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Il Giro un giorno prima. Sulle strade del Giro del 150° dell’Unità d’Italia in cerca di ciò che i campioni non vedono

Il Giro un giorno prima. Sulle strade del Giro del 150° dell’Unità d’Italia in cerca di ciò che i campioni non vedono

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Il Giro un giorno prima. Sulle strade del Giro del 150° dell’Unità d’Italia in cerca di ciò che i campioni non vedono

Lunghezza:
397 pagine
1 ora
Editore:
Pubblicato:
11 mag 2014
ISBN:
9788867971800
Formato:
Libro

Descrizione

Avete voglia di seguire Alberto Fiorin in questa pedalata lungo le strade del Giro d’Italia, del Giro più evocativo, quello del 150° dell’Unità? Tappa per tappa coprirete assieme a lui i 3496 chilometri in rosa che si snodano attraverso il nostro Bel Paese, visto con gli occhi di un viaggiatore che ha avuto l’opportunità di vedere quello che i campioni non vedono... La lente d’ingrandimento della lentezza vi permetterà di incontrare persone, capire l’anima dei luoghi, dissetarsi alle fontane, facendo attenzione alla strada e godendo il panorama.

Questo ebook, che si può leggere nel tempo di una cronometro, documenta con le parole e le immagini un viaggio avvenuto realmente lungo le 17 regioni attraversate dal Giro del 2011. Con il suo “giro” Alberto Fiorin ha anticipato di un giorno lo svolgimento di ciascuna delle 21 tappe del più importante avvenimento ciclistico italiano. Un mix di storia, cultura, arte e gastronomia, ma anche di incontri con le persone del luogo che hanno suggerito dettagli, suggestioni e chiavi di lettura. Un “Viaggio in Italia” che vi invitiamo a svolgere, a raccontare e a tramandare.
Editore:
Pubblicato:
11 mag 2014
ISBN:
9788867971800
Formato:
Libro

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Il Giro un giorno prima. Sulle strade del Giro del 150° dell’Unità d’Italia in cerca di ciò che i campioni non vedono - Alberto Fiorin

© goWare

Maggio 2014, prima edizione digitale

ISBN 978-88-6797-180-0

Copertina Lorenzo Puliti

Redazione: Alice Mazzoni

Sviluppo ePub: Elisa Baglioni

L’ebook nasce sulla base del diario tenuto dall’autore per "la Repubblica.it" nel 2011

goWare è una startup fiorentina specializzata in digital publishing

Fateci avere i vostri commenti a: info@goware-apps.it

Blogger e giornalisti possono richiedere una copia saggio a Maria Ranieri: mari@goware-apps.com

Made in Florence on a Mac

Le foto sono dell’autore. Le mappe delle tappe sono state riprese da La Gazzetta dello Sport.

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Presentazione

Avete voglia di seguire Alberto Fiorin in questa pedalata lungo le strade del Giro d’Italia, del Giro più evocativo, quello del 150° dell’Unità? Tappa per tappa coprirete assieme a lui i 3496 chilometri in rosa che si snodano attraverso il nostro Bel Paese, visto con gli occhi di un viaggiatore che ha avuto l’opportunità di vedere quello che i campioni non vedono... La lente d’ingrandimento della lentezza vi permetterà di incontrare persone, capire l’anima dei luoghi, dissetarsi alle fontane, facendo attenzione alla strada e godendo il panorama.

Questo ebook, che si può leggere nel tempo di una cronometro, documenta con le parole e le immagini un viaggio avvenuto realmente lungo le 17 regioni attraversate dal Giro del 2011. Con il suo giro Alberto Fiorin ha anticipato di un giorno lo svolgimento di ciascuna delle 21 tappe del più importante avvenimento ciclistico italiano. Un mix di storia, cultura, arte e gastronomia, ma anche di incontri con le persone del luogo che hanno suggerito dettagli, suggestioni e chiavi di lettura. Un Viaggio in Italia che vi invitiamo a svolgere, a raccontare e a tramandare.

* * *

Alberto Fiorin, veneziano, ama sfruttare l’energia pulita dei suoi muscoli (non ha la patente...) per conoscere nazioni e popoli con quel ritmo lento che consente un contatto più intenso con le varie realtà. Intraprende viaggi con gli amici e con la famiglia, in bicicletta o a piedi, alla ricerca d’itinerari ricchi di suggestioni storiche, letterarie, sportive o spirituali. E gli piace anche raccontarli.

Ha progettato e compiuto in bicicletta alcuni grandi viaggi a pedali: da Venezia a Pechino (2001), da Venezia a Gerusalemme (2004), da Venezia a Capo Nord (2007) e da Bassano del Grappa a Dakar (2012). Con Ediciclo editore ha pubblicato i reportage di questi viaggi e altri libri.

Prologo

Cosa ci fa un viaggiatore a pedali sulle strade del Giro d’Italia?

Semplice, ho voluto vivere sulla pelle e vedere con i miei occhi, da dentro il film, come comparsa in maglia nera, questa nostra bella terra che è una vera penisola del tesoro, concentrato di bellezze uniche come pure di qualche bruttura. E la bicicletta, mezzo lento per eccellenza che ti costringe a essere dentro la strada, è stato il punto di osservazione privilegiato che mi ha consentito di cogliere la situazione. Ho sentito pulsare l’asfalto sotto i copertoni, ho visto venirmi incontro prati, boschi, paesini medievali, fontane, persone, ho sentito i pensieri formarsi sotto lo stimolo e l’impulso della fatica, con le vene che mi pulsavano sulle tempie ma che mi schiarivano paradossalmente le idee [# 1].

Questo piccolo grande viaggio l’ho voluto effettuare in occasione del Centocinquantenario dell’unità d’Italia, nel 2011 quindi, utilizzando il percorso del Giro d’Italia, la grande corsa popolare che da sempre attraversa il paese e che ha unito paesi e metropoli, mari e montagne, luoghi sperduti e bellezze arcinote. Il mio quindi ha voluto essere anche un omaggio a questa manifestazione sportiva che in cento anni di vita è diventata un rito collettivo imprescindibile, parte integrante della storia e dell’identità del nostro Paese.

Ma il mio scopo ovviamente era di andare ben oltre il Giro: dietro alla facciata – le partenze, gli arrivi, i traguardi volanti, i gran premi della montagna – c’è la sostanza, cioè l’Italia reale che nemmeno le telecamere riescono a restituire. Per capirla, incontrarla e annusarne la bellezza bisogna però trovare la forza e il tempo di scendere dalla sella. Si deve avere il coraggio di andare un po’ più lenti. Io l’ho fatto. E ve lo racconto. Sono partito in bicicletta il giorno prima, senza il carrozzone del Giro e senza il clamore dei media, nel silenzio della strada. Il percorso così è divenuto più amico, mi è venuto incontro e si è svelato in maniera più intensa sotto le ruote.

E io ho potuto veramente cogliere quello che i campioni non riescono a vedere… [# 2].

Mi sono fermato a bere un caffè nelle piazze dei paesi attraversati, ascoltando seppur fugacemente storie e confidenze, sono stato affiancato dai testimoni della vita di quei luoghi e da ciclisti locali che mi hanno svelato i segreti che ogni territorio nasconde, ciceroni a pedali nelle tappe quotidiane. Spesso incontrati casualmente. In questo mio Giro dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia di storie ne ho raccolte a bizzeffe e la bicicletta mi ha aiutato a cucirle insieme trovando un filo conduttore tra paesi e metropoli, santuari e vulcani, isole e colline, sterrati e discese, miserie e nobiltà. Con il freddo e con il caldo, con il sole e con la pioggia. Ho visto l’infimo e il sublime, ho vissuto momenti di esaltazione impagabile e sperimentato la fatica sconciante. [# 3], [# 4].

La mia è stata una volontaria fuga solitaria, senza il timore di essere raggiunti e priva dell’ossessione del tempo, anzi con l’orgoglio della lentezza e della maglia nera che ho indossato, non a caso. Ho cercato modestamente di raccogliere e raccontare vicende storiche, monumenti, paesaggi ma anche di assaggiare il Paese attraverso le numerosissime specialità locali che la nostra cucina sa offrire. BICI E CIBI è infatti l’anagramma perfetto che può fotografare questo mio modo di vivere il viaggio: ogni giorno un personale menù di tappa [# 5].

Nell’ideare questa esperienza sono stato contagiato da molti stimoli e suggestioni, letture e ricordi, racconti e immagini.

Avete presente l’abate Stoppani? Con il suo best seller di fine Ottocento, Il Bel Paese, ha contribuito a far conoscere le bellezze dell’Italia ai suoi abitanti, appena uniti sotto un’unica bandiera dopo secoli di divisioni e frammentazioni. Proprio quella nazione che il Petrarca indicava come il bel paese ch’Appennin parte, e ‘l mar circonda e l’Alpe. Il faccione austero dell’abate fino a pochi anni fa campeggiava sull’etichetta dell’omonimo formaggio della Galbani, altro successo commerciale che ha nutrito generazioni di bambini (ma non solo…) [# 6], [# 7].

O Wolfgang Goethe con il suo Viaggio in Italia?

O ancora il più recente Viaggio in Italia di Guido Piovene? Per non parlare di Fratelli d’Italia di Alberto Arbasino.

Sono tutti viaggi alla riscoperta di una nazione, ognuno con una propria chiave di lettura.

Ma, al di là degli scritti, quello che ha mosso tutto è stato certamente un ricordo d’infanzia, sbiadito, un’immagine in bianco e nero dentro il tubo catodico, che immortalava l’epica figura di uno sconosciuto, tale Toni Meneghin – diventato Toni l’alpino – che anticipava l’arrivo di tappa piombando sul traguardo a braccia levate indossando il tipico cappello alpino. Fin da bambino, quell’immagine di un uomo normale che arrivava prima dei campioni (partendo ovviamente qualche ora prima, ma in effetti non percorreva tutta la tappa…) mi ha scosso, pungolato, incuriosito: mi ha fatto capire come fosse possibile anche l’impossibile. E ora eccomi qua, a emularlo [# 8].

Per questo quando Matteo Scarabelli, amico giornalista e viaggiatore su due ruote, mi ha proposto di realizzare assieme questo progetto mi è sembrata l’idea più naturale del mondo, una cosa già vista e pensata, assolutamente da mettere in cantiere. Poi un paio di settimane dopo aver lanciato il sasso nello stagno lui ha scoperto che sarebbe diventato padre di due gemelli e le cose sono cambiate, ma non per me: il dado ormai era tratto…

Mai sarei riuscito a realizzare questo sogno ispiratomi da Toni l’alpino senza i miei angeli custodi (non posso certo chiamarli gregari perché io sicuramente

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