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Il capolavoro sconosciuto

Il capolavoro sconosciuto

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Il capolavoro sconosciuto

Lunghezza:
44 pagine
34 minuti
Pubblicato:
20 set 2014
ISBN:
9788898137657
Formato:
Libro

Descrizione

Sedici anni di lavoro e cinque stesure per uno dei racconti più belli di Honoré de Balzac. Una riflessione profonda e semplice al tempo stesso sul senso dell'arte e sulla sua valenza estetica, una narrazione sospesa fra la visione e la sua impossibilità, con una conclusione modernissima che anticipa di alcuni decenni i grandi rivolgimenti dell'arte contemporanea e le sue preoccupazioni formali. Un intreccio felice fra sentimento e ragione, amore e urgenza espressiva.
Pubblicato:
20 set 2014
ISBN:
9788898137657
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

<p><b>Honoré de Balzac</b> nació en 1799 en Tours, donde su padre era jefe de suministros de la división militar. La familia se trasladó a París en 1814. Allí el joven Balzac estudió Derecho, fue pasante de abogado, trabajó en una notaría y empezó a escribir. Fue editor, impresor y propietario de una fundición tipográfica, pero todos estos negocios fracasaron, acarreándole deudas de las que no se vería libre en toda la vida.</p> <p>En 1830 publica seis relatos bajo el título común de <em>Escenas de la vida privada</em>, y en 1831 aparecen otros trece bajo el de <em>Novelas y cuentos filosóficos</em>: en estos volúmenes se encuentra el germen de <em>La comedia humana</em>, ese vasto «conjunto orgánico» de ochenta y cinco novelas sobre la Francia de la primera mitad del siglo XIX, cuyo nacimiento oficial no se produciría hasta 1841, a raíz de un contrato con un grupo de editores. De este célebre ciclo son magníficos ejemplos <em>El pobre Goriot</em> (1835; ALBA CLÁSICA núm. CXXII), <em>La muchacha de los ojos de oro</em> (1835; ALBA BREVIS núm. 8), <em>Grandeza y decadencia de César Birotteu, perfumista</em> (1837), <em>La Casa Nuncingen</em> (1837) (ambas publicadas en un solo volumen en el núm. XXIX de ALBA CLÁSICA MAIOR) y <em>La prima Bette</em> (1846; ALBA CLÁSICA núm. XXI; ALBA MINUS núm. 13). Balzac, autor de una de las obras más influyentes de la literatura universal, murió en París en 1850.</p>


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Anteprima del libro

Il capolavoro sconosciuto - Honoré de Balzac

Honoré De Balzac

Il capolavoro sconosciuto

A un Lord

1845.

I

Gillette

In un freddo mattino di dicembre, verso la fine dell'anno 1612, un giovane vestito in modo molto dimesso passeggiava davanti alla porta di una casa di rue des Grands-Augustins, a Parigi. Dopo avere camminato a lungo avanti e indietro con l'indecisione tipica di un innamorato che non abbia il coraggio di incontrare la sua prima amante, pur sapendo della sua disponibilità, decise poi di varcare la soglia di quella porta e chiedere se il maestro François Porbus fosse in casa. Una vecchia intenta a pulire una stanzetta gli rispose affermativamente e così il giovane salì piano per le scale, fermandosi a ogni gradino, come un suddito di recente investitura poco sicuro dell'accoglienza che il re gli riserverà. Una volta arrivato in cima si fermò ancora un attimo sul pianerottolo, indeciso se afferrare il grottesco battaglio che adornava la porta dello studio dove lavorava di sicuro il pittore di Enrico IV, abbandonato per Rubens da Maria de' Medici. Il giovane provava quella profonda sensazione che deve aver fatto tremare il cuore dei grandi artisti allorché, al culmine della giovinezza e del loro amore per l'arte, abbiano incontrato un uomo geniale o un capolavoro. Ogni sentire umano fiorisce pian piano, scaturito da un nobile entusiasmo, che giorno per giorno si spegne fino quando la gioia non sarà più che un ricordo e la gloria una bugia. Tra questi fragili sentimenti, nulla assomiglia di più all'amore della giovanile passione di un artista avviato al delizioso tormento di un futuro di fama e di infelicità, di passione piena d'audacia e di ritrosia, di vaghe certezze e di sicuri scoraggiamenti. Mancherà per sempre una corda nel cuore, un tocco particolare di pennello, una certa sensibilità nella sua opera, una qualche espressione poetica, a quell'adolescente geniale e squattrinato che non abbia davvero palpitato incontrando un maestro. Se alcuni fanfaroni pieni di sé credono troppo in anticipo nel loro futuro, non saranno considerati essere dotati di spirito che dagli stupidi. Da questo punto di vista il giovane sconosciuto sembrava possedere un merito originale, sempre che il talento si possa misurare secondo quella innata timidezza, quell'indefinibile pudore che le persone destinate alla gloria riescono a perdere esercitando la loro arte, proprio come le belle donne perdono il loro praticando la civetteria. L'abitudine al successo ridimensiona i dubbi, e il pudore forse è proprio un dubbio.

Preoccupato dalla miseria e sorpreso in quel momento dal proprio coraggio, quel povero principiante non sarebbe certo entrato nella casa del pittore al quale dobbiamo il meraviglioso ritratto di Enrico IV senza l'aiuto straordinario del caso. Un vecchio cominciò a salire le scale: dal modo bizzarro in cui era vestito e dalla magnificenza della sua fascia di pizzo, dalla assoluta sicurezza del suo incedere, il giovane pensò a quel personaggio come al protettore o all'amico del

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