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Gaeta, dal mito alla storia

Gaeta, dal mito alla storia

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Gaeta, dal mito alla storia

Lunghezza:
27 pagine
18 minuti
Editore:
Pubblicato:
23 mag 2014
ISBN:
9788898925148
Formato:
Libro

Descrizione

Dalla nascita avvolta nel mito - Virgilio nell'Eneide (Eneide, VII, 1-4) trovò l'origine del nome Gaeta nella nutrice di Enea, "Caieta", sepolta dall'eroe troiano in quel sito durante il suo viaggio verso le coste laziali - fino a diventare crocevia della storia. L'assedio di Gaeta del 1860-1861, condotto dalle truppe dell'esercito piemontese guidate dal generale Enrico Cialdini, fu infatti un momento fondamentale del processo di conquista del Regno delle Due Sicilie, che portò alla proclamazione del Regno d'Italia. L'ebook "Gaeta, dal mito alla storia" è una chiara e esaustiva narrazione storica della cittadina laziale che si affaccia nell'omonimo golfo.

L'autore

Andrea Brengola (Gaeta, 1977), giornalista e conduttore televisivo, è laureato in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università degli Studi di Viterbo. Curatore, presso l'Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici, dell'inventario informatico dei beni artistici dell'Arcidiocesi di Gaeta e molto attivo nella valorizzazione e promozione del patrimonio artistico e culturale.
Editore:
Pubblicato:
23 mag 2014
ISBN:
9788898925148
Formato:
Libro

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Gaeta, dal mito alla storia - Andrea Brengola

Credits

Gaeta, dal mito alla storia

A partire dall'VIII secolo a.C., numerosi gruppi appartenenti alle popolazioni Ausoniche o Aurunche, insediatisi nel territorio compreso tra Terracina e la foce del fiume Volturno, si spostano dalle città di Mintrunae e Formiae (città fondate dalle medesime tribù), e si stanziano nel territorio di Gaeta. Il baricentro della tribù può essere indicato nella piana di Arzano, alle falde del monte di Conca, nelle prossimità di sorgenti. L’economia locale è prevalentemente basata sull'agricoltura e sulla pastorizia, la popolazione autoctona, pertanto, è poco incline alle arti belliche. Vivono in pace per parecchi secoli fino a quando vengono in contatto con i romani. Stando a quanto Livio consegna alla posterità nel suo capolavoro annalistico, Ab Urbe condita[1], l’incontro e lo scontro tra le due popolazioni avviene non prima del 505 a.C.. 

Sono questi, infatti, gli anni in cui la romanità si avvia a riformare il processo politico monarchico a vantaggio della Res Publica.

Tale crasi interculturale si conclude, come era ovvio che fosse, con l’affermazione espansionistica romana. A testimonianza di ciò restano i numeri dei morti e dei prigionieri di guerra, ridotti barbaramente in schiavitù.

Il terminus ad quem in cui gli Aurunci vengono integrati nella comunità romana è, stando sempre a fonti storiche, il 338 a.C.

Nel 321 a.C., in seguito allo sviluppo della societas romana, è costruita per volontà del console Appio Claudio Cieco, la Regina Longarum Viarum, importante iter di congiunzione tra Porta Capena e Brindisi (scalo dell'Oriente) passando per Terracina Formia e Capua. La via Appia, nel tratto che

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