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Da giza oltre Nut

Da giza oltre Nut

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Da giza oltre Nut

Lunghezza:
153 pagine
1 ora
Editore:
Pubblicato:
Jul 17, 2012
ISBN:
9788867511235
Formato:
Libro

Descrizione

“Da Giza, oltre Nut” è un testo atipico che lascia molto spazio alla fantasia e ai pensieri, smisurati, senza tempo e senza spazio. La realtà vera che si frappone a quella virtuale, la nostra vita che scade nella Second Life. O forse sarebbe meglio dire che è la Second Life, così in voga oggi, a risalire -a volte- sul piano della realtà. Una vita parallela in cui accade di tutto e l’avatar (cioè l’immagine fittizia che l’utente si crea) cammina, visita musei, ride, fa amicizia, compra e vende. Tutto questo, seduto al computer, al buio di una stanza qualsiasi. Il contenuto dei capitoli di quest’opera è ambientato nel 2020, ed è già significativa la prospettiva di una data futura.

Può l’amore essere eterno?

Alzi la mano chi non si è mai posto questo interrogativo, magari all’inizio di un amore che si pensava infinito, o più verosimilmente alla fine di esso, quando si realizza che forse l’amore non è eterno, quando cioè la stessa zolla di zucchero che ti ha fatto battere il cuore, che ti ha fatto fare delle pazzie amorose - ecco, sì, proprio quello stesso zucchero di compagno/a si trasforma in un veleno amaro. L’amore. Eterno? No! Oppure sì? Con una donna o con una compagna cibernetica ( come accade al protagonista di questa storia ) ? Compagna cibernetica?! E come deve essere una compagna non umana?

“Oltre ad essere bella, dolce e appassionata d’arte, deve essere totalmente sincera. Questa ultima, una caratteristica fondamentale e indispensabile perché è assurdo vivere con una persona che nega ciò che ha detto attimi prima anche su fatti di nessuna importanza ”. “Se poi è capace anche di risvegliare l’interesse mascolino con quella fine arte femminile fatta d’ammiccamenti e languidi sospiri, emanare un conturbante fascino in ogni occasione appropriata, allora ben venga la compagna cibernetica! ” Ma siamo nella realtà o nella fantasia?

Ma si può parlare di amore con una donna-robot che viene appositamente programmata al momento della definizione dell’acquisto, sul modello preferito dall’acquirente? O forse è proprio questo l’amore più desiderabile, quello che vivi avendo accanto non una persona ma un oggetto programmato come piace a te? Un oggetto che non muta col passare degli anni, che non porta rancore, che non si rivolge alle amiche per palesare (false) magagne del marito/compagno.

Si può desiderare una siffatta compagna, oppure no …? L’amore in tal caso diventerebbe programmato, razionale. Si trasformerebbe da imprevedibile in un software da aggiornare, un meccanismo da riavviare quando si inceppa. Il protagonista subisce questa situazione, provando una certa irrequietezza dovuta alla natura artificiale della donna.

Ma poi accadono dei cambiamenti in seguito alla conoscenza di un’altra coppia di amanti, lei donna umana lui uomo-robot. “ Se ami vivi / se non ami Vegeti?/ Sopravvivi? / Ti disperi? / Piangi! / Piangi lacrime salate / e speri, / cosa? / Ma l’amore/ quel caldo sentimento /che se lo vivi/ ti fa dire / grazie, / grazie dei del cielo che concedete / con grande parsimonia / felicità e gioia / a noi mortali / a noi che nel cuore / possediamo/ quella scintilla magica / da voi donata / staccandola / dal vostro firmamento. (Giovanni Manna)
Editore:
Pubblicato:
Jul 17, 2012
ISBN:
9788867511235
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Anteprima del libro

Da giza oltre Nut - Nino Lacagnina

Nino Lacagnina

Da Giza oltre Nut

Prefazione di  Giovanni Manna 

Copyright © 2012

Youcanprint Self-Publishing

Via roma 73 - 73039 Tricase (LE)

Tel. 0833.772652

Fax. 0832.1836533

info@youcanprint.it

www.youcanprint.it

Titolo : Da Giza Oltre nut

Autore : Nino Lacagnina

Immagine di copertina a cura dell’Autore

Composizione tecnica-informatica: Messina Francesco M.

ISBN: 9788867511235

Prima edizione digitale 2012

Questo eBook non potrà formare oggetto di scambio, commercio, prestito e rivendita e non potrà essere in alcun modo diffuso senza il previo consenso scritto dell’autore.

Qualsiasi distribuzione o fruizione non autorizzata costituisce violazione dei diritti dell’editore e dell’autore e sarà sanzionata civilmente e penalmente secondo quanto previsto dalla legge 633/1941

Dedica

Dedico questo libro a tutti quelli che amano la vita, la libertà altrui e propria, la bellezza, l’amore, l’arte, a chi non è condizionato da ideologie, pregiudizi, convenzioni, e, come l’acqua trasparente e cristallina di un ruscello che scende a valle gorgogliando la felicità dell’esistenza, è sincero e pago di ciò che ha. 

Nino Lacagnina

Prefazione

Non se ne può dare  una ed una sola definizione: questa forse è l’unica indicazione plausibile  sull’amore.

Paure, bugie e mezze verità condiscono questo unico sentimento che nel corso dei secoli è stato cantato da poeti, immaginato da artisti, reso oggetto di indagini filosofiche. Ma nessuno è riuscito a rischiararne tutti gli angoli più nascosti, a far luce sul buio che sta attorno alla grande luce dell’eros, dell’amore.   Anche in futuro, così come nel presente.

Nino  Lacagnina  viaggia  su piani paralleli, ponendo  ad altezze  diverse le componenti di questa misteriosa dimensione che chiamasi amore.  Da Giza, oltre  Nut  è un testo atipico  che lascia molto spazio alla fantasia e ai pensieri, smisurati, senza tempo e senza spazio. La realtà vera che si frappone a quella virtuale, la nostra vita che scade nella  Second  Life. O forse sarebbe meglio dire che è la Second  Life, così in voga oggi, a risalire -a volte- sul piano della realtà. Una vita parallela in cui accade di tutto e l’avatar (cioè l’immagine fittizia che l’utente si crea) cammina, visita musei, ride, fa amicizia, compra e vende.  Tutto questo, seduto al computer, al buio di una stanza qualsiasi.  Il lettore de Da Giza oltre Nut  non può non sentirsi risucchiato da questo vortice di emozioni che conduce all’amore.  Il contenuto dei capitoli di quest’opera è ambientato  nel 2020, ed è  già  significativa  la  prospettiva di una  data futura.

  La narrazione scorre tra squarci poetici, di prosa e di immagini,  in un valzer continuo che procede a tempo di… arte. Prosa e versi, un connubio già perfettamente riuscito ne  Un fiore di loto nel bahr  belà  mà  , altra opera firmata  Lacagnina  e, questa volta, anche da  Rosetta Bonomo (Bromelia).  L’autore riesce a viaggiare in avanti e indietro, spostando le lancette dell’orologio della narrazione in maniera sapiente, tra leggende, mitologie e possibili interventi di Ufo su civiltà passate.  Può l’amore essere eterno?

  Alzi la mano chi non si è mai posto questo interrogativo, magari all’inizio di un amore che si pensava infinito, o più verosimilmente alla fine di esso, quando si realizza che forse l’amore non è eterno, quando cioè la stessa zolla di zucchero che ti ha fatto battere il cuore, che ti ha fatto fare delle pazzie amorose – ecco, sì, proprio quello stesso zucchero di compagno/a si trasforma in un veleno  amaro.  L’amore. Eterno?  No! Oppure sì?  Con una donna  o con una compagna  cibernetica (  come accade al protagonista di questa storia  )  ?

  Compagna cibernetica?! – vi chiederete.  E come deve essere una compagna non umana?  

Oltre ad essere bella, dolce e appassionata d’arte, deve essere totalmente sincera. Questa ultima, una caratteristica fondamentale e indispensabile perché è assurdo vivere con una persona che nega ciò che ha detto attimi prima anche su fatti di nessuna importanza  .  Se poi è capace anche di risvegliare l’interesse mascolino con quella fine arte femminile fatta d’ammiccamenti e languidi sospiri, emanare un conturbante fascino in ogni occasione appropriata, allora ben venga la compagna cibernetica!  Da Giza oltre  Nut  , un quadro che si compone di viaggio in una terra magica, l’Egitto, in cui il  protagonista e la  pseudo-umana compagna si recano.

  Ma siamo nella realtà o nella fantasia? Una dimensione a sé, è quella che appare davanti al lettore, ed una delle peculiarità di tale opera.

  L’amore mai potrà  giustificare la mancanza d’onestà verso se stessi come quando si afferma cento e cento volte, falsamente, che si continua ad amare il proprio partner come prima, come il primo giorno; ogni giorno della nostra vita è diverso dall’altro e nessuno mai si potrà immergere nella stessa acqua più di una volta.

  Onestà, sincerità: componenti fondamentali per un rapporto d’amore. Ma si può parlare di amore con una donna-robot che viene appositamente programmata al momento della definizione dell’acquisto, sul modello preferito dall’acquirente? O forse è proprio questo l’amore più desiderabile, quello che vivi avendo accanto non una persona ma un oggetto programmato come piace a te? Un oggetto che non muta col passare degli anni, che non porta rancore, che non si rivolge alle amiche per  palesare (false) magagne del marito/compagno. 

 Si può desiderare una siffatta compagna, oppure no …? L’amore in tal caso diventerebbe programmato,  razionale. Si trasformerebbe da imprevedibile in un software da aggiornare, un meccanismo da riavviare quando si inceppa. Il protagonista subisce questa situazione, provando  una certa irrequietezza dovuta alla  natura artificiale  della donna. 

Tutto è artificiale, pure il sesso.

  Ma poi accadono dei cambiamenti in seguito alla conoscenza di un’altra coppia di amanti, lei donna umana lui uomo-robot.    Se ami vivi  / se non ami Vegeti?/  Sopravvivi? /  Ti disperi?  /  Piangi!  /  Piangi lacrime salate /  e speri,  /  cosa?  /  Ma l’amore/  quel caldo sentimento  /che se lo vivi/  ti fa dire  /  grazie,  /  grazie  dei del cielo  che concedete /  con grande parsimonia  /  felicità e gioia / a noi mortali /  a noi che nel cuore / possediamo/  quella scintilla magica  /  da voi donata  /  staccandola  /  dal vostro firmamento .

  Un amore vero, questo, in cui ben vengano le paure, i dubbi e le incertezze, i brividi e le emozioni: faranno tutte parte del meraviglioso quadro dell’amore.

  Purché  sia e continui ad essere tra esseri umani.

Gela 2009

Giovanni Manna

CAPITOLO PRIMO

In una calda giornata estiva, sono lì davanti al computer a meditare sui rapporti con Anna, la mia compagna. Da trenta anni facciamo coppia fissa, ma le cose non vanno proprio bene tra noi.

Una stanchezza immutabile ci avvolge e non comunichiamo più limitandoci a vivere insieme e mantenere i rapporti con l’esterno da coppia. La sera poi, con la scusa di non darci fastidio per il russare reciproco, ci ritiriamo in stanze separate. Spesso medito pensando a come ci siamo conosciuti: ricordo, in casa d’amici. 

A quei tempi, negli anni settanta, i giovani non andavano presso un locale, un pub, ma organizzavano le feste in casa di qualcuno di loro e, normalmente, presso il più facoltoso, e così era avvenuto anche quella sera, in casa di Mario, il figlio del titolare di un’impresa che rispetto a tutti noi altri studenti era un nababbo.

Possedeva una macchina, il registratore, una bicicletta da corsa e a casa aveva l’enciclopedia Treccani e, spesso, non pago, guidava la macchina di suo padre, una Mercedes grigia da rappresentanza.

Era un simpatico ragazzo e noi amici, invidiandolo un po’, a volte, lo prendevamo in giro per la sua erre moscia da quando un giorno, dovendo acquistare un orologio da polso e non volendo pronunciare orologio aveva detto: fatemi compagnia, devo acquistare una sveglia! Perché non la fai acquistare a tua madre, disse uno di noi amici, e lui, ma deve piacermi – ma che te ne frega della sveglia – e lui spazientito… insomma voglio complale un olologio pel me!. Le risate corali che seguirono furono tremende e lui, da allora, dribblava o tentava di dribblare qualsiasi parola che conteneva l’erre.

Quella sera, parecchio annoiato, a casa di Mario, me ne stavo sprofondato su di un divano a guardare danzare le coppie senza risalire all’immagine dei loro volti; seguivo il movimento dei loro piedi e continuai così sino a quando non decisi che al successivo ballo avrei invitato quel determinato paio di gambe che si muovevano con tanta grazia. 

Dopo alcuni balli, al suono di un tango, mi portai dinanzi a quelle gambe composte e, nello stesso tempo, sollevato lo sguardo da esse sino al seno e al volto, mi accorsi che le stesse appartenevano ad una bella ragazza che con un ampio sorriso si apprestava ad alzarsi. Con un cenno del capo l’invitai a ballare. Ballammo con passione ed entusiasmo. Lei era disponibile e io stringendola a me sentivo il suo calore, un dolce e gentile calore che m’inondava tutto.

Le chiesi che faceva, quanti erano in famiglia, se amava l’arte e parlavo, parlavo, mentre lei si limitava a guardarmi. Mi disse, infine, che era figlia unica, che studiava e che amava l’arte, anche se, non si riteneva un’esperta. Terminato il ballo l’accompagnai là dove era posta la sedia su cui era stata seduta in precedenza; mi accingevo ad allontanarmi quando, posatami una mano su una spalla, intanto che un  nuovo disco intonava un lento, mi disse: perché non mi fai ballare ancora? Con piacere, esclamai io. 

Riprendemmo a ballare, ma questa volta con i corpi più vicini, più stretti, tanto da sentire aderire perfettamente le sue forme. All’improvviso le dissi: hai il ragazzo? Al suo no, insistetti, mai avuto? No, rispose lei. E io, ti dispiace se domani ti accompagno a scuola? - Ma no, anzi…-

Da quel giorno andavo a prenderla nei pressi della sua abitazione e l’accompagnavo sino al portone della scuola e poi, di corsa, mi recavo a scuola mia. 

Così conobbi Anna, la mia ragazza. Per

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