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L'avvelenatore

L'avvelenatore

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L'avvelenatore

Lunghezza:
70 pagine
55 minuti
Pubblicato:
Aug 22, 2015
ISBN:
9788893040143
Formato:
Libro

Descrizione

Basato su un episodio realmente accaduto, L'avvelenatore è il primo di tre racconti di Edgar Wallace contenuti in questa prima raccolta di brevi narrazioni del grande autore britannico noto per alcuni dei grandi capolavori del giallo.
Pubblicato:
Aug 22, 2015
ISBN:
9788893040143
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Edgar Wallace (1875–1932) was one of the most popular and prolific authors of his era. His hundred-odd books, including the groundbreaking Four Just Men series and the African adventures of Commissioner Sanders and Lieutenant Bones, have sold over fifty million copies around the world. He is best remembered today for his thrillers and for the original version of King Kong, which was revised and filmed after his death. 


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Edgar Wallace L'avvelenatore

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L'avvelenatore

1.

2.

3.

Il Romney perduto

Indizi

Crediti

Tra i Fogli volanti

Edgar Wallace L'avvelenatore

L'avvelenatore

Il piccolo villaggio di Cusop, tra Herefordshire e Galles, non possiede edifici particolarmente belli o degni di nota; e nemmeno i dintorni sfoggiano entrate principesche di illustri dimore di campagna. È il contrario: una delle abitazioni più belle del villaggio (ve l'avrebbero indicata più o meno nell'anno 1920) è una residenza in un certo senso ordinaria, nota come Mayfield. È la tipica abitazione da gentiluomo di campagna con un reddito piuttosto limitato. Aveva un giardino, piacevoli vie d'accesso e, pur nello spazio angusto di Mayfield, le stanze erano più o meno usuali. C'erano un soggiorno e un piccolo salottino per signora, e una piccola stanzetta, lo studio, dove il padrone di casa poteva portarsi il lavoro alla sera e proseguire le sue indagini sui problemi del vicinato, senza subire l'interferenza troppo fastidiosa del suono del pianoforte che la moglie amava strimpellare.

Herbert Rowse Armstrong¹ era un avvocato e la guerra, che aveva trascinato nell'esercito questo tranquillo ometto dall'aria pacifica, all'Armistizio lo aveva restituito al suo meraviglioso villaggio e ai colleghi di Hay con il grado di maggiore, un grado di cui non poteva più fare a meno.

Esistono ancora fotografie dell'epoca che vennero molto apprezzate da chi le ricevette: ci mostrano il maggiore a cavallo, una bella figura di soldato e ancora più bella da quando la postura equestre non tradiva più le mancanze dovute alla sua statura.

Il maggiore Armstrong era arrivato al villaggio di Hay dal Devonshire dove, a Newton Abbot, aveva fatto l'avvocato senza ottenere quel successo che i suoi molti studi sembravano richiedere: si era laureato a Cambridge, ed era un'autorità in fatto di questioni legali terriere. E quando si sposò e si trasferì, non sembrò probabile che il villaggio di Hay, lontano da tutte le attività, dalla ferrovia e dalle grandi vie di comunicazione stradale gli avrebbe offerto più opportunità di successo che nel più popolato distretto di Newton Abbot.

In quel periodo a Hay abitava un anziano legale di cui Armstrong diventò socio. Quel legale aveva una moglie avanti con gli anni ed è curioso che, non appena Armstrong si fu stabilito ed ebbe appreso i trucchi del mestiere e conosciuto la piccola nobiltà terriera della zona, il socio anziano morisse all'improvviso, in modo strano, seguito qualche giorno dopo dalla moglie. Al processo che seguì, l'accusa non provò a dimostrare la responsabilità di Armstrong per la morte del socio e della moglie. C'erano tante ragioni per cui la Corona avrebbe dovuto concentrarsi sulle accuse che alla fine vennero avanzate contro di lui, senza rischiare una brutta figura che avrebbe potuto seguire un tentativo di provare altri crimini contro questo uomo degno di stima.

Armstrong diventò un personaggio importanza della scena locale quando venne nominato cancelliere dei giudici di Hay e con questa qualifica sedette dietro il banco, dando consigli su molte questioni legislative. Un uomo gentile ma efficiente, un po' severo con i bracconieri e con quelli che infrangevano la legge per piccole cose.

Come avvocato, appariva di tanto in tanto in alcune Corti di Assise. Al piccolo, bizzarro tribunale di Hereford era ben noto; si era seduto al tavolo, a forma di ferro di cavallo, davanti ai giudici e aveva dato pareri e, parlando più in generale, eseguito compiti riservati alla sua professione, con giudizio e capacità.

Era basso ma ben proporzionato. Aveva una testa piccola e rotonda, coperta da una capigliatura folta color topo, le mani e piedi piccoli e un viso che era benevolo e contemporaneamente furbo. Gli occhi erano azzurri, infossati e molto ravvicinati. Le sopracciglia erano irsute e la mascella, che sporgeva, era celata da due grandi baffi.

1.

Herbert Armstrong era simpatico e ispirava fiducia a tutti coloro con cui aveva a che fare. Cambridge gli aveva dato un certo tono che lo rendeva ospite bene accetto nelle case di campagna dei dintorni. E anche se non era nato da quelle parti, e quindi non amministrava i beni di grandi famiglie, in breve avviò uno studio che gli consentì una posizione di rispetto e di fiducia da parte di tutti. In vece dei suoi clienti acquistava, vendeva e negoziava terre, gestiva molti passaggi di proprietà e numerose aperture di attività. Era considerato non solo un uomo di cui fidarsi, ma un legale di un certo livello sociale.

Kathleen Mary, la moglie, aveva un modo di fare un po' schizzinoso e una mentalità ristretta in fatto di comportamenti sociali. Dagli amici del marito riceveva l'attenzione e la

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