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Liberazione o morte

Liberazione o morte

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Liberazione o morte

Lunghezza:
105 pagine
1 ora
Pubblicato:
24 ago 2015
ISBN:
9788867180981
Formato:
Libro

Descrizione

Studioso profondamente attento alle dinamiche popolari, fondò la prima facoltà di sociologia in Colombia. Uomo profondamente religioso, vestì l’abito talare interpretando in modo radicale il messaggio di giustizia sociale insito nel Vangelo. Come marxista, non esitò a compiere una scelta decisiva: arruolarsi nell’Esercito di Liberazione Nazionale per offrire se stesso alla causa della Rivoluzione. Tutto questo appartiene alla straordinaria biografia di Camilo Torres (1929-1966): una vita spesa lottando al fianco degli ultimi della Terra e condensata in un testo di rara potenza come Liberazione o morte. Nella convinzione che “se Gesù fosse vivo sarebbe nella guerriglia” (postfazione di Giuseppe Ranieri)
Pubblicato:
24 ago 2015
ISBN:
9788867180981
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Liberazione o morte - Camilo Torres

LE FIONDE

EBOOK

Liberazione o morte

di Camilo Torres

© 2015 Red Star Press

La riproduzione, la diffusione, la pubblicazione su diversi formati e l’esecuzione di quest’opera, purché a scopi non commerciali e a condizione che venga indicata la fonte e il contesto originario e che si riproduca la stessa licenza, è liberamente consentita e vivamente incoraggiata.

Prima edizione in e-book: agosto 2015

Design Dario Morgante

Red Star Press

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Via Tancredi Cartella, 63 – 00159 Roma

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redstarpress@email.com | www.redstarpress.it

red star | le fionde

Camilo Torres

Liberazione o morte

REDSTARPRESS

INTRODUZIONE

La sua voce si levò per chiamare il popolo, a prepararsi alla gran lotta finale.

Nella storia dell’umanità, sono esistiti degli uomini che per il loro valore, per la loro intelligenza, per la loro integrità, hanno prestato servigi immensi nella lotta sociale dei popoli.

È stato soprattutto quando la lotta ha assunto caratteri definitivi e una direzione precisa verso il conseguimento di obiettivi rivoluzionari tendenti a cambiare strutture caduche e a instaurare idee e strutture sociali che meglio si accordassero con gli interessi popolari, soprattutto allora è successo che quegli uomini eccezionali hanno dato il loro apporto più valido. Alcuni hanno con la loro intelligenza orientato lo sviluppo di questo cambiamento, hanno formulato le basi ideologicamente corrette della lotta e degli obiettivi. Altri hanno speso il loro valore, la loro audacia e le loro capacità militari e politiche per condurre le forze popolari al conseguimento di tali obiettivi.

Gli uni e gli altri occupano nel cuore dei popoli un posto a parte, mentre l’eredità del loro pensiero e della loro azione resta intatta nei successi del popolo.

Nell’America Latina il ricordo e l’esempio dei nostri primi eroi, sia di quelli che si posero alla testa del popolo nella sua lotta contro l’impero spagnolo, sia di quelli che l’hanno sollevato in epoca più recente contro l’imperialismo nordamericano, ancora oggi esercitano la loro influenza e sono di sprone nel suscitare un nuovo movimento di ribellione.

La lotta non conclusa si ravviva oggi attraverso tutta la nostra America. Uomini nuovi sono all’avanguardia alla testa dei nostri popoli. Altri già hanno segnato la via con la traccia del loro sangue. Uomini eccezionali come Luis de la Puente, Guillermo Lobatón, Fabricio Ojeda, Camilo Torres, Luis Augusto Turcios Lima figurano ormai nella storia della lotta di liberazione americana. Valorosi suscitatori e protagonisti della lotta rivoluzionaria antimperialista, le loro idee, il loro esempio eroico hanno ormai oltrepassato i confini dei propri paesi e sono oggi raccolti dai popoli di tutto il continente.

A prima vista, sembra cosa sorprendente che il ricordo di ciascuno di loro possa fondersi in un unico ricordo e che nominandone uno, si rievochi la memoria di tutti gli altri; ma il fatto è che il loro pensiero, la loro azione forma qualcosa di unico e univoco, che non si può distinguere e separare: è la lotta di tutti i popoli latinoamericani per la liberazione nazionale.

Morendo, esaltando con il loro martirio gli ideali per i quali lottarono, non sono morti per il popolo di un solo paese, ma si sono immolati per tutti i popoli oppressi.

Dai loro eroi e condottieri caduti combattendo, i nostri popoli hanno molto da imparare. Il loro contributo è patrimonio dì tutto il popolo e non può essere separato dalla sua lotta. Ecco perché libri come questo, da cui si può comprendere chiaramente il pensiero politico rivoluzionario di uno di questi figli martiri della nostra America, hanno grande importanza: la divulgazione di queste idee è infatti di somma utilità per una migliore comprensione del processo rivoluzionario. Così da Camilo Torres Restrepo, il sacerdote-guerrigliero, l’eroico dirigente rivoluzionario, caduto in combattimento per la liberazione del popolo colombiano – e quindi di tutti i popoli nostri – hanno molto da imparare tutti i rivoluzionari.

Perché Camilo fu un rivoluzionario e un patriota completo. Sempre, da quando si gettò nella lotta rivoluzionaria, seppe anteporre a qualunque interesse personale, di gruppo e in qualsiasi circostanza, l’interesse del popolo e la Rivoluzione.

Tutta la sua vita di rivoluzionario è un luminoso esempio di come il destino di un dirigente si identifichi con quello del suo popolo. Camilo, oltre che sacerdote cattolico, era sociologo e dal 1959 si trovava in servizio all’Universidad Nacional, dapprima come cappellano e in seguito come professore universitario. Il suo rovello di indagatore della realtà sociale lo spinse a occuparsi dell’analisi dei profondi cambiamenti introdotti nella società colombiana dalla violenza che, scatenata dall’oligarchia, s’abbatté sulle zone contadine dopo il ’47.

Nel corso di tali studi entrò in contatto con le popolazioni delle zone maggiormente colpite e attraverso di esse cominciò a conoscere i terribili mali causati al popolo dallo sfruttamento dell’oligarchia, ossia le varie forme che questo sfruttamento assume nei diversi strati della società e gli strumenti di cui la borghesia si avvale per esercitarlo. Tutto ciò lo portò a comprendere la necessità di realizzare radicali cambiamenti di ordine sociale, economico e politico; cambiamenti che dovevano partire dall’iniziativa della maggioranza del popolo, per condurlo all’indispensabile presa del potere.

Queste conclusioni da lui raggiunte e che comunicava ai suoi allievi, suscitando una naturale agitazione nel mondo studentesco, aiutandolo a comprendere meglio il suo ruolo all’interno della società e dando un senso al suo anticonformismo, era logico che non tornassero gradite all’alta gerarchia ecclesiastica, né alla minoranza oligarchica che deteneva il potere. Per questa ragione, al fine di allontanarlo dall’Università e dal paese, gli proposero di recarsi in Europa a proseguire i suoi studi.

Ma in Camilo ormai l’inquietudine intellettuale aveva trovato il suo sbocco nella convinzione rivoluzionaria. Respinse l’offerta e il 22 maggio 1965 proclamò al popolo una piattaforma unitaria chiamandolo a organizzarsi in un Fronte unito, a lottare, per la conquista di obiettivi rivoluzionari e per la presa del potere. Quando Camilo si getta nella lotta politica, nelle campagne della Colombia già si combatte. Sin dall’anno precedente i contadini di Marquetalia si sono raggruppati in distaccamenti guerriglieri per far fronte all’aggressione dell’esercito. D’altra parte, il 7 gennaio 1965 ha fatto la sua apparizione a Simacota, l’Esercitò di liberazione nazionale con una chiara linea rivoluzionaria: sviluppare la lotta armata fino a strappare il potere all’oligarchia.

La crisi politica permanente del regime si è acuita: il peso dello sfruttamento opprime il popolo in modo insopportabile; l’intervento imperialista si fa sempre più sfacciato, instaurando tutte quelle condizioni economiche, sociali e politiche che in uguale misura affliggono i popoli dell’intero continente latinoamericano. Ma nonostante l’esistenza di tutti questi fattori favorevoli al processo rivoluzionario, i partiti colombiani di sinistra non hanno preso coscienza di tali possibilità o non hanno voluto affrontare fino in fondo la questione e i compiti della rivoluzione.

Alcune organizzazioni, formate soprattutto da elementi giovanili, da vari anni professavano la lotta armata come unica via rivoluzionaria, ma senza staccarsi dal piano teorico, senza calarsi

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