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Diario di un taoista

Diario di un taoista

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Diario di un taoista

Lunghezza:
462 pagine
5 ore
Editore:
Pubblicato:
Mar 16, 2015
ISBN:
9788891182388
Formato:
Libro

Descrizione

Alla scoperta dei poteri della mente.

Il maestro De Santis si trasferisce in Cina all'età di diciotto anni per curare un infortunio subito durante un incontro di arti marziali. Viene accolto, curato e poi istruito per più di dieci anni da un gruppo di maestri taoisti, guaritori e monaci, che successivamente scopre essere allievi diretti di Wang Xiang Zhai, il famoso fondatore dello Yiquan (o Dachengquan).

In questo periodo ha la fortuna di conoscere una Cina inaccessibile e sconosciuta alla maggior parte degli occidentali e di intraprendere un originale percorso taoista.

Davide scopre che la medicina cinese, l'uso delle erbe, l'alimentazione, le pratiche di Qigong e di massaggio, sono solo il principio di una via che renderà possibile la sua guarigione grazie all'accesso all'Alchimia Interna Taoista attraverso anche la pratica del taijiquan "sconosciuto", del kung fu e delle tecniche meditative e di consapevolezza.

In questo libro si scopre la possibilità di un viaggio nelle profondità del corpo attraverso il potere dell'intenzione focalizzata. Il vero segreto lo hai dentro te stesso.Si comprende come le tecniche corporee, respiratorie e meditative siano interconnesse e come dal Qigong più elementare si proceda verso diversi livelli avanzati.
Editore:
Pubblicato:
Mar 16, 2015
ISBN:
9788891182388
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Diario di un taoista - Davide De Santis

CAPITOLO 1

VIAGGIO NEL TAOISMO

IL QUAN DAO DELLA TRADIZIONE TAOISTA

Esistono persone, che da anni praticano costantemente discipline orientali come il QiGong (erroneamente chiamato ChiKung) ed il TaiJiQuan (chiamato TaiChiChuan) che purtroppo non ne comprendono minimamente la reale finalità terapeutica e marziale, hanno una concezione distorta della pratica perché si affacciano a questo mondo salutistico, guardando queste discipline come se fossero una sorta di ginnastica dolce, già lo stesso definirle ginnastiche è sbagliato ed inadatto e fa capire, quanta incomprensione ci sia dietro questa visione snaturata ed imbastardita dell'arte esoterica cinese. Disgraziatamente l'uomo occidentale, quando fissa lo sguardo verso una pratica misteriosa e si preoccupa di un paese con un diverso patrimonio di conoscenze, troppo spesso è abituato ad osservare solamente la punta dell'iceberg: guarda solo l'apparenza e ciò che ha davanti al naso, interpretandolo con la sua personale conoscenza, il proprio intelletto e punto di vista; non si sforza di capire a fondo tutto ciò che potrebbe esserci dietro. Le nozioni informative ed il sapere che esso ha assimilato nel proprio paese tramite la scuola (istruzione), l'esperienza e il lavoro, non possono aiutarlo a comprendere un'arte millenaria come il QiGong e il TaiJiQuan perché queste pratiche esoteriche si basano sulla conoscenza dell'invisibile e nascono da concetti, riflessioni e parametri, totalmente opposti a quelli conosciuti oggi in occidente.

L'uomo bianco vuole comprendere ciò che gli viene proposto, spiegato e sottoposto alla luce con la propria visione della realtà e conoscenza; è convinto di possedere un punto di vista superiore dal quale giudica gli avvenimenti che gli girano intorno. Le pratiche di origine taoista però, nascono da un pensiero diverso e distante da quello occidentale e se non si comprende questo tipo di pensiero, cioè non si intuisce e capisce che è sotto la cima dell'iceberg che si trova la vera base che permette alla punta di stare a galla, allora non si potrà accedere a questo mondo fatto di energia, mistero e magia (di cui è costituita tutta la filosofia taoista).

Praticare il TaiJiQuan senza credere nel potere della mente e nell'energia vitale che permea l’universo è come andare a messa e non credere nel Signore.

Per addentrarsi nel mondo del Tao, il primo passo da fare è conoscere e capire il QuanDao.

Il QuanDao è un termine arcaico di origine taoista composto da due importanti ideogrammi cinesi, il Quan ed il Dao; per gli studiosi di testi antichi, questi due caratteri messi insieme potrebbero assumere il significato di guerriero di luce: colui che combatte l'oscurità del mondo per arrivare alla luce della conoscenza (da precisare che secondo diverse correnti filosofiche, la conoscenza si trova nel buio e la luce, rappresenta solo la visone più nitida della realtà).

Secondo la concezione taoista, il vero guerriero è colui che sa difendersi dal male interiore, dal proprio ego, dalle malattie psicosomatiche, dalle aggressioni (persone e animali) e dai virus (batteri).

Il QuanDao è una filosofia di vita che insegna a difendere e migliorare il proprio stato di coscienza.

Gli ideogrammi sono dei simboli che rappresentano un concetto e vengono tradotti in base al luogo ove sono posti e l'esperienza interpretativa del traduttore/lettore. Nella cultura tradizionale cinese il carattere Quan simboleggia il pugno e il Dao rappresenta la ragione, la correttezza, la via esatta da percorrere, il corretto cammino, la sapienza e la conoscenza.

Solitamente la persona che pratica il QuanDao, si allena per migliorare se stesso; si nutre d'energia vitale e delle impressioni, lottando per sconfiggere i mostri rinchiusi nell'inconscio per riprendere consapevolezza del divino che ha nell’animo. Il taoista tenta di controllare e gestire, tutte le energie a sua disposizione e non ha paura della morte perché consapevole, che sia solo una trasformazione verso un nuovo inizio; vivendo a pieno questa dimensione torna alla consapevolezza dell'anima ed è quindi pronto a lasciare questo involucro, per un conscio trapasso verso l'aldilà.

Come l'Arcangelo S. Michele (considerato il più potente difensore del popolo di Dio), anche il capomastro del QuanDao, si prefigge il compito di sconfigge il male, la bestia che ci tiene legati alla materialità del mondo e che alimenta il nostro ego. S. Michele viene rappresentato dai cristiani con una bilancia (che per i taoisti simboleggia l'equilibrio Yin e Yang), una spada o lancia nella mano (rappresentazione e figurazione del guerriero) e ai suoi piedi il mostro inerme ormai sconfitto (espressione della vittoria dell'uomo illuminato sulla bestia e le forze del male).

Nei primi secoli del cristianesimo presso i bizantini, San Michele era considerato una sorta di medico celeste delle infermità degli uomini, il maestro del QuanDao similarmente svolge lo stesso compito; anch'esso simboleggia la divina concezione del combattimento contro i demoni e i mali dell’uomo. Col QuanDao uccidiamo le nostre paure e camminiamo energici e sereni verso la strada per la salvezza eterna.

Il primo compito del praticante taoista è quello di ricercare la tranquillità mentale soffocando il proprio ego (che detta le regole del suo atteggiamento); egli deve conoscere il suo vero se stesso e sconfiggere i pensieri negativi che bloccano il suo sviluppo divino.

(QuanDao, la via del pugno)

I saggi affermano che il valore di un uomo, si determina esaminando in quale misura e in che senso egli è giunto a liberarsi dall'ego. La prima battaglia dell'aspirante guerriero di luce è quindi quella contro sé stesso, dovrà comprendere l'importanza della meditazione statica, dei gesti lenti e delle circolari e serpeggianti danze marziali che sprigionano dal suo corpo gli spiriti del male. Quando il fisico si rilassa e la struttura rallenta le movenze, anche la mente si tranquillizza e le opinioni diminuiscono; si impara a non dare attenzione ai pensieri (vocine della mente e preoccupazioni) così da non nutrirli. Solo quando la mente sarà ripulita dai mille dubbi che pervadono l'essere, l'adepto potrà cogliere più profondamente la nobile arte del QuanDao.

All'inizio della pratica, tutti gli esercizi taoisti mirano alla liberazione della mente e l’apertura del cuore, l'allievo deve uscire dalla gabbia e uccidere le forze interne che non gli portano quiete, sollievo e conforto per lo spirito: una lotta contro se stesso per annientare quella parte del proprio essere che tenta di bloccare il suo reale sviluppo spirituale e che lo tiene legato alle volontà dell'ego e incastrato nella materialità delle emozioni istintive.

SIMBOLISMO DEL QUANDAO NEL SALUTO

Oltre all'inchino classico, in segno di rispetto i guerrieri cinesi per salutarsi, alzavano le mani davanti il proprio petto: la destra teneva il pugno per indicare il Quan, la forza bruta e materiale dell'uomo (sprigionata dai Chakra Inferiori e dall'emozioni istintive) e la sinistra aperta sopra la destra come a tenerla, per simboleggiare il dominio da parte della ragione, il Dao (sviluppato dalla saggezza dei Chakra Superiori) che trattiene, padroneggia e controlla il Quan; è lo Yin che domina lo Yang, la gentilezza che domina la crudeltà , l'amore che regna sul male.

Il praticante non deve rinnegare i Chakra Inferiori e coltivare solo quelli Superiori ma deve contemplarli e comprenderli entrambi: è per mezzo della mente che l'allievo giunge al controllo delle energie dei Chakra Inferiori, per riaccendere il fuoco spirituale e ri-donar vita a quelli Superiori.

QUAN DI QUAN DAO

Il QuanDao nella tradizione Taoista (Daoista) acquista il significato di via del guerriero, strada verso la luce, la via dell'immortalità, pratica per il miglioramento, giusta filosofia di vita, via del pugno e guerriero di luce.

Il Quan (pugno, difesa) rappresenta e simboleggia i Tre Chakra Inferiori; offre la conoscenza delle forze primordiali dell'uomo: dell'istinto, della difesa del territorio e della famiglia. È un vigore designato principalmente per occuparsi dei bisogni primari della vita materiale.

Corrisponde all’elemento della terra, dell'acqua e del fuoco.

DAO DI QUAN DAO

L'essenza del Dao è collegato alla vibrazione e all'energia dei Quattro Chakra Superiori legati alla spiritualità e all'energia del sottile, alla consapevolezza e all'unione con Dio attraverso l'amore e la contemplazione del ritorno al vuoto (all'assenza di materia per un contatto col Wu, padre di Yin e Yang).

Il Dao è la conoscenza della strada che porta verso Dio.

Corrisponde all'elemento del vento e del metallo (oro).

COMPRENSIONE DI QUAN DAO

Per comprendere la relazione tra universo ed essere umano, c'è bisogno di lucidità ed energia. È un lavoro lento e progressivo che va eseguito in tranquillità ed armonia; non devi tirare l’erba per farla crescere: l’erba ha il suo tempo per crescere e se la tiri eccessivamente, ottieni l’effetto contrario perché si trappa e muore.

Unendo i Chakra Inferiori a quelli Superiori tramite la connessione magnetica delle pratiche del QiGong (studio sulle energie), potremo notare una progressiva trasformazione dell'essere: la postura si sistemerà e correggerà, il corpo si armonizzerà, aumenterà l'elasticità, si amplificheranno i sensi, aumenteranno le energie, la vitalità, il dinamismo e di conseguenza, migliorerà l'efficienza nelle azioni e ciò, si rifletterà pure negli ambiti in cui operiamo (lavoro, famiglia, società). Continuando a perseverare con la pratica taoista, si potranno attivare qualità psicofisiche che non pensavamo nemmeno di avere: se hai seminato aspetta e sii paziente, è inutile che tu vada a vedere se il seme ha attecchito scoperchiando la terra per capire se ha messo o no, lunghe radici. Rasserenati, continua ad esercitarti e metti l'attenzione su te stesso, sulla tua essenza, ma senza esaminarla perché l'ansia del vedere i risultati in fretta, ti farà distruggere il lavoro fatto. Vivi il momento, senza fuggire nel futuro inesistente per la premura di guardare i risultati. Potrai diventare molto forte ma la calma e la pazienza sono virtù che dovrai imparare a conoscere, se hai un cuore agitato non potrai operare tranquillamente e quindi i risultati tarderanno a manifestarsi.

E diceva: così è il Regno di Dio, come un uomo che abbia gettato il seme sulla terra; e dorma o vegli, di giorno e di notte, il seme germoglia e cresce lo stesso, come, egli non sa. Automaticamente la terra porta frutto, prima uno stelo, poi la spiga, poi grano pieno nella spiga. Marco 4, 26-29

Durante la pratica del QiGong taoista, lanciamo un mucchio di informazioni nel nostro inconscio che dovranno poi essere metabolizzate ma gran parte della nostra ansia, è un distruggere con due mani ciò che si è realizzato con una; con una mano abbiamo piantato il seme ma con due, scaviamo nella terra per vedere se è a posto e così lo roviniamo. Le informazioni che diamo all'essere, devono essere metabolizzate dall'organismo e per questo c'è bisogno di tempo; è una ri-programmazione energetica che richiede pazienza e costanza. L'illuminazione divina non la si ottiene in poche settimane di pratica. È nella tua mente che risiede il potere di determinare il tuo futuro.

Il praticante dovrà esser forte e vigile, abile nel proteggere se stesso, le proprie idee e le proprie emozioni dagli influssi negativi del mondo interno ed esterno. Per agevolare la comunicazione extrasensoriale tra corpo e Universo, Micro Cosmo e Macro Cosmo, Yin e Yang è opportuno sensibilizzare e ampliare i sensi; riconoscere le vibrazioni sottili attraverso il sentire (ascoltando il divino che esiste dentro e fuori a noi). Prima di approfondire la conoscenza alchemica delle energie del Cosmo, al neofita è consigliato fermarsi a meditare in pieno relax per respirare naturalmente e riordinare le idee, facendo pulizia del superfluo.

Cambiando noi stessi cambieremo il mondo; uscite un attimo dai pregiudizi e dalle credenze dei concetti imparati sui libri di testo delle scuole medie; come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?. Se rimani convinto delle tue idee come potrai comprendere le mie? Per cambiare vita occorre un nuovo modo di pensare.

Sembra dunque che per questo particolare io sia più saggio di quest'uomo, poiché non m'illudo di sapere ciò che non so! Platone.

Dimentica ciò che sai e ricorda ciò che sei. Il saggio è un sensitivo che non possiede idee, egli mette a tacere le proprie opinioni, non ha pregiudizi e valuta il presente col proprio cuore; la presunzione del sapere ciò che è giusto o sbagliato viene messa in disparte.

Allora capii, che veramente io ero il più sapiente perché ero l'unico a sapere di non sapere, a sapere di essere ignorante Socrate.

La consapevolezza del non sapere è uno stimolo alla ricerca del sapere, ma bisogna fare attenzione a non diventare troppo curiosi perché la mania del sapere, può alimentare l'ego. Le informazioni intellettuali, possono certamente arrivarci alla mano ma ciò che più deve interessarci è la conoscenza acquisita attraverso l'esperienza del sentire e del vissuto. Dobbiamo diventare sensibili, se vogliamo comprendere le forze sottili che danno origine e forma alla materia.

Dovremmo imparare a comprendere l'invisibile per capire il visibile, è tramite lo Yin che sappiamo cos'è lo Yang. L’ignorante sa sempre tutto ma il saggio è consapevole di non sapere e per questo indaga e ricerca la verità per mezzo dell'esperienza diretta della meditazione, scruta il presente eliminando le idee di giudizio del passato, bramando solamente al qui ed ora.

Quando vivevo a Beijing, tra i monti DaLing vicino la Grande Muraglia, avevo un attempato maestro di QiGong molto spartano ed inflessibile; un pomeriggio di primavera egli captò un allievo anziano comportarsi da maestrino saccente di fronte un novellino: l'allievo anziano, ostentando la propria conoscenza e bravura, fece probabilmente sentire inadeguato ed incapace il meno esperto cosicché il maestro, senza pensarci due volte, li mandò entrambi in punizione nel bosco per tre notti e tre giorni per meditare sul proprio comportamento.

Secondo il maestro, i due allievi avevano entrambi ceduto all'ego; la cosa più importante per lui è la corretta attitudine mentale durante la pratica e non i traguardi raggiunti da esibire per vanto e risalto personale. Un allievo che sbandiera la sua bravura e vuole prevalere sugli altri, solitamente viene allontanato dai monaci; è pericoloso insegnare esoterismo ad un idiota che si comporta da bullo di fronte i meno esperti, i quali non dovrebbero nemmeno dargli importanza e non sentirsi tristi per le abilità maggiori del presuntuoso esibizionista.

Un serio praticante non può professare la pace e al tempo stesso alimentare il proprio ego e il conflitto coi suoi compagni.

L’allievo anziano aveva peccato di presunzione e vanità e l’allievo novizio aveva peccato di invidia e odio.

Una mattina Budda disse ad un suo discepolo: sei diventato quello che hai pensato.

Il saggio crea un vuoto di preconcetti, teorie, idee, pensieri e credenze perché attua una deprogrammazione mentale e riconsidera il concetto di conoscibile attraverso il sentimento originato dal cuore puro; egli svuota il calice della comprensione razionale ed impara ad ascoltare senza dover necessariamente capire per soddisfare l'intelletto, realizza il vuoto per assorbire le informazioni sottili con le affilate antenne energetiche che ha costruito con la pratica del QiGong.

L'atteggiamento mentale è base fondamentale per ogni disciplina.

L'uomo pensante, attira verso di sé le vibrazioni che lui stesso emana (della stessa valenza del Chakra con cui sta’ operando), è padrone di sé stesso e le oscillazioni energetiche che diffonde nel Cosmo attraverso il pensiero, sono poi sperimentate dall'individuo sotto forma di eventi e situazioni durante la vita quotidiana (teoria dello specchio). Siamo simili ad una radio che si sintonizza su di una frequenza e ne richiama a sé le onde fluttuanti. Arriva a noi ciò che pensiamo (col cuore) o anche inconsciamente chiediamo, ma ne dobbiamo essere consapevoli se desideriamo un cambiamento volontario: dobbiamo allenare l'intenzionalità per modificare consciamente la nostra realtà.

Ciò in cui credi e che desideri davvero, potrà manifestarsi nella tua vita ma ne devi essere convinto nello spirito e nel cuore, non devi chiederlo ad un entità esterna ma al tuo Io interiore (per imprimere questa volontà nella mente subconscia nel modo corretto): è come se fosse una preghiera interiore con sé stessi. Il QiGong taoista ti darà la possibilità di comprendere la tua mente, in modo da poterla gestire e vivere al meglio. Ogni cosa che avete attirato nella vostra vita è arrivata in ragione della persona che siete stata e soprattutto, in ragione dei pensieri che avete avuto. Cambiare i pensieri significa cambiare la vita.

La legge di attrazione è essenziale per sintonizzarsi sui propri obiettivi, sogni e aspirazioni: mantenere costantemente l'intenzione ed il focus su qualcosa, crea una sorta di vortice che risucchia il sogno per renderlo reale.

I tuoi pensieri creano il tuo destino ed è per questo che devono essere puri.

I filosofi dicevano: semina un pensiero e raccoglierai un'azione; semina un'azione e raccoglierai un'abitudine; semina un'abitudine e raccoglierai un carattere; semina un carattere e raccoglierai un destino!

Siccome non viviamo soli, i nostri pensieri spesso si incontrano e scontrano con quelli degli altri; siamo circondati da un mare di idee positive e negative che possono condizionarci la vita e gestire le nostre azioni. Occorre innalzare le vibrazioni dei pensieri in modo da mantenerli costantemente vivaci e positivi, cercare di conseguire uno stato d’animo in cui si possiede la fiducia totale e assoluta che il risultato finale e desiderato, accadrà sicuramente; si rischia sennò che la mente, cominci ad immaginare tutte le difficoltà e gli ostacoli che si potrebbero incontrare mentre si prova a realizzare i propri sogni e questo, potrebbe rallentare se non bloccare il corretto procedimento evolutivo del praticante.

Dobbiamo essere convinti di ciò che facciamo, bisogna eliminare il male dento di noi attraverso la comprensione, l'ascolto e la meditazione.

Quando pensi a ciò che vorresti ed emetti quella frequenza, fai in modo che l’energia della cosa desiderata, vibri anch`essa alla tua stessa frequenza e venga così attratta a te; come la radio che quando si sintonizza su una determinata frequenza l`attira a se. Dobbiamo vivere il presente come se già fosse il futuro desiderato; sentirci come se la cosa aspettata sia un evento già compiuto, vivo e provato nel presente e non un risultato di un futuro remoto ed immaginario (dove un nostro avatar inesistente sperimenta il nostro sogno in un tempo che non c'è). Anche le persone come i pensieri, vengono attirate l'una dall'altra in modo magnetico (non sempre consapevolmente), a causa delle vibrazioni che proiettano; concettualmente viviamo in un oceano di vibrazioni e per non essere attirati da luoghi o individui oscuri, dobbiamo saperci difendere e proteggere, creando una sorta di serratura blindata alle porte dei Chakra e vibrando di energia positiva.

Occorre creare delle barriere di energia per difendere la nostra anima dalle violenze esterne.

CAPITOLO 2

MOVIMENTI DEL QI E PUNTI DI MANIPOLAZION

E ENERGETICA NEL CORPO

REALTÀ

È complicato definire la realtà, visto che c'è sempre una visione personalizzata di essa. Si può dire che la realtà sia ciò che ci sembra essere: è reale ciò che noi siamo d'accordo sia reale.

Se nove persona su dieci affermano un fatto, questo fatto è sicuramente reale per le loro menti.

La realtà dell’universo fisico, viene percepita attraverso differenti fattori: vediamo qualcosa con i nostri occhi e l'elaboriamo con la nostra mente, ma la nostra mente comprende per come è stata istruita a comprendere e quindi abbiamo una visone soggettiva (ovvero fasulla e non obbiettiva) della realtà.

Siamo in contatto con la realtà attraverso i sensi, ma c'è qualcosa che ci sfugge, la sete di volere comprendere e capire attraverso l'intelletto, porta l'uomo occidentale a lavorare tanto col cervello e poco con il cuore, la comprensione taoista della realtà invece, parte proprio dal cuore e dal suo sentire.

Intellettualmente non sappiamo nulla sul motivo dell'esistenza dell'uomo in questo universo, bisognerebbe dare attenzione al sentire e mettersi in contatto col Divino Creatore per capire qualcosa di questa vita ma ovviamente, non è un’impresa facile e realizzabile con un solo bigino (manuale riassuntivo) di pseudo-filosofia new age.

Perché il Divino Creatore dovrebbe informarci dei suoi piani?

Il corpo umano è composto dagli stessi elementi cui è composto l'universo, ed è attraverso di esso che possiamo prendere consapevolezza del mistero della vita terrena ed ultraterrena; le risposte di Dio le abbiamo all’interno di noi stessi, velate in questa dimensione.

Tutti noi formuliamo delle affermazioni ma non sempre queste affermazioni nascono dal nostro vero Io(o dal nostro sentire); quando usiamo l’espressione io sono seguito da un sostantivo o da un aggettivo, come ad esempio io sono bravo oppure io sono eccezionale, utilizziamo la mente logica che non sempre rispecchia la vera realtà, perché è stata abituata a tradurre in parole determinate, sensazioni indeterminate che crediamo aver compreso e che quindi classifichiamo in schemi mentali e fasulle convinzioni di sapere di essere; dicendo io sono come se davvero si sapesse chi si è è sinonimo di un livello altissimo di consapevolezza che spesso però non si ha.

Siamo abituati a pronunciare la parola io senza però sapere chi siamo davvero (si dice io sono senza sapere nulla del proprio Io)!

La credenza che la realtà che ognuno vede sia l'unica realtà è la più pericolosa di tutte le illusioni Watzlawick.

Ci auto inganniamo continuamente!

Pur di non fare i conti con la realtà, preferiamo convivere con la finzione, spacciando per autentiche le ricostruzioni ritoccate o distorte su cui basiamo la nostra visione del mondo

Gramellini.

Se non sai esattamente chi sei, manchi di consapevolezza e dunque è pure probabile che tu non sappia nemmeno quali sono le tue potenzialità, le cose che più probabilmente potresti realizzare, i tuoi desideri, le tue sensazioni, ciò che ti rende felice e ciò che ti dà fastidio.

Che cosa ami di te?

Cosa ti rende davvero felice?

Cosa vorresti realizzare della tua vita per te e per gli altri?

Bisogna prestare attenzione alle informazioni trasmesse per mezzo della comunicazione verbale perché molto spesso, non hanno riscontro con la vera realtà dei fatti. Dovremmo evitare di auto ingannarci continuamente a causa di abitudini dialettiche errate.

Dobbiamo imparare ad ascoltare il nostro cuore e il nostro intuito se vogliamo comprendere l’essenza fantastica del nostro animo.

Attraverso il QuanDao e il QiGong taoista, si varca il confine della mente razionale per riunirsi all` Io più profondo e alla propria anima.

Riconosci la tua forza e controllerai il tuo destino. Quando la mente, il cuore e lo spirito, saranno in piena armonia, anche l’arte del Taiji potrà manifestarsi in una danza poderosa, libera da schemi e preconcetti. Diventando il Taiji sarai libero come un aquila, in grado di volare ovunque il tuo cuore vorrà.

CONDENSAZIONE DI ENERGIA, CHAKRA.

La materia è vibrazione di energia, dagli atomi provengono spettri di emissioni di luce posti a differenti frequenze. L'anima è racchiusa in una macchina biologica colma di un energia che ha composto diversi elementi, ognuno dei quali ha una propria intelligenza, sostanza e vibrazione. Sia noi che tutto ciò che abbiamo intorno è composto d'energia, senza energia non esisterebbe nulla di ciò che vediamo. La malattia e il malumore spesso si manifestano nell'individuo quando le intelligenze (vibrazioni energetiche) del corpo sono in disaccordo tra loro.

È l'insieme delle onde filtrate dai nostri sensi fisici, che ci permette di vedere la realtà così come la percepiamo.

Dobbiamo saper tradurre i messaggi dei centri fisici del corpo e delle energie a noi circostanti, se vogliamo essere cittadini coscienti di questo pianeta, padroni di un onesta visione della realtà e in possesso di una buona salute psicofisica.

Nel corpo umano esistono tantissime zone con punti di particolare concentrazione di energia vitale, le culture asiatiche concordano nell'affermare che le aree di affluenza e raccoglimento energetico principali siano sette e vengono chiamate Chakra: una parola Sanscrita il cui significato è ruota, vortice, una porta che si apre attraverso la vibrazione di energia sottile in una zona specifica; i Chakra sono particolari luoghi del corpo, collegati a ghiandole e nervi che si ramificano per tutta la colonna vertebrale.

Primo Chakra di Base/Radice: Ghiandola Coccigea o Corpo di Lushka

Secondo Chakra del Sesso: Corteccia e ghiandole Surrenali

Terzo Chakra Ombelico: Ghiandola Pancreas

Quarto Chakra del Cuore: Ghiandola Timo

Quinto Chakra della Gola: Ghiandole Tiroide e Paratiroide

Sesto Chakra del Terzo Occhio: Ghiandola Pineale

Settimo Chakra della Corona: Ghiandola Epifisi

I sette Chakra sono come mulinelli d'energia emanata dalle sette ghiandole del nostro organismo, si potrebbero rappresentare come Vasi collegati l’uno l’altro da una serie di arterie (definite come canali o tubi), che nella medicina cinese vengono chiamate JingLuo (meridiani), utilizzati anche nell'agopuntura e nella digitopressione.

Ogni zona energetica non dipende esclusivamente da se stessa ma dipende da tutto il sistema biologico che la influenza per l'approvvigionamento di liquidi e ritorni di onde vibrazionali, i Chakra vivono in correlazione l'uno all'altro nello stesso Micro Cosmo; come la terra influenza la luna e il sole la terra, anche i Chakra si influenzano tra loro e sono interconnessi.

Se il Secondo Vaso (corrispondente alle ghiandole surrenali), è pieno di liquido ed energia, questa sua abbondanza si diffonderà velocemente attraverso il sangue e i meridiani fino ad arrivare negli altri sei Vasi, ma se invece è sprovvisto o povero d'energia (quindi debole), sarà naturalmente aiutato dagli altri Chakra che lo appoggeranno, inviandogli l'energia necessaria per sopravvivere e potenziarsi.

Come una bottiglia si riempie d'acqua dal basso verso l'alto per la forza di gravità, anche nel corpo umano è consigliato creare salde radici per riempire in abbondanza i primi tre Chakra Inferiori, quei centri energetici che servono alla sopravvivenza e la difesa del territorio. Per questa ragione nel taoismo s'insegna innanzi tutto, a non disperdere l'energia primordiale e vitale della sessualità. Il potere del seme e della procreazione originato dai Vasi Inferiori non dev'essere disperso; se il centro sessuale dovesse prosciugarsi e indebolirsi, pure i Vasi Superiori ne soffrirebbero.

Una pianta con rami forti ma radici deboli può cedere al primo temporale.

Come la vasca si riempie dal fondo a causa della gravità, anche l’energia dell’uomo è attirata verso il basso e il saggio che possiede la conoscenza per rafforzare la parte inferiore dall’aspetto animalesco, potenzia le radici per aumentare il vigore nei rami e vederne crescere i suoi frutti divini.

Non significa che non possiamo usufruire dell'energia sessuale, ma al contrario, imparare a gestirla perché è la più potente forza che abbiamo; dovremmo far attenzione a non stagnarla e non perderla, in modo d'accrescerla giorno per giorno e farla salire negli Chakra Superiori tramite i meridiani (i canali più utilizzati sono il Ren Mai e Du Mai) o attraverso la Kundalini (altro canale importantissimo di congiunzione dei Chakra).

La Kundalini parte dal primo Vaso per salire su fino alla testa, porta la forza calda del Primo Chakra nella zona fresca del Sesto Chakra; simbolicamente è rappresentata dal serpente, in quanto abitante del sottosuolo (centri inferiori del corpo): questo rettile rappresenta un potere occulto, misterioso e pericoloso.

Come spesso avviene nel mito, le cose pericolose quando conosciute, perdono quell’aspetto per svelarne un altro opposto, benefico.

La Kundalini dormiente, risulta come un serpente raccolto su sé stesso pronto a scattare, mordere ed iniettando il suo veleno se disturbato all’improvviso; è di carattere lunatico e ingestibile ma quando si sveglia in tranquillità e coscienza, si ravviva disponendosi dritto sulla punta della coda, rigido come un bastone, sereno, raggiante, inoffensivo, vigile e attento. Non bisogna concentrare tutta l'energia Kundalini in un solo punto del corpo come se fosse pigra, accovacciata o in letargo ma bisogna distenderla in tutto l'organismo (eretta e vivace) per diffondere vigore a tutto l'essere, il serpente dormiente (il Qi vitale stagnato nei centri sessuali) deve svegliarsi per andare ad accendere la scintilla divina e riempire di dinamismo ed entusiasmo gli altri Vasi.

Per divenire consapevoli e migliorare le qualità percettive, abbiamo bisogno d'energia; la Kundalini è una fonte importantissima di Qi vitale; come il contadino getta il secchio nel pozzo e lo tira su pian piano con la carrucola per dissetarsi con l'acqua fresca, anche la mente (Yi), attraverso i meridiani, scende nei Vasi Inferiori per tirare in alto l'energia necessaria all'organismo. Bisogna saper svegliare e far vivere il serpente Kundalini nella spina dorsale se vogliamo evolvere.

Se il Secondo Vaso (ghiandole gonadi e surrenali) dovesse perdere una quantità eccessiva del suo fluido vitale, nel corpo sano entrerebbe in funzione un meccanismo che porterebbe a questo

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