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Tecniche e Metodologia della scrittura giuridica

Tecniche e Metodologia della scrittura giuridica

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Tecniche e Metodologia della scrittura giuridica

Lunghezza:
171 pagine
2 ore
Pubblicato:
11 mar 2013
ISBN:
9788867556755
Formato:
Libro

Descrizione

Questa guida vuole costituire un valido strumento didattico di facile consultazione per chi si accinge ad affrontare le prove scritte del concorso per Uditore Giudiziario, per Commissario di Polizia di Stato, Carriera Prefettizia o per altro concorso pubblico. Attraverso indicazioni ed utili suggerimenti il candidato potrà acquisire una corretta metodologia nella redazione di un tema, in modo da costruire ed esporre fondatamente il discorso giuridico per un sereno approccio alla prova scritta concorsuale.
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11 mar 2013
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9788867556755
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Libro

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Tecniche e Metodologia della scrittura giuridica - Maria Giovanna Coffaro

Tecniche e Metodologia della scrittura giuridica

Manuale pratico per la preparazione alle prove scritte del Concorso di Magistratura e degli altri concorsi pubblici

Maria Giovanna Coffaro

Prima edizione: Febbraio 2013

A norma della legge sul diritto d’autore e del codice civile, è vietata la riproduzione di questo libro o di parte di esso con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro.

2013 Copyright © Maria Giovanna Coffaro

Alla mia famiglia

PESENTAZIONE

Questa guida vuole costituire un valido strumento didattico di facile consultazione per chi si accinge ad affrontare le prove scritte del concorso per Uditore Giudiziario, per Commissario di Polizia di Stato, Carriera Prefettizia o per  altro concorso pubblico, attraverso indicazioni e suggerimenti utili ad acquisire una corretta metodologia nella redazione di un tema in materie giuridiche. Inoltre, le schematizzazioni inerenti alla struttura del tema, per la loro valenza generalizzante, possono rivelarsi efficaci nella stesura di un elaborato tematico per qualsiasi materia concorsuale, anche non strettamente giuridica.

Il presente lavoro è maturato nell’ambito dell’esperienza didattica dell’Autrice nei corsi di preparazione per il concorso di Uditore Giudiziario e in quelli di preparazione per l’esame di Avvocato e nasce dalla constatazione dell’estrema difficoltà che incontra il candidato nell’approccio alla stesura di un elaborato scritto. Spesso, infatti, i giovani giuristi, nonostante una buona preparazione a livello teorico, non solo non riescono ad esprimersi in modo chiaro, fluido e nella forma corretta, ma trovano problematica la stessa organizzazione delle idee intorno alla questione giuridica che sono chiamati ad affrontare.

Dal momento che la selezione concorsuale avviene quasi sempre con le prove tematiche, la preparazione al concorso deve avere nello studio e nella acquisizione delle tecniche di svolgimento dei temi un momento qualificante e non sostituibile, costituendo un aspetto fondamentale per il superamento della prova scritta. Il percorso è molto impegnativo, ma con la giusta dose di caparbietà e buona volontà è possibile raggiungere l’obiettivo.

Questo breve manuale si propone, pertanto, in maniera molto umile, di fornire gli strumenti e il metodo con il quale sia possibile costruire ed esporre fondatamente e correttamente il discorso giuridico per un sereno approccio alla prova scritta concorsuale.

Febbraio 2013

L’Autrice

L’AUTRICE

Maria Giovanna Coffaro – Avvocato, docente di corsi di metodologia di scrittura forense, per la formazione e l’aggiornamento professionale, per la preparazione al Concorso per Uditore Giudiziario. Mediatore civile, docente presso vari Organismi accreditati per la formazione della figura professionale del mediatore. Autrice e collaboratrice in diverse pubblicazioni giuridiche tra le quali: Come si scrive il parere edito da Nel Diritto Editore; Atti giudiziari di diritto civile e penale e Formulario di diritto civile e penale per gli esami di Avvocato editi da Fontana di Trevi Edizioni, Roma; Il prisma delle mediazioniGuida alla nuova mediazione civile e commercialeIl dizionario della mediazione, della conciliazione, dell’arbitrato e del consueling, editi da Fontana di Trevi Edizioni, Roma.

I CAPITOLO

COME SI SCRIVE UN TEMA DI DIRITTO

1. Premessa

Il corretto svolgimento del tema di concorso costituisce l’obiettivo ultimo della preparazione del candidato. Verso questo traguardo sono indirizzati anni di studio in quanto la preparazione universitaria non è sufficiente per affrontare la prova scritta di un concorso pubblico o l’abilitazione alla professione. 

Un aspetto fondamentale per il superamento di una prova scritta di diritto in un concorso pubblico è la capacità di elaborare un testo che offra il più possibile un’idea completa dell’argomento, ma allo stesso tempo risponda a determinate caratteristiche che non sono del tutto assimilabili a quelle cui è abituato uno studente della scuola secondaria o universitaria. 

Solitamente la prova scritta richiede l’elaborazione di un tema in una determinata materia. La parola tema vuol dire argomento posto al centro: in un tema c’è sempre un argomento centrale, un nodo che deve essere sciolto. Ma l’elaborazione di un tema richiede la capacità di trattare per iscritto istituti e questioni giuridiche.

Tuttavia, mentre per molti scrivere costituisce espressione di una dote naturale, spesso innata, messa in pratica in modo quasi inconsapevole, non incontrando quindi alcuna difficoltà nel comunicare per iscritto, per molti altri il ritrovarsi di fronte ad un foglio bianco da riempire provoca sentimenti di sconforto e di impotenza, inducendo a porsi con terrore e anche una certa ansia la seguente domanda: Come faccio a scrivere un buon tema?.

Occorre innanzitutto premettere che scrivere un tema non è facile, anzi è una delle attività più complesse tra quelle che caratterizzano il percorso di studio e di apprendimento, essendo la produzione di uno testo ben scritto il risultato di un lungo e difficile lavoro, che richiede molto impegno e fatica, anche per gli scrittori più esperti.

La difficoltà deriva dal fatto che nello scrivere un tema entrano in gioco simultaneamente diversi aspetti, riconducibili sia all’individualità di questo atto, sia al suo carattere sociale. Scrivere un tema, infatti, richiede di mettere in atto una serie di procedure: l’acquisizione di un corretto metodo di studio e la documentazione al fine di selezionarne i contenuti dal momento che non si può scrivere un tema su un argomento senza conoscerlo, la disposizione dei vari contenuti in una struttura ordinata in maniera logica, l’utilizzo di una corretta forma linguistica e sintattica, la capacità di revisionare l’insieme. 

Tuttavia, scrivere è anche un modo per comunicare all’interno di un contesto sociale. Chi scrive deve, dunque, rappresentarsi mentalmente il proprio destinatario (nel nostro caso commissario-correttore) e il tipo di lettura che il suo scritto porrà. Leggere criticamente il proprio scritto e a tal fine porsi nell’ottica del suo destinatario è, infatti, una condizione essenziale per farsi capire. 

Autorevoli autori[1], si pongono, tuttavia, l’interrogativo se sia ipotizzabile consigliare qualcuno nella stesura di un testo dal momento che, in relazione alla proposta di suggerimenti sull’arte di scrivere storie, si è giustamente osservato che l’artista fa come gli pare[2], sicché, in letteratura, è arduo e forse inutile dare ammaestramenti

Tuttavia, per un tema di diritto il problema si pone diversamente, esprimendo la sua stesura una difficile sintesi fra una materia scientifica ed una umanistica, peculiarità stessa del Sapere Giuridico.

In un tema di diritto è, pertanto, fondamentale fornire delle schematizzazioni proprio per la peculiarità delle questioni giuridiche, la specificità della disciplina, la proprietà del linguaggio giuridico e la particolarità espositiva. 

Lo studio finalizzato alla preparazione di un concorso pubblico come quello di magistratura e, in genere, degli esami giuridici che prevedono prove scritte deve, pertanto, non solo essere rivolto alla rivisitazione ed approfondimento degli istituti oggetto di trattazione manualistica e alla loro applicazione giurisprudenziale, ma anche all’acquisizione di tecniche specifiche per la redazione di scritti giuridici. Il tema, infatti, non costituisce un testo rivolto alla collettività, per cui non è richiesta una sua generale accessibilità, ma è un testo di un aspirante specialista, rivolto a dei consumati specialisti, ed elaborato per vincere una gara, marcatamente selettiva.

In questo modo anche coloro che non hanno ricevuto il dono innato del saper scrivere possono certamente migliorare ed affinare le proprie attitudini alla trattazione scritta di temi e questioni giuridiche, attraverso l’utilizzo di adeguate tecniche ed il costante esercizio.

2. I «misteri» della scrittura

Come qualcuno ha osservato, scrivere significa evocare demoni, e perciò occorrono i riti iniziatici: a tal fine pertanto può essere utile, riflettere su di un testo - la relazione del presidente della commissione esaminatrice del concorso per uditore giudiziario indetto con d.m. 6 marzo 1986 - che appare quanto mai significativo in ordine ai problemi dello scrivere giuridico che incontrano i candidati al concorso di uditore giudiziario (e quindi nei concorsi in genere).

Afferma la relazione: «Tratto caratteristico, che emerge dalla lettura dei tremila elaborati è, invero, la palese inettitudine della maggioranza dei candidati al componimento scritto, riscontrabile, sia pure in misura più attenuata, anche in parecchi di coloro che hanno ottenuto l’ammissione. I candidati, cioè, tranne coloro che attraverso la frequenza delle scuole si sono specificamente esercitati alla esposizione armonica per iscritto di un argomento giuridico, e ad eccezione di quei pochissimi naturalmente dotati del dono dello stile (giuridico), non sanno esprimersi in modo chiaro ed in forma passabile; ciò dipende sicuramente dall’impostazione degli studi universitari di giurisprudenza, non essendo prevista per il conseguimento della laurea alcuna prova scritta, sicché la sola occasione di cimentarsi con la prosa giuridica è rappresentata dalla stesura della tesi.

In quanto insegnano ad organizzare le idee intorno ad un problema giuridico, ad analizzarne con ordine logico le componenti, ed a proporre la soluzione secondo armoniche linee di sviluppo in rigorosa concatenazione sillogistica di concetti, esposti in forma chiara e con terminologia corretta, le scuole svolgono una funzione insostituibile… occorrendo insegnare ai laureati ad esporre in buon ordine quel che hanno imparato: a ragionare per iscritto utilizzando i concetti giuridici in funzione di una specifica prospettiva aggregante. 

Ho l’impressione che il panorama risulterebbe meno desolante se il contenuto dei temi venisse travasato in forme più acconce. È accaduto, infatti, che analizzando i temi sulla cui valutazione sorgevano dubbi, si riuscisse talvolta a ricavarne esatte notazioni la cui evidenza risultava soffocata dalla sciatteria, o dalla tortuosità della forma, inadatta a rendere plasticamente quei concetti che, sia pure in nuce, il candidato possedeva.

Ne emerge un sicuro orientamento per indirizzare la preparazione dei candidati ad affinare la capacità di esporre con chiarezza e proprietà terminologica i concetti giuridici che la traccia del tema chiama in giuoco.

Quando, invece, la tecnica concorsuologica mira a trarre in inganno gli esaminatori con discorsi di mero contorno, con cappelli adatti a qualsiasi tematica, non è sicuramente commendevole farvi ricorso, e forse non è nemmeno pagante; almeno non lo è stato per questa commissione.

Si può comprendere che il candidato, sia pure con buona dose di ingenuità, cerchi di far sapere alla commissione che sa tante belle cose (anche se non

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