Scopri milioni di ebook, audiolibri, riviste e altro ancora

Solo $11.99/mese al termine del periodo di prova. Cancella quando vuoi.

Il giardino segreto: Ediz. integrale

Il giardino segreto: Ediz. integrale

Leggi anteprima

Il giardino segreto: Ediz. integrale

valutazioni:
4.5/5 (301 valutazioni)
Lunghezza:
323 pagine
5 ore
Editore:
Pubblicato:
18 dic 2014
ISBN:
9788883375293
Formato:
Libro

Descrizione

EDIZIONE REVISIONATA  30/03/2016.

Capolavoro della letteratura per ragazzi, pubblicato per la prima volta nel 1909, questo romanzo narra la storia di Mary Lennox, una ragazzina malaticcia, brutta e antipatica. Nata in India da genitori inglesi, sempre troppo impegnati per occuparsi di lei, Mary viene affidata a una balia e cresce arrogante e capricciosa. Rimasta orfana all’età di dieci anni a causa di un’epidemia di colera, va a vivere con uno zio, il nobile Lord Craven, in un castello nello Yorkshire. Fin dall’inizio, la vita in Inghilterra non è facile, perché lo zio ha un carattere scontroso e la governante che si occupa della ragazzina è molto severa. Con il tempo, però, Mary comincia ad ambientarsi e viene a conoscenza dei tanti segreti che la sua nuova famiglia nasconde. Scopre che lo zio è diventato così burbero da quando sua moglie è morta nel loro stupendo giardino e da allora quel giardino è chiuso a chiave. Mary riesce a trovare la chiave e a entrare nel meraviglioso giardino segreto, un luogo affascinante, da tempo abbandonato, in cui la natura ha preso il sopravvento. La attende, però, un altro mistero: sentendo un lamento, scopre che in una stanza del castello è rinchiuso un bambino. Si tratta di suo cugino Colin, viziato e antipatico, che vive lì fin dalla nascita perché paralizzato. Nello splendido scenario del giardino segreto, in cui la natura diventa simbolo di speranza e di rinascita, i due ragazzi diventano amici e riescono a vincere i loro limiti e le loro paure.
Editore:
Pubblicato:
18 dic 2014
ISBN:
9788883375293
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Correlato a Il giardino segreto

Titoli di questa serie (40)

Anteprima del libro

Il giardino segreto - Frances Hodgons Burnett

giardino

Capitolo I

Non c'è più nessuno , qui !

Quando Mary Lennox arrivò in Inghilterra per andare a vivere con lo zio nel castello di Misselthwaite, tutti quelli che per la prima volta la videro pensarono subito che fosse brutta e antipatica. Avevano ragione, Mary non era proprio quella che definiamo normalmente una bellezza: era piccolina, striminzita, magrissima, con un viso pallido e smunto, due stecchini per gambe e quattro capelli biondicci spettinati. Però non erano queste le cose che provocavano un'impressione negativa in chi la guardava.

A renderla antipatica a prima vista erano la sua espressione arrogante e sempre malcontenta, la sua capacità di non sorridere mai a nessuno.

Mary era nata in India; era figlia di un alto funzionario del governo inglese, sempre molto occupato con i suoi affari e sempre malato, e di una bellissima signora che teneva più ai suoi vestiti e alle sue feste che alla sua bambina.

Non aveva affatto desiderato un figlio e appena Mary era nata l'aveva fatta consegnare a un’ayah - cosìerano chiamate le bambinaie in India - alla quale era stato raccomandato di tenere la piccola il più lontano possibile dai genitori perché non disturbasse con i suoi pianti.

Così la bimba, che era malaticcia, irritabile e tutt'altro che graziosa, era cresciuta nella parte della casa riservata alla servitù. Quando aveva cominciato a osservare le cose che erano intorno a lei e a muovere i primi, incerti passi, dapprima a quattro zampe, poi appoggiandosi agli oggetti che trovava sul suo cammino, non c'era vicino a lei la mano di una persona affettuosa pronta a sorreggerla amorevolmente o il sorriso di qualcuno a incoraggiarla nei suoi progressi. I soli protagonisti della sua infanzia erano i servi di colore, timorosi e spauriti, preoccupati solo di non farla piangere: perciò le lasciavano fare tutti i capricci possibili e immaginabili, essendo sempre accontentata in ogni modo. Mary, crescendo così, era diventata una bambina prepotente, viziata, egoista, abituata a comandare e a essere ubbidita, incapace di voler bene e di farsi voler bene.

Quando compì sei anni, suo padre fece venire dall'Inghilterra una ragazza giovane e intelligente che avrebbe dovuto insegnare a Mary a leggere e scrivere, ma dopo tre mesi la giovane rinunciò al suo incarico perché non aveva resistito alle angherie e agli sgarbi che la bambina le aveva fatto. E questo si era ripetuto con tutte le altre governanti venute in seguito, con la sola differenza che nessuna aveva retto più di qualche settimana. Così, se Mary non avesse deciso di imparare da sola a leggere, perché era affascinata dai bei libri illustrati che le sue tante istitutrici le avevano portato dall'Inghilterra, sarebbe rimasta per sempre un'analfabeta.

Una mattina, quando Mary aveva allora circa nove anni, si svegliò tutta sudata per il caldo insopportabile e di pessimo umore; e ancor più si arrabbiò quando vide che la donna che le stava accanto non era Saidie, la sua ayah.

«Che ci fai tu qui? - disse alla donna che non conosceva, trattandola con il suo modo arrogante - Non mi piaci, vattene via e mandami la mia ayah

La donna la guardò con un'espressione smarrita e balbettò che Saidie non poteva venire. Mary allora montò su tutte le furie, scese dal letto e si avventò brutalmente sulla poveretta che, spaventatissima e tremante, continuava a ripetere con voce di pianto:

«Non può proprio venire... Signorina Sahib... Non può, non può!»

Mary uscì dalla camera furibonda: si avviò verso la cucina, ma attraversando la veranda e le altre stanze, notò che c'era qualcosa di insolito, di strano nell'aria.

Nessuno dei servi che d’abitudine a quell'ora facevano le pulizie era al suo posto; quei pochi che incontrò avevano sul viso un’espressione preoccupata e spaventata che li spingeva a correre qua e là senza curarsi di lei. La sua ayah non era da nessuna parte. Entrò in cucina: era deserta.

Mary andò alla portafinestra che dava sul giardino e presa da un impeto di stizza calciò con forza un sasso che dalla soglia rotolò fin nel vialetto fiancheggiato da piante di ibisco. La bimba inseguì il sasso e lo fece rotolare ancora. Faceva un caldo opprimente: il sole scottava passando attraverso le foglie delle piante, immobili, come sospese in un denso sciroppo.

Mary si chinò a strappare un fiore, poi un altro e un altro ancora. Di solito si divertiva a fare dei giardinetti, formando delle aiuole con i ciottoli e disponendo le corolle colorate in mucchietti di terra; ma quella mattina era troppo arrabbiata. Gettò i fiori, violentemente recisi, l’uno sull’altro poi, con gesto di dispetto li sparpagliò qua e là con i piedi, continuando a rimuginare la sua rabbia.

Come mai nessuno veniva a cercarla? Come mai nessuno si preoccupava di preparare la sua colazione, di portarle i vestiti, di aiutarla a lavarsi? L'avrebbe sentita la sua ayah, quando l'avrebbe trovata!

Pensò fra sé alle parole più brutte e offensive da dirle: rimuginò tutti i turpiloqui che sapeva e decise che le avrebbe detto: Sei peggio di uno sporco maiale! perché non si poteva trovare un insulto peggiore per gli indigeni.

Sì, sì, dirò proprio così a quella figlia di sporchi maiali. ripeteva fra sé, mordendosi le labbra tra i denti e schiacciando i fiori con i piccoli piedi.

A un tratto, sentì delle voci e vide arrivare sulla veranda sua madre con un bel giovanotto biondo. Mary l'aveva già visto altre volte per casa: era un giovane ufficiale venuto in India da poco. L'aveva notato perché era molto gentile ed elegante, ma quella mattina il suo volto svelava un’espressione preoccupata e molto seria.

Mary lo osservò un attimo, poi il suo sguardo si posò sulla madre e vi rimase pieno di ammirazione.

Succedeva sempre così alla bambina quando aveva l'occasione di vedere la Memsahib - la chiamava così, come i servi, con quel nome che significava la signora bianca, perché Sahib in India è il nome che si dà agli europei - la mamma era così bella, alta, sottile, bionda, con un nasino capriccioso e grandi occhi luminosi e ridenti che la incantavano sempre quando la guardava... E poi, i suoi vestiti! Leggeri, vaporosi, pieni di merletti come diceva Mary, avevano un fascino speciale.

Quella mattina il vestito era più bello di sempre, ma gli occhi non avevano un’espressione ridente: erano spalancati e pieni di terrore, fissi sul volto del giovane ufficiale, come se la mamma implorasse aiuto. Parlavano sottovoce, ma Mary riuscì a sentire cosa dicevano.

«Ma è dunque così grave? Così grave?» chiedeva la signora.

«Terribile, terribile! - rispose il giovane con voce tremante - È una cosa spaventosa, Mrs. Lennox. Lei sarebbe dovuto partire già da due settimane, da quando si cominciò a sospettarlo... sarebbe dovuto andare sulle colline...»

La mamma fece un gesto di disperazione, stringendo le mani: «Sì, è vero... È vero! E pensare che non sono partita solo per andare a quella stupida festa... che sciocca...»

A un tratto si udì un urlo agghiacciante provenire dalle stanze della servitù: la signora s’interruppe, strinse convulsamente un braccio dell'ufficiale e Mary sentì un brivido passarle dalla testa ai piedi. Al primo urlo ne seguì un altro e poi ancora altri sempre più strazianti.

«Ma cos'è, cos'è? Cosa succede?» balbettò la signora.

«Deve essere morto qualcuno... - spiegò il giovanotto e poi aggiunse in tono di rimprovero: - Non mi aveva detto che il contagio era già arrivato fra i suoi servi!».

«Non lo sapevo, mi creda, non lo sapevo neanch'io! - gridò la signora - Venga con me, la prego, venga!» Volsero le spalle al giardino e rientrarono precipitosamente in casa.

Dopo le urla, che le avevano gelato il sangue nelle vene, accaddero altri fatti orribili quella mattina, e Mary cominciò a spiegarsi il perché di tutte le cose strane che l'avevano messa di malumore al suo risveglio: era esplosa una terribile epidemia di colera e la gente moriva come mosche. La sua ayah si era sentita male durante la notte e le urla provenienti dalle stanze della servitù erano dovute al fatto che era morta.

Prima di sera altri tre servi erano deceduti e altri erano scappati in preda al terrore. C'erano desolazione e paura in ogni angolo della casa; molti erano coloro che rimanevano vittime del contagio.

Mary si rinchiuse nella sua stanza e lì stette, dimenticata da tutti, tappandosi le orecchie per non sentire le grida e i pianti e tutta la confusione che regnava in casa. Dapprima gridò anche lei, pianse, urlò i suoi insulti e il suo terrore, poi si addormentò, sfinita.

Quando si risvegliò, aprì la porta della sua camera e si avviò verso la sala da pranzo: era vuota. Sulla tavola ancora apparecchiata c'erano dei piatti con dentro pietanze lasciate a metà, bicchieri pieni e posate in disordine; anche le sedie intorno alla tavola erano in scompigliate, come se qualcuno si fosse seduto per mangiare, ma poi si fosse alzato e allontanato con grande fretta.

La bimba si avvicinò alla tavola, mangiò qualche frutto e qualche biscotto; poi, siccome aveva sete, prese un bicchiere e bevve. Mary non aveva mai assaggiato del vino, ma il sapore della bevanda che era nel bicchiere le piacque e tracannò fino in fondo il calice intero.

Subito dopo sentì una gran voglia di dormire e tornò sul suo letto. Lì, come in un sogno, udì ancora gridare e correre, ma le palpebre erano così pesanti che non riusciva a tenere gli occhi aperti. Si addormentò e dormì così profondamente che non sentì neppure il rumore dei carri che vennero a caricare oggetti e persone; d’un tratto le urla e i pianti che avevano animato quell’intera giornata si placarono lasciando spazio a un sordo silenzio.

La mattina seguente, quando si svegliò, rimase a lungo distesa sul letto, in ascolto, guardando i disegni che il sole faceva sulla parete. La casa era immersa in una strana quiete, anche se doveva essere già piuttosto tardi.

Non si sentiva né una voce né un rumore di passi. Il colera deve essere finito - pensò Mary - non sento più nessuno piangere... Rifletté un po'.

"Chissà chi verrà ora a servirmi... La mia ayah deve essere morta;... Beh, speriamo che quella che verrà sappia delle storie nuove: ero proprio stufa di quelle di Saidie, sempre quelle, mai una nuova..."

Ecco com'era Mary: neppure un pensiero affettuoso per la donna che l'aveva allevata, neppure una lacrima al pensiero della sua morte. Pensava solo a se stessa.

Nessuno che venga a cercarmi... Tutti pensano solo a questo colera... Ma ora deve essere finito e verrà pure qualcuno a far ordine qui, a portarmi la colazione, a prepararmi il bagno... Le ore passarono e nessuno venne. La casa sembrava diventare sempre più grande, vuota, silenziosa.

A un certo punto, Mary sentì un quasi impercettibile rumore sul pavimento: come se qualcuno grattasse le piastrelle con le unghie. Si sedette sul letto per osservare meglio e vide una piccola serpe che strisciava sull'impiantito e la guardava con i suoi occhietti lucenti. Non ebbe paura perché era una bestiolina innocua - una calamaria, come le aveva insegnato la sua ayah - e sembrava preoccupata di andarsene al più presto, spaventata dalla presenza della bambina. Mary continuò a guardarla restando ferma sul letto e la serpolina arrivò strisciando fino alla fessura che c'era sotto la porta e scivolò fuori dalla stanza.

Ma che silenzio c'è qui! - osservò la bambina - Ho potuto sentire anche il rumore di quella là... Sembra quasi che qui in questa casa non siamo rimaste che noi due sole...

In quello stesso momento si udirono dei passi sulla ghiaia del viale... Poi si sentì che qualcuno entrava nella veranda: dovevano essere uomini perché i passi erano pesanti e dovevano essere diversi perché si udivano distinte voci basse e profonde che parlavano fra loro. Gli uomini entrarono senza che nessuno pensasse a fermarli e cominciarono a girare per la casa aprendo porte e finestre.

«Che desolazione! - sentì Mary esclamare da una voce che si andava avvicinando alla sua camera - Quella signora così bella! Credo che sia toccata anche alla bambina... Mi hanno detto che aveva una figlia, anche se nessuno l'ha mai vista con lei...»

Mary si mise dritta impettita in mezzo alla stanza e così la trovarono gli uomini quando aprirono la porta, qualche minuto dopo. Era furibonda per quanto stava succedendo. Che gente estranea entrasse in casa così, senza che nessuno andasse a fermarla, che nessuno si occupasse di lei era proprio una cosa insopportabile! L'uomo che per primo entrò era un ufficiale che lei aveva visto qualche volta parlare con suo padre. Era grande e grosso, non più giovane e da molti anni viveva in India; era un uomo abituato ad affrontare situazioni penose e pericolose, ma quando vide la bambina in mezzo alla stanza, mancò poco che facesse un salto indietro.

«Barney! - chiamò rivolgendosi a qualcuno che era rimasto nel corridoio - C'è una bambina qui! Una bambina in un posto come questo! Misericordia! Chi sarà mai?»

«Io, io sono Mary Lennox.» disse la ragazzina alzando la testa in un suo abituale gesto di sfida. Non le piaceva quell'uomo volgare che si era permesso di chiamare la bellissima casa di suo padre un luogo come questo e che faceva tante storie invece di pensare a mandare qualcuno a servirla.

«Mi sono addormentata quando gli altri avevano il colera e mi sono svegliata adesso - continuò Mary, dopo un attimo; poi aggiunse con tono imperioso: - Perché nessuno è venuto a portarmi la colazione?»

«È la bambina che nessuno aveva mai visto! - esclamò l'uomo, rivolgendosi agli altri ufficiali - È stata letteralmente dimenticata!»

«Perché sono stata dimenticata? - interrogò Mary con rabbia, pestando un piede per terra - Perché stamattina non è ancora venuto nessuno da me?»

Il giovane ufficiale, che si chiamava Barney, la guardò con un'aria tristissima e anzi a Mary parve che sbattesse le palpebre per impedire alle lacrime di scendere.

«Povero tesoro - disse - non è venuto nessuno perché non c'è più nessuno, qui.»

Fu in quello strano e improvviso modo che Mary seppe di non aver più né padre né madre: erano morti entrambi ed erano stati seppelliti durante la notte, mentre i pochi servi che non erano stati contagiati avevano abbandonato in fretta e furia la casa, portando via le cose più di valore, senza che neppure uno di loro si ricordasse che c'era anche una piccola signorina Sahib dentro la villa.

Era vero ciò che Mary aveva pensato: erano rimaste loro due sole, lei e la piccola serpe in quella bella, grande casa dove la morte era passata.

Capitolo II

La signorina Sempre-no

A Mary era sempre piaciuto molto guardare sua madre, perché la trovava molto bella, ma l'aveva fatto sempre da lontano; rare erano state le occasioni in cui la Memsahib le aveva parlato e così la bella signora era poco più di un'estranea per sua figlia. Non c'era quindi da aspettarsi che Mary si disperasse troppo quando si rese conto che non c'era più; se fosse stata più grande si penserebbe che almeno si preoccupasse del suo futuro in una situazione così tragica.

Era rimasta sola, proprio sola in quel lontano paese, in mezzo a gente sconosciuta e per di più terrorizzata dalla violenta epidemia di colera, preoccupata solo di evitare il contagio. Ma Mary era ancora troppo piccola ed era stata sempre servita e riverita e quindi pensava che fosse obbligo di tutti gli altri occuparsi di lei, si aspettava come una cosa naturale che tutti si dessero da fare solo per procurare a lei una vita facile, comoda e piena di cose che potevano farle piacere.

Gli ufficiali che l'avevano trovata nella villa deserta, l'avevano accompagnata a casa di un pastore protestante inglese, in attesa di altre decisioni. A lei non piaceva assolutamente vivere con quella famiglia, perché erano poveri; c'erano cinque bambini malvestiti e con le mani sempre sporche che litigavano continuamente fra loro e si tiravano i giocattoli, colpendo spesso anche la loro ospite.

Mary odiava quella casa umile e piccola, quei mobili sciatti, quei pavimenti senza tappeti, quei piatti sbreccati sulla tavola. E lo faceva ben capire che tutto questo la ripugnava, tanto che dopo il primo o secondo giorno della sua permanenza nessuno dei bambini voleva più giocare con lei. Questo poteva anche essere un vantaggio, ma prima di lasciarla in pace, le avevano appiccicato un nomignolo che l'aveva resa furiosa. Era stato Basil, il più grande, a pensarlo e gli altri gli erano andati subito dietro. Basil era un ragazzino di otto o nove anni, con due grandi occhi azzurri, con un'espressione a prendi-in-giro e con un naso dispettoso a patata che gli davano sempre un'aria provocante e sbarazzina, qualunque cosa facesse o dicesse. Mary non lo poteva soffrire, aveva sentito un'antipatia profonda verso di lui al primo sguardo.

Con gli altri quattro bambini non c'era stata un'intesa migliore. I cinque fratellini avevano, per la verità, compiuto vari tentativi per far giocare con loro quella bambina che si erano trovati un giorno improvvisamente fra i piedi, ma Mary aveva respinto con mala grazia tutte le proposte e aveva fatto chiaramente capire che preferiva giocare da sola, in un angolo del giardino.

Fra tutti i giochi, come abbiamo già visto, preferiva quello del fare i giardinetti: riuniva dei mucchietti di terra, disegnava delle stradine mettendo dei sassolini in fila, cercava dei piccoli fiori per adornare le aiuole e costruiva dei cancelli con pezzetti di rami secchi...

Il pomeriggio del secondo giorno era dunque intenta a giocare così, quando Basil si fece vicino e si mise con le mani sui fianchi a osservarla. L'idea gli piacque e tentò di partecipare al gioco.

«Perché non metti un mucchietto di sassi lì nel mezzo? Così sembrerebbe una grotta... Ecco... Lì, vedi?»

La bimba fece finta di non sentire.

«Lì, vedi?» insisté lui, piegandosi in avanti per spiegarsi meglio.

«No! - gli gridò Mary sul viso - No e no! Vattene, non voglio maschi qui! Va' via, va' via! Vattene!»

Per un attimo Basil rimase male, poi cominciò a prenderla in giro, come faceva con le sue sorelle. Si mise a ballarle intorno, facendole delle boccacce, cantando e ridendo:

Signorina Sempre-no

Che giardino bello hai fatto!

Se lo tiri per la coda

Dice bello anche il gatto!

Signorina Sempre-no...

Signorina Sempre-no...

Cantava e rideva, accompagnando quel "Signorina Sempre-no" con un battito di mani e una piroetta. I fratellini lo udirono e vennero a fargli coro; più Mary si arrabbiava più loro trovavano gusto nel canzonarla.

Il nomignolo le restò attaccato e così la chiamavano i bambini quando parlavano fra loro di lei e anche quando le rivolgevano la parola.

Un giorno Basil le disse: «La sai la bella notizia? Te ne torni a casa alla fine della settimana! - alzò gli occhi al cielo e aggiunse: - Siamo proprio tutti contenti!»

«Figurati io! Non vedo l'ora di andarmene - replicò Mary, ma dopo un attimo chiese: - Ma in quale casa torno?»

«Ah, ah! Vuol andarsene e non sa dove! Non sa neanche cosa vuol dire tornare a casa... - scherzò Basil e poi guardandola con sussiego: - Ma vuol dire andare in Inghilterra, no? La nostra nonna sta là e la nostra sorella Mabel ci è andata l'anno scorso per fare le scuole... Ma tu non andrai dalla tua nonna. Non ne hai nonne, tu! Andrai da tuo zio, un tale che si chiama Archibald!... Archibald Craven.»

«Mai sentito nominare.» replicò aggressivamente Mary.

«Eh, lo so che tu non ne sai niente! - insisté Basil - Tu non sai niente di niente. Le ragazze non sanno mai niente. Io ho sentito il papà e la mamma parlare fra loro di questo tizio... Dicevano che vive in una grande, immensa, desolata vecchia casa in mezzo alla campagna... Nessuno va mai a trovarlo... Lui è sempre di cattivo umore e non vuol vedere nessuno... Ma tanto non c'è pericolo che qualcuno voglia andare a trovarlo!... È anche storpio... Gobbo... Sì, un gobbo orribile, ecco cos'è!»

«Non credo a una sola parola di quello che hai detto.» urlò Mary tappandosi le orecchie con le mani; voltò le spalle a Basil e se ne andò correndo.

Per tutto il giorno continuò a pensare a quelle parole, e quando la sera, a tavola, la signora Crawford, madre di Basil, le disse che fra pochi giorni si sarebbe imbarcata per andare in Inghilterra a vivere con lo zio Archibald Craven nel castello di Misselthwaite, Mary si mostrò così fredda e disinteressata che il discorso finì lì, perché la signora rimase così colpita da quella reazione che non trovò niente altro da dire.

Tutti loro, comunque, cercarono di essere carini con lei quando la accompagnarono al porto per prendere la nave; per tutta risposta Mary girò la testa dall'altra parte quando la signora cercò di darle un bacio di addio e rimase fredda e impettita senza muovere neppure un ciglio quando il signor Crawford le mise una mano sulla spalla per salutarla e augurarle buon viaggio.

«Che bambina poco graziosa! - commentò la signora Crawford - E pensare che sua madre era così bella e gentile... Mary ha un modo di fare che non ho mai visto in nessun ragazzino... I nostri bambini la chiamano Sempre-no e penso che siano stati un po' cattivi con lei, ma non posso non capirli...»

«Forse se la madre così bella e gentile come dici tu, avesse vissuto più vicino alla sua bambina, anche Mary avrebbe potuto essere ugualmente bella e gentile... È molto triste pensare che fra gli amici della signora Lennox molti non sapevano neanche che avesse una figlia.»

«Hai ragione - sospirò la signora - Pensa cosa dev'essere stato in quella casa, una volta morti i padroni... Il colonnello McGrew mi ha detto che non credeva ai suoi occhi quando aprì quella porta e vide quello spettro di bambina, ritto in mezzo a quella stanza!»

Per compiere il lungo viaggio verso l'Inghilterra, Mary fu affidata alle cure della moglie di un ufficiale che tornava a casa per accompagnare i suoi figli in collegio.

La signora era così indaffarata a star dietro ai suoi due bambini che non si occupò molto della piccola estranea e tirò un vero e proprio sospiro di sollievo quando, sbarcata dalla nave a Londra, trovò ad attenderla la signora che Mr. Craven aveva mandato a incontrarla.

Questa donna era la capo-cameriera del castello di Misselthwaite e si chiamava Mrs. Medlock: era un donnone grande e grosso, con due guance paffute e rubiconde, e aveva due occhietti neri vivacissimi e sempre attenti a tutto. Indossava un vestito color viola carico e un mantello di seta nera con dei ricami di perline; sulla testa portava un cappello nero tutto pieno di fiori di velluto viola che si muovevano ondeggiando di qua e di là seguendo i movimenti del capo. Mary la giudicò antipatica e orribile, ma siccome assai raramente la gente le piaceva, era quasi naturale che la pensasse così. D'altra parte Mrs. Medlock non fece il minimo sforzo per essere cordiale e simpatica.

«Mio Dio, è proprio una cosina da niente! - bisbigliò rivolta alla moglie dell'ufficiale - E pensare che di sua madre non si fa che sentir dire che era una bellezza! Si vede che ha preso tutto dal padre, vero signora?»

«Beh, forse migliorerà crescendo - rispose con dolcezza l'altra - se non fosse così scontrosa e sgarbata e avesse un'espressione più felice sarebbe proprio bellina; ha dei bei lineamenti fini... Speriamo, i bambini cambiano tanto...»

«Questa non dovrebbe cambiare tanto, ma tantissimo! - borbottò Mrs. Medlock - e non vedo cosa potrebbe farle cambiare in meglio l'espressione a Misselthwaite. Un posto proprio poco adatto per i bambini...»

Pensavano che Mary non le udisse, perché la piccola stava abbastanza lontana da loro, ritta accanto alla finestra della camera d'albergo dov'erano andate, e sembrava molto interessata a seguire gli autobus, le carrozze, le persone che passavano per la strada, ma in realtà non perdeva una parola del dialogo. Non le interessavano tanto i commenti sul suo conto, quanto i particolari che riguardavano il posto dove sarebbe andata ad abitare, le persone con le quali sarebbe vissuta. Le tornavano in

Hai raggiunto la fine di questa anteprima. Registrati per continuare a leggere!
Pagina 1 di 1

Recensioni

Cosa pensano gli utenti di Il giardino segreto

4.3
301 valutazioni / 206 Recensioni
Cosa ne pensi?
Valutazione: 0 su 5 stelle

Recensioni dei lettori

  • (3/5)
    There is a lot to like about this children's classic: the set-up (Mary's family is all killed off during an outbreak of cholera in India - ouch! You don't have cold-hearted openings like that so often these days, and certainly not in this genre), the characterisations, the way that Hodgson Burnett attaches her story to the landscape of the Moors, the way that good life lessons are carefully disseminated without every becoming too cloying... and yet, because the ending was so well sign-posted by the halfway stage of the book, some sections did tend towards the tedious. Add to that the generally poor treatment meted out to the underclass (the poor, the gardeners, the household staff) and you end up with a book that it's easy to like and easy to be put off by. I'm glad I read it, and I would have no difficulty in recommending it to others, but there is a part of me that thinks that this book's time has been and gone.
  • (4/5)
    The Secret Garden tells the story of Mary, a young girl of privilege growing up in India who, after her parents' death of cholera, is swept away to live in her estranged uncle's Yorkshire manor house in England. Spoiled and disagreeable, with no history of any true friendships, she must adapt to a new environment and learn to entertain herself.I'm one of probably a very few who have not previously read or seen the movie adaptation of The Secret Garden. I've had a copy of the book on my shelf for quite a while, but it wasn't until just recently that I decided to delve into an audio copy available on Hoopla, which I devoured pretty quickly while doing various work & household activities. This book is definitely a product of its era (published in 1911), but that's part of its charm. The most enjoyable aspect for me was reading about the true pleasure of the discovery of a garden and the effects that discovery can have on a child's imagination and outlook on life. Sometimes it's the simple things which can bring us such pleasure, and it's nice to be able to look at that through a child's eye.
  • (5/5)
    Why did I wait so long to read this classic? The plot of this book centers around Mary Lennox, who came to England to live with a brooding uncle who she has never met as her parents both died of Cholera. She was a most disagreeable child. While there, she discovers her most disagreeable cousin who has been told he is an invalid from birth. She also meets Dicken, a Yorkshire lad who introduces the moor to Mary and her cousin. Just delightful!
  • (5/5)
    Mary, a spoiled girl, is sent to live with her uncle after the death of her parents in India. Encouraged to get outside, Mary discovers a secret garden, waiting to be brought back to life. With the help of her new friend Dickon, she transforms the garden and the garden transforms everyone who enters. This is another one of my favorite books. This book describes the garden in such detail that it can help students imagine what the garden looks like. The students could write about what they would do if they found a secret garden of their own. They could also compare and contrast this book with the movie version as well.
  • (4/5)
    Fun audiobook with Fiona Hughes reading it.
  • (4/5)
    Having just re-read "Black Beauty" and being disappointed, i was nervous about revisiting this book but, thankfully, my fears were unfounded. "The Secret Garden" was as delightful as the first time I read it many, many years ago.
  • (5/5)
    One of my favorite childhood books, about a young girl named Mary who is sent to live with her recluse Uncle in England after her parents die in India. She befriends her spoiled cousin and a local common boy, and together they discover an abandoned garden.
  • (4/5)
    I loved this as a child and reading it as an adult was a treat. A must read.
  • (3/5)
    A really good read, and a classic, but not really my thing.
  • (5/5)
    This story is very old and well-known, but it took me a while to read. It was a very interesting story and I was very interested in what happened, but the language in which it was written was so unfamiliar to me that sometimes it took me a while to get through the writing. However, I think it was beneficial for me to read a story like this because it shows how language and society has changed over time. It's good to compare life today to life back in the early 1900s.
  • (4/5)
    As Mary, Dickon, and Colin would say: This book is Magic!
    A very sweet story with cute and unique characters. I only wish I had read it as a child.
  • (5/5)
    This is a wonderful book about Mary's growth. At the beginning of the story she was a much spoiled child and selfish. However after she moved to England, she changed into a very kind girl thanks to the fresh air, grass filled with flowers and a secret gerden.I was moved to read this book because she was actually very pure and changed dramatically. I like this story the best of all English books that I have read before.
  • (4/5)
    This is a sweet story of an orphan settling into her uncle's huge house and making a life for herself on the grounds as well as the house. Although told to stay away from one of the gardens, she can't resist. With encouragement from a new friend, she finds a way into the off limits space and brings the garden back to life and in doing so,healing her uncle's and her own hearts.
  • (5/5)
    Read this when I was in gradeschool so it was great to read it again. Loved the mystery surrounding the crippled cousin and the birth/growth of the secret garden/uncle. Great story. Surprisingly not just for girls-the title can mislead.
  • (4/5)
    As a child I loved watching The Secret Garden movie, it was one of my all time favourites. I had not realised it was a book at the time and wish I had of had the opportunity to read it as a child. The story was written so beautifully and I found the imagery to be so vivid in my mind. The illustrations by Robert Ingpen really added to the story and a spent quite a bit of time looking over them. This story was thoroughly enjoyable and heart warming.
  • (5/5)
    This book is about a little girl, Mary Lennox, who is orphaned after both her parents die of Cholera in India. She is sent to live with her uncle, Mr. Craven, in England but feels that she’s just as unwanted there as she was with her own parents. Being left to her own devices she learns that Mr. Craven’s wife died in a tragic accident but spent all of her time in a favorite garden that is now locked and hidden. By exploring the manor and the land she soon discovers the secret garden as well as her own cousin, Colin (the son of Mr. and Mrs. Craven) hidden away in a room due to his presumed spinal condition. Mary sneaks Colin out and with the help of their new friend Dickon, they begin to bring the garden back to life as well as restore Colin’s health and ability to walk. Mr. Craven, who spends most of his time brooding and traveling, comes home to discover the children in the garden and is shocked to find that his son can walk. The family is reunited and strengthened.I loved this book. There are so many interesting themes throughout the book as well as many mysteries. My favorite part of the book was when Mr. Craven finds Colin walking and running and realizes that, in his attempt to rid himself of his beloved wife’s tragedy, he has neglected his only son. I would be lying if I didn’t tear up at the thought of the family united by my Mary’s impertinence, curiosity, and determination. The characters seem very real and believable and I think that there is something in this book in which any child can relate.Classroom Extension Ideas:1.The children can choose a spot on school property (or they can use various pots) to plant their own secret garden. They can research and choose the different kinds of plants they will plant and take turns caring for the class’s secret garden.2.It might be interesting for older children to do different research activities about various things in this book. They could research the disease Cholera since it is pretty extinct these days. They could also do country studies on England and India. They could offer these studies in the form of a research paper, photo collage, or classroom presentation.
  • (4/5)
    lovely story about the power of nature and nurture to restore and teach young and old
  • (5/5)
    When bad-tempered Mary Lennox is orphaned, she is taken from India to the moors of Yorkshire to live at her uncle Archibald Craven's lonely manor house. The estate holds more than one mystery for Mary to solve, but all of the mysteries hinge on the mysterious walled garden, locked up by Mr. Craven ten years ago. Can Mary find a way to get in? What will she discover there, if she does?I think the thing that keeps me coming back to this book is that it can be read on so many different levels. It has a great plot that is perennially attractive to children -- what child doesn't long to solve a mystery and discover a secret place that is theirs alone? And if you go a little deeper, there's a lot of fascinating character development as Mary goes from someone completely unlikeable to a true heroine. There are interesting themes, like the healing power of nature, the danger of living up to negative expectations, and the importance of human connections. I'm always drawn to this book in the springtime, and I think I always will be, no matter how old I am. Readers of all ages will connect with this lovely story.
  • (3/5)
    This is another classic I wanted to read because I liked the movie. And another one I put into my Classic TBR pile.

    Although I didn't enjoy it as much as the other classics I've read, it was still a cute little story. And I loved seeing her grow into a sweet, respectful little lady from that not so nice child she was all because she had something and someone to look forward to each and everyday.

    This story can be a lesson to many that if you give your children something to look forward to everyday that they enjoy doing, how will their behavior change for the better? If the children are in a more positive environment and have people around them that love them..How much better will their lives be? The change may take time but its possible for it to happen...That's what I get out of it anyway..

    And even though the adults didn't really want much to do with her or the other children in the beginning, she eventually got their views to change about her and the little boy she became friends with..

    I love the messaged more than anything in this story...That's part of the reason it didn't get less than a 3..And plus, how could I give a classic less than a 3?!?! :-)
  • (3/5)
    I'd probably give this a 3.5 star rating if that was an option. I enjoyed the book. I did. But it didn't really resonate with me the way it might have had I read it when I was younger.
  • (3/5)
    The story overall was a good one and I really enjoyed Mary as a character however I did feel as though there were something missing. There was no real climax in the story which made it a bit boring and slow at times. Also feel like some key characters were underdeveloped when they should have been further explored.
  • (5/5)
    The Secret Garden by Frances Hodgson Burnett; {acquired in my youth}; Y/A; (5*)I loved this book as a child, and it was so nice to revisit it as an adult. A perfect book to read on a cold, windy winter afternoon when nobody else is home. Your mind can escape to a lovely garden coming to life in the early spring. It inspired me to go for more walks no matter what the weather is like. I've read it to my children, to my grandchildren and hope to read it to my great grandchildren one day.The story is set in the early 1900’s in India and England. Mary's parents have both died so she must move to England to live with her uncle who mainly travels or lives as a recluse. There are quite a few characters to become accustomed to in this book. There is Mary, of course and Dickon who becomes her special friend. Then there is Colin, Martha, Ben Weatherstaff, Mr. Craven, Mrs. Medlock, Dr Craven and Susan Sowerby. I believe my favorite was Dickon because I found him so interesting and he had such a sweet nature.Mary finds a 'secret garden' that has been hidden away on the estate of her uncle for many, many years. Not having been cared for, it was quite overgrown and not very pretty. Mary wants to work in the garden caring for the plants and bringing it back to it's days of glory.This tale is a story for children of all ages from younger than school age to ninety. If you've not yet read it, I highly recommend it to you. It is a tale, that once read, you will hold close to your heart.
  • (4/5)
    A uplifting story of a sullen child who becomes a better person through finding and cultivating the garden of the title. The story is also about the redemption of at least two other characters. I wasn't clear why everyone was so afraid of Colin, initially a weak and helpless ten year old. Quite good to read as a counterbalance to some of the serious stuff I have been reading.
  • (5/5)
    Read the year I was eleven, shortly after Burnett's A Little Princess, The Secret Garden has been one of my "comfort novels" ever since, usually making an annual reappearance sometime in the dark and dreary winter, when the idea of a garden holds particular charm. The story of two cousins - spoiled orphan Mary Lennox, sent to stay at her uncle's estate in Yorkshire, and her invalid cousin Colin - both of whom find healing and love through the "magic" of the Secret Garden, this sentimental children's novel is a moving parable of the restorative power of nature...Stories of this type, in which children learn to "be good," abound in Victorian children's literature, but happily, The Secret Garden is not characterized by the almost obligatory sanctimony of the genre. Perhaps this is because Burnett is an author who understands child psychology, and the reader is able to identify with her characters, even when they are behaving poorly. This gives the book a modern sensibility that may account - in part - for its continued popularity.However that may be, this is such a satisfying novel, which never seems impossible or unrealistic. I have sometimes felt a little wistful when rereading it as an adult, recalling those days when I lived in a house with gardens. But that is another issue...Addendum: as is always the case for me, this reread - undertaken for the Children's Fiction Club to which I belong, was entirely satisfactory! I did notice some things, this time around, that eluded me before, like Mary's unfortunate comments about 'blacks' (by which she meant Indians in general, and her own servants specifically) not really being people. I think that Burnett clearly intends to show that this is not acceptable, by pointing out how rude, spoiled and unpleasant Mary is, although the narrator's own comments about the differences between the salt-of-the-earth Yorkshire characters, and the endlessly-salaaming Indian servants, still felt patronizing to me. Not enough to mar the story, but definitely of their time, and something adults might want to address, in discussing this story with children.
  • (4/5)
    SUMMARY - The Secret Garden is a wonderfull tale that will grab your attention and will not let it go until you finish the whole book. The Secret Garden is a story of a young girl living in British India during the Englosh control, who has been waited on hand and foot and must now go far away from India and live a completely different life. Mary Lennox leaves her home in India after the death of her father and mother who never really gave her any attention, and instead sent her away with all she desired, and plenty of native servant. Mistress Mary, quite contrary must now learn to dress herself and play in the open air. But mary's home isnt just an ordinary one, it is filled with secret rooms, secret deaths, secret people, and especially, a secret garden. Mary finds the key to a long shut down garden, and with not only unlocks the secrets of the Garden, but she also unlocks the secres of the Craven family. Mary spends her time there daily with a boy named Dickon, and the son of the much hated Archibald craven. Mary helps the Craven land, and it helps her. it seems this spoiled, lonely, pale girl from India, and this much forgotten old mansion are a perfect match!REVIEW - This classic by Frances Hodgson Burnett is one that never gets old. you really feel as if as you read it, you are unlocking the secrets of Mary's life. This is a story that can be enjoyed by all. I really enjoyed this book many times throughout my life. This is a must read. I feel that this story deserves at least four stars, and should be passed on. My highest recommendations for this story
  • (4/5)
    As a child I had always adored the Warner Brothers live action adaptions of Frances Hodgson Burnett's most beloved duo (Secret Garden and Little Princess). I never read the books as a child (my time was devoted to Goosebumps and sci-fi/fantasy classics such as Journey to the Center of the Earth). When I read Little Princess as an adult I was very dismayed to find out how much was different and as I loved the movie so much, I could not forgive the book it's vast differences. I am exceptionally pleased to announce that the Secret Garden is almost exactly the same as the movie!!! Huzzah!!!It's as phenomenal as the movie I've adored for decades.
  • (5/5)
    There are some books that every child must read, and this is one of them. And it is a great pleasure to continue to read this book again as an adult. The process of working in the soil and watching things grow, as children or adults, is the story celebrated in The Secret Garden. It reminds the reader why schools have playgrounds outdoors and what inspires so many people to explore this country's national parks. Is it no wonder that the man who discovered the Mariposa Grove in Yosemite Park, though diagnosed with a fatal illness before moving there, was able to live into his late 90's after living in a cabin among the Giant Sequoias? Frances Hodgson Burnett reminds each of us to reconnect with the living earth, thereby revitalizing ourselves and nurturing our souls.
  • (3/5)
    this book is a classic ... no matter how old you are .... or how trhis book is its amazing
    the breathtaking description of the way the garden grows is so beautiful!!!

    This book will continue to be read for many more years!!!
  • (4/5)
    what small displaced child doesn't want "a bit of earth" to call her own?
  • (3/5)
    I felt betrayed, as I chose this book from a possible 3 (Bridge to Teribithia, From the Mixed-Up Files). I thought that this was going to be adventure and/or mystery, as it had the word "secret" in the title. I was terribly disappointed at how realistic and uneventful the story was. I kept thinking how much I would have preferred either of the other two.