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Footballinguistica

Footballinguistica

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Footballinguistica

Lunghezza:
129 pagine
1 ora
Editore:
Pubblicato:
12 mag 2014
ISBN:
9788891141262
Formato:
Libro

Descrizione

Striscioni e articoli sportivi. E se li avesse scritti Dante? Quali invenzioni linguistiche avrebbe usato? Non lo sapremo mai. Conosciamo invece quelle dei tifosi e dei giornalisti di oggi che canalizzano la loro passione sportiva in originali giochi di parole, significanti e significati ricchi di potenzialità esplicative da analizzare attentamente.

“Footballinguistica” tenta questa analisi attraverso un excursus sociolinguistico delle forme di espressione che connotano il mondo del calcio.

Figure retoriche, strutture linguistiche e word play che caratterizzano striscioni e titoli di giornali sportivi, esteri ed italiani, contestualizzati nel loro ambito socioculturale.
Editore:
Pubblicato:
12 mag 2014
ISBN:
9788891141262
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Footballinguistica - Marino D’Amore

Footballinguistica

La Sociolinguistica del mondo del calcio

di

Marino D’Amore

Titolo | Footballinguistica

Autore | Marino D’Amore

ISBN | 9788891141262

Prima edizione digitale: 2014

© Tutti i diritti riservati all’Autore

Youcanprint Self-Publishing

Via Roma 73 - 73039 Tricase (LE)

info@youcanprint.it

www.youcanprint.it

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Qualsiasi distribuzione o fruizione non autorizzata costituisce violazione dei diritti dell’editore e dell’autore e sarà sanzionata civilmente e penalmente secondo quanto previsto dalla legge 633/1941.

INDICE

Prefazione

Di Michelangelo Ugo Barbara

Linguistica e Sociolinguistica

Introduzione

1-GLI STRISCIONI

1.1-Fenomenologia linguistico-calcistica

1.2-Gli striscioni: fantasia e tifo

1.2.1-Gli striscioni del calcio estero

1.2.2 -Il caso italiano

1.3-CONCLUSIONI

2-I TITOLI DEI GIORNALI

2.1-La Linguistica dei giornali

2.1.1-Gli articoli inglesi

2.1.2-I Mondiali e gli Europei per i tre leoni

2.1.3-Gli esempi italiani

2.2-Euro 2012101

CONCLUSIONI

Glossario Figure Retoriche

EPONIMI

BIBLIOGRAFIA

SITOGRAFIA

Prefazione

Di Michelangelo Ugo Barbara

Negli anni mi è capitato più volte di sentire colleghi indignati sbottare chiedendo l'istituzione di un albo a parte per i giornalisti sportivi. E a volte,confesso, ho condiviso in cuor mio questo auspicio. Mi è capitato leggendo alcuni titoli sparati a nove colonne da equilibristi della lingua con espressioni gergali, omofonie e assonanze da far accapponare la pelle. Poi, perfetta nemesi storica, mi è capitato di avere un figlio appassionato di sport e tifoso come solo persone come Marino D'Amore sanno essere. É stato mio figlio il primo a mostrarmi l'arte insita nei titoli dei giornali sportivi e ora è D'Amore a dimostrare che dietro quelle acrobazie si nasconde una capacità di sintetizzare, condensare e divertire che va solo ammirata. Ancora di più me ne sono reso conto da quando sono a capo di una redazione Internet e quindi perennemente a caccia del titolo più sintetico ed efficace possibile. Datemi un titolatore sportivo mi trovo a urlare in redazione e prontamente all'appello risponde qualcuno, basta uno che abbia un minimo in più della mia inesistente passione per lo sport, che trova il titolo perfettamente calzante, spesso ricorrendo a una metafora calcistica. Perché un titolo sportivo funziona così bene in quasi qualunque contesto? Per lo stesso motivo per cui, in occasione della strage alle Olimpiadi di Monaco, fu un giornalista sportivo, Andrea Barbato, a raccontare al meglio quello che stava succedendo. Riuscì a tenere una lunghissima diretta senza mai perdere il filo della narrazione e senza cadere nelle banalità, proprio come si richiede a un radiocronista che si rispetti. Certo, c'era alle spalle un background che non tutti i giornalisti possono vantare, ma anche la capacità di toccare quelle corde del comune sentire che fanno di un romanzo un libro di successo o di un film un blockbuster. Lo stesso, in fondo, vale per gli striscioni allo stadio. A ben guardare quella del pubblico sberleffo è una tradizione vecchia quanto l'impero romano. I motti che decorano alcuni muri di Pompei non sono tanto dissimili nei toni dagli irriverenti striscioni che compaiono sugli spalti. E anche lì ad agire è il sentimento popolare, l'ilarità che si scatena quando una battuta agisce su un sostrato ampiamente condiviso. Con questo testo D'Amore ci permette di scendere più in profondità in quello che ha tutte le caratteristiche di un fenomeno di superficie, ma che racconta la nostra realtà meglio di tanti media, new o tradizionali che siano.

Linguistica e Sociolinguistica

La linguistica è la disciplinascientificache studia illinguaggioumano. Da questa definizione, si possono fare due distinzioni:

a) Illinguaggiointeso come facoltà dellaspecie umanadi usare strumenti comunicativi simbolici. In altre parole, la linguistica studia la capacità espressiva umana logicamente preesistente alla sua realizzazione concreta (fonazione o parlato, scrittura, gesti, ecc.).

b) la lingua (o le lingue) storica, in quanto prodotto di questa facoltà. Lingue sono ad esempio l'italianoo lospagnolo, lalingua dei segni ecc. o altrisistemi comunicativi umani complessi, costituiti cioè di segmenti minimi portatori di significato (ad es. imorfemie ifonemi) articolati tra loro in un sistema gerarchico complesso (ad es. lafrase).

La sociolinguistica è la disciplina che studia gli effetti che hanno sulla lingua i diversi fattori sociali ed è ormai parte integrante delle moderne scienze del linguaggio. Nasce come campo di specializzazione della linguistica dalla collaborazione tra le scienze sociologiche e le scienze linguistiche. Le discipline che più la influenzano sonola linguistica, appunto, lasociologiae l’antropologia. I suoi oggetti di ricerca sono lingua, comunicazione e intreccio tra queste con società e cultura. I suoi dati empirici sono concreti messaggi linguistici, testi. Gli esordi della materia sono da riportare alla fine degli anni 50, quando l'ingleseBasil Bernstein, sociologo dell'educazione, elaborò lateoria dei due codici. A seconda del contesto il rapporto tra lingua, società e cultura viene affrontato in maniera differente, perciò si potrebbe dire che la sociolinguistica cambia sfumature nel tempo e nello spazio.

Introduzione

Da bambino il mio unico desiderio era giocare acalcioe che i miei genitori potessero vedermi in tv. Quel che è venuto dopo, la fama, il denaro, i trofei; tutto fantastico ma non paragonabile alla prima volta che mio papà mi ha visto in televisione.

Samuel Eto’o

Il calcio è sicuramente lo sport¹ più diffuso e più famoso del mondo, vero comun denominatore di società che per storia², abitudini, costumi³ e background sociale differiscono sotto molteplici aspetti⁴. Negli anni questo sport ha assunto i nitidi contorni di un processo globalizzante e ampiamente condiviso che, pur salvaguardando le appartenenze identitarie, anzi esaltandole nel tifo, si è insinuato e stabilizzato nelle pieghe culturali⁵ di quasi tutti i popoli del pianeta, ponendoli nel medesimo contesto fruitivo-partecipativo: seduti in uno stadio per sostenere la propria squadra e, più tardi, davanti ad uno schermo televisivo che trasmette una partita⁶. Sì, perché o in uno stadio o davanti ad una tv, l’esperienza calcistica, sia essa agonistica o meramente spettatoriale, ci rende parte di una comunità che travalica i confini statuali, una sorta di sovranazione i cui cittadini condividono valori, le norme, le leggi scritte e non scritte, pur parlando lingue diverse⁷. Una condivisione tanto totalizzante⁸ tuttavia non soffoca tutte quelle istanze identitarie e campanilistiche che spingono ognuno di noi a tifare per la propria squadra o la propria nazionale durante una competizione⁹: in fondo una partita di calcio non è nient’altro che la metafora di una battaglia in cui un esercito invasore tenta in tutti i modi di conquistare la porta della città nemica, mentre l’esercito attaccato tenta di sconfiggere il primo facendo lo stesso. Il gol diventa così la trasposizione agonistico-sportiva di quella conquista¹⁰, realizzata indossando i colori del proprio gonfalone, del vessillo cittadino o nazionale. Prima di cominciare l’analisi linguistica su ciò che circonda questo sport, ossia le forme di tifo e di giornalismo, a cui il testo è finalizzato occorre intraprendere un breve excursus storico su dove, come è nato e si è sviluppato un fenomeno così importante e

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