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L’indemoniata. Nascita ed evoluzione di una sindrome da possessione
L’indemoniata. Nascita ed evoluzione di una sindrome da possessione
L’indemoniata. Nascita ed evoluzione di una sindrome da possessione
E-book119 pagine1 ora

L’indemoniata. Nascita ed evoluzione di una sindrome da possessione

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Info su questo ebook

Lo psicologo Armando De Vincentiis descrive come il contesto culturale e famigliare, una credenza radicata ed una errata interpretazione degli eventi possano essere gli ingredienti necessari per la costruzione di una esperienza demoniaca senza l’intervento di alcun Demonio.
LinguaItaliano
Data di uscita10 lug 2014
ISBN9788867352227
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    L’indemoniata. Nascita ed evoluzione di una sindrome da possessione - Armando De Vincentiis

    Armando De Vincentiis

    L’INDEMONIATA

    Nascita ed evoluzione di una sindrome da possessione.

    Prefazione di Luigi Garlaschelli

    ________

    Nuova edizione con uno scritto di Massimo Picozzi

    Libellula Edizioni

    Titolo| L’indemoniata.  Nascita ed evoluzione di una sindrome da possessione

    Autore | Armando De Vincentiis

    Copertina a cura dell’autore

    ISBN | 9788867352227

    TUTTI I DIRITTI RISERVATI

    ©Libellula Edizioni 2012-2014

    Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta

    senza il preventivo consenso dell’editore.

    Libellula Edizioni

    Via Roma, 73 - 73039 Tricase (LE)

    Tel. 0833.772652

    Fax. 0832.1836533

    www.libellulaedizioni.com

    info@libellulaedizioni.com

    Ringrazio la dottoressa Anna Rita Longo

    per la revisione del testo.

    Indice

    Prefazione

    Introduzione

    Prima parte

    Una vita tranquilla

    Bagliori di vanità

    Strane pulsioni

    Imbrigliata nella rete

    Alla ricerca di significati

    Autoconferme

    Qualche bagliore

    Rinforzi

    Senza via d’uscita

    Segnali di quiete

    Ancora vecchie soluzioni?

    Seconda parte

    Fenomenologia psicologica

    Esorcismo come rinforzo del problema

    Utilità della possessione

    Fenomeni paranormali?

    Una disamina culturale

    Bibliografia ragionata in ordine di citazione

    Uccidere in nome del Demonio

    Di Massimo Picozzi

    Prefazione

    Leggendo questo libro, prima vi verranno i brividi, poi proverete compassione e, infine, indignazione.

    Brividi, perché leggendo le vicende della protagonista, Rosa, ritenuta posseduta dal Demonio, vi sembrerà di leggere la trama di un film del terrore, come L’Esorcista, o quasi.

    Compassione, perché sarete partecipi delle sofferenze fisiche e morali in cui si trova invischiata una ragazza normalissima, che vivrete dal suo punto di vista.

    Indignazione, perché vi renderete conto dei meccanismi psicologici perversi che stanno alla base dei cosiddetti fenomeni di possessione diabolica e capirete come questi abbiano origine da una ragnatela inestricabile di credenze, sensi di colpa e fraintendimenti.

    Un testo avvincente, coinvolgente e sconvolgente che – chiariamolo subito – segue i criteri della docu-fiction. Ovvero, si tratta della ricostruzione letteraria drammatizzata di una vicenda, basata però su fatti del tutto veri o sovrapponibili a quelli che, purtroppo, si verificano in continuazione nella vita reale.

    È un tipo di presentazione che – benché sia spesso utilizzata e possa avere una sua validità quando si tratta, per esempio, di fare rivivere personaggi storici – può essere fuorviante e dannosa se i fatti su cui si deve basare non sono reali.

    Naturalmente, poiché nessuno è esperto di tutto,

    tendiamo a fidarci quando gli Autori di certi programmi ci dicono che la loro opera si basa su fatti realmente accaduti – e magari perdoniamo loro anche qualche concessione alla necessaria spettacolarità.

    Ma capita, a volte, che lo spettatore sia esperto proprio del tema di qualche docu-fiction alla quale assiste; e allora egli si rende conto che le cose non stanno affatto così come si vogliono far credere, ma che anzi il programma sta solo avallando delle falsità.

    Purtroppo, questo è spesso il caso quando si parla di fenomeni paranormali o pseudoscientifici.

    Su argomenti controversi, vuoi per aumentare l’interesse, vuoi perché gli stessi autori faticano a distinguere tra esperti credibili e altri meno (e danno la parola a entrambi), ci si trova spesso di fronte – per usare un eufemismo – a prodotti di scarso valore educativo.

    Ben venga dunque chi, come Armando De Vincentiis, sa coniugare in una trattazione divulgativa il rigore scientifico con una narrazione coinvolgente – e la sua passione secondaria come regista e sceneggiatore di mediometraggi traspare nei dialoghi dal taglio cinematografico inseriti ogni tanto.

    Rigore scientifico, si diceva; sì, perché l’Autore, oltre che essere psicoterapeuta e avere dato alle stampe una piccola opera sulle estasi mistiche, una sulla validità dei modelli psicoanalitici e molte altre, si è occupato anche di casi altrettanto bizzarri delle possessioni demoniache, come quello dell’Uomo-lupo, di casi di famiglie infestate da spiriti, di stigmatizzati, eccetera.¹

    Va chiarito che non tutte le possessioni sono diaboliche. In ogni tradizione religiosa il fenomeno si esprime diversamente seguendo le regole della propria cultura. Un cristiano può ritenere di essere posseduto dal demonio, mentre uno sciamano può affermare di ospitare gli spiriti appartenenti alla sua tradizione (spirito del mare, della foresta ecc.); anche l’Induismo, la religione ebraica e quella musulmana, nonché i cristiani non cattolici, hanno ognuna forme e modi diversi di interpretare le cosiddette possessioni.

    Ma certo, nell’Occidente cristiano-cattolico, è la terrificante possessione demoniaca quella più famosa; raccontata in innumerevoli romanzi, in film di larghissimo successo, spiegata in articoli di settimanali, in trasmissioni televisive a caccia di misteri sensazionali e in libri scritti dagli stessi esorcisti cattolici. E l’idea che tutti ne hanno è di vomiti verdi, voci cavernose, levitazioni, oggetti che volano, lingue misteriose parlate dalla persona posseduta... tutto un repertorio di fenomeni, tecnicamente, paranormali. Naturalmente, anche la Chiesa sa (dovrebbe sapere) bene che è facile confondere una malattia mentale con una possessione, e proprio la presenza di questi fenomeni impossibili sarebbe il sintomo inequivocabile di una possessione vera.

    Allora il problema è proprio questo. Da più di un secolo, ovvero dal 1882, anno in cui fu fondata la Society for Psychical Research, si cerca di studiare in modo oggettivo e scientifico i cosiddetti fenomeni paranormali; eppure un fenomeno autentico si è dimostrato essere una preda estremamente elusiva, tanto che a tutt’oggi la comunità scientifica, nella stragrande maggioranza, ha addirittura perso la speranza di poterne mai catturare uno e documentarlo in modo certo, oggettivo, convincente. Dallo studio dei fenomeni paranormali – forse a questo punto inesistenti – la parapsicologia è ormai diventata una branca della psicologia, che studia le cause della credenza nel paranormale; che, come si capisce, è cosa ben diversa².

    In questo quadro resta un punto oscuro, ovvero quello che a volte si definisce il paranormale religioso: una serie di fenomeni fisici, tecnicamente paranormali, che avvengono in un contesto religioso. Possiamo pensare ai fenomeni citati poc’anzi, che si verificherebbero nelle possessioni, ma anche ai miracoli.

    Il paranormale religioso è un campo di indagine particolarmente arduo; i fenomeni paranormali classici infatti, studiati dai parapsicologi, se esistessero veramente violerebbero le leggi note della natura ma – ci si aspetta dovrebbero comunque obbedire a regole e leggi loro proprie. Una volta compresi, dovrebbero essere studiabili e riproducibili nelle adatte condizioni. Per questo si dice talvolta paradossalmente che se il paranormale esistesse e fosse comprensibile, diventerebbe normale. Nel paranormale religioso il fenomeno dipenderebbe invece da una Divinità (o da un Demonio), ovvero da un essere personale, dotato di volontà propria (non necessariamente comprensibile all’intelletto umano), che potrebbe comandare e alterare a piacere le leggi naturali a suo capriccio.

    Lo studio del paranormale religioso si è dimostrato più difficile dello studio di avvenimenti simili di tipo laico in parte anche a causa della protezione delle autorità religiose, le quali possono ritenere che l’evento non richieda esami e debba essere accettato per fede, oppure che le indagini debbano essere svolte da membri della religione o del culto, che già credono nella sua natura soprannaturale e secondo le loro impostazioni. La cooperazione tra autorità laiche e religiose è quindi l’eccezione anziché la norma.

    Dato questo quadro, non sorprende il fatto che, contrariamente a quanto si crede generalmente, anche nel caso delle cosiddette possessioni non vi siano fenomeni paranormali certi, documentati, accertati e accettati.

    Che cosa resta?

    Restano fenomeni mediatici, come le messe di guarigione che teneva Monsignor Milingo³, il famoso e discusso arcivescovo cattolico zambiano (dimesso dallo stato clericale nel 2009). Chi scrive ha avuto modo di assistere ad una di queste cerimonie, in compagnia di Massimo Polidoro, segretario del CICAP, e dei medici Giorgio Gagliardi e Marco Margnelli. Nel capannone dell’hinterland milanese adibito a chiesa, Milingo officiava la Messa, circondato sul palco da una dozzina di giovani donne di colore indemoniate che lo seguivano abitualmente. Al suono della musica sempre più incalzante, ogni tanto una di esse scattava in piedi e si contorceva, subito sedata dal servizio d’ordine. Tra il pubblico, madri disperate con foto di parenti e figli, maghi e guaritori con sacchi di sale da fare benedire per i loro riti e una giovane tenuta dai genitori che si divincolava e scalciava, parlando con voce da film L’Esorcista. (Proprio come descritto in un passaggio del libro di De Vincentiis).

    Oppure, che altro resta?

    Restano

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