurisprudenza il verbale privo dell’indicazione del comma violato è causa di nullità qualora infici il diritto di difesa del ricorrente (Cass. 8885/2009).

Verbale incompleto: manca l’indicazione del termine entro cui presentare ricorso

Il verbale di accertamento di violazione del Codice della Strada presenta una irregolarità in quanto non indica il termine entro cui l’interessato può presentare ricorso.

In particolare l’art. 3 comma 4 della legge 241/90 (Legge sul procedimento amministrativo) precisa che In ogni atto notificato al destinatario devono essere indicati il termine e l’Autorità cui è possibile ricorrere. Detta norma è stata emanata per tutti i procedimenti amministrativi e risponde all’esigenza del rispetto della regola di trasparenza dell’attività della Pubblica Amministrazione, anche con riferimento all’esercizio del diritto di difesa del cittadino nei confronti dei provvedimenti amministrativi.

Sul punto la giurisprudenza ha evidenziato che tale irregolarità impedisce il verificarsi delle preclusioni processuali, consentendo al ricorrente di poter proporre ricorso anche oltre il termine di 30 giorni (TAR Lazio, sez. II, sent. n. 195 del 23.01.2013; Cass., sent. n. 27283 del 09.12.2005; Cass., sent. n. 12320 del 07.07. 2004).

Verbale incompleto: manca la motivazione

Le contestazioni elevate dagli agenti accertatori, per essere giuridicamente opponibili al cittadino, devono contenere l’esplicita individuazione del comportamento negligente posto a fondamento della contestazione stessa.

In particolare l’art. 3 della legge 241 del 1990 (Legge sul procedimento amministrativo) enuncia in via generale l’obbligo di motivazione per tutti i provvedimenti amministrativi, siano o meno discrezionali, fatta salva l’eccezione prevista per i provvedimenti aventi contenuto generale che seguono la loro disciplina. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione in base a quanto è stato desunto dall’istruttoria.

Pertanto le contravvenzioni che non individuano specifiche violazioni al Codice della Strada risultano del tutto prive di motivazione e come tali vanno annullate dal Giudice adito (G. di P. di Giarre, sent. n. 278 del 2009; G. di P. di Monza, sez. II, sent. n. 1916 del 20.10/20.12.2003).

Verbale nullo: la motivazione risulta contraddittoria

Il verbale di contestazione deve essere annullato in quanto gli agenti accertatori, nel rilevare l’infrazione per circolazione sprovvista del prescritto contrassegno di assicurazione, hanno riportato la seguente contraddittoria motivazione: "circolava alla guida del veicolo indicato sprovvisto del prescritto contrassegno di assicurazione da esporsi sul parabrezza e poi nel contempo affermavano di non aver potuto procedere alla contestazione immediata a causa dell’assenza del trasgressore".

Tale suesposta motivazione risulta contraddittoria ed inficia nella sua totalità il verbale de quo in quanto non è ipotizzabile contestare la "circolazione del veicolo sprovvisto del tagliando assicurativo e nel contempo affermare che non si è potuto procedere alla contestazione immediata in quanto il trasgressore risultava assente".

Tale principio è stato ampiamente affermato anche dal Giudice di Pace di Ottaviano nella sentenza del 04.03.2011, il quale, in una ipotesi analoga al caso di specie, ha dichiarato l’infondatezza del verbale di contestazione per contraddittoria motivazione, "atteso che non è ipotizzabile l’assenza del trasgressore nel caso di veicolo in circolazione".

Lo stesso Giudice sul punto, facendo riferimento alla sentenza della Cassazione a Sez. Un. n. 17355 del 24.07.2009, ha ritenuto opportuno osservare che la doglianza de quo relativa al verbale in esame in tanto è possibile in quanto la stessa riguardi delle circostanze di fatto che non siano state attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l’atto non sia suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile oggettiva contraddittorietà.

Verbale nullo: la valutazione degli elementi di fatto risulta insufficiente ed illogica e la condotta sanzionata del tutto generica

Il verbale di contestazione, per la presunta violazione dell’art. 145 1° e 10 comma del C.d.S., va annullato in quanto gli agenti accertatori, nell’irrogare la contravvenzione, si limitavano soltanto a rilevare che "approssimandosi all’intersezione il sanzionato non usava la massima prudenza al fine di evitare incidenti", senza specificare in che cosa consistesse il prefato comportamento violativo della predetta regola cautelare. La motivazione resa dai verbalizzanti risulta insufficiente e generica; gli elementi riportati nel verbale appaiono infatti privi di qualsiasi iter logico idoneo a ricostruire i fatti determinanti la

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