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Profili Storici Del Diritto Di Libertà Religiosa Nell’Italia Post – Unitaria
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Profili Storici Del Diritto Di Libertà Religiosa Nell’Italia Post – Unitaria
E-book232 pagine3 ore

Profili Storici Del Diritto Di Libertà Religiosa Nell’Italia Post – Unitaria

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Info su questo ebook

Il volume traccia un quadro dell’evoluzione storico-giuridica del diritto di libertà religiosa nell’Italia post-unitaria, attraverso i principali momenti della politica ecclesiastica del nostro Paese, dallo Statuto albertino (1848) alla Costituzione repubblicana (1948), dal Concilio Vaticano II fino ai problemi attuali della libertà religiosa, nel passaggio dal vecchio al nuovo secolo.

The book gives an overview of the historical and legal evolution of the right to religious freedom in post-unification Italy. The book covers the main stages of the ecclesiastical policy of our country, from the Statuto Albertino (1848) to the republican Constitution of 1948, from the Second Vatican Council to the current problems of religious freedom in the transition from the old to the new century.
LinguaItaliano
Data di uscita1 set 2012
ISBN9788867350360
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    Profili Storici Del Diritto Di Libertà Religiosa Nell’Italia Post – Unitaria - Michele Madonna

    e-Reprint

    NUOVI STUDI DI DIRITTO ECCLESIASTICO E CANONICO

    Michele Madonna

    PROFILI STORICI DEL DIRITTO DI LIBERTÀ RELIGIOSA NELL’ITALIA POST – UNITARIA

    1

    NUOVI ITINERARI

    Il presente volume, nella versione elettronica, è accessibile gratuitamente in sola lettura. Rimane vietata la distribuzione, la copia e l’uso anche personale dell’opera i cui diritti sono riservati all’autore e all’editore.

    e-Reprint

    NUOVI STUDI DI DIRITTO ECCLESIASTICO E CANONICO

    Collana diretta da Antonio G. Chizzoniti

    Comitato Scientifico: Manlio Miele, Daniela Milani, Carmela Ventrella

    Redazione: Isabella Bolgiani, Laura De Gregorio, Anna Gianfreda

    Libellula Edizioni

    Borè s.r.l via Roma 73, 73039 Tricase (Le)

    www.libellulaedizioni.com

    email: info@libellulaedizioni.com

    isbn: 978 88 6735 0308

    isbn (versione ebook): 978 88 6735 0360

    e-Reprint

    NUOVI STUDI DI DIRITTO ECCLESIASTICO E CANONICO

    Collana diretta da Antonio G. Chizzoniti

    NUOVI ITINERARI

    1. MICHELE MADONNA, Profili Storici del Diritto di Libertà Religiosa nell’Italia Post – Unitaria (2012)

    Presentazione e-Reprint

    Con lo scritto di Michele Madonna prende avvio in continuità con le precedenti esperienze "Reprint e Nuovi Reprint, che sotto la guida di Francesco MARGIOTTA BROGLIO hanno proposto nell’arco di un trentennio con vari editori circa 50 titoli, la nuova collana e-Reprint – NUOVI STUDI DI DIRITTO ECCLESIASTICO E CANONICO".

    La Collana che si svilupperà in due distinte sezioni è destinata ad accogliere riedizione di testi significativi per la storia del diritto ecclesiastico e canonico ma non più ripubblicati (sezione percorsi storici) e scritti a carattere prevalentemente monografico, oltre che raccolte di scritti e atti di Convegni (sezione nuovi itinerari).

    La scelta di privilegiare il supporto elettronico (e-book) rispetto al più tradizionale cartaceo – che non viene comunque del tutto abbandonato – si prefigge di sfruttare la capacità di penetrazione di internet e la recente massiva diffusione di nuovi dispositivi elettronici di lettura (tablet, smartphone, netbook, etc.) per riproporre ad una platea sempre più ampia di studiosi, cultori di queste discipline, ma anche semplici lettori scritti che oggi più che mai vanno ad interessare temi al centro del dibattito giuridico, politico e culturale. Anche per ciò la Collana e-Reprint proporrà volumi prevalentemente in distribuzione gratuita o a bassissimo costo.

    La nuova collana si avvale dell’esperienza e delle capacità innovative di Manlio Miele (Università di Padova), Carmela Ventrella (Università di Bari) e Daniela Milani (Università Statale di Milano) che fanno parte insieme a chi scrive del Comitato scientifico e dell’ausilio di Isabella Bolgiani, Laura De Gregorio e Anna Gianfreda quali membri della redazione (eReprint@gmail.com).

    Gli scritti proposti da e-Reprint sono vagliati preventivamente dal Comitato scientifico e sottoposti a peer review operata da arbitri revisori esterni che fanno parte del Collegio dei Revisori di e-Reprint composto prevalentemente da docenti di diritto ecclesiastico e canonico di riconosciuta qualità scientifica.

    Antonio G. Chizzoniti (director di e-Reprint)

    Presentazione e-Reprint

    The writing of Michele Madonna opens the new series "e-Reprint – NUOVI STUDI DI DIRITTO ECCLESIASTICO E CANONICO, in continuity with the previous series Reprint and Nuovi Reprint" which, under the direction of Francesco MARGIOTTA BROGLIO, proposed over three decades, about 50 titles issued by different publishers.

    The series will be divided in two distinct sections: the first one (percorsi storici) is intended to publish reissues of texts of particular importance for the history of ecclesiastical and canon law, which have not been republished; the second one (nuovi itinerari) will include monographic works, collections of papers and conferences proceedings.

    The decision to prefer electronic versions (e-book) to the more conventional printed publications – that will be still available - seeks to exploit the capabilities of Internet penetration and the recent massive diffusion of new electronic reading devices (tablets, smartphones, netbook, etc.) to propose to an even wider audience of scholars of these disciplines, but also to ordinary readers, some writings that, today more than ever, deal with some central issues in the legal, political and cultural debate. Therefore, the series e-Reprint will be distributed mainly for free or at low cost.

    The new series benefits from the experience and innovative capabilities of Manlio Miele (University of Padova), Carmela Ventrella (University of Bari) and Daniela Milani (University of Milan), members, along with me, of the Scientific Committee of the series, and from the assistance of Isabella Bolgiani, Laura De Gregorio and Anna Gianfreda, members of the editorial board (eReprint@gmail.com).

    The writings published in e-Reprint are reviewed in advance by the Scientific Committee and subject to peer review by external referees, members of the Board of Reviewers of the e-Reprint, mainly composed of professors of ecclesiastical and canon law.

    Antonio G. Chizzoniti (director of the e-Reprint)

    INDICE

    Premessa

    Capitolo Primo

    La libertà religiosa nello Stato liberale e durante il fascismo

    1.1 Dallo Statuto Albertino alla Conciliazione del 1929

    1.1.1 Dal Risorgimento alla crisi dello Stato liberale

    1.1.2 Dall’avvento del fascismo ai Patti lateranensi

    1.2 Dalla legge sui culti ammessi alla fine della seconda guerra mondiale

    1.2.1 La legge n. 1159 del 1929 e la normativa sulle comunità israelitiche

    1.2.2 La politica ecclesiastica del regime verso i culti acattolici e i problemi della libertà religiosa

    Capitolo Secondo

    Libertà religiosa e libertà delle confessioni nell’Italia repubblicana

    2.1 Dalla Costituzione repubblicana alle prime pronunce della Corte Costituzionale in tema di libertà religiosa (1956-1958)

    2.1.1 Il periodo costituente e la genesi delle disposizioni costituzionali in tema di libertà religiosa

    2.1.2 Dalla disapplicazione alla prima attuazione per via giurisprudenziale dei principi costituzionali

    2.2 Dal Concilio Vaticano II ai giorni nostri

    2.2.1 Dalla svolta conciliare all’Accordo di Villa Madama del 1984

    2.2.2 Dalle prime intese con le «confessioni diverse dalla cattolica» ad oggi

    Osservazioni conclusive

    Bibliografia essenziale sulla libertà religiosa in Italia (1861-2011)

    Premessa

    La libertà religiosa, secondo una celebre definizione di Francesco Ruffini¹, è la «facoltà spettante all’individuo di credere quello che più gli piace o di non credere, se più gli piace, a nulla». Essa, sempre per l’insigne maestro, «non prende partito né per la fede né per la miscredenza», non ha per obiettivo la «salvezza ultramondana», come è per la religione, né la «verità scientifica», come è per il «libero pensiero», ma il più «modesto e tutto quanto pratico» intento che ogni individuo «possa perseguire e conseguire a sua posta quei due fini supremi». In tal senso, la libertà religiosa non è concetto o principio «filosofico», né «teologico», ma «essenzialmente giuridico».

    Questi brevi passaggi dell’insegnamento del primo e più importante studioso italiano della libertà religiosa, costituiscono la necessaria premessa metodologica per chiarire obiettivi e confini del presente studio. Esso è incentrato sull’emergere e sul diverso atteggiarsi del diritto di libertà religiosa nell’ordinamento italiano dal Risorgimento ai nostri giorni, con speciale riferimento alla condizione giuridica delle minoranze religiose.

    L’attenzione è quindi principalmente rivolta alla libertà religiosa nel suo contenuto ‘essenzialmente giuridico’ e nell’ambito dell’ordinamento statuale. Non si offre una ricostruzione analitica della nozione confessionale di libertà religiosa, la c.d. libertà nella Chiesa o nelle chiese, sulla quale non sono mancati studi, sia riguardo alla Chiesa Cattolica e al diritto canonico², sia in relazione al diritto interno dei culti protestanti³. Vengono, peraltro, esaminate le impostazioni di fondo e l’evoluzione dell’atteggiamento delle confessioni, e specialmente della Chiesa Cattolica, nei confronti del riconoscimento della libertà religiosa nel periodo considerato. Si tratta di un riferimento necessario, poiché tali concezioni, come si vedrà, hanno avuto non poche conseguenze sul piano dell’effettivo riconoscimento di questo diritto nel nostro Paese.

    Gli aspetti più propriamente tecnico-giuridici del tema, peraltro ampiamente studiati in tempi passati e recenti⁴, sono trattati per sommari cenni, mentre si cerca soprattutto di tratteggiarne l’evoluzione storicogiuridica, nel tentativo di dipanare il groviglio di quelli che il più importante allievo di Ruffini, Arturo Carlo Jemolo, sin dal titolo di una sua celebre opera, aveva icasticamente definito i «problemi pratici della libertà»⁵. Si allude a quei nodi problematici che vanno considerati non solo nel loro aspetto formale, ma anche nella concretezza della vita giuridica, a livello amministrativo e giurisprudenziale. Il diritto di libertà religiosa, infatti, deve essere studiato anche nella sua pratica attuazione, al di là dei riconoscimenti e (dis)conoscimenti normativi, alla luce delle complesse e cangianti dinamiche della società civile, di cui lo Stato è solo un «aspetto», che non la «esaurisce», così come «il diritto non esaurisce la serie delle norme che operano in seno a quella società»⁶. E limitare l’esame della realtà alla sua entità normativa, trascurando la realtà sociale, impedisce di verificare se la disciplina giuridica corrisponda effettivamente alle istanze di libertà⁷.

    La ‘periodizzazione’ scelta per la trattazione segue i principali snodi della politica ecclesiastica italiana, dall’affermazione confessionista in senso cattolico dello Statuto albertino al progressivo affermarsi della tolleranza e della libertà religiosa nel periodo liberale, dalla ‘riconfessionalizzazione’ dello Stato attuata dal regime fascista, con i Patti del 1929 e la coeva legge sui culti ammessi, fino alla fine della seconda guerra mondiale. Si passa successivamente all’analisi del periodo che va dalla genesi della Costituzione repubblicana, con il suo ampio riconoscimento della libertà religiosa, alle sentenze in materia della Corte Costituzionale nella seconda metà degli anni Cinquanta, che danno una prima incisiva attuazione ai principi sanciti dalla Carta. Si affronta, poi, il lasso di tempo che conduce dal Concilio Vaticano II, con i suoi innovativi insegnamenti in tema di libertà religiosa e di rapporti tra Chiesa e comunità politica, all’accidentato cammino della revisione concordataria del 1984, e al contestuale avvio della stagione delle intese con le confessioni diverse dalla cattolica. Si giunge così, nell’ultima parte del lavoro, a riflettere sui problemi dell’oggi e del domani della libertà religiosa, in una società profondamente mutata, e in un contesto di pluralismo religioso e culturale sempre più accentuato, nel passaggio dal vecchio al nuovo secolo.

    ¹ F. RUFFINI, La libertà religiosa: storia dell’idea, Torino 1911, rist. Bologna 1992, p. 7. Dello stesso autore, si vedano anche La libertà religiosa come diritto pubblico subiettivo, Torino 1924, rist. Bologna 1992. Sul magistero di Ruffini sul tema, cfr. F. TESSITORE, Note su Francesco Ruffini e le sue interpretazioni della libertà religiosa, in La libertà religiosa, a cura di M. TEDESCHI, 3 voll., I, Soveria Manelli 2002, pp. 31-43.

    ² Si vedano al riguardo P.A. D’AVACK, s.v. Libertà religiosa. a) Diritto canonico, in Enciclopedia del diritto, XXIV, Milano 1974, pp. 607-614; P. PICOZZA, P. COLELLA, Libertà e religione nella Chiesa cattolica, in Teoria e prassi delle libertà di religione, Bologna 1975, pp. 423-488; P. COLELLA, La libertà religiosa nell’ordinamento canonico, Napoli 1979; S. BERLINGÒ, "Continuo e discontinuo cattolico a proposito della libertà religiosa: dalla Dignitatis Humanae" al magistero di Papa Wojtyla, in Studi in onore di Piero Bellini, I, Soveria Mannelli 1999, pp. 75-96; P. COLELLA, La libertà religiosa nell’ordinamento canonico (a trentasei anni dalla Dignitatis Humanae), in La libertà religiosa, a cura di M. TEDESCHI, 3 voll., II, cit., pp. 601-625; R. ASTORRI, La progressiva acquisizione del diritto di libertà di coscienza e di scelta religiosa nella dottrina canonistica italiana, in La libertà religiosa tra tradizione e moderni diritti dell’uomo. Le prospettive delle religioni, Torino 2003, pp. 41-60; L. MISTò, La Dignitatis Humanae: nuovo modello per la libertà religiosa, «Ephemerides iuris canonici», 2011, 1, pp. 13-38.

    ³ Cfr. in proposito G. PEYROT, Libertà e religione nelle chiese evangeliche, in Teoria e prassi delle libertà di religione, cit., pp. 551-669; P. RICCA, Protestantesimo storico e libertà religiosa, in La libertà religiosa, a cura di M. TEDESCHI, 3 voll., II, cit., pp. 626-635, B.B. BEACH, La libertà religiosa in una prospettiva non cattolica e con una attenzione particolare per i diritti e i problemi delle Chiese minoritarie, «Coscienza e libertà», 40, 2006, pp. 7-20.

    ⁴ La letteratura sul tema è vastissima. Si vedano, oltre ai succitati studi, G. CATALANO, Il diritto di libertà religiosa, Milano 1957; A. RAVÀ, Contributo allo studio dei diritti individuali e collettivi di libertà religiosa nella Costituzione italiana, Milano 1959; P. FEDELE, La libertà religiosa, Milano 1963; P. PAVAN, Libertà religiosa e pubblici poteri, Milano 1965; A.C. JEMOLO, s.v. Religione (libertà di), in Novissimo Digesto italiano, XV, Torino 1968, pp. 370-374; P. DE LUCA, Il diritto di libertà religiosa nel pensiero costituzionale ed ecclesiastico contemporaneo, Padova 1969; P.A. D’AVACK, s.v. Libertà religiosa. a) Diritto ecclesiastico, in Enciclopedia del diritto, XXIV, Milano 1974, pp. 595-607; P. BELLINI, Libertà dell’uomo e fattore religioso nei sistemi ideologici contemporanei, in Teoria e prassi delle libertà di religione, cit., pp. 103-209; C. CARDIA, Società moderna e diritti di libertà, Ibidem, pp. 23-101; L. GUERZONI, Libertà religiosa ed esperienza liberaldemocratica, Ibidem, pp. 211-312; Gli strumenti costituzionali per l’esercizio della libertà religiosa, a cura di R. COPPOLA, Milano 1982; G. DALLA TORRE, s.v. Libertà religiosa, in Dizionario delle idee politiche, a cura di E. BERTI, G. CAMPANINI, Roma 1993, pp. 477-483; L. MUSSELLI, s.v. Libertà religiosa e di coscienza, in Digesto delle discipline pubblicistiche, IX, 1994, pp. 214-231; G. CATALANO, Libertà religiosa e diritti fondamentali nelle società pluralistiche, «Il diritto ecclesiastico», 108, 1997, I, pp. 597-616; P. CAVANA, Libertà religiosa e ordinamenti democratici. Criteri per una legislazione, «Il diritto ecclesiastico», 111, 2000, 1, pp. 497-516; P. DI MARZIO, Contributo allo studio del diritto di liberta religiosa, Napoli 2000; ID, Profili contemporanei di un diritto antico: la libertà religiosa, in La libertà religiosa, a cura di M. TEDESCHI, 3 voll., I, Soveria Manelli 2002, pp. 201-214; F. FINOCCHIARO, Il positivismo giuridico all’esame di libertà e uguaglianza del fattore religioso, Ibidem, pp. 261-266, A. FUCCILLO, La dimensione privatistica della libertà religiosa, Ibidem, pp. 171-197; M. TEDESCHI, I problemi attuali della libertà religiosa, Ibidem, pp. 9-30; S. FERLITO, Diritto soggettivo e libertà religiosa. Riflessioni per uno studio storico e concettuale, Napoli 2002; C. MIRABELLI, s.v. Religione (libertà di), in Il diritto Enciclopedia giuridica del Sole 24 ore, Milano 2007, XIII, pp. 246-256; S. BRICCOLA, Libertà religiosa e res publica, Padova 2009; D. LOPRIENO, La libertà religiosa, Milano 2009; Diritto e religione in Italia. Rapporto nazionale sulla salvaguardia della libertà religiosa in regime di pluralismo confessionale e culturale, a cura di S. DOMIANELLO, Bologna 2012.

    ⁵ A.C. JEMOLO, I problemi pratici della libertà, Milano 1961.

    Ibidem, pp. 76-77.

    ⁷ In tal senso S. LARICCIA, La libertà religiosa nella società italiana, cit., pp. 317.

    Capitolo primo

    La libertà religiosa nello Stato liberale e durante il fascismo

    1.1 Dallo Statuto Albertino alla Conciliazione del 1929

    1.1.1 Dal Risorgimento alla crisi dello Stato liberale

    L’art. 1 dello Statuto albertino del 4 marzo 1848⁸, che sarà poi legge fondamentale dello Stato italiano fino al 1948, proclama la religione cattolica apostolica e romana «sola religione dello Stato», attribuendo agli altri culti la qualifica di «tollerati conformemente alle leggi». La norma, introdotta per la ferma volontà dello stesso Carlo Alberto⁹, riproduce quasi letteralmente, anche se con un contenuto più liberale, gli artt. 1 («la Religione Cattolica, Apostolica e Romana è la sola religione dello Stato») e 3 («gli altri culti attualmente esistenti nello Stato sono semplicemente tollerati secondo gli usi e i regolamenti speciali che li riguardano») del codice civile albertino del 1837. La disposizione è meno ‘dura’ per i culti acattolici rispetto alla formula utilizzata dalla quasi coeva Costituzione napoletana dell’11 febbraio 1848 (art. 3: «l’unica religione dello Stato sarà sempre la cristiana Cattolica Apostolica Romana, senza che possa essere mai permesso l’esercizio di alcuna altra religione»), ma meno ‘liberale’ dell’art. 1 dello Statuto di Leopoldo II di Toscana (del 15 febbraio 1848), secondo cui, se il cattolicesimo è pur sempre ‘religione di Stato’, gli altri culti sono «permessi», e non semplicemente ‘tollerati’, «conformemente alle leggi».

    Occorre anche ricordare che lo «Statuto Fondamentale pel Governo Temporale degli Stati della Chiesa», emanato da Pio IX il 14 marzo 1848, prevedeva che la «professione della Religione cattolica», fosse «condizione necessaria pel godimento dei diritti politici nello Stato», mentre la Costituzione della Repubblica romana del 1849¹⁰, pur nella sua brevissima vita, aveva proclamato il «principio fondamentale» secondo il quale «dalla credenza religiosa non dipende l’esercizio dei diritti civili e politici» (VII), riconoscendo nel contempo al «Capo della Chiesa Cattolica» tutte le «guarentigie necessarie per l’esercizio indipendente del potere spirituale» (VIII).

    Il conte di Cavour, che di lì a poco sarebbe divenuto il maggiore protagonista della politica piemontese fino all’Unità d’Italia, qualche tempo prima dell’emanazione

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