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I Persiani
I Persiani
I Persiani
E-book55 pagine24 minuti

I Persiani

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Info su questo ebook

"I Persiani" (in greco antico Πέρσαι, traslitterato in Pèrsai) è una tragedia di Eschilo, rappresentata per la prima volta nel 472 a.C. ad Atene. È in assoluto la più antica opera teatrale che ci sia pervenuta. La tragedia è ambientata a Susa, la residenza del re di Persia, dove Atossa, madre del regnante Serse, ed i dignitari di corte attendono con ansia l'esito della battaglia di Salamina (480 a.C.).

L'autore

Eschilo, figlio di Euforione del demo di Eleusi (in greco antico Αἰσχύλος, traslitterato in Aischýlos; Eleusi, 525 a.C. – Gela, 456 a.C.), è stato un drammaturgo greco antico. Viene unanimemente considerato l'iniziatore della tragedia greca nella sua forma matura ed è il primo dei poeti tragici dell'antica Grecia di cui ci siano pervenute opere per intero. A lui seguirono Sofocle ed Euripide.  

Traduzione a cura di Ettore Romagnoli  
Ettore Romagnoli (Roma, 11 giugno 1871 – Roma, 1º maggio 1938) è stato un grecista e letterato italiano.
LinguaItaliano
Data di uscita6 lug 2015
ISBN9788899447465
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    While a bit dense at times, Aeschylus' work has incredible meaning to Western literature, and illustrates the complex emotions and mentalities surrounding the Persian court in the midst of the Greek Wars.
  • Valutazione: 4 su 5 stelle
    4/5
    Both an amazing translation and a fascinating tragedy. It should be required reading for dramatists and English majors.

Anteprima del libro

I Persiani - Eschilo

Atene

I Persiani

PERSONAGGI:

ATÒSSA (madre di Serse)

OMBRA DI DARIO (spettro del padre di Serse)

SERSE (sovrano di Persia)

ARALDO

CORO DI VEGLIARDI PERSIANI

AMBIENTAZIONE:

L'azione si svolge in un'antica piazza di Susa in fondo si vedono le tombe dei re persiani.

(Entrano in orchestra ventiquattro vegliardi persiani che misurano il passo sul ritmo lentissimo del loro canto)

CORO:

I fedeli siam noi dei Signori

persïani partiti per l'èllade,

i custodi siam noi dei palagi

ricchi d'oro, opulenti. Prescelse

noi, pel senno e per gli anni provetti

a vegliar su la patria il re Serse,

figliuolo di Dario.

E di già per l'assenza del sire,

dell'esercito rutilo d'oro,

troppo in seno tumultua l'anima

presaga di mali.

Poi che tutta partir la sua forza

vide l'Asia, e i suoi giovani invoca;

né alcun messo ancor giunge, non giunge

cavaliere alla nostra città.

Molti d'essi, da Ecbàtana e Susa,

vetusto recinto di Císsino,

movevano a guerra

su corsieri, su navi, o pedoni

ad empir le caterve di guerra:

quali Amistra, Artaferne, Megàbate,

ed Astàspe, signori di Persi.

Ed i re del gran Re tributarî,

si lanciâr con fittissime schiere,

vibrando archi, inforcando corsieri,

paurosi a vedere, terribili

com'è fama, pel cuor temerario

nella zuffa. Ed Artèmbare, vago

di cavalli, e Masistre, e Imeo prode

vibratore dell'arco, e Faràndace

e Sostane signor dei corsieri.

Il gran Nilo dai flutti fecondi

altri poi ne mandava: Susícane,

Pegastàgone egizio, ed Arsàme,

l'alto sire di Menfi la sacra,

e Ariomardo che a Tebe vetusta

tien lo scettro; e le genti palustri

ben destre al remeggio,

moltitudini immense e terribili.

E li segue la turba dei Lidî

delicati, e quanti ebber la culla

nelle interne contrade. Li guida

Metrogate e Arteo prode, signori

ambi e re. Sardi, rutila d'oro,

li sospinge su innumeri carri

aggiogati con quattro, con sei

corridori, tremendo spettacolo.

E Mardonio e Taríbide, incudini

delle lance al cozzar, che dimorano

presso a Tmolo santissima, e i Misî

lanciator' di zagaglie, minacciano

pure all'èllade il giogo servile.

Babilonia che sfolgora d'oro

inviò lunghe turbe commiste,

e su navi i guerrieri sicuri

nell'ardire che lancia le frecce.

E ogni gente che stringa la spada,

dall'Asia universa

segue gli ordini fieri del Re.

Tale fiore di giovani mosse

dalle plaghe di Persia. E per essi

tutta or piange la terra asïàna

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